La grande guida ai rimedi e alle cure per i dolori cervicali

Se stai cercando tutti i possibili rimedi e le possibili cure, naturali o meno, che possano aiutarti a migliorare la tua cervicale, sei nel posto giusto.

Con tutti gli articoli che ci ho scritto,L’Altra Riabilitazione è diventato il sito in Italia più ricco di materiale riguardante il disturbo cervicale, quindi mi sono detto: “perchè non raccogliere tutti i possibili rimedi, da quelli più scientifici a quelli della nonna, in una grande guida dalla facile consultazione?”.

Tutti gli articoli di approfondimento sul disturbo cervicale li puoi comunque trovare nella apposita sezione.

Ecco quindi che è nato questo articolo, che contiene la descrizione (e la mia esperienza personale a riguardo) dei principali rimedi utilizzati per curare il disturbo cervicale.

Quale sarà quello più adatto a te? Cercherai di capirlo tra poco, dopo una breve premessa su cosa sia davvero il disturbo cervicale.

Sai già tutto del disturbo cervicale? Ottimo: in questo caso potrebbe interessarti il mio manuale gratuito “Sintomi Cervicali Svelati!“, riservato agli iscritti alla newsletter, che ti permetterà di capire quali siano le cause del tuo disturbo, cosa per nulla scontata.

Sarà solo un problema posturale, oppure hai bisogno di lavorare anche sull’alimentazione e sullo stress emotivo? Clicca sull’immagine per scaricare il manuale!

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Cos’è davvero il disturbo cervicale e come si cura

Incominciamo con una piccola premessa su cosa sia il disturbo cervicale, nel caso fosse la prima volta che capiti su L’Altra Riabilitazione.

Il disturbo cervicale (al quale è dedicata una intera sezione) è un disturbo caratterizzato da una eccessiva tensione dei muscoli del collo, che genera usura delle vertebre (che nei vari esami puoi vedere sotto forma di artrosi o discopatie, delle quali però non ti devi preoccupare troppo) e sintomi come:

Questa lista non è esaustiva: se vuoi saperne di più, ti consiglio di leggere l’articolo “Come interpretare i sintomi della cervicale”.

Conosciuto il problema, quello che cerchiamo è un rimedio.

Nel caso del disturbo cervicale, il rimedio “maestro” è rinchiuso in questa frase:

“Cerca di capire quali siano le cause alla base del tuo disturbo (non sono così scontate) ed agisci di conseguenza"

IMPORTANTE

Se vuoi capire meglio le cause del tuo disturbo, ti suggerisco nuovamente il mio manuale gratuito “Sintomi Cervicali Svelati!”, riservato agli iscritti alla newsletter. Metabolismo, sistema nervoso e alimentazione sono molto importanti nel disturbo cervicale, ma come fai a sapere se sono importanti per IL TUO disturbo cervicale? Grazie al manuale “Sintomi Cervicali Svelati!” lo potrai capire facilmente!

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Tuttavia, per un motivo o per l’altro, auto-analizzare il proprio disturbo, o farlo con l’aiuto di un professionista (che ti può aiutare con una valutazione completa come quella che eseguiamo noi), non è sempre una operazione semplice, e non sempre riesce.

Ecco quindi una lista dei possibili rimedi per il disturbo cervicale: per ciascuno di essi, ho cercato di esprimere l’opinione più oggettiva possibile.

Alcuni rimedi sono “di emergenza”, altri delle vere e proprie cure.

Ho cercato di suddividere i rimedi in categorie, incominciando dalla macro-categoria “rimedi chirurgici/rimedi conservativi”: neanche da dire che la seconda macro-categoria sia quella che ci interessa di più, dato che solo una ristretta percentuale di problemi al collo merita un intervento chirurgico.

Ecco riassunti in una tabella tutti i principali rimedi non chirurgici, che verranno descritti nell’articolo.

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Buona lettura!

RIMEDI NON CHIRURGICI MA FARMACOLOGICI, OVVERO BASATI SULL’ASSUNZIONE DI SOSTANZE, NATURALI O MENO

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#1 Rimedi farmacologici naturali

Una delle prime necessità che abbiamo durante una crisi di dolore acuto è qualcosa che ci tolga, o che almeno ci allevi, il dolore; altre volte invece può capitare di assumere delle sostanze come cura, nella speranza che facciano effetto sul lungo termine.

In entrambi i casi, i rimedi naturali sono spesso preferiti dalle persone, in quanto hanno meno effetti collaterali rispetto ai farmaci veri e propri.

Funzionano?

C’è da dire che se hanno meno effetti collaterali, probabilmente è perchè hanno meno effetti in generale.

Tuttavia tutte quelle sostanze che vengono prese come anti-infiammatorio o anti-dolorifico possono sicuramente essere un aiuto, mentre non abbiamo nessun dato affidabile su prodotti assunti come cura a lungo termine, ad esempio la glucosamina per la cura delle cartilagini.

Citerò soltanto le sostanze naturali più famose e apparentemente più efficaci.

Artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens) : noto anti-infiammatorio naturale, si trova in tutte le forme, ma la più nota è quella di tintura madre da sciogliere in acqua.
Sicuramente tra le sostanze naturali più efficaci e dall’utilizzo più consolidato.

Boswellia (Boswellia serrata): la Boswellia viene utilizzata spesso nel trattamento delle artriti e delle infiammazioni osteo-articolari, data la sua capacità di inibire la produzione di mediatori dell’infiammazione.
Anche la Boswellia ha una tradizione consolidata, e può essere considerato un buon anti-infiammatorio naturale.

Ribes Nigrum: considerato addirittura una alternativa naturale al cortisone, il Ribes Nigrum è una pianta utilizzata da decenni come tintura madre, ma sembra che anche il consumo del frutto possa contribuire a ridurre lo stato infiammatorio dell’organismo.

Se si va a spulciare la rete, vengono attribuite proprietà anti-infiammatorie a centinaia di altre piante.

Ho voluto citare le più utilizzate perchè hanno una tradizione di utilizzo iper-consolidata, perchè ho il sospetto che chiunque produca una tintura di qualunque pianta possa attribuirle proprietà anti-infiammatorie.

#2 Pomate anti infiammatorie naturali e non (Arnica, ketoprofene..)

Se c’è una cosa che non mi piace (se non per l’indiscutibile effetto placebo) sono le pomate per uso locale, anche se so bene che sono molto popolari.

Sono molto popolari perchè è istintiva l’azione di applicare qualcosa sulle parti dolenti.

Se guardiamo la realtà dei fatti, i muscoli cervicali (e non parliamo neppure delle vertebre) sono decisamente troppo profondi perchè il principio attivo contenuto in una pomata possa arrivarci: magari la sensazione è gradevole comunque, ma se cerco un sollievo di quel tipo, a quel punto posso fare anche un impacco caldo.

Probabilmente parte del principio attivo arriva comunque nella zona desiderata perchè entra in circolo, ma parliamo di dosi sicuramente non molto rilevanti.

RIMEDI DELLA NONNA

Ovviamente puoi immaginare che la tradizione popolare possa proporre le più svariate cose, e allo stesso modo puoi immaginare che nessuno si sia messo a fare degli studi per verificare se gli impacchi di grasso di maiale (bleah) siano davvero efficaci, quindi non mi esprimerò a riguardo.

Possiamo basarci su un principio innegabile: il calore ha proprietà mio-rilassanti, cioè rilassa i muscoli, ed è particolarmente adatto come rimedio immediato per molti fastidi cervicali.

Impacchi come quelli con il sale caldo possono quindi rappresentare un buon rimedio, non fosse altro per il calore che trasmettono ai muscoli.

RIMEDI FARMACOLOGICI

farmaci

Ovviamente anche la farmacologia ci mette a disposizione una lunga serie di prodotti, principalmente in tre categorie: anti-infiammatori, anti-dolorifici, mio-rilassanti.

Questi prodotti molto spesso richiedono la prescrizione medica, e sicuramente anche il mio consiglio è quello di rivolgersi al curante, dato che i rischi della auto-prescrizione sono notevoli.

I farmaci hanno naturalmente effetti collaterali molto maggiori, ma inevitabilmente in molti casi sono più efficaci rispetto ai “fratelli minori” di cui ho parlato prima.

IMPORTANTE: devi considerare l’assunzione di qualsiasi tipo di farmaco come qualcosa di temporaneo, per avere sollievo intanto che cerchi di risolvere il problema alla base.

#1 Anti-infiammatori

Principalmente si dividono in steroidei (cortisone) e non steroidei, hanno lo scopo di bloccare le molecole responsabili dell’infiammazione.
Il cortisone è probabilmente il farmaco più utilizzato in medicina: effetti collaterali sicuramente importanti, ma innegabilmente rappresenta una salvezza per i dolori molto acuti.

Gli anti infiammatori non steroidei (FANS) hanno il problema di essere estremamente diffusi, e per questo molte persone ne abusano, con conseguenze importanti su stomaco, fegato e reni.
Sono spesso efficaci sul disturbo cervicale ma non sempre, in quanto non sempre l’infiammazione è dominante nel problema cervicale.

#2 Anti-dolorifici

Gli antidolorifici agiscono sul meccanismo di trasmissione del dolore dai tessuti fino al cervello. Sono ad esclusiva prescrizione medica, e a volte rappresentano l’ultimo appiglio di chi ha dolore cronico, sopratutto quando si parla di morfina, oppioidi e simili.

Neanche da dire, sempre meglio cercare in tutti i modi di non arrivare a doverli assumere.

#3 Miorilassanti

I farmaci miorilassanti agiscono bloccando alcune molecole responsabili della contrazione muscolare a livello del sistema nervoso, quindi in un certo senso “spengono” l’attività dei muscoli, la cui eccessiva contrattura è spesso la causa del dolore.

Molte volte hanno un buon riscontro sul problema cervicale, ma diverse persone lamentano notevoli effetti collaterali come debolezza, pienamente giustificata dal fatto che viene ridotto il tono di tutti i muscoli scheletrici, non solo di quelli cervicali.

#4 Cerotti anti-infiammatori

I cerotti anti-infiammatori contengono un principio attivo che viene rilasciato gradualmente nei tessuti sottostanti. Qual’è il problema in questo caso?

Lo stesso della pomata di Arnica: quanto in profondità riesce ad arrivare?
Forse ai muscoli appena sottostanti, sicuramente non alle vertebre. Va detto che comunque il principio attivo entra in circolo quindi può eseguire la sua azione in maniera analoga a se venisse assunto per via orale, con forse minori effetti collaterali.

#5 Cerotti auto-riscaldanti

Questi cerotti sfruttano semplicemente il ben noto effetto mio-rilassante del calore. Non penso proprio possano avere una efficacia superiore a quella di un impacco caldo, ma sicuramente sono molto più comodi.

#6 Terapia del dolore

immagine tratta da Google immagini, che illustra una iniezione epidurale

immagine tratta da Google immagini, che illustra una iniezione epidurale

La terapia del dolore non consiste nel dare sonore mazzate in un punto dove non hai dolore, nella speranza che ti dimentichi di quello nel quale hai dolore (sembra incredibile ma qualcuno ne è davvero convinto).

La terapia del dolore consiste nell’iniezione di analgesici o anestetici direttamente nelle vertebre, a livello dello spazio epidurale, delle faccette articolari o dei muscoli.

Naturalmente si tratta di una terapia eseguibile soltanto in centri ospedalieri specializzati.

La mia opinione e la mia esperienza?

La mia esperienza è che la terapia del dolore sia la “extrema ratio”, cioè qualcosa che fai se proprio non sei riuscito a controllare il dolore in altro modo.

Quando viene fatta, sicuramente è una terapia efficace su molti casi.

Preferisco evitarla quando possibile, per un semplice motivo: sotto l’effetto dei potenti farmaci iniettati direttamente nel collo, è possibile che tu non senta dolore in situazioni in cui normalmente lo sentiresti.

In conseguenza di ciò, può benissimo essere che tu faccia molto di più di quanto non avresti potuto fare, e che una volta terminato l’effetto la situazione del dolore possa anche essere peggiore di prima.

TERAPIE DIRETTAMENTE SUL TRATTO CERVICALE, PASSIVE

terapie-passive-cervicale

Cosa intendo per terapie passive direttamente sul tratto cervicale?

Semplice: intendo tutte quelle terapie nelle quali tu di devi soltanto accomodare, ed aspettare che qualcuno faccia qualcosa al tuo collo.
Rientrano in questa categoria le terapie manipolative come il massaggio e la chiropratica, ma anche le applicazioni tipo tecar, ultrasuoni ecc..

In particolare per quanto riguarda le terapie manuali, chiedersi se funzionino è come dire “funzionano le diete?”.

Quali diete? Fatte da chi? Provate su chi? Portate avanti quanto?

La terapia manuale è un universo del tutto sconfinato, all’interno del quale però due o tre punti fermi si possono trovare, e sono quelli che ti dirò, dato che è molto importante che tu li conosca.

TIENI SEMPRE PRESENTE CHE...

 

  • Nessuna terapia manuale è oggettiva (come un farmaco, che è uguale per tutti), quindi non si può dire "questa funziona" e "questa no" perchè cambiano a seconda dell'operatore,non solo della disciplina.
  • Nessuna terapia manuale può fisicamente "aggiustare" i tuoi muscoli, nè "raddrizzare" vertebre storte.
  • Il fatto di essere "fuori asse" è assolutamente comune a tutte le persone, e non può essere additato come causa (o almeno non unica causa) del dolore.
  • I principi su cui si basano due terapie molto diffuse, cioè osteopatia e chiropratica, non sono mai stati dimostrati oggettivamente. Per molte persone funzionano bene, ma è importante sapere che le "diagnosi" o le valutazioni che vengono fatte nell'ambito di queste discipline, rappresentano una opinione personale e non una verità scientifica.
  • Se ti sottoponi alla valutazione di due professionisti diversi, con la stessa qualifica (indipendentemente da quale sia), la possibilità che ti dicano due cose diverse rasenta il 100%. Riceverai tante versioni diverse quanti saranno i professionisti dai quali ti rechi.

#1 Massaggio

Semplicemente, la più antica forma di terapia per i dolori muscolari. Non c’è bisogno che specifichi che di massaggi ne esistono di svariati tipi, lo sanno tutti: vanno dai profondi ai superficiali, dai diretti ai riflessi, e chi più ne ha più ne metta.
Cosa devi sapere a riguardo:

  • lavorare sui muscoli ha spesso un effetto positivo, quindi nel complesso la cosa funziona
  • nessun massaggiatore, fisioterapista o chi altri può fisicamente “cambiare” i tuoi tessuti: il miglioramento lo hai perchè il sistema nervoso decide che può trasmetterti meno dolore, non perchè il tuo muscolo sia stato fisicamente “aggiustato”
  • nessuna terapia manipolativa è in grado di cambiare più di tanto il modo in cui ti muovi e la postura in generale (fatto salvo che meno dolore=miglior postura) quindi se non fai nient’altro, è facile che il problema si ripresenti

Citazione a parte merita a mio avviso il trattamento dei trigger points (che personalmente eseguo spesso): il trattamento dei trigger points consiste fondamentalmente in un massaggio profondo in determinati punti, in genere quelli dove il muscolo è più contratto.
E’ molto diffusa ed ha anche un discreto supporto scientifico,il che non è per nulla scontato quando si parla di terapia manuale.

A livello di esperienza personale, posso dire che è un trattamento efficace e sostanzialmente privo di controindicazioni: fa parte della mia pratica quotidiana, e quando il paziente non risponde a quello, difficilmente risponderà ad un altro tipo di terapia manuale.

#2 Osteopatia

L’osteopatia è una terapia manuale basata su manipolazioni fondamentalmente dolci. Ha gli stessi problemi e fondamentalmente gli stessi aspetti positivi di tutte le terapie manuali, ma molti (osteopati in primis) la ritengono una forma di conoscenza più avanzata e quindi più efficace.

Ho parlato diffusamente di questo argomento nell’articolo dedicato all’osteopatia.

Se invece andiamo a guardare la realtà dei fatti, vediamo che:

– i princìpi sui quali si basa (movimento cranio sacrale in primis) non sono mai stati dimostrati
– non si è mai riusciti a dimostrare che due osteopati “sentano” le stesse cose sulla stessa persona
– nessuno studio ha dimostrato che il trattamento osteopatico sia superiore ad altri trattamenti

Attenzione bene, questi limiti ci sono anche nei trattamenti fisioterapici, sono comuni a tutti i trattamenti manuali.

Ma proprio perchè hanno gli stessi limiti e fondamentalmente la stessa efficacia, i trattamenti osteopatici non dovrebbero essere considerati “di livello superiore” rispetto ad altri trattamenti (anche se il più delle volte le cifre che si spendono sono nettamente superiori).

Come con ogni terapia manuale, può andarti bene oppure no, a seconda del tuo caso e del professionista che incontri: l’importante è andarci con le giuste premesse, in modo da essere informati.

#3 Chiropratica

"Fidati di me, sono un chiropratico certificato!"

“Fidati di me, sono un chiropratico certificato!”

La chiropratica è un trattamento manuale che si basa su movimenti veloci, che producono il classico “crick” a livello delle vertebre.

Il discorso è simile a quello fatto per l’osteopatia:

– i malposizionamenti vertebrali, le famose “sublussazioni” che i chiropratici vorrebbero correggere, non sono mai state dimostrate essere possibile causa di dolore, nè dimostrata appieno la loro esistenza.

– anche qui, se si prendono tre chiropratici e gli si fa sentire la stessa persona, esprimeranno tre opinioni diverse.

– si è dimostrato, grazie a particolari strumenti, che il rumore emesso dalle vertebre durante la manipolazione proviene il più dalle volte da altre vertebre rispetto a quelle che il chiropratico ha “mirato”: tuttavia l’effetto antalgico è analogo, quindi non dipende dall’aver “aggiustato” la vertebra ritenuta storta.

– si è dimostrato che il rumore prodotto dalle vertebre durante la manipolazione induce un rilassamento dei muscoli circostanti (ed è per quello che i sintomi possono migliorare), ma questo avviene indipendentemente da come viene fatta la manipolazione: in pratica, è sufficiente riuscire a far produrre alle vertebre il crick per ottenere l’effetto antalgico, quindi non è che di fatto il dolore diminuisca perchè “si sono raddrizzate”.

non si è ancora capito al 100% cosa diavolo sia il rumore che si sente durante la manipolazione.

Inoltre, va detto che la chiropratica è decisamente tra le forme di terapie manuali più “invasive”, dato che in certi casi le manipolazioni possono essere decisamente “robuste”.

I rischi connessi a questa pratica sono spesso ingigantiti (veri e propri gravi incidenti si sono verificati solo in rarissimi casi), tuttavia molte persone non gradiscono questo tipo di manipolazione.

Esperienza personale: anche qui, non va considerata una forma “superiore” di terapia, anche se a volte si possono avere buoni effetti su situazioni che non rispondevano alle terapie manuali più “soft”.

Di contro, il rischio di effetti collaterali (il più delle volte transitori) è innegabilmente superiore.

#4 Agopuntura

Difficile, molto difficile esprimere un giudizio sull’agopuntura.

Dal punto di vista scientifico, alla domanda “L’agopuntura è stata in grado di fornire prove concrete della sua efficacia?” la risposta è “di fatto no”.

Va detto però che l’agopuntura (così come tutte le terapie manuali) è strettamente operatore-dipendente, cioè ognuno la può fare in modo diverso. In pratica, si tratta di vere e proprie arti, e come è noto, l’arte non si presta a dimostrazione scientifica.
In sostanza: può funzionare e può non funzionare, e non lo puoi sapere finchè non provi.

Considerando i bassi rischi connessi, può valere la pena provare.

#5 Tecar, laser, ultrasuoni e terapie fisiche in genere

Le terapie fisiche utilizzate in fisioterapia lavorano su meccanismi simili tra loro, anche se quelle di nuova generazione (tipo la tecar) sembra che lo facciano in maniera un po’ più efficace.

In pratica, queste terapie mandano una energia ai tessuti, cercando di stimolare la micro-circolazione ed i processi di guarigione.

Il tutto funziona? In alcuni casi si (anche se le prove scientifiche scarseggiano) ma il gioco vale la candela?

Il rapporto costo/beneficio è, a mio modesto avviso, molto scarso, considerando che anche qui (ma dai?) la risposta è molto soggettiva.
Una menzione a parte la merita però la trazione cervicale.

#6 Trazione cervicale: un vero “asso nella manica”

trazione cervicale

La trazione è una forma di terapia utilizzata da anni, e forse un po’ sotto-utilizzata quando si parla di disturbo cervicale.

Il principio su cui si basa è molto semplice: la gravità e le contratture muscolari ti comprimono il collo?

Benissimo, cerchiamo di de-comprimerlo!

Fondamentalmente si tratta di attaccarsi una mentoniera e, tramite una carrucola ed un contrappeso, esercitare una leggera forza in trazione verso l’alto.

Sembra un po’ di essere “impiccati”, ma in realtà è molto efficace: lo stimolo di trazione ha un ottimo effetto sulle articolazioni e sui dischi, e di conseguenza sul dolore.

Peraltro, si tratta di un apparecchio che già in versione domestica è ottimo.

Lo puoi trovare su Amazon qui.

#7 Collare

Si tratta naturalmente di una soluzione di emergenza, adatta a fasi acute come quelle dopo un trauma. L’utilizzo del collare, per quanto questo possa indiscutibilmente essere un sollievo, andrebbe limitato al minimo onde evitare indebolimento dei muscoli.

TERAPIE ATTIVE SUL TRATTO CERVICALE

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Qui le cose si fanno decisamente più interessanti: definiamo “terapie attive” tutte quelle in cui è necessario un coinvolgimento diretto, quindi quelle in cui non ci si limita a “subire”.

Le terapie attive sono decisamente più efficaci nel medio termine, rispetto a quelle passive.

Perchè?

Perchè nella maggior parte dei casi, ci si procura il disturbo cervicale a causa di fattori che hanno a che vedere con il come ci muoviamo, come mangiamo, quanto stress sopportiamo…

Quale terapia o farmaco potrebbe mai “smuovere” questi fattori?Nessuna, ovviamente.

Le terapie attive invece modificano molto di più la postura, il modo in cui ti muovi, ed in generale creano un “adattamento” molto maggiore, il che ti garantisce una buona durata nel tempo.

Facciamo quindi una carrellata delle possibili terapie che ti coinvolgano in prima persona: il mio consiglio è di basare il tuo “piano d’attacco alla cervicale” su queste.

La maggior parte di questi accorgimenti sono spiegati all’interno del mio corso CERVICALE STOP!

#1 Accorgimenti vari di “protezione” del collo

Si tratta di comportamenti che mettiamo in atto istintivamente, perchè abbiamo visto che questa o quella sollecitazione ci creano problemi.

Parlo quindi dell’evitare determinate attività fisiche, di coprire il collo con sciarpe varie, eccetera eccetera.

Chiaramente, nel breve termine queste “tattiche” funzionano, ma spesso ci allontanano da una efficace risoluzione del problema: se sono costretto a coprire il collo anche in estate altrimenti mi viene mal di testa, i miei sforzi dovrebbero concentrarsi sul migliorare le condizioni del collo, non sul tenerlo coperto il più possibile!

Ho parlato approfonditamente dell’argomento nell’articolo “Perchè un colpo di freddo o un colpo d’aria ci provocano un attacco cervicale

Un tratto cervicale “in forma” NON deve necessitare di tutte queste attenzioni nè deve evitare le normali attività fisiche: se riuscirai a migliorare lo stato dei tuoi muscoli, non dovrai preoccuparti più così tanto.

#2 Terapia cognitiva ed informativa

Negli ultimi anni è emerso sempre di più come non ci sia alcun collegamento tra quello che si vede nelle lastre e quello che il paziente avverte.

Ci sono un sacco di persone che hanno problemi ed usure molto evidenti al collo, eppure non avvertono nulla.

Non tutti sono a conoscenza di questo, e molto spesso credono che quello che è stato visto nelle lastre (nel 90% dei casi discopatia o artrosi) sia un serio problema, e che a causa di questo debbano limitare la loro attività.

La terapia cognitiva si basa sullo spiegare al paziente che la sua schiena non è così fragile, che quello che ha visto nelle lastre è per lo più poco significativo, e che può muoversi tranquillamente senza pensare di essere “malato”.

A mio avviso, questo tipo di informazioni non dovrebbero mai mancare, e dovrebbero essere le prime che ogni paziente riceve.

Certo, occorre non sollecitare apertamente il dolore, ma da li all’evitare qualsiasi attività perchè “ho la discopatia”, la distanza è enorme.

#3 Ergonomia

ergonomia scrivania

Argomento sempre molto caldo, ma spesso sopravvalutato. Quale cuscino bisognerebbe utilizzare per dormire? Qual’è la postura migliore per stare seduti alla scrivania?

Il collo mi si infiamma a causa della borsetta che porto a tracolla?

Domande come queste affollano spesso la mente di chi soffre di disturbo cervicale in quanto sorgono istintivamente: se mi sveglio con il mal di collo (argomento di cui ho parlato in uno specifico articolo sulla cefalea mattutina), la prima cosa che penserò sarà “la colpa è del cuscino o di come ho dormito”.

Per quanto riguarda gli accorgimenti ergonomici in ufficio, si è visto che una seduta adeguata, il monitor ben regolato e l’appoggio dei gomiti hanno un discreto impatto sul poter migliorare la situazione del collo.

Molto molto sopravvalutato è il “problema cuscino“: molti miei pazienti potrebbero aprire dei negozi da tanti cuscini hanno provato.

Il succo del discorso è: svegliarsi con il mal di collo non è segno che il tuo cuscino non sia adeguato, è semplicemente segno che il tuo collo è più rigido di quanto dovrebbe,e non tollera il fatto che di notte ci muoviamo meno.

Cambiare cuscino, nella maggior parte dei casi, non cambierà significativamente la situazione, se non fai anche qualcos’altro (come le altre terapie che vedremo tra poco).

In più, non ci sono studi che dimostrino come un determinato tipo di cuscino aiuti il problema cervicale.

Il mio consiglio è di utilizzare un cuscino normale, nè troppo alto nè troppo basso, e di orientarsi su un cambiamento soltanto se hai notato che quando dormi da altre parti, con un cuscino diverso, stai meglio.

In generale, tutto ciò che ruota intorno alle “posture che dovresti tenere” è stato dimostrato essere ampiamente sopravvalutato.

Ritorna il discorso di prima: se il tuo collo è in buono stato di forma, NON deve necessitare di una attenzione maniacale a come ti muovi.

#4 Rieducazione ed esercizi

cervicale-sgabello

Oh, adesso si ragiona. Fare esercizio è sicuramente la terapia più efficace sul lungo termine, e con più studi come questo a rinforzo.

Perchè dico questo?

Semplice: per molte persone, il disturbo cervicale è causato da meccanismi “interni” ovvero il modo in cui si muovono, problemi che hanno accumulato nel tempo, rigidità, stress emotivo…

Tutti questi fattori possono essere intaccati davvero poco da terapie “esterne”, o per meglio dire “passive”: con queste terapie, il nostro modo di muoverci non cambia.

Con l’esercizio invece, il nostro sistema nervoso “impara”, e questo fa veramente tanta differenza.

In più, l’esercizio fisico stimola processi chimici che nessuna terapia può stimolare.

Di metodologie e di esercizi ne esistono veramente tanti, ma alla fine gli scopi sono gli stessi: distendere le strutture troppo contratte, rinforzare le strutture troppo indebolite, far prendere coscienza dei propri muscoli.

Un buon piano di esercizi deve avere una progressione, cioè la sua difficoltà deve aumentare con il tempo: lo scopo è quello di portare i muscoli nelle migliori condizioni possibili, non soltanto quello di “tamponare il problema”.

In sostanza: ovviamente ogni caso è a sè e necessita di un percorso diverso, ma l’esercizio ben studiato dovrebbe essere la base di ogni riabilitazione.

Ho trattato tutti gli esercizi più efficaci nel mio corso CERVICALE STOP!

#5 Terapie di rilassamento

Yoga, meditazione ed altre terapie simili sono spesso indicate per cercare di rilassare muscoli contratti da un eccesso di stress nervoso.
Funzionano davvero?
Diciamo che nella maggior parte dei casi, il loro lavoro lo fanno, cioè aiutano a distendere i muscoli contratti da stress.

I problemi possono essere :

1) non tutti hanno i muscoli contratti a causa dello stress emotivo, anzi per alcuni non c’entra proprio nulla.
2) quando invece si ha una quantità di stress emotivo molto forte, cercare di rilassarsi è solo una piccola parte della soluzione.

Riguardo al punto 2: forse non ci pensiamo mai, ma stare in tensione COSTA ENERGIA.

Se c’è una cosa che il nostro corpo non ama, è sprecare energia inutilmente.

Di conseguenza, se potesse rilassarsi, lo farebbe volentieri senza bisogno di alcun aiuto: il problema è che spesso abbiamo perso la capacità di rilassarci.

Fatta questa considerazione, le terapie di rilassamento possono sicuramente dare una mano, ma occorre anche cercare di agire a monte su una miglior organizzazione della vita in generale.

Insomma ok il rilassamento ma alle persone giuste, e con la coscienza che lo stress emotivo vada affrontato “a monte”.

Come affrontarlo a monte? Consulta il mio articolo “Ansia e stress nervoso possono provocare cervicale, dolori diffusi e altri sintomi: ecco come uscirne“.

#6 Alimentazione

Che cosa diavolo c’entra l’alimentazione con i problemi al collo?

Può sembrare strano, ma c’entra eccome: ne ho parlato in maniera diffusa su L’Altra Riabilitazione, e l’alimentazione è un tema ampiamente affrontato nel mio manuale“Cervicale: la guida completa”.

In pratica: il metabolismo si occupa di trasformare il cibo che mangiamo in energia.

Se questo processo non avviene in maniera adeguata, l’energia ed il nutrimento che arrivano ai muscoli sono di bassa qualità, e questo lo rende più debole e contratto.

Il buon funzionamento del metabolismo dipende in massima parte dal come ci alimentiamo, quindi è abbastanza facile arrivare alla conclusione che miglior alimentazione=miglior performance dei muscoli=minor dolore.

Sono molti i casi di problemi cervicali e di vertigini che io ed i miei colleghi abbiamo risolto semplicemente ri-organizzando l’alimentazione della persona.

Vuoi sapere se la tua alimentazione è una potenziale causa di problemi ai muscoli?

Allora non devi fare altro che compilare il test proposto dalla mia co-autrice Annalisa Caravaggi, esperta di nutrizione e metabolismo.

Se vuoi provare a migliorare la tua alimentazione, l’ argomento è complesso e bisognerebbe parlare singolarmente, ma un buono spunto di partenza è sicuramente il nostro schema di alimentazione circadiana e anti infiammatoria.

#7 Auto-massaggio

auto massaggio

In rete si trovano molti strumenti per fare auto-massaggio al collo, dai cuscini con vibrazione fino agli strumenti per il trattamento dei punti trigger.

La mia opinione è che gli esercizi abbiano una efficacia maggiore, tuttavia a volte ci sono punti particolarmente difficili da “sciogliere”, ed in questi casi strumenti per l’auto-massaggio come questo possono rivelarsi un valido aiuto.

Sui vari cuscini massaggianti e poltrone non ho molta esperienza, ma di sicuro ti posso dire che la maggior parte delle persone li ha usati 3-4 volte e poi riposti nell’armadio a tempo indeterminato.

 

TERAPIE CHIRURGICHE

L’intervento chirurgico al tratto cervicale è spesso motivo di incredibili timori da parte dei pazienti, convinti che “se qualcosa va storto” potrebbero ritrovarsi con gravi danni permanenti.

Ovviamente, non c’è reale fondamento al timore di rimanere paralizzati perchè al chirurgo è scappato il bisturi, tuttavia si tratta spesso di interventi delicati, che vanno valutati con attenzione.

Quando fare una visita da un neurochirurgo

Come dicevo prima, la maggior parte delle cose che puoi vedere in una risonanza (discopatia, artrosi, ernia al disco) non ti devono preoccupare troppo, e non necessitano alcun intervento chirurgico: tutto ciò di cui hai bisogno è prenderti cura del tuo tratto cervicale, con gli interventi che abbiamo visto finora.

In alcuni casi però, potresti avere una situazione più grave del solito, oppure una situazione in cui, nonostante tu abbia messo un bel po’ di impegno nel curarti, i risultati tardano ad arrivare.

Raccomando sempre di arrivare dal neurochirurgo dopo aver tentato un percorso di riabilitazione ben fatto per un semplice motivo: l’intervento chirurgico, anche se è la soluzione estrema, non ti “mette a posto” per la vita.

Puoi considerare l’intervento chirurgico assolutamente come una terapia “passiva”, per tornare alle definizioni di prima.

E qual’è il limite delle terapie passive?

Il limite è che se non fai nulla per cambiare il modo in cui il tuo corpo si muove, la resistenza dei tuoi muscoli e tutto ciò che ci ruota attorno, il problema potrebbe ripresentarsi.

Questo è il motivo per cui, a monte di tutto, dovresti cercare di ri-educarti.

Se questo non ha funzionato, vai da un neurochirurgo con serenità: anche se si dovesse prospettare la necessità di un intervento chirurgico (non entro nei dettagli dei vari interventi,perchè non sono un chirurgo), oggi come oggi i tempi di recupero sono brevi ed i rischi connessi sono minimi.

Per quella che è la mia esperienza, quando proprio non si riesce a “trovare la luce”, l’intervento chirurgico rappresenta una ottima opzione, a patto di continuare il percorso rieducativo e di miglioramento muscolare.

Conclusione

Come avrai visto, di rimedi per il disturbo cervicale ne esistono tanti, così come esistono vari tipi di terapie.
I concetti da “portare a casa” sono:

  • la maggior parte dei rimedi “domestici” o delle terapie sono volte al contenimento del dolore, e non alla effettiva cura del problema

 

  • gli interventi volti veramente alla cura del problema sono gli esercizi (e tutti i derivati), il miglioramento dell’alimentazione, la gestione dello stress emotivo

 

  • quando il collo funziona bene, non ha necessità di accorgimenti particolari in termini di posture da mantenere o di supporti da utilizzare

Ho dimenticato qualcosa? Hai esperienza di qualche terapia particolarmente efficace da segnalare? Hai un dubbio da risolvere?

Ottimo, non esitare a scrivere nei commenti!

Alla prossima

Marcello

6 commenti

    • Marcello Chiapponi
    • Marcello Chiapponi
    • Marcello Chiapponi

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