Stanchezza cronica: il sintomo più diffuso negli ambulatori medici

La stanchezza cronica è un sintomo estremamente comune, che colpisce centinaia di migliaia di persone, con le modalità più svariate.
La stanchezza sproporzionata all’attività svolta è il sintomo più frequentemente lamentato da chi afferisce al servizio di medicina generale o ad altri professionisti della salute, anche se raramente si tratta del sintomo principale.
La debolezza cronica ha varie cause, a volte anche seriamente patologiche (sopratutto quando insorge improvvisamente e prepotentemente, come nelle leucemie), ma nella maggior parte dei casi non c’è nessuna patologia organica alla base: di conseguenza non esiste una cura medica soddisfacente, ed il paziente si rassegna a convivere con il disturbo.
Oggi si è scoperto che la stanchezza cronica è il principale dei cosiddetti “sintomi vaghi ed aspecifici” che caratterizzano un cronico stato di sovra-attivazione dell’organismo, ad opera di vari fattori, denominati “stressor”, che nel tempo lo debilitano.
L’approfondirsi delle conoscenze sugli effetti dello stress cronico ci permette di avere una idea diagnostica precisa, e di elaborare un piano di vera e propria riabilitazione, con lo scopo di recuperare la piena efficienza dell’organismo

Caratteristiche e sintomi della stanchezza cronica

A vari livelli di gravità, la persona prova un costante senso di spossatezza, sproporzionato alle attività che compie. Spesso si sveglia stanca fin dal mattino,ed ha necessità di lunghi sonni che però non sono ristoratori. Questa stanchezza spesso diventa apatia e la persona perde stimolo a fare qualsiasi attività che non siano quelle strettamente indispensabili. Quasi sempre si associano altri sintomi quali:

-cefalee
-dolori muscolari ed articolari
-ansia o depressione
-disturbi gastro enterici (colon irritabile, gonfiori gastrici)

Nella maggior parte dei casi la situazione rimane stabile per anni, ma alcuni pazienti peggiorano costantemente, fino a diventare apertamente patologici ed essere inseriti nei pazienti sofferenti di “chronic fatigue syndrome” o “sindrome da stanchezza cronica

Cause della stanchezza cronica

Nell’ultimo decennio la crescita esponenziale degli studi sulla composizione corporea (distribuzione della massa magra e della massa grassa) ha permesso di mettere in luce nuovi aspetti sul problema stanchezza, e sulle sue cause.
Si è visto che l’azione cronica di meccanismi “stressor”, quali errori alimentari, condizioni lavorative o familiari, oppure anche eccesso (o difetto) di attività fisica, può concorrere nel generare uno stato di infiammazione cronica dell’organismo, alla quale si accompagna una lenta ma costante riduzione della massa magra (catabolismo).

Il catabolismo,cioè la perdita progressiva della massa magra avviene sopratutto a carico del tessuto muscolare: il processo di degradazione dei muscoli e lo stato di difficoltà in cui automaticamente entrano i muscoli “superstiti” è la principale causa di stanchezza cronica nella popolazione media.
I meccanismi “stressor” alterano il corretto ritmo ormonale dell’organismo, rendono difficile il riposo e quindi il recupero di risorse perse, generano processi infiammatori cronici con conseguente perdita di elementi essenziali per l’organismo, che si indebolisce e sopporta sempre più a fatica gli elementi stressogeni.
A questa cascata di eventi si accompagnano una serie di sintomi, il cui principale è proprio la stanchezza. Altre manifestazioni riguardano i dolori muscolo scheletrici e l’area gastro enterica.

Il nostro approccio terapeutico

Presso la sede principale di L’Altra Riabilitazione, o sedi affiliate, è possibile effettuare una attenta analisi del problema, allo scopo di impostare un piano riabilitativo. La valutazione si basa principalmente su di una analisi strumentale: l’analisi della composizione corporea con dispositivo BIA-ACC.
L’esame BIA-ACC permette di conoscere con estrema affidabilità in che condizioni si trovano i tessuti corporei, ed in particolare:

-se c’è adeguata massa magra e muscolatura
-la presenza di processi infiammatori e stress cronici
-numerosi parametri che valutano l’efficenza complessiva del metabolismo

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Una volta fotografata la situazione, l’operatore potrà impostare una specifica riabilitazione, basata su terapia nutrizionale ed attività fisica mirata.

La terapia nutrizionale ha lo scopo di trasformare l’alimentazione da fonte di stress a fonte di terapia: in particolare si va ad agire sulla curva glicemica e sul carico acido degli alimenti. In questo modo è possibile modulare l’andamento ormonale in direzione di quello ideale.

L’attività fisica ha anch’essa lo scopo di regolarizzare l’andamento ormonale ma sopratutto di aumentare la massa magra, in particolare quella muscolare: abbiamo infatti già evidenziato le correlazioni dirette tra stress cronico, perdita di massa muscolare e stanchezza.
Riacquistare trofismo muscolare è possibile solo grazie ad un piano di attività fisica specifico ed estremamente accurato: un percorso sicuramente difficile da seguire ma che garantisce risultati incredibili in tempi brevi, sul sintomo fatica cronica ma anche su tutto il corollario di problematiche che solitamente vi si accompagnano.

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