Lo strano caso del sonno che disturbava la cervicale e della bicicletta risolutrice

La maggior parte delle persone che vedo mi dicono “la mia cervicale mi disturba il sonno, non riesco a trovare una posizione comoda nella quale dormire“, oppure ” mi sveglio al mattino con il collo indolenzito o con il mal di testa (avevamo già parlato dei motivi per cui questo accade nell’articolo sul mal di testa mattutino).

Molte volte, la loro sensazione è corretta.

Ma non sempre: sicuramente non nel caso che sto per descrivere.

Se hai già letto un po’ di articoli su L’Altra Riabilitazione.it, o se hai la mia video guida Cervicale STOP!, sai che ognuno sviluppa disturbo cervicale (o per meglio dire, qualsiasi disturbo) per cause che possono essere:

meccaniche: traumi, incidenti, sovraccarichi posturali
metaboliche: alimentazione, farmaci ad uso cronico
– relative al sistema nervoso: ansia, stress emotivo, rimugino

A seconda di come è composto il nostro “cocktail” di cause, avremo un disturbo diverso, spesso con sintomi particolari.

Questo signore è venuto da me raccontandomi una situazione che sembrava tutta meccanica: lavoro pesante, rigidità al collo e limitazione nei movimenti, sonno disturbato dal dolore cervicale.

Aveva già tentato diverse strade, come la rieducazione posturale ed il trattamento manuale (massaggio), con risultati scarsi e molto temporanei.

In questo articolo imparerai

In questo articolo imparerai:

  • come il sistema nervoso possa incidere sui disturbi cervicali
  • come si può valutare se è quella la causa del problema
  • come la soluzione  possa a volte essere poco intuitiva

Dato che parliamo di disturbo cervicale, ti può interessare la mia video guida Cervicale STOP!

L'iscrizione alla prima parte, ricca di test ed informazioni, è assolutamente gratuita.

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La valutazione e la “scoperta”

uomo-cervello

Quando è venuto da me, l’ho valutato con il protocollo che puoi leggere alla pagina esempio di vista.

Già dalla raccolta dati emergeva un dato interessante ed un po’ “anomalo”: in passato questo signore si è portato dietro una tendinite ad entrambi i tendini d’achille per….3 anni!

Dio solo sa quante onde d’urto e quante infiltrazioni ha fatto, ma il tempo che ci ha messo a trovare un minimo di beneficio è stato lunghissimo.

Valutando la postura e l’aspetto meccanico, mi sono trovato di fronte ad una persona sicuramente molto rigida: collo bloccato nei movimenti in maniera uniforme, schiena che si piegava poco, esercizio della parete (vedi articolo sulla postura) quasi infattibile per la tensione pazzesca che generava.

Tutto questo senza aver mai avuto traumi, incidenti o altre cose: peraltro mi racconta di essere sempre stato così, si ricorda fin dalle elementari che lui era il bambino che il maestro di ginnastica chiamava “asse di legno”.

La composizione corporea, che gli ho valutato con la BIA ACC era buona, eccezion fatta per un singolo dato, chiamato angolo di fase.

Senza entrare nei dettagli, quel dato è un buon indicatore di quanto gli “ormoni dello stress” siano belli attivi e carichi al mattino (per consentirci di sostenere la giornata) e quanto siano buoni e tranquilli alla sera (per consentirci di riposare bene).

Nel suo caso questo dato era molto fuori dal range desiderato, cosa che normalmente fa pensare che gli ormoni dello stress siano uniformemente distribuiti durante la giornata, fattore che per i nostri ritmi e per il nostro organismo in generale è assai negativo, perchè noi siamo esseri “circadiani“, cioè siamo progettati per essere più attivi di giorno che di notte.

Faccio l’esame del sistema nervoso autonomo con il PPG stress flow e… quasi mi prende un colpo!

Velocissima premessa: l’esame PPG misura, attraverso il battito cardiaco, l’attività del sistema nervoso ortosimpatico (che si attiva maggiormente di giorno, predisponendoci ad affrontare lo stress tramite aumento del battito cardiaco, della tensione muscolare ecc…) e del sistema nervoso parasimpatico, che invece fa tutto il contrario (rilassa i muscoli, rallenta il battito ecc..).

Le potenzialità dell’esame PPG sono riassunte in questa immagine:

PPG

Cosa è emerso? Beh, erano le sette di sera, quindi eravamo in “finestra parasimpatica“: a quell’ora, il corpo dovrebbe essere in una fase di “relax” che predispone al riposo notturno.

Invece lui aveva dati che indicavano una marcatissima (ma marcata davvero) attività ortosimpatica.

Che cosa significa? Che il suo sistema nervoso si sente sempre in stato di costante allarme, e di conseguenza tiene la tensione muscolare sempre alta.

Per intenderci, è come se fossi pronto ai blocchi di partenza, in attesa del “via”, carico come una molla ma….il via non arriva mai!

Ora, puoi immaginare che qualità possa avere il sonno di una persona così?

Bassa, bassissima, praticamente sotto terra, perchè i “messaggeri chimici” del relax non entrano mai in gioco adeguatamente.

 

La cervicale “nervosa” e la bicicletta risolutrice

In questo caso, la meccanica del collo c’entra proprio poco.

Anzi, è una delle poche persone che mi ha portato una risonanza la quale non mostrava quasi nulla di anomalo.

Non è “la cervicale” che gli fa male a disturbargli il sonno, ma potremmo quasi dire il contrario!

Il suo sistema nervoso ortosimpatico è evidentemente incapace di “spegnersi” adeguatamente di notte, di conseguenza la tensione di tutti i muscoli (in particolare del collo perchè è più sensibile a questi aspetti) rimane alta, rendendogli molto difficile l’addormentarsi ed il riposare adeguatamente.

Capire perchè questo signore abbia questo tipo di “impostazione” del sistema nervoso non è semplice, e probabilmente allo stato attuale delle conoscenze non è neppure possibile.

Sicuramente è un assetto che mantiene da tempo, dato che le caratteristiche di forte tensione muscolare sono assolutamente “storiche”.

Può darsi che sia cresciuto in un ambiente “stressogeno” ( i figli di genitori ansiosi hanno il 70% di possibilità di sviluppare ansia patologica), può darsi che abbia avuto traumi emotivi, può darsi che siano le sue caratteristiche genetiche…. a dire la verità, non mi interessa molto.

Perchè?

Perchè a me interessa quello che posso fare OGGI per migliorare il suo disturbo.

Per quelle che sono le mie competenze e le mie esperienze, NON riuscirò ad entrare in contatto con il suo “io profondo”, trovando il “l’interruttore” all’ origine di tutto, che una volta risolto fa sparire magicamente tutti i problemi e rivoluziona un assetto che questa persona mantiene da sempre.

Nei miei 13 anni di carriera ho trovato un sacco di persone (terapeuti di vario genere) che dicevano di saperlo fare e di ottenere risultati supermegaincredibili.

Pazienti o persone comuni che mi abbiano detto che in effetti un terapeuta gli ha trovato “l’interruttore” che in un attimo gli ha stravolto la vita in meglio? Non pervenuti.

Magari sono sfortunato io, eh.

Per quella che è la mia esperienza, qualsiasi problema ha margine di miglioramento, ma più questo problema è “radicato” più necessita di un grande impegno e di un grande coinvolgimento attivo.

In questo caso, il nostro signore “iper-ortosimpatico” ha risposto bene e molto presto alla strategia, che tra un attimo ti illustrerò.

Prima una cosa: ti ricordi che prima avevo accennato alla tendinite del tendine d’Achille durata 3 anni?

Anche qui ci può essere una forte correlazione con il sistema nervoso ortosimpatico.

Il sistema ortosimpatico è infatti un sistema pro-infiammatorio: ci “infiamma” allo scopo di consentirci di affrontare meglio gli stress, dopodichè arriverà il parasimpatico a spegnere l’incendio.

Nel caso che ho appena descritto, il sistema parasimpatico entra in attività molto meno del dovuto: il soggetto ha quindi scarsissime capacità anti-infiammatorie naturali.

E’ chiaro che quando un soggetto come questo sviluppa un problema infiammatorio, fa una fatica tremenda a liberarsene.

Allora, cosa è stato particolarmente d’aiuto per la cervicale di questa persona?

Per quanto possa sembrare strano, a cambiare le carte in tavola è stata…..una bicicletta.

 

L’ High intensity interval Training

High Intensity Interval Training

All’inizio ci ho provato: speravo che un po’ di lavoro sulla respirazione e sul diaframma avrebbe aiutato questo sistema ortosimpatico a scendere a più miti consigli, e ad abbassare di conseguenza la tensione muscolare.

In effetti qualche miglioramento c’è stato, ma decisamente marginale.

Temendo di aver già imboccato un vicolo cieco, ho deciso di cambiare strategia: anzichè cercare di “spegnere” quella parte di sistema nervoso che gli tiene alta la tensione muscolare, avrei cercato di “potenziare” quella che glielo abbassa, cioè il già citato sistema nervoso parasimpatico.

Una delle strategie per potenziare il sistema nervoso parasimpatico, come dimostrano diversi studi come questo, è l’ High intensity Interval Training, una particolare tipologia di allenamento nella quale la persona alterna momenti di attività molto intensa a momenti di riposo, ma con netta prevalenza dei momenti “intensi”.

Un allenamento breve, ma decisamente duro, che si può fare in vari modi: correndo, con esercizi a corpo libero, sul vogatore ecc…

Considerato anche il problema ai tendini d’Achille, gli ho proposto di farlo sulla cyclette.

Questo signore era parecchio fuori forma, quindi la prima settimana (nella quale ha fatto 3 allenamenti) è assomigliata più ad una tortura che altro ma…fin da subito ha notato che tutto questo “subbuglio” che l’allenamento gli induceva, lo faceva dormire meglio: era più rilassato, i muscoli gli facevano meno male e si svegliava più riposato.

Dopo un paio di settimane gli ho rifatto un PPG stress flow, il quale mi ha confermato che la direzione imboccata era giusta, perchè il sistema nervoso ortosimpatico era leggermente meno attivo.

Un’altra settimana di allenamento, e i sintomi erano calati del 50%, e a poco più di un mese dall’inizio, dormiva molto molto meglio e la sua cervicale se la passava benone.

Ora, non è che il capitolo si sia chiuso definitivamente con un paio di settimane di allenamento fisico, ma abbiamo trovato una strategia che funziona: questo signore ha realizzato che l’attività fisica lo fa stare meglio a vari livelli, e continua ad allenarsi regolarmente.

Probabilmente, se smettesse gli allenamenti, la situazione potrebbe ripresentarsi più o meno velocemente.

L’esperienza però mi dice che se una buona abitudine viene portata avanti per un bel po’ di tempo, gli effetti benefici non svaniscono neppure quando la interrompi per un po’.

Chi ha tratto benefici da 2-3 anni di allenamenti o esercizi continuativi, non li perde certo se interrompe il tutto per qualche mese.

Insomma, un allenamento apparentemente non incentrato sul problema cervicale, ha sortito in lui ottimi effetti.

Non è un caso che l’ High Intensity Interval Training faccia parte delle strategie che propongo nella mia video guida

Non è adatto a tutti, ma nella guida ci sono numerosi test per capire se è adatto a te.

Vuoi provarlo? Scarica gratuitamente la demo!

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Conclusione

Il caso che ho descritto è sicuramente particolare, però è la dimostrazione di quanto sia importante ragionare in un’ottica più ampia possibile.

Nell’ambiente riabilitativo, il concetto di “ampio” è stato a volte travisato, visto che pazienti mi hanno raccontato di essere stati in centri dove contemporaneamente li ha visti il medico, il fisioterapista, l’osteopata, il nutrizionista ecc. ecc… ma magari erano entrati per una semplice distorsione alla caviglia.

Come ho sempre ripetuto, i fattori in campo sono tanti, ma alla fine possono essere racchiusi in tre grandi categorie: fattori meccanici, fattori metabolici, fattori relativi al sistema nervoso.

In questo caso il “cocktail” era composto prevalentemente da fattori relativi al sistema nervoso, e quindi ha funzionato di più un intervento in quel senso.

La maggior parte delle persone ha un “mix” più distribuito, e per questo è importante che mettano in atto interventi a più livelli.

Si, ma come? Non è facile “districarsi nella giungla” se non si hanno le competenze!

Vero, ma L’ Altra Riabilitazione è qui per aiutarti.

Compilando il nostro test di autovalutazione potrai valutare i tuoi sintomi a vari livelli, ed avere una idea più chiara sulla tua situazione.

Se in particolare hai disturbo cervicale, puoi trovare molte informazioni sugli articoli nell’apposita sezione, oppure puoi procurarti Cervicale STOP! , il mio video corso che contiene tutte, ma proprio tutte, le strategie che puoi mettere in atto per individuare la causa della tua cervicale e risolverla in maniera efficace.

E non dimenticare: siamo a tua disposizione, basta che clicchi su contatti!

9 commenti

    • Marcello Chiapponi
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