Stress e sovrappeso

stress e sovrappesoNumerosi studi dimostrano che esiste un legame tra stress e sovrappeso. Fattori stressanti come una cattiva alimentazione, una scarsa o eccessiva attività fisica, problematiche in ambito lavorativo o famigliare e molto altro ancora, sono in grado di alterare la produzione e la concentrazione di alcuni ormoni che regolano il nostro metabolismo, favorendo l’insorgenza di sovrappeso e altri sintomi caratteristici da stress cronico come stanchezza, disturbi gastroenterici, insonnia, irritabilità.

L’esposizione prolungata a stress psico-fisico provoca un aumento dei livelli di cortisolo, definito “ormone dello stress”, il cui compito è quello di liberare energia per fronteggiare le attività quotidiane. Il cortisolo, per liberare maggiori risorse per l’organismo, attacca e demolisce la massa magra (in particolare quella muscolare), causando così importanti cambiamenti nella composizione corporea. Questo processo si definisce catabolismo.

La perdita di massa muscolare in condizioni di stress spinge l’organismo a rallentare il proprio metabolismo, con l’obiettivo di risparmiare energie, ma questo favorisce naturalmente l’ incremento della massa grassa. Inoltre, sotto stress molte persone tendono a mangiare di più, presi della cosiddetta fame nervosa.

L’aumento del livello di cortisolo spinge infatti il cervello ad una maggiore ricerca di cibo, molto spesso ad orari non opportuni, come ad esempio a tarda notte. Alti livelli di cortisolo portano nel tempo ad un aumento degli zuccheri nel sangue, del colesterolo e della pressione sanguigna, oltre che alla riduzione nella capacità dell’organismo di utilizzare il grasso come fonte energetica.

L’ormone dello stress interferisce anche con la produzione di serotonina e dopamina, favorendo così sbalzi d’umore, depressione, ansia e irritabilità.
Si correlano ad alti livelli di cortisolo anche una maggiore velocità di invecchiamento della pelle (compaiono prime rughe e inestetismi) oltre che ad un indebolimento delle difese immunitarie, ecco perché sotto stress ci si ammala più facilmente.

In condizioni di stress è il grasso addominale ad aumentare di più il suo volume, in quanto è 4 volte più sensibile al cortisolo rispetto al tessuto adiposo normale: l’aumento di grasso addominale si correla ad aumentato rischio cardiovascolare (infarto,ictus).

Per garantire una maggiore protezione nei confronti di tale rischio, il girovita non dovrebbe superare 102 cm nell’uomo e 88 cm nella donna.

Infine, in momenti di stress aumenta la secrezione di sostanze che incrementano l’assimilazione dei cibi (sopratutto il neuropeptide y):
di conseguenza si ingrassa maggiormente non solo perché si tende a mangiare di più, ma anche perché si assimila molto di più ciò che si mangia.

Tuttavia ci sono soggetti che in condizioni di stress dimagriscono: questo può essere legato sia ad una perdita di massa magra per effetto degli alti livelli di cortisolo, sia alla maggiore produzione di noradrenalina che spinge l’organismo a bruciare più grassi.

La strada quindi per mantenere o ridurre il proprio peso corporeo risulta essere molto differente a seconda dei soggetti.
È possibile impostare un’adeguata riabilitazione partendo da un’attento studio del soggetto e dall’analisi del metabolismo fatta mediante il dispositivo BIA-ACC (vedi articolo di approfondimento).

Grazie a questo strumento l’operatore può verificare la presenza di stress cronico, catabolismo, squilibri ormonali caratteristici, distribuzione del grasso nell’organismo e numerosi parametri fondamentali per descrivere lo stato metabolico del soggetto.

Da un’attenta valutazione dei risultati, sarà possibile poi impostare un trattamento specifico basato su:

TERAPIA NUTRIZIONALE PERSONALIZZATA, volta a favorire il ripristino dei normali ritmi ormonali del soggetto, la riduzione del tessuto adiposo, gli abbinamenti alimentari specifici

ATTIVITÀ FISICA MIRATA, con l’obiettivo di favorire la perdita di tessuto adiposo, preservando ed eventualmente recuperando la massa muscolare, spesso ridotta in caso di stress cronico.

Solo impostando un’adeguata terapia nutrizionale e un piano di attività fisica mirato è possibile raggiungere un ideale peso corporeo, preservando e migliorando la salute e il benessere dell’individuo.

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D.ssa Annalisa Caravaggi

Annalisa Caravaggi

Ciao, sono Annalisa Caravaggi, la nutrizionista di L'Altra Riabilitazione.it

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