Cervicale, postura e affini: intervista a Daniele Raggi (Pancafit®)

Spero che avrai notato come su L’Altra Riabilitazione io ed Annalisa parliamo di problematiche muscolo scheletriche, di problematiche del metabolismo, di stress emotivo e della forte correlazione che c’è tra questi tre elementi.

Naturalmente, facendo il fisioterapista, sono più in a mio agio a parlare di come si muovano muscoli ed ossa, anche se non si può dimenticare che è il metabolismo a nutrirli ed il sistema nervoso a comandarli.

Se parliamo di come si muovono e di come si “assestano” muscoli ed ossa, la persona di cui ti sto per parlare lo ha fatto in maniera particolarmente approfondita.

E allora, chi meglio di lui per dirci la sua su tematiche a me particolarmente care, come ad esempio il disturbo cervicale?

Pur conoscendo bene anche gli altri aspetti di cui parlo (mi ripeto: metabolismo e sistema nervoso) questa persona ha dedicato tantissimo studio ed ha accumulato tantissima esperienza nell’ambito della postura.

Per “postura” si intende genericamente l’assetto che i nostri segmenti prendono nello spazio: Daniele studia minuziosamente questo assetto, attribuendovi precisi significati.

Si ma….Daniele chi?

DANIELE RAGGI, PANCAFIT ED IL SUO METODO

Molto probabilmente hai sentito parlare di Pancafit®, quella “panca per fare stretching” che si vede anche in alcune palestre.

Pancafit® ed il metodo che ci sta dietro sono opera di Daniele Raggi, un collega romagnolo che ha inventato questo utilissimo attrezzo nel tentativo di “auto riabilitarsi” da un brutto infortunio capitatogli in palestra.

Oggi, più di vent’anni dopo, Pancafit® è uno strumento ampiamente diffuso ed il metodo Raggi ha formato migliaia di operatori.

Ho incontrato Daniele ormai una decina di anni fa, perchè da grande appassionato ricercatore come me, aveva trovato interessanti alcune tematiche allora trattate nel mio sito: da lì ne è nato uno scambio culturale che mi ha portato a frequentare diversi suoi corsi.

L’idea di intervistarlo è nata durante la preparazione del mio video corso Cervicale STOP: mi sono detto “in termini di postura e movimento, Daniele è quello che ha fatto la ricerca più approfondita. Postura e movimento sono uno dei tre pilastri fondamentali del mio video corso: perchè non sentire cosa ha da dirci?”.

E cosi, mi sono trovato un’altra volta nel suo studio di Milano, ma stavolta nell’insolita veste di intervistatore.

Come prevedevo, ne è venuta fuori una conversazione che ti consiglio di leggere. Siamo partiti parlando di disturbo cervicale, ma gli spunti che mi ha dato sono naturalmente validi per qualsiasi tipo di problematica.

#1 Ciao Daniele. Sul mio blog ho parlato molto del disturbo cervicale, e ci ho fatto un video corso. Cos’è per te il disturbo cervicale?

Il disturbo cervicale, come anche tu sostieni, non è certo un “virus” che ti prendi involontariamente.
Si tratta di un fenomeno complesso dalle mille sfaccettature, che per ognuno si sviluppa per cause diverse.

Sicuramente, il tratto cervicale è una “vittima sacrificale” molto comune, in quanto sottoposto instancabilmente ad un duro lavoro: quello di proteggere la scatola cranica ed il suo contenuto.

#2 A proposito di scatola cranica: molti pazienti lamentano sintomi che sembrano partire da quella zona. Sto parlando di vertigini, disturbi della vista, ronzii e disturbi dell’orecchio…. sintomi che spesso sono associati ai disturbi cervicali, ma non è mai chiaro il perchè: qual’è la tua opinione a riguardo?

Naturalmente ho notato anch’io queste correlazioni, sopratutto in senso positivo, cioè: quando la persona migliora il suo disturbo cervicale, migliorano anche i sintomi di cui hai parlato.

Dalle nostre osservazioni, ispirate anche dal lavoro del dr Zamboni sulla circolazione cerebrale, si tratta di miglioramenti legati al sistema venoso: quando i muscoli sono correttamente assestati e la postura migliora, il ritorno venoso è decisamente migliore.

Quando invece la circolazione ristagna a causa di forti tensioni muscolari, ecco che sorgono i problemi che hai citato.

#3 uno dei cardini su cui ho basato L’Altra Riabilitazione, il mio videocorso cervicale STOP ed il mio “modus operandi” generale è il METABOLISMO. Qual’è a tuo avviso il ruolo del metabolismo nel disturbo cervicale?

Non si può pensare che l’alimentazione non sia parte integrante del nostro “sistema corporeo”.

Viviamo fondamentalmente attraverso cibo ed aria, sono loro gli elementi fondamentali della nostra struttura.

A mio avviso, il cibo ha due grandi componenti: una di tipo emozionale ed una di tipo chimico.

Quella emozionale, lo dice la parola stessa, è immediata: appena vedi un cibo, può partire la voglia di mangiarlo oppure l’istantaneo rifiuto.

Ad incidere sui nostri disturbi è naturalmente di più la componente chimica: una volta ingerito, il cibo scatena una grandissima quantità di reazioni enzimatiche.

Queste reazioni sono per lo più automatiche, ma avvengono dietro la “regia” del sistema nervoso.

E qui sta il problema: per ragioni di cui potremmo non renderci conto, il sistema nervoso potrebbe non riconoscere un certo cibo come qualcosa di utile per noi, identificandolo come “dannoso”.

La reazione che in questo caso si viene a verificare può essere palese (allergia), più subdola (intolleranza) oppure più subdola ancora: può generare TENSIONE (muscolare ed emotiva) senza che ce ne accorgiamo immediatamente.

Per questo cerco nel paziente dei segni che mi possano chiarire le idee riguardo al metabolismo: valuto la forma dell’addome, dello stomaco, l’odore dei piedi e della pelle, l’alito…

#4 Un altro tema a me caro è il ruolo sistema nervoso, a mio avviso vero elemento che può risolvere ( o al contrario causare) la situazione. Qual’è la tua opinione a riguardo?

Il sistema nervoso è più che cruciale.

È lui a stabilire se un dato problema deve crearti disturbo, o se al contrario lo puoi tollerare facilmente.

È il sistema nervoso a decidere in che posizione devono stare la tua schiena, le tue braccia, la tua testa, ed una determinante fondamentale sono sicuramente le EMOZIONI.

Le emozioni sono il primo cibo di cui il corpo è costituito, in assoluto il primo imprinting che riceviamo.

Se ci pensi, la “scintilla” che ti ha permesso di venire al mondo è un’emozione che tuo padre ha provato nei confronti di tua madre.

La struttura emozionale ha un impatto fortissimo sulla tua vita: siamo costantemente alla ricerca di emozioni piacevoli ed il nostro comportamento è orientato prima di tutto all’evitare emozioni negative, come la paura.

Vuoi che la tua postura non rifletta questa costante ricerca del piacere e fuga dalla paura?

#5 Quando ho frequentato i tuoi corsi, ho notato una grandissima enfasi sulla ricerca della causa del disturbo: intervista, osservazione del paziente, test sono volti a ricercare l’elemento (o gli elementi) che hanno dato il via alla “spirale negativa”. Per fare questo però, servono terapisti dalla grande capacità e con una adeguata formazione. Purtroppo però, questi terapisti sono sicuramente meno rispetto alle persone che ne avrebbero bisogno.
Una ricerca così minuziosa è l’unica via d’uscita a tuo avviso?

Oggi come oggi, l’estrema suddivisione delle competenze che ha fatto la medicina, ci ha fatto perdere del tutto il concetto di GLOBALITA’.

La medicina non osserva più in modo trans-disciplinare, ma ognuno guarda solamente il suo settore.

Non insegno ai miei corsisti a “sapere tutto”, perchè è ovviamente impossibile, ma ad avere e ad individuare aspetti che possono dirti: “questa persona non ha bisogno di me ma dello specialista x, y oppure z”.

L’ individuazione della causa è per me un processo molto importante, e la capacità di “indagare” è la chiave d’accesso per trovare la soluzione: la verità è nella storia del paziente.

Excursus mio: ecco perchè insisto così tanto, nelle mie guide e nei miei video-articoli, sull’importanza di prendere autonomamente coscienza del proprio problema.

Fornisco test ed elementi utili ad “indagare su sè stessi” perchè i fattori in gioco sono tanti, e le persone che te li possano valutare tutti in un’ottica globale…troppo poche!

#6 Molto spesso i pazienti individuano invece la “causa” del loro problema negli esami radiologici. Anche se questo “mito” è stato ampiamente sconfessato, vuoi dirmi la tua a riguardo?

Non c’è alcun dubbio sul fatto che gli esami radiologici possano essere a volte molto utili: pensa a quelle (per fortuna rarissime) volte in cui una persona non ha “il solito mal di schiena”, ma una problematica ben più importante.

Una volta escluse quelle, gli esami radiologici possono essere estremamente fuorvianti: fanno una fotografia statica di un sistema che si basa sul movimento.

In più, la ricerca ha ampiamente dimostrato che non c’è nessuna correlazione tra i quadri radiologici ed i sintomi dei pazienti.

Vogliamo poi dirla tutta? Gli esami ti mostrano la conseguenza di un processo, non la causa. Hai le vertebre troppo schiacciate? Ok, ma perchè hai le vertebre troppo schiacciate? Perchè i muscoli sono troppo contratti e le fanno lavorare male!

#7 Alcune persone sostengono che non sia utile curarsi perchè la ricerca non riesce a trovare una opinione univoca, e perchè spesso è sufficiente lasciare passare il tempo perchè le situazioni migliorino spontaneamente.
Cosa ne pensi?

Sopratutto se parli di mal di schiena, non lo si può negare: se oggi incontri una persona che ha un mal di schiena acuto, reincontrandola tra sei mesi è molto probabile che questo dolore non lo abbia più.

Vero, ma fino a quando? E sopratutto, a quale prezzo?

Se i tuoi dolori migliorano senza che tu abbia fatto niente perchè questo accadesse, significa semplicemente che il tuo corpo ha trovato un nuovo assetto, che per il momento funziona.

Il corpo non ha capacità auto-guaritrici GRATUITE: se vai a guardare quella persona, avrà probabilmente perso qualche grado di movimento.

Magari non se ne accorgerà neppure, magari non sarà un problema per ora e lo sarà in futuro: non si può saperlo.

Una cosa è sicura: il fatto che il dolore possa migliorare spontaneamente non deve essere un pretesto per non curarsi o per ignorare il problema.

Nascondere la sporcizia sotto al tappeto renderà le cose peggiori quando quel tappeto verrà sollevato.

#8 Data la mia passione per il fitness e l’allenamento in generale, propongo spesso lavori che vadano a migliorare il tono e l’aspetto complessivo del muscolo. Peraltro la ricerca sta dando al tessuto muscolare una importanza progressivamente più ampia. Cosa ne pensi dell’esercizio fitness in chiave terapeutica?

L’avere un corretto trofismo dei muscoli è l’ ideale funzionale del nostro sistema.
Il problema a mio avviso è: può essere davvero molto utile “rinforzarsi”, ma il modo in cui questo viene fatto deve essere corretto.

Se sono palesemente “fuori asse”, è il caso di aumentare la quantità di lavoro che faccio, andando ad accentuare lo squilibrio?

A mio avviso, meglio prima cercare di “raddrizzarsi” il più possibile. Detto questo, il lavoro in palestra porta cambiamenti sicuramente molto positivi ai tessuti muscolari, con evidenti benefici anche sul dolore.

#9 “Ce l’aveva anche mia madre” è una delle frasi che più ricorre nei nostri studi. Tu cosa ne pensi? Davvero si possono “ereditare i disturbi”?

Al di là della genetica in senso stretto, il nostro corpo è la risultante di miliardi di eventi, capitati naturalmente non solo a noi.

Questi eventi condizionano il nostro modo di fare ed i nostri movimenti, trasmettendosi di generazione in generazione per meccanismi che la scienza non ha ancora compreso appieno.

NdR: può sembrare incomprensibile e strano, ma è vero. Mio figlio di tre anni scorre le foto sul mio telefono tenendo le gambe nella stessa identica posizione in cui le tengo io quando leggo a letto: ovviamente non esiste il “gene della posizione delle gambe” nè lui mi ha mai visto leggere a letto (impossibile quando è nei paraggi).

Sicuramente puoi avere disturbi a causa di fattori che non sono soltanto capitati a te, ma con i quali “ti ci sei trovato”.

Nondimeno, la ricerca e la nostra esperienza hanno dimostrato che la plasticità del corpo umano è perfettamente in grado di “surclassare” questi fattori: in pratica, puoi essere partito due metri dietro agli altri, ma con gli sforzi nelle giuste direzioni puoi recuperare tutto lo svantaggio.

#10 Ultima domanda: una delle “pietre fondatrici” del mio blog è “imparate a conoscere le strategie per risolvere il vostro problema, non cercate solamente che qualcuno lo faccia al posto vostro”. Cosa ne pensi a riguardo?

Marcello, lo sappiamo entrambi: la strategia che veramente funziona è…quella che funziona per la persona!

Non c’è nulla di scritto a priori, ma se c’è una cosa di cui possiamo stare sicuri, è che noi abbiamo il dovere di educare ed istruire.

Dobbiamo sì trovare la strategia per arrivare ad una soluzione, ma questa strategia la dobbiamo “consegnare” alla persona affinchè questa soluzione sia duratura nel tempo.

A tutti piacerebbe fare come dal meccanico: hai un problema? Gli porti l’auto e la passi a prendere quando è pronta.
Paghi, ma puoi tranquillamente ignorare cosa lui abbia fatto per riparartela.
Purtroppo (o per fortuna) il lusso dell’ignoranza non te lo puoi permettere quando stai parlando della tua salute.

CONCLUSIONE

Daniele è rimasto particolarmente stupito dalla mia volontà di intervistarlo: mi conosce da anni, e sosteneva che le risposte che ha dato avrei potuto benissimo scriverle io.

Da un lato, ha sicuramente ragione.

Dall’altro, si è trattato di una chiacchierata estremamente utile e proficua per due motivi

1) Daniele in quanto persona ha una visione molto ampia, come del resto anch’io (ne ho fatto il cardine della mia attività), ma il suo metodo è basato essenzialmente sullo “sviscerare a fondo la postura”.
Chi come me tratta argomenti apparentemente molto diversi tra loro, trae molto beneficio dal parlare con persone estremamente specializzate su di un particolare aspetto.
Se parliamo di “meccanica (cioè movimento di muscoli e ossa)”, a mio avviso Daniele ed il suo team sono quelli che hanno fatto la ricerca più approfondita.

2) Daniele è veramente una persona entusiasta, che ti trasmette una grande passione: come spiegano tutti i manuali di crescita personale, “circondarsi di persone positive” è uno dei più efficaci metodi contro lo stress.

Insomma, le mie aspettative di una interessante chiacchierata non sono state deluse.

Buon lavoro Daniele, a te e a tutto il tuo staff!

2 commenti

    • Marcello Chiapponi

Lascia una risposta