Ti riconosci nei sintomi di questi 3 casi di cervicale?

Nel precedente articolo, come interpretare i sintomi della cervicaleho illustrato come il disturbo cervicale tenda ad avere caratteristiche diverse a seconda se sia causato prevalentemente da aspetti metabolici, da aspetti meccanici o da aspetti nervosi.

Per rinforzare i concetti, voglio parlarvi di 3 casi, che ho sottomano in questo periodo. Sono 3 casi ben diversi tra loro: i sintomi potrebbero anche assomigliarsi un po’, ma in realtà sono persone profondamente diverse.

Casi come questi sono a mio avviso quelli in cui gli aspetti causativi sono più marcati: è naturalmente impossibile che uno abbia “solo” un problema meccanico o che il responsabile sia “solo” il sistema nervoso, ovviamente.

Ma questi 3 casi sono nettamente sbilanciati verso una categoria di cause, quindi ve ne parlo volentieri: potreste riconoscere una situazione simile alla vostra e quindi indirizzarvi verso un certo tipo di soluzione.

Premessa: io lavoro per lo più nel mio studio, dove sono quasi tutti i giorni, e dove vedo persone in maniera ricorrente anche dopo che il loro percorso è finito, dato che allo studio è annessa una palestra per il rinforzo muscolare. Con queste persone mi posso sbizzarrire, e seguirle passo passo.

Capita però decisamente spesso di ricevere persone da parecchio lontano, oppure di essere in una sede che non si presta a dare una continuità riabilitativa.

In questo caso devo essere bravo ad indirizzare bene la persona verso quello che deve fare, perchè difficilmente avrò occasione di rivederla, sicuramente non di vederla frequentemente.

Se applico direttamente una tecnica, deve essere la più efficace possibile; se indico un piano riabilitativo, devo essere sicuro che lo svolga.

Le persone di cui vi parlo appartengono a questo secondo gruppo.

 

Primo caso di cervicale (un disturbo ad alta componente meccanica)

La prima persona è un signore di 68 anni, alto e robusto.

Un po’ di grasso di troppo, tipico dell’età, ma niente di estremamente preoccupante.

Viene da me perchè da anni soffre di grossi problemi costanti al lato destro del collo: rigidità, dolore e ultimamente frequentissime emicranie.

Per il resto sta bene, i suoi test di autovalutazione erano pressochè “puliti”.

Al che comincio ad indagare su cosa nella sua “storia” potesse aver determinato un sovraccarico così marcato, e gli faccio un po’ di domande sul suo passato.

Come spesso succede, a volte ci dimentichiamo di incidenti o traumi significativi solo perchè è passato tanto tempo: errore, perchè tessuti danneggiati=tessuti meno elastici, e questa mancanza di elasticità difficilmente causa problemi immediati, ma più facilmente dopo anni.

Così è stato per lui: 15 anni fa ha avuto una brutta caduta, con distorsione della spalla, senza frattura.

La spalla gli ha dato noia per circa un anno, e poi stop.

Qualche anno dopo sono cominciati i guai cervicali.

A questo punto sono curioso di sentire la spalla: afferro il braccio, gli faccio fare una rotazione e….tac! Il mio signore fa un “saltino”, come se gli avessi evocato dolore acuto.

Lui si stupisce anche un po’, dato che la spalla non gli aveva dato più problemi: ho dovuto fargli sentire che dall’altra parte non succedeva perchè si rendesse conto che lì c’era un problema.

Cos’è successo? Semplice: i tessuti della sua spalla (tendini,legamenti e muscoli) non sono guariti al 100%, ma il suo corpo ha elaborato una strategia per permettergli comunque di andare avanti.

Questa strategia ha sicuramente incluso un maggiore utilizzo del muscolo trapezio, che è un muscolo anche del collo.

Li per li, il trapezio può anche aver sopportato bene questo sovraccarico.

Mesi e anni di surplus di lavoro lo hanno decisamente stancato: ecco che sono comparsi i sintomi cervicali e l’emicrania, ma ecco perchè sono comparsi anni dopo.

Com’è finita? Benissimo: gli ho applicato la tecnica Cervical System e gli ho illustrato gli esercizi per il problema alla spalla.

Fortunatamente, ha un collega fisioterapista di fiducia che gli ha dato una mano con questa riabilitazione.

Ad un anno di distanza, questo signore non ha più avuto grandi crisi, e i mal di testa sono passati da quotidiani a bimestrali.

La spalla ed il collo si muovono decisamente bene: certo, a 68 anni non vogliamo questa grande mobilità, quindi anche se non è perfetto, va benissimo così.

Ecco, questo era un caso puramente meccanico, non ho dovuto neanche fare approfondimenti metabolici o nervosi: c’era una vite che non girava, e rimessa “a posto” la vite l’impianto ha ricominciato a funzionare.

 

Secondo caso di cervicale (un disturbo ad alta componente metabolica)

Il secondo caso è ben diverso: una signora mi chiama perchè ha una serie di problemi che vuole sottopormi, e dato che ho risolto i problemi di un suo amico, vuole venire anche lei.

Piccolo, piccolissimo problema: il suo amico aveva una situazione simile a quella che ho descritto nel caso precedente.

Quando la signora arriva, capisco che la “solfa” è ben diversa: signora sui 70 anni, decisamente sovrappeso, con una lista di sintomi di tutto rispetto: mal di schiena, mal di collo, male alle articolazioni in generale, stanchezza, difficoltà digestive.

La signora da diversi anni non si prende per nulla cura di sè, a causa di una serie di situazioni.

A questo punto mi metto un po’ le mani nei capelli, e dato che sicuramente non potrò rivedere spesso questa persona, e non posso certo mettermi ad aggiustare un pezzo alla volta.

In questo caso nulla è più prioritario che una analisi BIA ACC: permette a me di comprendere la situazione, ma sopratutto a lei di vedersi fotografata in tutta la sua problematicità.

Cosa emerge? Un po’ di tutto, vi mostro qualche pezzo di referto.

Del complesso referto, consideriamo solo quello che ho cerchiato: grasso (FM), acqua totale (TBW), angolo di fase (PA)

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Questa signora ha innanzitutto (e qui non ci voleva nessuno strumento) del grasso di troppo (FM ben al 42%, consideriamo opportuno in una signora di questo tipo il 35%), e questo già di per sè è un problema, per 3 motivi

  • il sovraccarico strutturale
  • la disidratazione (acqua totale al 36%, anzichè al 50): acqua e grasso occupano nel corpo umano gli stessi spazi, quindi se uno si espande troppo, l’altro viene cacciato fuori. Questa situazione è pessima per i muscoli, in quanto sono il tessuto più idratato del corpo, e la mancanza di acqua li irrigidisce.
  • quando il grasso va oltre certi livelli, si deposita nel tessuto muscolare, andando a comprometterne ulteriormente le funzioni

Secondariamente, questa signora non ha accumulato grasso soltanto per porzioni troppo abbondanti, ma perchè ha mangiato male ed in condizioni di stress generale.

E’ ben diverso. Quando si mangia male ed in condizioni di stress (qualsiasi tipo di stress) si ha una alterazione del funzionamento di alcuni ormoni, sopratutto del cortisolo.

Come risultato, accumula sproporzionatamente  grassi e compaiono  sintomi come stanchezza, disturbi gastro enterici e dolori articolari.

Con la BIA ACC non possiamo sapere quanto cortisolo produce, ma possiamo capire se l’andamento è ottimale: quando non lo è il valore PA è basso, e questa signora ce l’ha decisamente troppo basso.

Con un valore di PA di 1,1 , il suo cortisolo non ha sicuramente un andamento tipico “alto al mattino-basso alla sera”, ma rimane costantemente attivato.

Conseguenza: ritenzione di liquidi, perdita di massa muscolare, accumulo di grasso, sintomi a go go.

Che fare?

L’unica cosa sensata: questa persona non farà mai esercizi posturali (ma comunque tessuti così compromessi non risponderebbero bene), nè posso aiutarla io aggiustando in maniera separata ogni pezzo.

L’unica soluzione da poterle proporre era un approccio alimentare che riproponesse un buon andamento ormonale e riducesse il grado infiammatorio generale.

Ho fatto fare qualche elaborazione dal software, mi sono consultato con Annalisa, che è naturalmente punto di riferimento imprescindibile quando si parla di alimentazione, e le ho consegnato il piano alimentare.

E’ un piano per nulla sacrificante, che assomiglia molto a quello esposto nell’articolo esempio di alimentazione circadiana e anti infiammatoria.

Anche qui è andata bene, ecco cosa mi scrive la signora dopo circa 15 giorni. Si, si tratta di signora settantenne evoluta e con email, non me la sono scritta da solo.

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Restando sulla terra, questa signora è comunque ad alto rischio: se dovesse tornare alle abitudini di prima, ripiomberebbe a capofitto nella stessa situazione.

Peraltro, l’alimentazione era solo uno dei problemi.

Comunque è un buon esempio per capire come si possano trattare benissimo disturbi muscolo scheletrici con approcci metabolici.

Nota bene: l’età di questa signora non c’entra, 20 anni fa aveva all’incirca gli stessi sintomi.

Questa situazione la si può riscontrare anche in una trentenne.

E per capire quanto l’alimentazione nel vostro caso possa rappresentare una forma di stress, basta compilare il test nutrizionale presente alla pagina test di autovalutazione!

 

Terzo caso di cervicale (un disturbo ad alta componente nervosa)

Il terzo è un esempio da manuale: mi si presenta il classico manager iper-stressato, sempre al telefono e con tanto di valigetta. 50 anni, signore in forma e ben tenuto.

Non ci potevo credere: pensavo che soggetti del genere esistessero solo quando cerchi “stress” su Google immagini, o al massimo nelle raffigurazioni che gli architetti fanno di come verrà il nuovo business center che hanno progettato. Mi sbagliavo!

Battute a parte, questo signore ha un bel pacco di sintomi: da circa due anni convive con mal di testa, senso di sbandamento, forte rigidità al collo, sensazioni di fitte alla testa, formicolii, difficoltà digestive e stanchezza.

Credo peraltro di essermi perso qualche sintomo, da tanti me ne ha raccontati.

Mi rimbocco le maniche, dico a mia moglie di non aspettarmi per la pausa pranzo e comincio a valutarlo.

Dal punto di vista meccanico, il suo collo si muove benissimo, ma fa i salti in aria se gli tocco i muscoli, indice di marcato eccesso di tensione.

Questo signore è stato uno sportivo anche di un certo livello: oggi è fermo da anni, ma ha mantenuto un buono stato di forma.

A differenza della signora di prima, lo stato dei suoi tessuti analizzato con la BIA ACC è perfetto: buona idratazione, poco grasso di troppo, buon andamento del cortisolo.

Si muove bene, non ha storia di traumi particolari, i suoi tessuti sono sani….ma allora?

Beh, è fin troppo evidente, è il “regista” che non funziona!

Quando è il sistema nervoso ad essere il principale attore in questione, abbiamo sempre segni ben rilevabili sull’ analisi PPG del sistema nervoso autonomo.

Ed infatti, ecco il quadro:

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Senza scendere nei dettagli, quando abbiamo situazioni di stress sopratutto a carico del sistema nervoso, vediamo due tipi di situazioni: o il sistema “cede” e tutti i valori si abbassano, oppure il sistema diventa “iperattivo” ed alcuni valori si alzano.

Non è proprio così semplice, ma rende l’idea.

Questo signore si trova nella seconda situazione: quando la gamma VLF del segnale PPG è così alta, è segno per noi di grande attività del sistema nervoso centrale, anzi di eccessiva attività nel sistema nervoso centrale.

La conseguenza immediata è che la tensione muscolare schizza verso l’alto. Si può facilmente capire come una tensione muscolare così alta porti:

  • stanchezza, perchè i muscoli lavorano molto
  • mal di testa e rigidità
  • disturbi del sonno, perchè il soggetto non riesce a rilassarsi
  • disturbi digestivi, perchè è alto il tono anche dei muscoli digestivi

Che fare? Sono i casi più difficili: questo peraltro è particolare perchè dal punto di vista meccanico e metabolico (inteso come qualità dei tessuti) va benissimo, quindi il problema nasce puramente nel sistema nervoso.

Per risolverlo davvero la questione va affrontata sotto molteplici punti di vista.

Cosa gli ho consigliato? Prima di tutto alimentazione circadiana e anti infiammatoria: anche se non è finito nei guai per colpa del cibo, una buona alimentazione regolarizza l’andamento ormonale, con effetti a cascata sul sistema nervoso.

E poi naturalmente esercizi di respirazione, come quelli del nostro protocollo per cervicale e cefalea: inutile dire che questo signore aveva un respiro corto e affannoso.

Gli ho consigliato un piano di attività fisica preciso, che lo aiuti a convogliare parte di queste energie nervose in energie fisiche.

E poi gli ho consigliato di iscriversi ad un corso di training autogeno, o tecniche simili. Purtroppo non lo posso seguire direttamente, quindi qui sono costretto a delegare.

Volete sapere com’è finita? Ancora non lo so, e non so avrà molta voglia di aggiornarmi.

E’ spesso via, mangia fuori praticamente sempre e torna a casa a sera inoltrata.

Le possibilità che faccia tutto quanto gli ho detto sono secondo me limitate.

Posso essere particolarmente sincero? Ho voluto mettere questo esempio per testimoniare come aiutare le persone non sia per niente facile, sopratutto casi come questo.

Se navigo su siti inerenti al mio lavoro trovo sempre e soltanto belle storie, condite con le immancabili foto prima/dopo.

Beh, dopo 12 anni di lavoro penso tranquillamente di potermi permettere di dire che per alcuni casi….non sono la persona giusta!

Questo signore avrebbe sicuramente bisogno di una figura che lo aiuti ad organizzarsi, a non lasciarsi sommergere dagli impegni, a prendersi cura di sè, a capire l’importanza di interventi come quelli che gli ho indicato.

Magari sono riuscito a fargli passare il concetto e si applicherà: sicuramente sono contento del fatto che abbia capito qual’è il suo problema.

Senza di quello, non c’è speranza di imbroccare la strada giusta.

Prima di chiudere: volete anche voi tutte le valutazioni che ho fatto a questi signori, e che sono spiegate alla pagina esempio di visita? Contattatemi!

Lo vorreste, ma una serie di impedimenti non ve lo consentono?

Acquistate l’ebook Cervicale: la guida completa. Contiene tutte le istruzioni per capire il problema, dandogli un inquadramento ovviamente meno preciso ma con gli stessi principi che ho illustrato in questo articolo. E naturalmente, la guida passo passo per risolvere il problema!

11 commenti

    • Marcello Chiapponi
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