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	<description>Riabilitazione integrata per un ritorno alla salute vera</description>
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		<title>Il colpo di frusta: come affrontarlo, gestire i postumi e riabilitarsi</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 17:26:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tinti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La &#8220;distorsione del rachide cervicale&#8220;, comunemente chiamata &#8220;colpo di frusta&#8221;, è un evento moto frequente nella traumatologia della strada e non. Se la maggior parte delle persone può dire di aver subito questo trauma e di non aver riportato significative conseguenze, così non è per altre, che continuano anche a distanza di anni ad accusare [...]


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Se la maggior parte delle persone può dire di aver subito questo trauma e di non aver riportato significative conseguenze, così non è per altre, che continuano anche a distanza di anni ad accusare grossi sintomi.</p>
<p>I sintomi più frequenti che possono permanere dopo colpo di frusta sono:</p>
<ul>
<li><strong>dolore ai muscoli cervicali</strong></li>
<li><strong>difficoltà nella rotazione del capo</strong></li>
<li><strong>mal di testa in varie forme</strong></li>
<li><strong>dolori dorsali</strong></li>
<li><strong>vertigini</strong></li>
</ul>
<h2>Perché alcune persone portano conseguenze a lungo termine anche invalidanti mentre altre no?</h2>
<p><a href="http://www.laltrariabilitazione.it/wp-content/uploads/2009/12/colpo-frusta-2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-80" title="colpo-frusta-2" src="http://www.laltrariabilitazione.it/wp-content/uploads/2009/12/colpo-frusta-2.jpg" alt="colpo-frusta-2" width="342" height="300" /></a>In un trauma cervicale le principali  strutture danneggiate sono i <strong>legamenti</strong>, struttura profonda e passiva, indispensabile a mantenere i rapporti articolari tra le vertebre.</p>
<p>Successivamente i <strong>muscoli</strong> vanno incontro a <strong>contrazione &#8220;antalgica&#8221;</strong>, limitando temporaneamente la mobilità del collo che necessita di essere messo a riposo.</p>
<p>Quando il<strong> trauma è lieve</strong> o non preso in forte rotazione, i legamenti subiscono un <strong>danno di entità limitata</strong>: dopo alcune settimane e le opportune cure i muscoli si rilassano perché la situazione in profondità (i legamenti appunto) si sono riparate.</p>
<p>Quando il <strong>trauma è forte</strong> i legamenti subiscono un danno maggiore, ed  <strong>i muscoli devono sopperire a questa situazione</strong> mantenendo uno stato costante di contrazione nonostante le cure. Le classiche cure fisioterapiche infatti non riescono ad arrivare ad una profondità sufficiente a raggiungere i legamenti.</p>
<p>Esattamente come una caviglia rimane più instabile dopo una grossa distorsione, così è il rachide cervicale, con la differenza che <strong>il cranio non può assolutamente essere instabile</strong>. Ecco che tutti i muscoli circostanti si contraggono fortemente per sopperire al danno legamentoso, causando però i sintomi alquanto fastidiosi che alcuni ben conoscono.</p>
<p>Mano a mano che passano le settimane ed i mesi legamenti vanno incontro a fibrosità e rigidità, aumentando spesso e volentieri le sintomatologie associate.</p>
<p><strong>Per questi motivi il colpo di frusta può lasciare conseguenze a lungo termine, al collo e di conseguenza a tutta la postura</strong>.</p>
<p>Con l&#8217; approccio <em><strong><span style="color: #008000;">CERVICAL</span>TEC  system</strong></em> si possono ottenere risultati strabilianti: la particolare apparecchiatura utilizzata consente,senza alcun trauma per le strutture né alcun pericolo, di lavorare sulle <strong>strutture legamentose profonde</strong>, sciogliendo le fibrosi, aumentando la vascolarizzazione e riportando la corretta funzionalità della zona. Di conseguenza <strong>i sintomi migliorano rapidamente</strong> e non vanno incontro a recidivazione, perché si agisce sui meccanismi <strong>causali e non solo sulle contratture antalgiche</strong>.</p>
<p>La completa <strong>analisi</strong> e le tecniche di <strong>riabilitazione specifica</strong> consentono di lavorare anche sulle conseguenze posturali, completando il quadro terapeutico per un ritorno definitivo allo stato di salute ottimale.</p>


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		<title>Esami radiologici in riabilitazione.. Servono davvero? E quando ?</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 17:05:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La moderna radiodiagnostica ci ha oggi dato la possibilità di esplorare ogni centimetro del corpo umano, e l?apparato muscolo scheletrico non fa certo eccezione: TAC, risonanza magnetica, lastre, ecografia permettono di vedere in profondità tutti i tessuti dell? apparato locomotore. Spesso i pazienti arrivano nei nostri studi con voluminosi pacchi di esami di ogni genere, [...]


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<p>Spesso i pazienti arrivano nei nostri studi con voluminosi pacchi di esami di ogni genere, e altrettanto spesso rimangono stupiti dalla marginale importanza che gli viene data.</p>
<p>Questo avviene perché le immagini radiologiche, nel campo riabilitativo, danno poche informazioni utili: ad esempio si possono notare protusioni dei dischi vertebrali, ma non si ottiene alcuna informazione su come si siano formate né sullo stato della postura in generale.</p>
<p><strong>In poche parole, nelle immagini ci sono le ?vittime?, non sicuramente le cause.</strong></p>
<p>Da qui la assoluta maggiore importanza della <strong>visita</strong> e delle <strong>valutazioni clinico/funzionali</strong>: la postura, le reazioni muscolari, la camminata, le parole della persona possono dare informazioni su come si sia determinata la situazione visibile nelle lastre, e soprattutto su come risolverla.</p>
<p>La complessità e le potenzialità di <strong>COMPENSAZIONE</strong> (spostare le tensioni e i dolori da una zona all?altra) dell? organismo rendono la ?ricerca di qualcosa nel punto che fa male? assolutamente vana, a meno di casi eccezionali.</p>
<p>Meglio riservare gli esami alle situazioni che sembrano ragionevolmente non rispondere alle terapie, in quanto possono essere riscontrate deformità congenite o stadi troppo avanzati della patologia tali da richiedere approcci diversi, come ad esempio quello chirurgico.</p>


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