Le 6 cose che devi assolutamente sapere sul dolore

cosa devi sapere sul dolore

Ho creato (beh, a dire la verità ho fatto creare) questa infografica affinchè tu possa avere un po’ di chiarezza su cosa effettivamente sappiamo riguardo al dolore muscolo scheletrico e cosa invece siano ipotesi tutte da dimostrare.

Quante volte mi arriva una persona in studio dicendo “ho mal di schiena perchè ho una protrusione del disco“? Tutti i giorni. Più volte al giorno. Oppure “ho dolore alla schiena perchè mi hanno detto che ho una gamba più corta di un’ altra (un grande classico intramontabile)? Innumerevoli.

Una volta che queste convinzioni sono state recepite dal paziente, “staccarle” è un’ impresa assai ardua. Ma dati alla mano, quello che sappiamo veramente è riassunto nell’immagine sopra. Vediamola punto per punto.

Punto 1

Sono innumerevoli gli studi come questo che dimostrano che non c’è correlazione tra quello che vedi nella risonanza o nella lastra e come sta effettivamente il paziente. Alcune persone con schiene ottime stanno malissimo, altre con schiene pessime stanno benissimo. A seconda degli studi le statistiche variano, ma non sbagliamo se diciamo che il 70% delle persone senza mal di schiena (con più di 35 anni) ha qualche forma di problema al disco (ernia o protrusione) ben documentabile. Il dolore deriva da un complesso meccanismo di interazioni tra sistema muscolo scheletrico e cervello che crea una situazione di “allarme”. Quindi tranquillizzati, puoi stare benissimo anche con la tua discopatia o ernia al disco. Ovviamente ci sono un tot di persone (comunque una minoranza) per cui questi problemi sono talmente significativi che a volte meritano un intervento chirurgico.

Punto 2

Come dicevo nell’introduzione: spalle asimmetriche, bacino inclinato, gamba più corta sono talmente comuni da poter essere considerate la norma. Correlazioni effettive trovate con il dolore? Nessuna. In questo studio è stata messa in correlazione la perdita della fisiologica lordosi cervicale ed il dolore al collo: nessuna correlazione. In questo è stata presa in considerazione la differenza di lunghezza delle gambe in rapporto al mal di schiena: anche qua nulla. In questo è stata fatta una revisione di tutti gli studi che analizzano le curvature della colonna in rapporto al dolore del paziente. Indovinate il risultato?  Anche qui, niente di cui preoccuparsi troppo se ti hanno trovato la colonna rettilineizzata o il bacino asimmetrico. Puoi benissimo risolvere il dolore anche senza correggere questi aspetti (che peraltro sono difficilissimi da correggere).

Punto 3

Eh si, mi tocca dirtelo. Non ti posso aggiustare come un meccanico fa con una automobile rotta. Io o i miei colleghi ti possiamo aiutare, a volte anche molto (a volte anche definitivamente!) ma… non lo facciamo perchè possiamo più di tanto “sistemare” i tuoi muscoli o le tue vertebre acciaccate. Il potere che abbiamo di modificare la consistenza del tessuto muscolare e del tessuto fasciale è a conti fatti minima. Non dico che non esista possibilità di modificare i tessuti con la manipolazione, ma sicuramente questo accade meno di quanto potremmo immaginare. Se hai mezz’oretta di tempo e mastichi bene l’inglese, l’ottimo fisioterapista/giornalista Paul Ingraham ha fatto una revisione di tutti gli studi riguardanti la possibilità di modificare il tessuto connettivo del muscolo, cioè la fascia. Io o i miei colleghi riusciamo a migliorare il dolore delle persone perchè creiamo stimoli positivi al sistema nervoso, non perchè aggiustiamo cose danneggiate. A proposito di “aggiustare le vertebre” ho anche trovato un articolo interessante del collega Tiziano Innocenti. Ho dolore perchè ho delle vertebre storte ed il mio fisioterapista me le aggiusta? Mmmmm……

Punto 4

Se rifletti sui punti precedenti, è evidente che nessuno ti può dire “ehi, con quel bacino asimmetrico ti verrà mal di schiena prima o poi, devi fare qualcosa per correggerlo!“. La maggior parte delle volte previsioni come queste si rivelano azzeccate ma…. grazie tante! Almeno l’ 80% delle persone sperimenta più o meno mal di schiena nel corso della vita! Questo ovviamente non significa che se il neurochirurgo ti dice “hai una vertebra instabile che sta scivolando in avanti, meglio operarla per evitare guai” oppure “hai un restringimento del canale vertebrale, operiamo o ci saranno conseguenze al midollo spinale“, tu debba alzarti dalla sedia e mostrargli un rumoroso gesto dell’ombrello.

Punto 5

Altra notizia che può sembrare strana ma ancora. se prendiamo in considerazione i dati precedenti, non lo è più di tanto. Non voglio negare l’importanza dell’ergonomia, ma in questi anni ci siamo talmente tanto concentrati sulla “postura che tengo al computer” che questa è utilizzata come giustificativo di tutto, a volte anche di sintomatologie importanti. La postura (cioè la posizione in cui teniamo i nostri segmenti) è un processo assai complicato, che tiene conto di tantissimi fattori, per molti versi anche difficili da interpretare. Nell’ambiente si è sempre detto che “la postura riflette il carattere della persona”, ma uno studio del 2008 non è riuscito a trovare correlazioni significative. Una cosa è sicura: la postura è un meccanismo automatico, che il corpo decide in base ad una serie di elaborazioni, e non la puoi modificare cercando soltanto di “stare più dritto”. Peraltro, “stare più dritto” non migliorerà necessariamente il tuo problema. Cito ancora l’ottimo revisiore scientifico Paul Ingraham che nel suo articolo sulla postura mette questa immagine. Il cerchio di sinistra indica la “importanza comunemente assegnata alla postura” ed il cerchio di destra l’importanza effettiva e provata: non è zero, ma molto meno di quello che le persone pensano.

Punto 6

L’Altra Riabilitazione parla praticamente solo di questo: di come non ci sia solo la componente meccanica nel dolore muscolo scheletrico. La biochimica ci dice che possiamo aumentare il numero di sostanze infiammatorie in circolo a causa di una alimentazione scorretta, dell’assunzione cronica di farmaci, dell’inquinamento ambientale e di tanti altri fattori. E studi come questo dimostrano che più ci sono sostanze infiammatorie in circolo più tende ad esserci dolore diffuso. Negli ultimi anni poi, c’è stata una decisa esplosione delle neuroscienze del dolore, cioè di quelle scienze che studiano come il dolore possa essere diminuito agendo sul sistema nervoso (Mosley ha pubblicato uno dei principali libri a riguardo). Come puoi vedere da statistiche sui nostri pazienti pubblicate tempo fa, più le persone hanno dolori diffusi, più hanno anche sintomi come mal di stomaco, stanchezza, problemi intestinali ecc… Cosa significa? Significa che se hai disturbi muscolari cronici e diffusi, dovrai prenderti cura di altri aspetti al di là della “zona che ti fa più male di tutte”: l’alimentazione, la gestione dello stile di vita, lo stress emotivo, l’attività fisica ecc.. Non preoccuparti: segui L’Altra Riabilitazione ed avrai tutte le informazioni che ti servono!

Un modo semplice? Abbiamo una newsletter che ti fornisce passo passo le informazioni più importanti per prenderti cura della tua salute: come analizzare i tuoi sintomi, come capire che tipo di problema hai, che cause possano averti provocato la situazione che vivi, e così via.

Iscriviti con il form qui sotto: non ti arriverà alcuno spam o alcuna bombardata pubblicitaria. Non mancare l’opportunità di conoscere meglio i tuoi sintomi, e quindi non mancare l’opportunità di conoscerTI meglio!

[optin-cat id=”3789″]

Lascia una risposta