Osteopatia: cosa cura e quali sono i limiti

 

holisticQuesto non è un articolo contro l’ oteopatia o contro gli osteopati in generale: lungi da me inserirmi nella annose (e sterili) polemiche tra osteopati e fisioterapisti, che poi ricalcano quelle tra chiropratici e osteopati, o ancora quelle tra fisioterapisti e massofisioterapisti…insomma, se uno volesse inserirsi in un dibattito tra figure terapeutiche ha l’imbarazzo della scelta. Quello che desidero fare è un articolo per chiarire le idee ai pazienti su quali siano le cose sicure e quali no in osteopatia (ed in medicina manuale generale), cioè su cosa rappresenta una cura e cosa invece è frutto di esperienza individuale,diversa per tutti gli operatori. Molte volte sento dire alle persone: “mi ha detto l’osteopata che ho il bacino disallineato”, oppure “la tal vertebra ruotata”, o peggio “mi ha raddrizzato la rotazione di alcune vertebre”. Premesso che conosco tanti ottimi osteopati che ottengono eccellenti risultati, è bene sapere che frasi come quelle citate hanno ben poco costrutto scientifico.

L’ osteopatia è una tecnica di medicina manuale che si prefigge di curare, con l’ausilio di manipolazioni a livello di vertebre, cranio e visceri, il corpo a “riequilibrarsi”, migliorando così una serie di sintomi, dal mal di collo ai disturbi mestruali.

Un punto che mi interessa chiarire è che l’osteopatia è sicuramente una valida arte terapeutica (altrimenti non si sarebbe così diffusa), ma gli osteopati non hanno “conoscenze di provato livello superiore” nè tecniche che garantiscano risultati più efficaci di quanto non abbiano dimostrato le classiche tecniche di fisioterapia o di ginnastica posturale.

In virtù di queste affermazioni, il mio desiderio è che i pazienti che si recano per la prima volta da un professionista osteopata siano in grado di “filtrare” le informazioni e capire se hanno di fronte una persona seria, conscia dei limiti dell’osteopatia (e della medicina in generale), oppure una di quelle  diffuse figure convinte di poter aggiustare qualsiasi problema soltanto mettendo le mani sul cranio o ruotando il bacino.

Essendo un articolo non scientifico, le citazioni sono ridotte al minimo, fortunatamente c’è già chi ha scritto articoli riassuntivi ricchi di citazioni.

 

Quali sono i limiti dell’ osteopatia?

valutazione osteopatiaIn realtà i limiti di cui stiamo per parlare sono tipici di chiunque si occupi di medicina manuale, sia esso fisioterapista, chiropratico, osteopata. Questo perchè qualunque medicina manuale soffre di questo enorme limite: la valutazione che si fa con le mani NON È affidabile!

La prima cosa su cui il paziente deve diventare critico è proprio questa: qualunque valutazione effettuata manualmente è solo e soltanto l’opinione dell’operatore. in tutti gli studi scientifici effettuati per studiare l’efficacia della valutazione manuale, sopratutto in osteopatia e chiropratica, è emerso che:

diversi operatori hanno diverse (a volte radicalmente) opinioni sullo stesso paziente – le supposte “problematiche” (asimmetria bacino, vertebre ruotate), non possono in alcun modo essere confermate da alcun esame radiologico

In questo articolo (in inglese) dell’ ottimo Paul Ingraham, sono citati tutti gli studi a riguardo. Quindi, ecco il primo concetto importante da portare a casa:

LA VALUTAZIONE MANUALE È QUANTO DI PIÙ SOGGETTIVO POSSA ESSERCI. ASIMMETRIE DEL BACINO, DELLE VERTEBRE E DELLE ARTICOLAZIONI SICURAMENTE ESISTONO, MA NON POSSONO ESSERE DIAGNOSTICATE IN ALCUN MODO E NON RAPPRESENTANO ASSOLUTAMENTE UNA PATOLOGIA. QUINDI CHIUNQUE VI DICA CHE IL VOSTRO PROBLEMA È LA ROTAZIONE VERTEBRALE CHE HA PERCEPITO MANUALMENTE, NON STA DICENDO QUALCOSA DI PROVABILE E PROVATO IN ALCUN MODO.

 

La seconda cosa su cui riflettere è: tantissimi studi hanno provato che asimmetrie della colonna, ma anche problemi più significativi come protusioni ed ernie, sono presenti abbondantemente anche nella popolazione sana, senza alcun problema. Un dato che la dice lunga: in pazienti ASINTOMATICI sopra i 40 anni, la possibilità di avere una degenerazione del disco è del 68%,, la percentuale sale ad 88% a 60 anni.

 

Quindi,sappiamo che una larga fetta della popolazione perfettamente sana e senza mal di schiena ha problemi vertebrali anche rilevanti e non se ne accorge. Questo significa che il corpo ha dei suoi sistemi di adattamento che consentono di “aggirare” il problema. Spesso però in medicina manuale i pazienti si sentono dire: “il tuo bacino è fuori asse, e questo ti porta dolore”, seguito dalle classiche manovre di “aggiustamento”. Ma gli studi (e la logica) ci dicono che:

– le asimmetrie valutate manualmente hanno margini di errore e opinabilità enormi

il corpo è in grado di compensare anche problemi di rilevante entità: perchè dovrebbe farsi mettere in difficoltà da pochi mm (di questo si parla)?

 

Quindi, il secondo concetto è:

POSTO CHE ROTAZIONI VERTEBRALI, SUBLUSSAZIONI, ASIMMETRIE DEL BACINO NON SONO DI FATTO VALUTABILI, NON POSSONO ESSERE CONSIDERATE CAUSA DEL DOLORE, PERCHÈ L’ ORGANISMO HA SISTEMI DI COMPENSO CHE PERMETTONO DI SOPPORTARE PROBLEMI BEN PEGGIORI.

 

manipolazione osteopatiaTerzo spunto di riflessione: gli “aggiustamenti“. Da almeno un centinaio di anni osteopati, chiropratici e tante altre figure portano il collo o la schiena dei loro pazienti in posizioni particolari, danno un colpo più o meno secco e..”crack” un sonoro rumore esce dalle vertebre. Per alcuni questa sensazione è estremamente gradevole e liberatoria, per altri molto meno, alcuni soggetti non la tollerano proprio.

Che cosa succede nelle vertebre quando si sentono quei rumori? È pericoloso? Le risposte, nell’ordine, sono: fondamentalmente non lo sappiamo; fondamentalmente no. Nonostante alcuni recenti studi chiarificatori, ancora non sappiamo esattamente cosa succeda nelle articolazioni quando emettono quel “click”: la teoria più accreditata e confermata da recenti studi è che si tratti di un fenomeno di “cavitazione”, cioè di formazione di gas all’interno dell’articolazione,con conseguente espansione dello spazio articolare e rumore associato. In sintesi, quello che sappiamo di queste manovre è:

non conosciamo i meccanismi che provocano il rumore

– quando il rumore avviene, si ha un riflesso di rilassamento sui muscoli circostanti

– questo riflesso conduce spesso a riduzione del dolore

– quasi sempre le vertebre che producono il rumore non sono quelle che il terapista intendeva manipolare

– si possono avere benefici anche manipolando segmenti della colonna che non sono quelli interessati dal dolore

– i reali eventi avversi (non solo i disagi temporanei) associati a manipolazione sono fondamentalmente molto molto rari

Da sottolineare quindi che l’eventuale riduzione del dolore avviene per via rilassamento muscolare, il quale è ottenibile anche con altre metodologie. Il terzo concetto da portare a casa è dunque:

LE MANIPOLAZIONI VERTEBRALI CHE PRODUCONO IL CLASSICO “CRACK” POSSONO ESSERE EFFICACI, GRAZIE ALLA RIDUZIONE DELLA TENSIONE MUSCOLARE, CHE È PERÒ ANALOGA A QUELLA CHE SI PUÒ OTTENERE CON ALTRE METODOLOGIE. I RISCHI SONO LIMITATI. DI CONSEGUENZA, NESSUN MANIPOLATORE PUÒ AFFERMARE DI AVER “AGGIUSTATO LE VERTEBRE”, NÈ CHE QUELLE MANIPOLAZIONI SIANO STRETTAMENTE NECESSARIE.

 

osteopatia cranialeQuarto spunto di riflessione: l’osteopatia craniale

Non nego che la terapia cranio sacrale sia decisamente affascinante e rilassante: io stesso feci dei corsi e la praticai diversi anni fa. Per chi non lo sapesse, la terapia cranio sacrale si basa su delle delicatissime palpazioni a livello del cranio, con lo scopo di migliorare la circolazione del fluido cerebrospinale, ed ottenere così benefici su di un ampio spettro di problematiche. Come dicevo, il tutto è decisamente affascinante, ma…

nessuno è mai riuscito a dimostrare chiaramente che le ossa craniche abbiano davvero questo movimento

– nessuno studio di affidabilità è riuscito a dimostrare che due osteopati sullo stesso paziente sentono le stesse problematiche

– di conseguenza, nessuno è mai riuscito a dimostrare che l’ osteopatia craniale funzioni

Questo ovviamente non significa che nessuno dovrebbe usarla, nè che i pazienti debbano evitare chi la usa. Ci sono ottimi professionisti che ottengono altrettanti ottimi risultati con questo tipo di tecnica. Il concetto importante è che:

NON È ASSOLUTAMENTE BEN CHIARO COME L’ OSTEOPATIA CRANIALE AGISCA: PERALTRO, TUTTE LE SUPPOSIZIONI CHE I TERAPISTI FANNO NEL “DIAGNOSTICARE” IL CRANIO, SONO BASATE SU VALUTAZIONI MANUALI DI MOVIMENTI CHE VEROSIMILMENTE NON ESISTONO, E CHE SI SONO DIMOSTRATE ESTREMAMENTE INAFFIDABILI. ANCORA, LA COSA IMPORTANTE È CHE IL PAZIENTE SIA INFORMATO SUI LIMITI DI QUESTA METODICA, CHE IN NESSUN MODO PUÒ DARE INFORMAZIONI DIAGNOSTICHE.

 

Probabilmente la cranio sacrale agisce per riflesso sul sistema nervoso autonomo, così come altre tecniche. A mio avviso, il fatto che una tecnica non sia “scientificamente dimostrata” non significa che non debba essere usata: in riabilitazione i fondi per la ricerca sono esigui, e poi studiare una metodica manuale in maniera oggettiva ha delle difficoltà enormemente maggiori rispetto allo studiare gli effetti di un farmaco.

 

manipolazione osteopatia

Questi sono i miei “puntini sulle i” riguardo all’ osteopatia ma in generale riguardo alla medicina manuale. Oggi stanno uscendo tanti nuovi osteopati, ed ognuno poi sviluppa metodiche diverse: è un’ottima cosa, ma i pazienti devono essere informati che le tecniche “olistiche” di medicina manuale, sia quelle per valutare che quelle per curare, non sono scientificamente dimostrabili e non rappresentano un grado di competenza maggiore rispetto alle tecniche “standard”. In conclusione, viva l’osteopatia ma:

non si tratta di competenze più avanzate o che abbiano dimostrato maggiore efficacia rispetto alla normale fisioterapia.

– si tratta di tecniche ad altissima soggettività: quello che dice un osteopata di un paziente non combacerà mai con quello che dice un altro osteopata sullo stesso soggetto: uno sentirà ruotata una vertebra, uno l’altra, l’altro un altra vertebra ancora. Faranno 3 manovre di correzione diverse ma è probabile che tutti e 3 diano beneficio alla persona.

– si tratta di tecniche i cui fondamenti e modalità d’azione non sono mai stati dimostrati:tornando all’esempio di prima, ci sono studi che dimostrano che pensando di manipolare una data vertebra, l’operatore stava in realtà manipolando un’altra; oppure studi in cui manipolando casualmente un segmento vertebrale si ottiene beneficio in un’ altra zona dolorosa.

Bene, ora conoscete i limiti della medicina manuale, e in particolare di quelle tecniche dove l’approccio manuale è tutto: essere informati è l’unico modo per capire se si ha di fronte un buon professionista. Personalmente, oggi cerco di ridurre l’approccio manuale al minimo. Questo perchè le metodiche e gli studi sulla composizione corporea e sul sistema nervoso autonomo (che hanno tutt’altro spessore rispetto agli studi sulla terapia manuale) ci insegnano che il corpo umano comincia ad andare in sofferenza e a sviluppare sintomi quando la bilancia tra “elementi stressogeni” e capacità di risolverli è da troppo tempo a favore dei primi.

Gli adattamenti che il corpo mette in atto per “saldare il conto” sono causa di cambiamenti visibili (perdita di muscolo,aumento di grasso) e di numerosi sintomi (dolori,stanchezza,insonnia,disturbi digestivi). Questi cambiamenti sono oggettivamente ed indiscutibilmente misurabili con strumenti come la BIA ACC.

Di conseguenza, perchè si possa parlare di vero “recupero” della persona, cioè di un miglioramento stabile delle sue condizioni di salute, è necessario agire su più fronti, con metodiche che prevedano un grande impatto sul suo stile di vita: parliamo di nutrizione clinica, attività fisica per il recupero del muscolo, tecniche di rilassamento quando necessario, esercizi specifici. Coinvolgere il paziente in un percorso riabilitativo che preveda tali azioni è molto meno semplice che farlo venire in studio per un trattamento ogni “tot”, ma pensando a come si originano i problemi, è a mio avviso l’unico modo sensato per garantire vera salute, a lungo termine, e su una gamma di sintomi molto più ampia.

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