Mani e piedi freddi: un problema causato spesso dal sistema nervoso autonomo

man_with_cold_hands_in_snow1Il fenomeno delle estremità fredde è molto comune, sopratutto in inverno, ma molte persone ne soffrono anche durante i mesi caldi. Si tratta di un insufficienza a livello della micro circolazione: in periferia non arriva abbastanza sangue ed ecco che le estremità diventano fredde e molte volte doloranti.

Cosa causa il problema mani e piedi freddi?

Talvolta la causa è da ricercarsi in una precisa patologia dei vasi (ad esempio angiopatia diabetica), ma nella maggior parte dei casi si tratta di un disturbo funzionale. Per disturbo funzionale si intende una situazione di mal funzionamento di un distretto o di un organo, senza che ci siano segni patologici rilevabili clinicamente. In questo caso, un esame eco-doopler non rivelerebbe alcuna anomalia.
In assenza di patologie, le principali cause di mani e piedi freddi sono:

eccessiva tensione muscolare del tratto cervicale o del tratto lombare, dato che i vasi sanguigni passano a stretto contatto dei muscoli. Una eccessiva rigidità muscolare può rendere più difficoltoso il passaggio del sangue verso i distretti periferici.

mancanza complessiva di muscolatura, in quanto il muscolo è un organo ad elevata vascolarizzazione. Poco tessuto muscolare equivale quindi a scarsa vascolarizzazione.

disfunzione del sistema nervoso autonomo. Il sistema nervoso autonomo è quella parte di sistema nervoso che controlla il corretto funzionamento del metabolismo, e numerose altre funzioni, tra cui la termoregolazione. Il sistema nervoso autonomo è costituito da una componente vaso-costrittrice (l’ortosimpatico) e da una componente vaso-dilatatrice (il parasimpatico). Come dice il nome,questa parte di sistema nervoso è autonoma, quindi non controllabile dalla volontà, ma è fortemente influenzata dallo stress, sopratutto quello emotivo. Stati emozionali negativi, ansia, situazioni stressanti possono creare una iperattività del sistema ortosimpatico (vaso-costrittore) o una ipoattività del parasimpatico (vaso-dilatatore). Solo stress fortemente positivi possono creare iperattività del parasimpatico.
Ne risulta una situazione di vasocostrizione periferica quasi costante, con conseguente raffreddamento delle estremità.

Cosa si può fare? 

Innanzitutto verificare le condizioni della propria muscolatura posturale (vedi test di autovalutazione della efficienza posturale), per accertarsi che non vi sia uno stato di eccessiva tensione. Nel caso, occorrerà ridurla il più possibile.
Secondariamente, il sistema nervoso autonomo trae beneficio da alcuni accorgimenti:

– dormire almeno 6 ore per notte
– rispettare un alimentazione circadiana: molti carboidrati e zuccheri a colazione, pochi o nulli la sera.
– evitare pasti ad orari troppo ritardati (la colazione deve rimanere tra le 7 e le 9, il pranzo tra le 12 e le 13:30, la cena tra le 19 e le 20:30)
– evitare attività fisiche intense dopo le 16
– favorire il rilassamento con esercizi di respirazione effettuati prima di coricarsi (vedi primi due esercizi del protocollo cefalea)

 

Terapia con L’Altra Riabilitazione

Il nostro approccio al problema mani e piedi freddi parte da due importanti strumenti di valutazione.

– la BIA-ACC: uno strumento che permette di determinare con estrema precisione la quantità di massa muscolare, individuando quindi la possibilità di una vaso costrizione causata dalla mancanza di muscolatura. Ulteriori informazioni leggendo analisi del metabolismo BIA ACC.

– il PPG stress flow, che nasce proprio per l’analisi del sistema nervoso autonomo. Il PPG analizza, tramite due sensori posti sulle dita, il battito cardiaco e la circolazione periferica, i quali forniscono una idea precisa di come sta funzionando il sistema ortosimpatico ed il parasimpatico. Si può quindi capire se c’è uno stato di vaso-costrizione e da quale aspetto sia determinato (emotivo o fisico). Ulteriori informazioni leggendo analisi del metabolismo PPG.

Inoltre, l’analisi posturale aiuta a chiarire la possibilità di trovarsi di fronte ad un blocco circolatorio causato da eccessive tensioni muscolari.

Sulla base di queste analisi sono molti gli interventi che si possono strutturare:

– esercizi specifici per ridurre la tensione muscolare del tratto cervicale o lombare

– esercizi per il ripristino della muscolatura mancante

bilanciamento del sistema nervoso autonomo tramite allenamento di risonanza respiratoria

– modifiche dello stile di vita

Per ulteriori informazioni sulla problematica e sul nostro approccio, mandaci una mail dal form contatti.

 

D.ssa Annalisa Caravaggi

Annalisa Caravaggi

Ciao, sono Annalisa Caravaggi, la nutrizionista di L'Altra Riabilitazione.it

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