Come interpretare i sintomi della cervicale

 

In questo articolo vorrei fare un ulteriore focus sui sintomi della cervicale, o meglio del disturbo cervicale.

Ho già una pagina dedicata ai sintomi, ma credo che un ulteriore approfondimento sia necessario: in fondo il sintomo è il nostro “campanello d’allarme”, e quando lo avvertiamo la prima cosa che vogliamo sapere è “che diavolo è??”, prima ancora di pensare come risolverlo.

 

GRAZIE A QUESTO ARTICOLO IMPARERAI

  • perchè puoi aver sviluppato un problema cervicale
  • quali sono i sintomi se hai un problema "di meccanica"
  • quali sono i sintomi se hai un problema legato al metabolismo
  • quali sono i sintomi se hai un problema legato al sistema nervoso 
  • Dato che si parla di disturbo cervicale e di sintomi, potrebbe interessarti la video guida CERVICALE STOP! con tutte le strategie per comprendere e risolvere la tua cervicale.
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    Cominciamo con una premessa: in medicina non esiste una classificazione precisa dei sintomi cervicali, o meglio non di tutti quelli che si possono presentare: sicuramente sui testi troverai dolore, rigidità e mal di testa, ma difficilmente sentirai parlare di formicolii al volto o vampate di calore, eppure capitano.

    La classificazione che ti propongo è frutto della mia esperienza: per quanto consolidata in più di 12 anni di attività, non ho certo la pretesa che sia il vangelo.

    Vogliamo fare anche un piccolo disclaimer?

    Se avverti improvvisamente sintomi acuti, di qualsiasi tipo, riferisciti al tuo medico; questa è una digressione su sintomi cronici, che hai presumibilmente da molto tempo.

     

    La cervicale è un sintomo, non un problema che porta sintomi

    cervicale-cause

    Allora, parto lanciando una bomba: il disturbo cervicale ( o semplicemente” la cervicale” come oramai dico anch’io fregandomene della corretta definizione) è…..un sintomo!

    Come sarebbe a dire?? È la cervicale che porta sintomi, casomai!

    Niente di più sbagliato: la cervicale non è una malattia che ti becchi tramite un virus, non è una condizione genetica immutabile, non è una condanna per la vita, anche se molti credono di si (ed in effetti molti se la tengono).

    La cervicale è essa stessa una sintomo: un sintomo che ti comunica che per qualche ragione le sollecitazioni che il tuo collo subisce sono maggiori di quelle che riesce a sopportare.

    Per colpa di queste “ragioni” (le cause, di cui ho parlato nella pagina cause del disturbo cervicale) i muscoli del collo si irrigidiscono eccessivamente.

    Irrigidendosi eccessivamente succedono cose che ti fanno avvertire i sintomi veri e propri, come ad esempio l’irritazione dei nervi.

    Chiaro il concetto? Non ti sei beccato “la maledizione della cervicale”, il tuo collo sopporta semplicemente troppe sollecitazioni.

    Problema: quasi mai queste sollecitazioni sono quelle che immagini.

    So già che stai pensando alla scrivania, alla borsetta e ad altre cose del genere.

    Lascia che te lo dica: l’impatto di questi meccanismi è molto molto sopravvalutato, lo hanno dimostrato diversi studi.

    Ma non preoccuparti: continua la lettura e capirai meglio cosa intendo.

    E ancora, se stai pensando “ma a me hanno trovato la discopatia e/o l’ernia”, il ragionamento vale lo stesso.

    Discopatie ed ernie cervicali sono la conseguenza del problema, non la causa!

    Lo sottolineo ancora: discopatie ed ernie cervicali non sono quasi mai la causa dei tuoi sintomi, ma piuttosto la conseguenza.

    Seguimi: per motivi xy i muscoli del collo cominciano ad irrigidirsi, e tu cominci ad avvertire magari qualche sintomo sfumato.

    A causa di questo irrigidimento le vertebre lavorano male: le forze di compressione aumentano, e dato che la testa ce la portiamo in giro sempre, cominciano a schiacciarsi l’una verso l’altra.

    Ecco che dopo un po’ di tempo, se fai una lastra o una risonanza notate la discopatia o l’ernia,ma…. sono state le tensioni muscolari a generarle!

    Peraltro, fa sempre bene ricordare questo: se fai una risonanza ad una popolazione sopra i 35 anni, che non ha mai avuto mal di collo, la possibilità di trovare una forma di discopatia o ernia si aggira intorno al 75%, a salire man mano che l’età avanza.

    Capito? Nei sani! È sufficiente a non farti rompere la testa su quel dannato referto?

    Scopri quali sono i sintomi e quali le tue le cause

    Ho riassunto i sintomi in forma grafica in questa infografica, dacci un’occhiata.

    Bene,ora passiamo a capirli meglio.

    Per capire bene i sintomi della cervicale, devi sapere che le cause che irrigidiscono la muscolatura si possono dividere in tre categorie:

    cause meccaniche, come ad esempio i traumi e gli incidenti

    cause metaboliche, come ad esempio la disidratazione

    cause legate al sistema nervoso, ad esempio al disturbo d’ansia

    In ognuno di noi sono presenti contemporaneamente questi tre fattori, ma con tutta probabilità ce n’è uno che ha un “peso” maggiore, ed è da lì che bisogna cominciare a lavorare per risolvere il disturbo.

    Ma come facciamo a capire qual’è l’aspetto prevalente?

    Se non trovi qualche bravo professionista che lo faccia per te, analizza i tuoi sintomi!

    Se vuoi andare dritto al sodo, ho preparato un test  per capire che tipo di problema cervicale hai.

    Lo trovi all’interno del video corso Cervicale STOP!

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    Ora, purtroppo non è tutto così semplice o così matematico, del tipo “se avverti questo sintomo la causa è questa”, ma ci possiamo sicuramente fare un’idea più chiara, che ci sarà d’aiuto per elaborare una soluzione.

    Vediamo quindi cosa probabilmente possiamo avvertire quando le cause che hanno irritato il nostro collo sono PREVALENTEMENTE di un aspetto o dell’altro.

    Come puoi immaginare, dato che l’effetto finale è sempre l’aumento di tensione dei muscoli cervicali, molti sintomi sono condivisi. Anche se sono gli stessi sintomi hanno però caratteristiche molto differenti.

     

    Sintomi cervicali di quando la causa è PREVALENTEMENTE meccanica

     

     

    sintomi-cervicale-meccanica

    Cosa significa che la causa è prevalentemente meccanica?

    Che il disturbo nasce esattamente dove lo senti, cioè a livello dei muscoli o delle vertebre cervicali.

    Quando succede questo?

    Sicuramente quando c’è stato un trauma, anche non recente, come il colpo di frusta: in questo caso il danno ai legamenti vertebrali può creare tensione muscolare costante.

    Ancora, possiamo definire “cervicali meccaniche” quelle di chi ha decisamente troppe sollecitazioni, costanti durante il giorno.

    Come ti dicevo prima la posizione in ufficio, la borsa pesante, il freddo, l’umido, il mitico “colpo d’aria” sono un bel pò sopravvalutati.

    Questo non vuol dire però che faccia bene stare fissi 8 ore davanti ad uno schermo!

    Può succedere che tu avverta disturbo cervicale con caratteristiche meccaniche anche quando il problema principale è in realtà in un altra parte del corpo, ad esempio la colonna lombare: questo accade perchè il sistema posturale, nel tentativo di trovare un equilibrio, crea meccanismi di “compensazione”.

    Ecco che può aumentare la tensione al collo per colpa di un trauma lombare o di un ginocchio che funziona male, ad esempio.

    E cosa si avverte, in termini di sintomi, quando la causa è prevalentemente meccanica?

    Dolore ai movimenti

    Quando la causa è di tipo meccanico, in genere il dolore è ben definito, cioè è evocabile compiendo determinati movimenti.

    La persona può avere dolore già al mattino, a causa dell’immobilità notturna, ma poi “si scalda” ed il dolore migliora.

    Nel tardo pomeriggio/sera, con una giornata di sollecitazioni, il dolore riprende e il soggetto non vede l’ora di sdraiarsi. In genere il dolore cessa quando ci si mette in posizione di riposo.

    Caratteristica importante di questo tipo di soggetto: il dolore migliora con le cure,come massaggi o manipolazioni.

    Vertigini in un determinato movimento

    La correlazione tra disturbo cervicale e vertigini è oggetto di ampia discussione, e molti la mettono in dubbio.

    Io non sono tra questi, semplicemente perchè molti miei pazienti non hanno più vertigini quando il disturbo cervicale va meglio.

    Difficile che sia un caso no?

    Quando il soggetto ha un disturbo prevalentemente meccanico, può accadere che in una determinata posizione (di solito guardando in alto) avvenga una forte irritazione dei muscoli o delle vertebre, e questa irritazione può provocare vertigine.

    Stessa cosa accade in genere quando si guarda in basso e poi ci si rialza.

    Testa sempre inclinata da un lato

    Chi si accorge (o gli viene fatto notare) di avere sempre la testa inclinata da un lato, ha qualche motivo per cui inconsciamente lo fa.

    Il motivo è che il suo sistema posturale vuole “sfuggire” da un determinato problema cambiando l’asse di carico del capo.

    Purtroppo è impossibile capire quale sia questo problema: a volte sono problemi oculari, a volte odontoiatrici, a volte della spalla.

    Mal di testa o emicrania, sintomi generici al cranio

    Quando la tensione dei muscoli è forte, questa può trasmettersi ai muscoli del capo, generando cefalea muscolo tensiva.

    Quando la tensione aumenta molto più da un lato che dall’altro, possono avvenire dei fenomeni di irritazione neuro-vascolare, e da lì parte l’emicrania, che si può definire anche emicrania cervicale.

    Questi fenomeni di irritazione possono portare anche senso di formicolio al volto, vampate di calore alla testa.

    Disturbo della vista

    Capita spesso che i guai della muscolatura degli occhi diventino guai dei muscoli cervicali, ma anche viceversa.

    Ci sono forti collegamenti neurologici tra queste strutture, basti pensare a quante volte muoviamo gli occhi senza muovere il collo: praticamente solo quando leggiamo.

    E’ quindi normale che si possano avvertire sintomi come difficoltà visive e pesantezza oculare.

     

    Cosa fare se il disturbo sembra avere prevalentemente  caratteristiche meccaniche

    Come dicevo prima, quando la causa è prevalentemente meccanica il soggetto risponde bene alle stimolazioni come cure fisioterapiche o esercizi specifici.

    Rivolgersi ad un fisioterapista funziona, fare ginnastica posturale funziona, fare esercizi specifici funziona.

    Personalmente, tratto questi casi con la tecnica Cervical System all’inizio, poi gli faccio fare un percorso di esercizi mirati a seconda di qual’è il problema.

    Puoi trovare buoni spunti per gli esercizi nell’articolo “Cervicale:guida a cosa fare”

    Se vuoi tutto, ma proprio tutto, allora hai bisogno della mia guida Cervicale STOP!

    In questa video guida ho creato una vero e proprio percorso personalizzabile  alla risoluzione del disturbo cervicale.

    Lì trovi quali esercizi fare, come farli, quando cambiarli.Clicca sull’ immagine qui sotto per scaricare la demo!

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    Sintomi cervicali quando la causa è PREVALENTEMENTE metabolica

     

    cervicale-sintomi-metabolici

    Tutto questo sito è incentrato sul collegamento tra disturbi posturali e disturbi metabolici.

    Come sappiamo, i disturbi del metabolismo ( gonfiori gastrici, colon irritabile, stanchezza crinica) provocano sofferenza diffusa del tessuto muscolare. In caso di sofferenza diffusa del tessuto muscolare, i problemi meccanici si amplificano.

    In realtà, anche i disturbi metabolici sono dei sintomi, per lo stesso motivo per cui la cervicale può essere considerata essa stessa un sintomo.

    Non è però questo il momento di approfondire fino in fondo le cause dei disturbi metabolici, quindi puoi trovare maggiori informazioni qui.

    A noi cosa interessa? Interessa che per vari motivi, legati all’alimentazione e al sistema nervoso, posso avere un metabolismo che lavora male, con forti influenze sui muscoli, in particolare su quelli cervicali.

    E come me ne accorgo? Che sintomi avverto?

    Il dolore è poco definito, spesso diffuso

    Dato che la sofferenza è generale, il dolore cervicale è meno specifico, ed è quasi sempre accompagnato anche da mal di schiena e da dolore alle articolazioni. Il dolore va a giorni e spesso è legato a fattori non prevedibili, tipo l’umidità.

    C’è concomitanza di sintomi metabolici

    Per lo più si tratta di problemi gastro enterici, stanchezza cronica, sbalzi di umore, sonno non qualitativo, alterazioni della pressione. Il pannello dei disturbi che compaiono quando il metabolismo lavora male è piuttosto lungo in realtà, basta dare un’occhiata al nostro test di autovalutazione.

    Ci sono alterazioni della composizione corporea

    A causa del cattivo funzionamento del metabolismo, questi soggetti tendono generalmente ad accumulare più grasso del previsto rispetto a quello che mangiano.

    Molto di questo grasso si localizza a livello addominale: sembrano decisamente più magri a livello di braccia e gambe che a livello della “pancia”.

    Questo accade perchè il cortisolo, un ormone la cui produzione aumenta in caso di stress, ha molti più recettori nell’addome che negli arti.

     

    Cosa fare se il disturbo sembra avere prevalentemente caratteristiche metaboliche

    Da parte mia, questi casi vengono analizzati con strumentazioni apposite tipo la BIA ACC, che mi dà la possibilità di indagare a fondo sul metabolismo della persona.

    A quel punto si elabora un piano nutrizionale, di attività fisica e di stile di vita che possa risolvere il dismetabolismo.

    Da solo, dovrai innanzitutto lavorare sull’alimentazione: puoi ad esempio provare lo schema alimentare circadiano e anti infiammatorio, accompagnato da una assunzione idrica adeguata.

     

    Sembra banale,ma nonostante tutto il bombardamento mediatico, c’è ancora gente che beve pochissimo.

    Bevendo poco ci si disidrata, ed il corpo attinge acqua extra dal tessuto che ne è più ricco. Ahimè, si tratta purtroppo del tessuto muscolare!

    Lo schema circadiano anti infiammatorio non è detto  sia il non plus ultra per te, ma è sicuramente una ottima base di partenza.

    Ovviamente, anche in questo caso lo schema di esercizi visto precedentemente può essere assolutamente utile.

    Questi soggetti hanno però spesso bisogno di un altro elemento importante: il movimento attivo con l’esercizio fisico.

    Avendo una struttura muscolarmente poco efficiente, hanno bisogno anche di questo.

    Anche per questo aspetto trovi diverse indicazioni sia sull’ articolo Cervicale: guida a cosa fare (e a come uscirne) che sul mio video corso CERVICALE STOP!

     

    Sintomi cervicali quando la causa è PREVALENTEMENTE legata al sistema nervoso

     

    cervicale-sintomi-nervosi

    Ahi ahi, il terreno si fa minato….molti non vogliono sentir parlare di sistema nervoso, di ansia o quant’altro perchè automaticamente la associano con “il disturbo non me lo invento, ce l’ho davvero”.

    Ma certo che il disturbo c’è davvero!

    Soltanto che in questo caso lo stato di perenne tensione muscolare non è dettato da fattori meccanici, non è causato da disidratazione o dismetabolismo, ma è legato a costanti impulsi che arrivano dal cervello e che dicono ai muscoli di rimanere sempre contratti, anche se non ce n’è motivo.

    E perchè mai il sistema nervoso dovrebbe comportarsi cosi? Bella domanda, alla quale non è facile rispondere, dato che i fattori in gioco sono tanti e per molti versi ancora poco noti.

    Ad esempio, ci sono persone con uno stato di iperattività cronica, che non riescono a stare ferme più di due minuti senza compiere una qualche attività.

    Va da sè che queste persone non sono in grado di rilassarsi, e hanno i muscoli iper-contratti anche quando dormono.

    Ancora, ci sono soggetti con una aumentata (ma inconscia) percezione di pericolo: queste persone sono in ansia per qualsiasi cosa, e anche qua i muscoli non possono non riflettere questo stato.

    Anche qua, come mi accorgo di questa situazione?

    Il dolore appare tipicamente come una morsa

    Non migliora nè peggiora con i movimenti.I soggetti hanno sempre l’esigenza di muovere il collo o “scrocchiarlo” perchè sembra migliorare per qualche secondo.

    Non trae particolare beneficio dai trattamenti meccanici o dagli esercizi, anzi a volte peggiora.

    La cefalea muscolo tensiva

    La cefalea muscolo tensiva è piuttosto frequente in questi soggetti: a volte la tensione è talmente forte che la persona non riesce più a concentrarsi su quello che sta facendo.

    Ovviamente è piuttosto normale: quando c’è un dolore forte l’attenzione del sistema nervoso è tutta su quello, quindi la incapacità a concentrarsi è un sintomo frequente.

    Le vertigini

    In questi soggetti le vertigini sono estremamente comuni: veri e propri sbandamenti che spesso non sono neppure legati a movimenti particolari.

    Probabilmente in questo caso si tratta di alterazioni a livello dei neurotrasmettitori, sostanze chimiche che viaggiano all’interno del sistema nervoso.

    Recentemente, si è scoperta l’importanza dell’ intestino nella produzione dei neurotrasmettitori: un ulteriore richiamo al curare l’aspetto metabolico di cui parlavo prima.

    Ovviamente, se il soggetto ha un cronica iper-attività del sistema nervoso, quelli cervicali non saranno gli unici sintomi a presentarsi (stesso discorso fatto prima per l’aspetto metabolico).

    Il sistema nervoso è ovviamente diffuso in tutto il corpo ma sopratutto è PRIORITARIO: se funziona male la cabina di regia, la persona  avverte un sacco di sintomi.

    Sfortunatamente molti non si accorgono che il problema è “a monte” (o non vogliono accorgersene), ed ecco che accade un fenomeno comune: si tende a dare la colpa…alla cervicale!

    Chi per qualsiasi motivo ha sviluppato uno stato di allerta (o viceversa di depressione) del sistema nervoso ha spesso dolore cervicale a causa dei muscoli molto contratti, ma la disfunzione del sistema nervoso gli provoca anche altri sintomi: dorme male, è sempre stanco e poco lucido, e altri che vedremo tra poco.

    Di tutto questo viene spesso “accusata” la cervicale, che però come abbiamo visto è essa stessa un sintomo!

    Messo in chiaro questo IMPORTANTE aspetto, cos’altro avverte chi dovrà preoccuparsi prima di tutto del suo sistema nervoso?

    Sonno poco qualitativo

    Questo soggetto dorme poco, oppure dorme troppo, oppure si sveglia di continuo, o ancora si sveglia già stanco.

    Il sonno è fondamentale per il sistema nervoso, ed un sonno non di qualità ha effetti negativi su tutta la giornata successiva, sopratutto a livello muscolare, dato che i muscoli non hanno recuperato a dovere.

    C’è spesso presenza di tachicardia o extrasistole, legati ad iper-eccitabilità dei neuroni motori.

    Come succede in caso di squilibrio metabolico (ricordate, questa suddivisione è puramente TEORICA, i meccanismi sono in realtà tutti correlati) il soggetto è spesso stanco, un po’ perchè riposa male, un pò perchè i suoi muscoli ed il suo cervello, in stato di costante attività, richiederebbero un riposo frequente.

    La digestione è spesso problematica

    Non pensare che i muscoli del collo e della schiena siano gli unici ad essere contratti, dato che a comandare questa contrazione sono molecole provenienti dal sistema nervoso.

    Stomaco ed intestino sono mossi da muscoli, ed in una situazione di contrattura e rigidità generalizzata, vengono “chiusi” anch’essi.

    Come transita il cibo? Male e a rilento. Cosa succede quando il cibo transita male e a rilento? Gonfiori ed irritazione!

     

    Dobbiamo immaginare lo stato di iper-attività (che sfocia in ansia) o di ipo-attività (che sfocia in depressione) del sistema nervoso come una grande mobilitazione generale, durante la quale tutti i sistemi sono attivi, e durante la quale lo stato di “eccitabilità” delle cellule nervose può cambiare.

    Ecco quindi che possiamo riscontrare formicolii in varie parti del corpo, sintomi strani come improvvisi capogiri, tremori, palpitazioni…

    Ricroda bene: è difficile che questi sintomi siano meccanici, sono molto più tipici di determinati stati del sistema nervoso.

    Ma in questi stati, i muscoli sono sempre molto contratti quindi avverti ANCHE dolore muscolare.

     

    Cosa fare se il disturbo ha caratteristiche prevalentemente nervose

    Questo è sicuramente il problema più difficile: parliamo di aspetti che possono intersecarsi con il carattere, con esperienze avute in passato, con il proprio modo di affrontare la vita… è evidente come tutto questo sia dannatamente difficile da modificare.

    Nonostante ciò, ci si deve provare: esistono tecniche, trucchi, esercizi e attività che hanno un forte impatto sul sistema nervoso.

    Se riuscirai a metterle in atto, avremo due effetti decisamente auspicati: starai meglio con il collo e ti sentirai meglio in generale.

     

    1) segui una buona alimentazione: quello che mangi ha infinite connessioni con il sistema nervoso

    Esistono collegamenti a livello glicemico, a livello intestinale (lo citavo prima), a livello metabolico generale…

    Seguire una buona alimentazione non è un optional se l’obiettivo è far rigare dritto il sistema nervoso.

    Noi come schema di base utilizziamo l’ alimentazione circadiana anti-infiammatoria; non è detto che sia la migliore per te, ma è sicuramente una buona base dalla quale partire.

    Una ottima base da cui partire è il nostro test di valutazione dello stress nutrizionale: lo trovi alla pagina test di autovalutazione.

     

    2) lavora sulla respirazione. Il “ponte di collegamento” tra stress emotivo e muscoli scheletrici è proprio la respirazione

    Pensaci: cosa facciamo durante uno spavento, cioè uno stress acuto? Semplice, tratteniamo il fiato.

    E come ha il respiro una persona che vive sempre in ansia? Corto e superficiale!

    Risultato: cronico irrigidimento dei muscoli del collo, i quali vengono reclutati per respirare anche se non dovrebbero.

    Esegui 10 minuti al giorno di esercizi respiratori, che sblocchino il diaframma ed il torace, come i primi due del protocollo che abbiamo già visto

    3) obbligati a fare attività fisica, e fallo nel modo giusto.

    Fare attività fisica vuol dire in questo caso impegnarsi dal 70 all’ 90% delle tue capacità massime.

    Se quindi stavi pensando “eh ma io cammino molto“, chiediti se quando cammini sei al 70% del massimo sforzo che potresti fare.

    Se la risposta è si, siamo un pò nei guai, perchè significa che il tuo stato di forma è pessimo.

    A cosa serve fare attività fisica? Riassunto in breve: le energie che consumi durante l’attività non vengono utilizzate dal cervello, oltre che ad una serie di effetti positivi di tipo biochimico.

    Presta solo attenzione a non fare attività pesanti alla sera: aumenterebbe ulteriormente il disturbo del sonno.

    Fai attività in pausa pranzo, oppure fai una attività più prolungata ma meno intensa, se hai tempo solo nel tardo pomeriggio.

     

    4) non andare a letto troppo tardi, e non svegliarti troppo tardi al mattino.

    Sebbene tutti abbiamo degli orari preferenziali (che spesso però si scontrano con le esigenze lavorative/scolastiche), dobbiamo stare attenti a non esasperare le nostre tendenze, sopratutto se abbiamo un sistema nervoso da regolare.

    Quindi, cerca di coricarti tra le 23 e le 00:30 e non alzatevi dopo le 7:30. Il mito delle 8 ore di sonno è stato ampiamente ridimensionato (finalmente, non posso pensare di passare un terzo della vita dormendo!).

    Se hai bisogno di 8 o piú ore di sonno altrimenti “non ce la fai”, sicuramente c’è qualcos’altro da rivedere.

    Sistema gli altri 5 punti!

    5) impara il rilassamento e la meditazione.

    Non sono un grande esperto, conosco giusto quelle tecniche di training autogeno che peraltro utilizzo poco, dato che ho la fortuna di non averne molto bisogno (per ora!).

    Tuttavia quando ce n’è la necessità le consiglio ai miei pazienti ed i risultati sono spettacolari.

    Non è escluso che prima o poi pubblichi qualche guida utile, naturalmente non edita da me ma da chi nel mio studio si occupa di questo.

    Per il momento fai riferimento alle tonnellate di materiale presenti in rete e trovate la vostra strada: se non hai voglia di cercare, inizia dall’esercizio “scanner della pesantezza”

     

    6) intraprendi un percorso di crescita personale.

    Non mi stancherò mai di consigliare di intraprendere percorsi di crescita personale, per un semplice motivo: ci spingono a migliorarci, e la spinta a migliorarci è quella che ci dà il maggiore impulso vitale.

    Imparare a conoscere e a superare i propri limiti è sicuramente un passo importante, per non dire la strada maestra, verso un pieno controllo delle proprie emozioni, e dell’impatto che esse hanno sul nostro corpo.

    Personalmente ho avuto due grandi “illuminazioni” lungo il mio percorso: Seth Godin, dal punto di vista professionale, ed il blog Efficacemente di Andrea Giuliodori. Dacci un’occhiata!

     

    Conclusione

    Ecco terminata la mia lunga digressione sui più comuni sintomi legati al tratto cervicale: senza accorgermene, ho parlato anche delle cause.

    Si parla di cause anche alla pagina cervicale:le cause del disturbo.

    Ora che hai un’idea sul perchè avverti certi sintomi, hai l’obbligo di metterti all’opera con le indicazioni che ti ho fornito.

    Altre indicazioni le trovi nell’articolo Cervicale: guida a cosa fare (e a come uscirne).

    Non per sembrare pubblicitario, ma su CERVICALE STOP! trovi tutto quello che serve per costruirti un piano di riabilitazione completo: è una guida molto completa, grazie alla quale potrai capire bene a cosa sono legati i tuoi disturbi, e sopratutto come puoi risolverli. Clicca sull’immagine qui sotto per scoprirla!

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    38 commenti

      • Marcello Chiapponi
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