Come trovare il tempo per fare esercizio ingannando il tuo cervello: la tecnica del “miglioro in uno solo”

Può esserti capitato anche pochi minuti fa: hai letto qualcosa di interessante qui su L’Altra Riabilitazione, oppure hai visto un video nel quale mostro qualche esercizio sulla mia pagina facebook, ma poi hai pensato: “interessante, ma non ho tempo di mettermi a fare questa roba”.

Oppure ci hai provato per un paio di giorni, ma poi hai smesso, pensando che “era interessante ma non hai tempo di metterti a fare questa roba”.

Bene, in questo articolo ti spiegherò come in realtà a dirti che “non hai tempo” sia una ben precisa area del tuo cervello, non una reale impossibilità di ricavarsi anche solo 10 minuti al giorno: insieme, vedremo anche una semplicissima tecnica per “ricalibrare” questa area cerebrale, in modo che tu possa instaurare qualsiasi buona abitudine desideri (in questo caso, l’esercizio fisico o posturale).

Persone molto impegnate hanno tempo per il loro fisico

US President Barack Obama does pushups during backetball shooting drills during the annual Easter Egg Roll on the South Lawn of the White House April 9, 2012 in Washington, DC. The First Family participated in the yearly event where the South Lawn is opened up to guests to participate in various egg rolls and other activities. AFP PHOTO/Brendan SMIALOWSKI (Photo credit should read BRENDAN SMIALOWSKI/AFP/GettyImages)

Tim Cook, amministratore delegato della Apple, una delle più grandi società al mondo, si aggira per la palestra alle 5 del mattino, così come Vittorio Colao, amministratore di Vodafone.

Richard Branson, fondatore ed amministratore della Virgin company, gioca a tennis e fa surf tutti i giorni.

Potrei continuare a lungo con una lista di persone non solo famose, ma con incarichi estremamente impegnativi, che fanno regolare esercizio fisico: se mastichi l’inglese, leggi questo articolo.

Il discorso è: sei davvero più impegnato di queste persone? Difficile, molto difficile.

Se letteralmente la tua giornata è talmente incastrata da non poter assolutamente trovare neppure 10 minuti, hai decisamente bisogno di una ri-organizzazione…. non puoi durare a lungo!

Il problema è la parte di cervello che vuole rimanere in “comfort zone”

In realtà, la maggior parte di noi ha ben più di 10 minuti a disposizione durante la giornata: per confermartelo, installa l’applicazione moment sul tuo smartphone.

Moment è una applicazione, come ce ne sono diverse, che ti dice quanto tempo hai passato controllando il tuo telefono.

Installandola, potresti scoprire di passare più di un’ora al giorno (la media è di 2 ore) tra social media e chat varie.

Perchè social media e chat sono riusciti a “rubarci” così tanto tempo (anche se, ad onor del vero, buona parte del tempo che passiamo sul telefono è “tempo morto”, come quello in coda alle poste) e non troviamo 10 minuti per qualcosa che migliorerebbe la nostra salute?

Semplice! Social media e chat ci appassionano, ci intrattengono e ci danno sensazioni piacevoli SUBITO.

Fare esercizio può invece costare fatica, ed è un investimento per lo meno a medio termine.

Il problema è esattamente questo: il nostro cervello vuole farci rimanere in “comfort zone”, cioè vuole mantenere tutte le sue abitudini, perchè in questo modo sa esattamente cosa lo aspetta, mentre la novità richiederebbe rischio e nuove elaborazioni, che eviterebbe volentieri.

Paradossalmente, la tua comfort zone può anche essere piena di cattive abitudini che ti fanno male: non importa, la parte più antica del nostro cervello ha lo scopo di proteggerci, quindi anche se le nostre routine non sono il massimo, per lui sono sicure, e tende a farcele mantenere.

Ecco il nocciolo della questione: non è che fisicamente ti manca il tempo da dedicare all’esercizio o ad altre pratiche salutari, è che il tuo cervello non interpreta quello stimolo come “immediatamente utile” o “immediatamente piacevole”, e quindi non lo ritiene qualcosa da inserire all’interno della sua “comfort zone”.

Ora vediamo come aggirare questo “circuito cerebrale” con una semplicissima tecnica, che chiamo il “miglioro in uno solo”.

Trovare il tempo senza fatica: la tecnica del “miglioro in uno solo”

A questo punto, hai capito qual’è il vero sforzo da fare: non tanto quello di trovare “x” minuti, ma quello di convincere il tuo cervello che quegli “x” minuti siano investiti dannatamente bene.

E quand’è che il nostro cervello ritiene che un’attività sia un buon investimento? Quando vede un CAMBIAMENTO POSITIVO.

Io che frequento palestre e luoghi simili da anni, osservo questo fenomeno spessissimo: le persone che hanno un riscontro veloce dal lavoro fisico, si appassionano e diventano frequentatori assidui, mentre quelli per cui i risultati tardano un po’ di più sono destinati ad abbandonare entro il primo mese.

Il “trucco” da sfruttare è proprio questo: quando il cervello vede che una determinata attività gli porta un cambiamento positivo, ti manderà in automatico messaggi tipo “hey questa robbbba era una figata, falla ancora il prima possibile!”.

A quel punto, ti assicuro che trovare il tempo non sarà più un problema.

Per fare “scattare la molla”, la tecnica più semplice è:

“Prendi un solo esercizio (uno solo) e portalo avanti per 15 giorni, ogni giorno.”

Lanciati questa sfida: scegli un esercizio posturale (ad esempio uno di quelli dell’articolo sulla postura, ti consiglio lo “sgabello” o lo “schiena alla parete”) ed imponiti di portarlo avanti 15 giorni (il riferimento temporale aiuta, sapere che “non è per sempre” è un conforto per un cervello pigro).

Il giorno in cui cominci (sarebbe buona cosa se fosse oggi), fai prima un piccolo test per valutare la tua flessibilità, come ad esempio quanta difficoltà hai a toccarti le punte dei piedi, oppure il test di auto valutazione della postura presente nella “area riservata agli iscritti” di L’Altra Riabilitazione.

Non hai ancora fatto l’iscrizione e non hai ancora potuto vedere i contenuti bonus? Rimedia subito!!

Questo test lo farai soltanto il primo giorno, e lo ripeterai alla fine dei 15 giorni.

Mi raccomando: esegui l’esercizio bene, con la massima attenzione a quello che succede nel tuo corpo durante il movimento e subito dopo.

Con ogni probabilità, nel giro di 15 giorni avrai notato miglioramenti nell’esecuzione dell’esercizio (meno difficoltà, più scioltezza): questa sarà la PRIMA LEVA POSITIVA.

Ripeti il test che hai fatto all’inizio, nelle stesse condizioni ed allo stesso orario: se è andato tutto bene, ci sarà stato un piccolo progresso, e questa sarà la SECONDA LEVA POSITIVA.

Se poi ci è andata bene bene, ti sentirai anche un po’ meglio: maggiore scioltezza, meno dolore, meno stanchezza. Se così fosse, avremo una fortissima TERZA LEVA POSITIVA.

Tante più saranno le leve positive che si sono attivate, maggiore sarà la possibilità che il tuo cervello registri l’attività che hai fatto come benefica, e quindi ti ci farà appassionare quel tanto che basta a farti trovare il tempo necessario.

A questo punto non dovrai limitarti ad un singolo esercizio, ma potrai fare tutti quelli di cui hai bisogno.

Non sai quali esercizi hai bisogno? Rimedia subito andando alla pagina “Che disturbi avverti?”.

CONCLUSIONE

Quella che ti ho illustrato è soltanto una delle tante tecniche che si possono usare per instaurare una routine positiva.

Il concetto che mi interessa farti capire è:

“Non focalizzarti sul cercare il tempo, perchè non lo troverai. Focalizzati sul “far scattare la molla” nel tuo cervello, e trovare il tempo non sarà più un problema.”

Può darsi che tu abbia il tuo modo personalizzato di “far scattare la molla”, e che quello che ho illustrato per te non funzioni.

In questo caso, fammelo sapere scrivendo un commento: sono “avido” di tecniche da scoprire!!!

Alla prossima

Marcello

3 commenti

    • Marcello Chiapponi

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