Come affronto un caso di cervicale

L’articolo di oggi ha un taglio diverso da quelli che ho ultimamente pubblicato (e che pubblicherò in futuro) su L’Altra Riabilitazione. Non si tratta di una guida o di consigli pratici, ma di una descrizione del mio lavoro.

Avendo pubblicato molto materiale su come auto trattare il disturbo cervicale, voglio descrivere come di persona affronto questi casi: vedrai che i principi sono assolutamente gli stessi, solo visti con un maggior livello di dettaglio.

Allora, cosa faccio normalmente quando una persona viene da me per cercare di risolvere il suo disturbo cervicale? Lo vediamo subito!

 

I sintomi, la storia, le caratteristiche

visita cervicale

I disturbi cervicali possono essere simili come manifestazioni, ma sono profondamente diversi tra loro.

La prima cosa che faccio è quindi indagare sul tipo di sintomi: quali, quanti, da quanto tempo: questo mi può aiutare ad effettuare una prima valutazione su quali siano le caratteristiche del disturbo.

Per capire cosa intendo,scarica il PDF “comprendi i tuoi sintomi“: vedrai come diverse tipologie di sintomi corrispondano a diverse origini del disturbo.

In seconda battuta, indago sugli altri sintomi muscolo scheletrici. Non è la stessa cosa avere soltanto mal di collo ed invece avere anche un bel mal di schiena, dolore diffuso alle articolazioni, mal di testa, eccetera…

E ancora, non è lo stesso tipo di disturbo cervicale quello iniziato a seguito di un trauma (anche molto vecchio), rispetto a quello iniziato apparentemente senza motivo.

La postura, come descritto alla pagina disturbi posturali, segue logiche particolari, grazie alle quali il collo può diventare problematico per cause anche molto lontane.

Esempio: una persona può avere avuto una frattura al centro della schiena tanto tempo fa, e come “postumo” avere quel tratto di schiena più rigido.

La maggiore rigidità di quel tratto si tradurrà in maggiori sollecitazioni a quelli “sani”, tra cui il tratto cervicale.Ecco che se non individuo questo meccanismo e non cerco di rendere la zona fratturata il meno rigida possibile, avrò un disturbo cervicale che continua a ripresentarsi una volta curato.

L’ultima cosa che faccio nel raccogliere i dati è analizzare gli altri sintomi, quelli non muscolo scheletrici. Il dolore al collo del giocatore di rugby che viene costantemente traumatizzato, ma che per il resto è sano, avrà le stesse caratteristiche di quello della casalinga che ha anche disturbi digestivi, disturbi del sonno, ansia e chi più ne ha più ne metta? Per dirla all’ americana… no way!

La presenza di altri sintomi come disturbi digestivi, stanchezza, disturbi del sonno indica un metabolismo poco funzionante, e questo ha forti implicazioni sul tessuto muscolare, che peggiora in quantità, qualità ed efficienza. D’altronde, uno dei temi principali di L’Altra Riabilitazione è proprio il collegamento tra disturbi muscolo scheletrici e disturbi del metabolismo.

Per convincerti dell’ importanza della questione, date una rapida occhiata a questo grafico: è una statistica effettuata grazie al nostro test di autovalutazione. Come puoi vedere, all’aumentare del numero di sintomi muscolo scheletrici aumentano anche quelli metabolici.

Per capirne di più su questi collegamenti, ti consiglio ancora il PDF “comprendi i tuoi sintomi“, nonchè questi due articoli

Statistica sui pazienti tipici

Dolori muscolari diffusi e metabolismo: l’importanza di un approccio globale

A questo punto la raccolta dati è completata, ed ho già un quadro molto preciso della situazione.

Vorresti averlo anche tu, e naturalmente lo vorresti subito?

Non devi fare altro che compilare il nostro test di autovalutazione: è lo strumento a mio avviso più completo disponibile online in lingua italiana per avere una idea  precisa e personalizzata sul proprio stato di salute.

Dopo tutta questa raccolta, in genere ho delle ipotesi:
– ipotizzo se il disturbo cervicale sia nato a seguito di un problema posturale in un altro distretto

– ipotizzo se il disturbo cervicale sia nato per fattori solo muscolo scheletrici, oppure se abbia delle componenti anche metaboliche o relative al sistema nervoso.

Che fare ora? Naturalmente confermare il tutto con dati reali! Spiegherò ora tutta la mia procedura di valutazione: non è uguale per tutti, ma i fondamentali sono quelli che andrò ad esporre.

 

Passo due: valutazione meccanica del collo e valutazione della postura

valutazione della postura

Come prima cosa mi piace studiare la vittima principale, cioè il collo. Si muove bene o alcuni movimenti sono dolorosi? Il dolore è sui muscoli o fortemente localizzato sulle vertebre?

Come ho descritto alla pagina “le cause del disturbo cervicale“, e come ho citato precedentemente, il problema può avere varie origini, ma una cosa è sicura: se ci sono problemi di movimento ho un aspetto meccanico del quale mi dovrò comunque preoccupare.

Insomma, magari questa persona avrà una importante causa metabolica, ma se oramai il collo non gira più da un lato, non basterà certo un cambio di alimentazione o stile di vita!

Capite le condizioni del collo, devo capire quelle di altri distretti che ho reputato interessanti.

Torniamo all’esempio della frattura dorsale di prima: ho ipotizzato che la rigidità di quel tratto abbia causato il sovraccarico cervicale. Ebbene, come minimo dovrò verificare se quella rigidità ci sia davvero!

Come ultimo dato interessante sull’aspetto meccanico mi interessa lo stato della postura in generale. No, non sto parlando della famosissima spalla più alta o del sempreverde bacino inclinato: come ho scritto nell’ articolo sull’ osteopatia, tutti gli studi concordano sul fatto che questi fattori siano di marginale o nulla importanza.

Quello che mi interessa capire è quanto la muscolatura generale abbia un grado di flessibilità o quanto si presenti uniformemente rigida.

Nel primo caso infatti, dovrò preoccuparmi di indicare alla persona un piano per aumentare anche di poco il suo grado di flessibilità generale, come ho descritto nell’articolo “4 consigli e 5 esercizi per migliorare la postura“.

Puoi immaginare infatti come sia impossibile, se una colonna si presenta tutta rigida, rendere più mobile il solo tratto cervicale.

Ok, ora i dati sull’aspetto meccanico li ho tutti: è il momento di dimenticare la colonna vertebrale per un attimo.

 

Passo tre: analisi del metabolismo e dei tessuti

Come ho già detto, uno dei temi fondamentali di L’Altra Riabilitazione è il collegamento tra disturbi muscolo scheletrici e disturbi del metabolismo.

Vogliamo riassumerlo in due parole? Metabolismo poco funzionante= minor nutrimento dei tessuti-minore idratazione-minore massa magra-più infiammazione-più dolori e sintomi metabolici. Il tutto avviene a causa di cambiamenti ormonali che sopraggiungono in casi di errata alimentazione, stress emotivo cronico, cattive abitudini, e così via.

Per analizzare metabolismo e stato dei tessuti utilizzo la BIA ACC: questo rapido esame fornisce una enorme quantità di dati, circa 70, sulla composizione corporea. Possono essere tutti interessanti, ma per capire meglio ce ne interessano alcuni fondamentali. Vi mostro un piccolo pezzo di referto
Schermata 11-2457344 alle 06.12.48

TBW: l’acqua totale nei tessuti. Banalmente, se l’acqua totale è bassa, avrò tessuti poco idratati. Ma qual’è il tessuto umano che contiene più acqua? Naturalmente il muscolo! Muscoli disidratati=muscoli più rigidi=muscoli dolorosi! In questo esempio, il mio paziente se la passa decisamente male: l’acqua totale al 31% è un valore estremamente basso.

ECW: l’acqua nell’ ambiente extracellulare. Il discorso è complesso, ma fondamentalmente è un indice di qualità dei tessuti. Più il corpo si è trovato ad affrontare elementi di stress, più verosimilmente avrà peggiorato la qualità dei suoi tessuti, e questo parametro ce ne dà un’idea precisa. Se è molto fuori dal range, posso avere muscoli non si contraggono bene.

FM: la massa grassa. Al di là delle considerazioni meccaniche sul peso, quando il grasso oltrepassa una certa percentuale (il 30% del peso corporeo), penetra in tessuti dove normalmente non si trova, come il tessuto muscolare. Neanche a dirlo, quando questo succede le performance dei muscoli peggiorano drasticamente. Anche sotto questo aspetto, il nostro esempio non è certo in gran forma: si tratta infatti di un soggetto obeso.

HPA: è un dato importante, che indica quanto i principali ormoni legati allo stress (in particolare il cortisolo) siano attivi nel modo giusto. Se è basso so che l’organismo è tuttora fortemente impegnato nel fronteggiare elementi stressogeni che generano infiammazione a livello sistemico. In poche parole, è un indicatore di stress generale sull’organismo.

Naturalmente non è finita qua, ma spero che questi pochi dati ti abbiano aiutato a capire quanto sia importante l’analisi del metabolismo e dei tessuti per avere una idea chiara della persona che si ha davanti.

L’esempio che ho mostrato è quello, come puoi vedere, di un soggetto obeso con un metabolismo sotto forte stress: inutile dire che aveva dolori diffusi, ma anche stanchezza,difficoltà digestive e oscillazioni del tono dell’umore.

E adesso? Adesso c’è da scoprire qualcosa di più sul grande regista del tutto: il sistema nervoso!

 

Passo quattro: analisi PPG del sistema nervoso autonomo

Parlare di sistema nervoso è un discorso decisamente ampio: per capire l’importanza di questo sistema sulla gestione del dolore, ricorda che un amputato può sentire dolore invalidante alla gamba che non c’è più (sindrome dell’arto fantasma), solo perchè nel cervello la “mappa” è ancora presente.

Vuoi che non influisca sul dolore al tuo “non amputato” collo? Ovviamente influisce eccome. Ma indagare sul sistema nervoso è difficile, ed in più molto spesso la cosa tocca aspetti delicati. E allora?

E allora utilizzo uno strumento che tramite l’analisi del battito cardiaco e della respirazione mi dice se è possibile che mi trovi di fronte ad una persona con il sistema nervoso iper attivo, e di conseguenza i muscoli tirati come delle corde di violino.

Per fare l’esempio più banale, una persona di questo tipo avrà i battiti a riposo piuttosto alti. L’ analisi PPG del sistema nervoso autonomo dura non più di qualche minuto e restituisce una valutazione delle sotto-componenti del battito cardiaco. Ancora, prendiamo i dati più semplici.
Schermata 11-2457344 alle 06.23.32

Mean HR: battiti a riposo. Come dicevo prima, se sono troppo alti ho un sistema nervoso troppo sul “chi va là”, tipico delle persone ansiose. In questo esempio, 92 battiti a riposo sono decisamente troppi!

SDNN e RMSSD: un dato complesso che si chiama variabilità del battito cardiaco. Si tratta di un dato molto indicativo sullo stato di benessere generale della persona: se è molto bassa (come in questo esempio) ho un sistema che ha accumulato troppo stress (di qualsiasi tipo), e a causa di questo si ritrova con scarse capacità anti infiammatorie.

VLF,HF,LF: sono sotto componenti del battito cardiaco. Indicano quanto si trovi in attività il sistema ortosimpatico, cioè quello che si accende quando fronteggiamo un pericolo o una attività, e quanto il parasimpatico, quello che invece ci consente di rilassarci.
Questo tipo di analisi mi dà una idea sul “peso” che la componente “sistema nervoso” ha non solo sul problema cervicale, ma anche sullo stato di salute generale.

La valutazione è finita! Ora che la persona è stata minuziosamente studiata, bisogna soltanto…. trovarle una soluzione! Il che, naturalmente, dipende da cosa ho trovato in questo procedimento valutativo.

 

Se sono fortunato, c’è un aspetto nettamente prevalente. Se sono molto fortunato, quello prevalente è quello meccanico, che è facile da sistemare con trattamenti ed esercizi mirati. Purtroppo, nella maggioranza dei casi mi trovo di fronte ad un mix di fattori, e quindi la ricetta si fa più complessa. Senza entrare troppo nel dettaglio, ti elenco quali sono le cose che possono funzionare sui vari aspetti.

 

Trattamento meccanico del tratto cervicale

La principale tecnica meccanica che uso sul tratto cervicale è Cervical System. Il motivo?

È efficace da subito, ed è più efficace, nella maggioranza dei casi,rispetto ad altre tecniche. Se il disturbo è davvero meccanico, questa tecnica ci darà risultati e soddisfazioni immediate. Se vuoi saperne di più, vai alla pagina Cervical System.

L’altra tecnica efficace sull’aspetto meccanico è… l’esercizio riabilitativo!

Si, il caro vecchio esercizio di mobilizzazione ed allungamento è ancora indispensabile per riprendere una buona funzionalità dei muscoli cervicali. Ce ne sono di semplici e particolarmente efficaci, basta guardare l’articolo Cervicale: guida a cosa fare (e a come uscirne).

 

Tecniche sul metabolismo per il disturbo cervicale

Qui naturalmente l’alimentazione ha un ruolo fondamentale. Il cibo che mangiamo influenza l’andamento ormonale, l’energia, l’idratazione dei tessuti,l’infiammazione.

Personalmente, non sono un dietologo, ma il nostro software permette, sulla base dei dati BIA e PPG, di fornire consigli alimentari precisi volti a migliorare l’aspetto metabolico.

Naturalmente, nei casi complessi non manco di chiedere supporto alla mia collaboratrice e co-autrice di questo sito, Annalisa Caravaggi, che ha fatto della nutrizione l’aspetto cardine della sua professione.

La “cura” dell’aspetto metabolico è quindi basata in buona parte su nutrizione ed integrazione, ma non solo.

C’è un altra cosa che influenza fortemente ormoni e qualità dei tessuti, e cioè l’attività fisica.

Grazie ai dati che raccolgo, sono in grado di consigliare con grande precisione che tipo di attività fisica fare, in quale fascia oraria, a quale intensità.

In questo modo è possibile agire sul metabolismo tramite due importantissimi meccanismi: la regolarizzazione dell’andamento ormonale ed il miglioramento della massa muscolare.

 

Tecniche sul sistema nervoso per la cervicale

life balance

Qui  la situazione si fa complessa, in quanto si parla di un aspetto fortemente radicato,di difficile gestione e con forti implicazioni personali. In realtà non mi interessa entrare nella sfera psicologica della persona (ci mancherebbe!!), ma soltanto che diminuisca l’influenza del sistema nervoso sui suoi muscoli.

Si tratta di un compito più che fattibile,che si può eseguire con:

I) accorgimenti alimentari: alcune combinazioni di alimenti ed alcuni integratori influenzano positivamente i neurotrasmettitori, sostanze chimiche con le quali il sistema nervoso comunica

II) attività fisica: anche certi tipi di attività, opportunamente studiata, influenzano in modo più che significativo i neurotrasmettitori.

III) tecniche di rilassamento e respirazione: la respirazione è il principale collegamento tra sistema nervoso e muscoli, infatti il primo sistema di reazione allo stress è il trattenere il respiro.

Non è raro che chi ha il sistema nervoso troppo attivo si ritrovi ogni tanto in apnea senza motivo.

Per questo la ripresa di una corretta respirazione può essere un fattore determinante nella riabilitazione del disturbo cervicale. Se vuoi provare, dai un’ occhiata al nostro protocollo di esercizi per cervicale e cefalea.

IV) mental training: si tratta di un mix di tecniche di rilassamento e di crescita personale che abbiamo unito in un protocollo unico, assieme ai miei collaboratori in studio a Piacenza. Chi fosse ” a portata di mano ” può provarlo ed avere maggiori informazioni cliccando su questa pagina. Ne stiamo preparando una versione online, sarà disponibile a breve.

V) ottimizzazione dello stile di vita: un minor impatto del sistema nervoso sul fisico lo si può ottenere, ad esempio, anche con la semplice regolarizzazione degli orari e delle abitudini

 

Conclusioni

 

Quanto ho esposto è, in buona sintesi, quello che faccio per un disturbo di tipo muscolo scheletrico: ho parlato di cervicale perchè ad essa ho dedicato gran parte del materiale pubblicato su L’Altra Riabilitazione quest’anno, ma ovviamente la procedura può essere adattata a qualsiasi tipo di sintomatologia.

Quanto tempo/quante sedute occorrono? I

In realtà non molte: tutte le valutazioni le effettuo in un’unica seduta, ed in più mi riservo sempre il tempo per un primo trattamento o per mostrare al paziente il piano riabilitativo.

Delego molto del lavoro riabilitativo alla persona, per un semplice motivo: nella maggior parte dei casi (come abbiamo visto), il disturbo cervicale non è nato da un particolare trauma ricevuto, ma da un mix di fattori che hanno agito sul nostro modo di muoverci, di alimentarci, di affrontare le difficoltà eccetera…

Tutti questi fattori provocano aumento critico della tensione muscolare, e quando essa diventa eccessiva, ecco il “disastro”.

Non si può pensare di eliminare questi fattori dall’esterno, con un qualsivoglia trattamento, per quanto valido possa essere.

La mia tecnica Cervical System aiuta a riportare il collo velocemente in buone condizioni, ma è indispensabile agire sui fattori “a monte”, e questo lo può fare solo il paziente stesso con il completo lavoro che io ed i miei collaboratori gli indichiamo.

Certamente alcuni casi necessitano di un follow up più stretto e di qualche trattamento in più, ma per la maggior parte dei casi mi trovo egregiamente con prima seduta-controllo tre/quattro settimane dopo- controllo 6-7 settimane dopo.

A quel punto la maggior parte del lavoro dovrebbe essere fatta.

Se ti ho incuriosito riguardo al vostro disturbo cervicale, ma i nostri centri sono troppo lontani, non c’è problema: puoi fare lo stesso tipo di valutazione che ho descritto anche da solo.

Come? Basandoti sui sintomi e su particolari test di auto-valutazione.

Certo, non avrai la precisione degli strumenti e l’esperienza di un professionista, ma sicuramente avrai un’idea del tuo disturbo molto più precisa di quanto non lo sia ora.

Le tre risorse fondamentali da utilizzare sono:

il test di autovalutazione, che ti permetterà di capire la tua situazione generale a livello muscolo scheletrico e metabolico

l’articolo-guida cervicale: guida a cosa fare (e a come uscirne). Contiene un sunto di tutto quello di cui si parla in questo sito

La guida Cervicale STOP. Contiene tutti i test e tutti gli interventi che si possono mettere in atto per risolvere il disturbo cervicale

 

Se vuoi prendere contatto con noi, clicca sulla pagina esempio di vista: troverai i nostri contatti e anche il costo della valutazione (che è probabilmente meno di quanto immaginiate, in giro si possono sentire cifre molto elevate soltanto per guardare lastre o risonanze).

Se vuoi chiedere delucidazioni su qualche vostro problema particolare o su qualche aspetto della nostra valutazione, fallo liberamente scrivendo alla pagina contatti: rispondiamo nel più preve tempo possibile (entro il giorno o la mattina successiva). Se ti va di condivide il tuo pensiero con gli altri lettori, fallo nei commenti!

 

2 commenti

    • Marcello Chiapponi

Lascia una risposta

Vuoi un'analisi completa dei tuoi sintomi in meno di 10 minuti? Scarica il TEST GRATUITO!SI, LO VOGLIO!
+