Ecco perchè il “fai da te” scientifico è più potente delle terapie

Qualche tempo fa ho lanciato un sondaggio tra gli iscritti alla newsletter di L’Altra Riabilitazione (a proposito, fallo anche tu! Ci sono risorse bonus gratuite, contenuti riservati e test per verificare il tuo stato di forma. Clicca QUI e compila il test di autovalutazione per iscriverti!), chiedendo quali fossero le maggiori ostacoli a cui stavano andando incontro nel cercare di risolvere i propri problemi.

Una delle cose che più mi è balzata all’occhio è stata questa:

"un gran numero di persone (anche se non la maggioranza, per fortuna) ritiene di non poter fare nulla per migliorare la propria salute in autonomia, ma che problemi come quelli che trattiamo (disturbi muscolo scheletrici e disturbi del metabolismo) siano appannaggio soltanto di figure professionali."

Non c’è troppo da stupirsi: tutti i giorni, esperti di ogni sorta popolano le trasmissioni televisive ed i canali social, illustrando questioni apparentemente (ed a volte effettivamente) molto complesse, tali per cui uno non pensa certo di poter fare qualcosa da solo.

In più, sia nelle trasmissioni che in qualsiasi articolo, che parli di mal di schiena o di gastrite cronica, non manca mai (giustamente) la premessa di “rivolgersi ad un professionista”.

Se da una parte certe raccomandazioni sono sacrosante, dall’altra questo tipo di cultura ha portato ad un fenomeno comune: un sacco di persone che girano da un esperto all’altro senza trovare una soluzione efficace.

Se anche tu “le hai provate un po’ tutte”, oppure hai la convinzione che “di salute se ne devono occupare solo gli esperticontinua la lettura di questo articolo: ti spiegherò perchè spesso le terapie falliscono e perchè il potenziale racchiuso nella TUA collaborazione sia enorme.

In pratica, ti illustrerò come “rimboccarsi le maniche” possa essere più produttivo rispetto al cercare il millesimo-e-uno esperto con la terapia miracolosa di turno.

In questo articolo mi riferisco in particolare al mio campo, quindi l’ambito muscolo scheletrico (mal di schiena, cervicalgia ecc..).

Vuoi metterti all’opera ma il tuo problema non è tanto la fiducia, ma il tempo? Allora leggi questo articolo su come trovare senza fatica il tempo per fare esercizio!

Partiamo!

Ti serve un consulente che sia un bravo meccanico, piuttosto che un meccanico che non fa il consulente

Quando abbiamo mal di schiena, istintivamente pensiamo che qualcuno dei nostri “ingranaggi” non funzioni: di conseguenza ci rivolgiamo al fisioterapista/osteopata/chiropratico/altra figura di turno perchè “ci aggiusti” e ci tolga il dolore.

Riguardo al togliere il dolore, spesso il gioco funziona. Riguardo all’ aggiustamento, molto meno.

Tra poco ti dimostrerò come io o i miei colleghi non possiamo aggiustarti come faremmo con un’automobile: il corpo umano non è così plasmabile sull’immediato.

Le nostre tecniche possono aiutarti a “dare il via”, a sbloccare alcuni punti critici, ma dopo di che la realtà è che:

Se vuoi stare bene nel lungo periodo, gli interventi più efficaci non sono quelli di un qualsiasi terapista, ma quelli che fai in autonomia.

Ecco perchè un terapista veramente professionale fa il “meccanico” quel tanto che basta per rimetterti in carreggiata, ma poi fa il “consulente” spiegandoti come comportarti.

Se hai trovato solo “meccanici” che ti propongono di “farti aggiustare dal loro” per tutta la vita o per un tempo indeterminabile….beh, fossi in te continuerei la lettura.

PREMESSA/AVVERTENZA (IMPORTANTE)

Lo scopo di questo articolo non è quello di convincerti a bypassare il tuo medico o il tuo professionista di fiducia, anzi.

Gli scopi di questo articolo sono:

1) farti capire che una serie di interventi autonomi sullo stile di vita, sull’alimentazione, sull’esercizio e su vari altri fattori sono più efficaci che molte terapie

2) farti capire che molte terapie falliscono perchè cercano soltanto di aggiustarti “passivamente”, come un’automobile

3) farti capire che assolutamente… molte cose non le sappiamo! Anch’io in passato dicevo spesso frasi come “lei ha dolore a causa dell’artrosi”, ma se vai a guardare i dati, scopri che il 70% delle persone senza dolore presenta artrosi nelle lastre. Certo, la persona annuiva, ma la cruda realtà era un’altra.

Detto questo, il parere del tuo medico ed alcuni accertamenti diagnostici sono NECESSARI.

Se guardiamo quante persone hanno mal di schiena o cervicalgia a causa di un grave problema che necessita di un intervento chirurgico o di terapie particolari, vediamo che sono meno dell’1%.

Meno dell’ 1% non è comunque 0: prima di fare qualsiasi cosa, assicurati con il tuo medico di rientrare nel “99 virgola qualcosa” di casi che hanno “soltanto” discopatie, artrosi, ernie ecc. ecc…

Cinque motivi per cui il tuo potenziale può essere maggiore di quello del tuo terapista

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Per sostenere quello che scrivo, ho fatto riferimento per lo più a painscience.com, il sito del fisioterapista/giornalista Paul Igraham. Paul è il “revisore scientifico” più accurato che ci sia in giro: monitora costantemente la letteratura internazionale e tiene in aggiornamento perenne i suoi articoli. Uno di cui fidarsi, insomma.

1) Il tuo margine di miglioramento è nei MUSCOLI, e questi rispondono meglio a…

Non possiamo modificare a mano le ossa, quindi qualsiasi miglioramento di problemi come mal di schiena, mal di collo o dolori articolari lo abbiamo grazie ai muscoli: muscoli che si rilassano, si fortificano, si “svegliano”…

Con la manipolazione o le terapie, diamo un potente STIMOLO al muscolo, che si rilassa e ci fa sentire meno dolore.

Il muscolo viene “aggiustato” da terapie e manipolazioni? No, non stiamo parlando di plastilina: le modificazioni del tessuto sono minime, l’effetto è per lo più legato al fatto che abbiamo “convinto il sistema nervoso ad allentarlo”.

Qual’è la terapia che nel lungo termine può portare le maggiori modificazioni (stabili) al tessuto muscolare?

Semplicissimo: l’ ESERCIZIO, nelle sue infinite variabili.

L’ esercizio può essere programmato da un professionista, ma si tratta di una cosa che devi fare da solo, quindi di una terapia ATTIVA.

2) La maggior parte delle cause non viene toccata da alcuna terapia

Ci sono tantissime evidenze scientifiche che, rispetto al mal di schiena e problemi simili, ci dicono:

Ragazzi, avete sopravvalutato il ruolo della postura, e vi siete dimenticati tutto il resto dell’impianto!

Del resto, uno dei cardini di L’Altra Riabilitazione è il collegamento tra problemi del metabolismo e problemi muscolo scheletrici.

In sintesi: i nostri disturbi dipendono da un mix di fattori, che non sono soltanto meccanici, ma hanno a che vedere con l’alimentazione e con la gestione dello stress emotivo.

Se non prendi in considerazione il metabolismo (e quindi l’alimentazione) ed il sistema nervoso, rischi di non centrare il nocciolo del problema.

Ma…alimentazione e gestione dello stress emotivo cosa sono? Interventi ATTIVI, non certo cose che migliorano sdraiandosi su di un lettino.

3) Ad oggi, non abbiamo alcuna cura che si sia dimostrata più efficace di altre

Se prendi la letteratura scientifica, il quadro è abbastanza sconfortante: riguardo ai problemi muscolo scheletrici, nessuna terapia si è mostrata particolarmente efficace.

In tutti gli studi clinici, l’efficacia maggiore è stata notata con interventi che prevedevano un coinvolgimento attivo del paziente: esercizio, ergonomia, gestione dello stile di vita….

Insomma, spendere tempo per prendersi cura di sè è più produttivo che spendere soldi in una terapia.

4) Le correlazioni “causa-effetto” che facciamo spesso non hanno reale fondamento

Scena 1:

Hai mal di schiena.
Fai una lastra.
Ti trovano una discopatia.
“Ecco qua, ha una discopatia, ecco perchè ha mal di schiena!”

Condanna eseguita: da quel momento in poi, sarai destinato ad avere mal di schiena perchè “hai la discopatia (o similari)”.

In realtà, i numeri ci dicono che NON È COSI’.

Discopatie, ernie al disco, protrusioni e artrosi sono riscontrabili in una percentuale altissima di persone senza alcun dolore. Stessa cosa per le curve anomale della colonna (la famosa rettilineizzazione del tratto cervicale), presenti nel 30% dei sani.

Di conseguenza: non lasciare che una diagnosi ti condizioni. Se lavori su tutti gli aspetti di cui parlo su L’Altra Riabilitazione, puoi stare benissimo pur in presenza di “anomalie radiologiche”.

Scena 2:

Hai mal di schiena.
Vai da un fisioterapista/chiropratico/osteopata.
Ti dice che hai il bacino storto.
“Ecco qua, ha dolore perchè ha il bacino storto”.

Per quanto riguarda queste “asimmetrie posturali” il discorso di prima è a maggior ragione ancora più valido, con una aggravante: i metodi con cui si misurano questi “”””problemi””” (nota la quantità di virgolette) sono talmente empirici, che spesso operatori diversi giungono a conclusioni completamente diverse.

Di conseguenza: puoi stare benissimo anche se la tua schiena non è perfettamente in asse, e non hai necessariamente bisogno di qualcuno che “ti raddrizzi”

5) Le valutazioni dei professionisti sono per lo più opinioni personali, ad alta variabilità

Mi riaggancio al discorso di prima: a meno che tu non abbia un problema MOLTO evidente (una frattura o una situazione analoga) dire “lei ha dolore a causa di questo” è soltanto una opinione personale, anche se viene da un professionista.

Tantissimi studi eseguiti “in cieco” hanno dimostrato che 10 professionisti che valutano la stessa persona (senza comunicare tra loro) danno 10 responsi diversi.

Per un certo periodo mi sono anche divertito a frequentare i forum professionali, un vero spasso a volte.

Ogni volta che uno chiedeva “con questo tipo di sintomo (mettiamo il dolore alla spalla) , cosa fareste?”, partiva una raffica di opinioni che andavano dal “controlla il fegato (come si faccia poi…)” al “muovi il quinto dito del piede opposto”…

Se anche noi professionisti siamo così diversi e discordi, ma comunque continuiamo ad avere clienti, cosa significa?

Significa che non c’è una e una sola soluzione per il tuo caso, individuabile solo e soltanto da un professionista!

Conclusione: fatti indicare la direzione, ma tieni in mano le redini

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Spero che il succo di questo articolo sia abbastanza chiaro: non è vero che “di certe cose se ne devono occupare solo i professionisti”, perchè come hai visto c’è molta confusione nell’ambiente.

Sicuramente gli aspetti che sono sotto il tuo controllo (l’attività fisica, l’alimentazione, la gestione dello stile di vita) sono MOLTO più potenti di qualsiasi terapia, sopratutto nel medio termine.

Per una “spinta in avanti” iniziale, l’intervento di un terapista può essere di straordinario aiuto, a meno che quest’ultimo non ti condizioni troppo con la sua opinione.

Insomma, tieni saldamente in mano le redini della tua situazione, e fatti consigliare con occhio critico!

4 commenti

    • Marcello Chiapponi

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