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Il tuo collo è rigido, teso e pieno di “sabbiolina”? Ecco cosa fare (strategia semplice)!

La maggior parte delle persone che vedo a causa di un disturbo cervicale, mi riferisce di avere il collo rigido, o comunque di sentirlo “legato”.

Qualcuno in effetti sviluppa una vera e propria limitazione dei movimenti del collo: fortunatamente oggi i sistemi delle automobili ti consentono di parcheggiare con specchietti e sensori, ma solo 10-15 anni fa avere il collo rigido era un bel problema “automobilistico”.

Altri invece hanno la sensazione di avere i muscoli come un blocco di marmo, ma quando provo a chiedergli dei movimenti, riscontro che il loro collo ha tutto sommato una mobilità normale.

Entrambe le categorie mi riferiscono spessissimo una sensazione di sinistri scricchiolii interni quando muovono la testa: è la famosa “sabbiolina” nel collo, problema più cha altro fastidioso, ma non pericoloso.

L’articolo che stai per leggere è proprio per questo tipo di persone.

In questo articolo fornirò una serie di spiegazioni e strategie per quelle persone che sentono il loro collo particolarmente teso o rigido, e che farebbero volentieri a meno di questa sensazione.

Vedremo cosa cambia in chi ha i movimenti limitati rispetto in chi mantiene una buona mobilità, ma soprattutto vedremo come rendere il tuo collo meno “marmoreo”.

Sei pronto? Ok partiamo: la prima cosa da fare è capire se il tuo collo è davvero RIGIDO o se è solo TESO.

 

Il tuo collo è davvero rigido o è solo “teso”? Un piccolo TEST

Come ti dicevo, quasi tutti mi riferiscono di avere il collo rigido, anche se molti poi hanno dei movimenti normali.

Questo accade perchè quando il problema è “soltanto” relativo alla tensione dei muscoli, spesso i movimenti non sono limitati più di tanto.

Avrai sicuramente la sensazione di collo “duro” e di movimenti “pastosi”, ma alla fine dei conti la mobilità rimane normale.

Quando invece hai sviluppato delle vere e proprie rigidità a livello delle vertebre, possono comparire due cose:

  • dolore quando sei “a fine corsa” di un movimento
  • limitazione del movimento senza dolore

La cosa da fare per capire se il tuo collo è davvero RIGIDO o se è “solo” TESO è una semplice prova di mobilità.

In posizione seduta, con la schiena ben dritta, prova a:

  • ruotare lentamente la testa a destra e a sinistra
  • inclinare lateralmente, portando l’orecchio verso la spalla, a destra e a sinistra
  • guardare verso l’alto e verso il basso

Per ciascun movimento, devi notare se:

  • la mobilità ti sembra limitata
  • avverti dolore o comunque fastidio significativo a fine corsa

Anche senza l’aiuto di un professionista, puoi renderti facilmente conto se i tuoi movimenti del collo sono effettivamente ridotti dalla rigidità o dal dolore.

Se non lo sono e se non provi dolore nel farli, puoi ragionevolmente pensare che all’interno delle tue vertebre non ci siano dei veri e propri “incendi”.

Quando c’è una vera e propria rigidità o una infiammazione, i movimenti ti risultano infatti limitati o dolorosi.

Se non lo sono, possiamo “assolvere” le vertebre, almeno parzialmente: a crearti la sensazione di rigidità sono molto più probabilmente le tensioni muscolari.

Nel caso in cui invece tu avverta limitazione e/o dolore nei movimenti, è probabile che si tratti di una vera e propria rigidità articolare, ovvero di un problema nei “punti di contatto” tra una vertebra e l’altra.

faccette articolari

Cerchiamo di capire come si finisce in queste situazioni, e poi vediamo come uscirne!

 

Perchè il tuo collo può essere diventato duro come il marmo di Carrara o teso come una corda di violino

I motivi per cui si viene a sviluppare una rigidità e/o una tensione al collo sono sempre gli stessi:

  • la predisposizione genetica + il trascorrere del tempo
  • il tuo stile di vita

Riguardo alla predisposizione genetica non c’è molto da dire: già da bambini si possono facilmente individuare i soggetti più rigidi e meno flessibili.

È logico pensare che chi è già un po’ rigido da bambino diventerà ancora più rigido in età adulta o in età anziana.

Tieni presente che è normale che nel tempo si perda un po’ di “lubrificante”: chi ne ha già poco parte ovviamente svantaggiato.

Per quanto riguarda lo stile di vita, i fattori che incidono sono due:

Se sei una persona sedentaria e che si muove poco, le tue vertebre ed i tuoi muscoli tenderanno ad irrigidirsi.

Tieni presente che i “liquidi lubrificanti” del nostro corpo (soprattutto il liquido sinoviale) vengono prodotti grazie al MOVIMENTO.

Di conseguenza:

poco movimento = poca produzione di lubrificanti = rigidità (non solo al collo, ovviamente).

Ad un certo punto la rigidità può prendere la forma di micro-calcificazioni visibili nelle lastre: a quel punto si parla di artrosi vertebrale, o spondiloartrosi.

E poi c’è il grandissimo capitolo della tensione nervosa, nella quale i muscoli cervicali interpretano il ruolo di “vittima preferenziale”.

Quando siamo in situazioni di ansia e stress, i muscoli cervicali sono infatti i primi a contrarsi e a sviluppare tensione.

È quindi abbastanza intuitivo che chi ha situazioni di ansia e stress costante vada a sviluppare una costante tensione a livello dei muscoli cervicali.

A lungo andare, questa tensione si “cronicizza” e si mantiene anche quando la persona è rilassata, posto che spesso questi soggetti non sono MAI rilassati.

Ecco, questi erano i principali motivi per cui il tuo collo può essere diventato un po’ “marmoreo”.

È una situazione pericolosa? Cosa ti può succedere? Quali sintomi puoi avvertire?

Scopriamolo!

 

Cosa ti può succedere e quali sintomi puoi avvertire se il tuo collo è molto teso o rigido

Di per sè, la situazione di rigidità è più fastidiosa che problematica.

Alcune persone sono caratterizzate da rumori articolari molto forti e da grande rigidità, ma per la maggior parte delle persone queste sensazioni non sono il sintomo principale.

Il problema è infatti un altro: se il tuo collo è rigido e/o testo, è perchè le cose da quelle parti non vanno proprio a meraviglia.

Probabilmente stai accumulando una eccessiva quantità di tensione muscolare e/o nervosa, oppure non ti stai muovendo abbastanza.

La rigidità è infatti soltanto un SINTOMO di quel vastissimo mondo chiamato “disturbo cervicale”.

In un certo senso devo ringraziare il disturbo cervicale: è così variegato e multiforme che mi ha dato spunti per davvero tanti articoli!

Questo per dire: la rigidità e la tensione non sono tanto un problema in sè e per sè, ma sono “spie”.

Queste “spie” ti avvisano che in zona “cervicale” le cose non vanno proprio benissimo.

Quando il tuo collo è davvero rigido a livello vertebrale (vedi test nel secondo paragrafo), i problemi principali sono:

  • il dolore
  • la limitazione dei movimenti
  • la ridotta tolleranza al carico (problemi a portare e/o a sollevare pesi)

Se invece stai accumulando una eccessiva tensione muscolare da stress, i sintomi possono essere molti di più (praticamente infiniti).

Leggi l’articolo sulla storia del mio paziente Fabrizio, per capire come in caso di tensione da stress i sintomi possano essere…incredibili!

Questo perchè non è tanto la tensione muscolare il problema, ma il sovraccarico della tua “cabina di regia”.

In questi casi i sintomi sono più legati allo stato di ansia e stress che alla tensione muscolare, che a quel punto diventa solo….. uno dei sintomi!

Ad ogni modo, i sintomi che più frequentemente si accompagnano alla tensione muscolare cronica sono:

Ok, prima di vedere cosa fare e cosa non fare, chiariamoci un attimo le idee su un problema che viene riferito di frequente: gli scricchiolii, che gli amici chiamano “sabbiolina”.

 

A cosa sono dovuti gli scricchiolii e la sensazione di “sabbiolina” nel collo che puoi avvertire

Una buona parte delle persone che vedo per un disturbo cervicale riferisce una serie di rumori “sinistri” quando muove il collo.

La parola che più di frequente usano per descrivere questa sensazione è “sabbiolina”.

Di cosa si tratta? È qualcosa di pericoloso? Sono le cartilagini consumate?

Chiariamo subito una cosa: non si sa al 100% a cosa sia dovuto quel tipo di sensazione.

Lo si riscontra assolutamente anche in chi NON ha una vera propria artrosi, quindi l’ipotesi delle “cartilagini consumate” non è (fortunatamente) verosimile.

È molto più probabile che una situazione di prolungata tensione muscolare o rigidità vada a creare dei “micro attriti” che rendono imperfetto il movimento delle vertebre cervicali.

Tieni presente che ogni volta che muovi il collo, mobiliti 7 vertebre ed un concerto infinito di muscoli che devono muoversi in perfetta sincronia.

La situazione di rigidità e tensione va ad alterare alcuni equilibri, ed ecco che possono nascere questi “micro-attriti”.

Questo succede nelle zone caratterizzate da una grande mobilità: non è un caso che l’altra zona spesso “vittima” degli scricchiolii sia la SPALLA, che è l’articolazione più mobile del corpo.

Quello che sappiamo oggi è che se la sensazione di “sabbiolina” non è accompagnata da DOLORE, non c’è motivo di preoccuparsi eccessivamente.

A volte si riduce con il lavoro riabilitativo che vedremo tra poco, a volte rimane lì dov’è anche se la persona sta meglio.

Ma come ti dicevo, la sensazione in sè e per sè non è un problema.

Se oltre che alla sensazione di sabbiolina senti anche dolore, può darsi che tu abbia sviluppato una vera e propria artrosi cervicale: non preoccuparti, ora cercheremo di “metterci una pezza”!

Prima di tutto, capiamo cosa NON fare se il tuo collo sembra essere diventato troppo rigido, teso e “scricchiolante”.

 

Cosa NON fare se il tuo collo è molto rigido e teso

Ci sono movimenti o cose da evitare assolutamente quando il tuo collo sembra avere qualche problema di mobilità o di eccessiva tensione?

Non proprio: la situazione di rigidità e tensione non è motivo di pensare che “non puoi fare la tal cosa o il tal movimento”.

È ovvio che le persone in questa situazione:

  • non amano le situazioni in cui sono molto ferme, perchè perdono quella poca lubrificazione che hanno
  • non gradiscono sovraccarichi o movimenti che sollecitano molto le braccia

Ma questo accade perchè la loro zona cervicale non è “al top”: se migliorano le condizioni del loro tratto cervicale, le difficoltà nelle situazioni che ho citato si riducono o spariscono.

Evitare di fare certi movimenti perchè si ha una situazione di rigidità è spesso istintivo, ma ahimè è anche un ottimo modo per….irrigidirsi ulteriormente!

Vediamo quindi quali sono le VERE cose da NON fare in queste situazioni.

 

#1 Sperare di risolvere la situazione con un integratore

Dai, non scherziamo.

Davvero pensi che un qualcosa che inserisci in bocca possa:

  • passare attraverso stomaco ed intestino
  • immettersi nel flusso sanguigno
  • “fermarsi” a livello delle vertebre cervicali e “fare qualcosa”?

Decisamente poco credibile, anche perchè questo “fare qualcosa” sarebbe tutto da vedere.

Riparare le cartilagini? Assolutamente impossibile.

Aumentare il liquido lubrificante? Non se ne parla.

Rilassare i muscoli? Beh, questo in qualche modo è possibile.

Alcuni integratori, come ad esempio il magnesio, sembrano avere proprietà mio-rilassanti, quindi in questo caso possono avere un certo senso.

Il problema è che… non hai sviluppato tensione muscolare perchè manchi di magnesio (o almeno, è davvero improbabile).

Per rilassare i muscoli ha più senso lavorare sul movimento e sulla quantità di tensione nervosa che accumuli: l’integratore è un “di più” che funziona soltanto per il tempo in cui resta in circolo.

Non tutto il mondo degli integratori è da condannare, ma molte persone ripongono in essi una eccessiva fiducia.

 

#2 Sperare di risolvere soltanto sdraiandosi sul lettino di un professionista

Ho un problema all’auto, vado dal meccanico.

Ho un problema al collo, vado da chi ritengo essere il “meccanico del collo”: fisioterapista, chiropratico ecc…

La cosa è sensata, ma spesso si dimentica un particolare (e purtroppo tendono a dimenticarlo anche i professionisti).

Il “particolare” è questo: nessuna manipolazione può effettivamente cambiare lo stato dei tuoi tessuti, muscoli o ossa che siano.

Qualsiasi tipo di manipolazione agisce sullo stesso effetto: rilassare i muscoli.

Il che può essere sicuramente di aiuto, ma il rilassamento indotto da una manipolazione è destinato a ridursi nel tempo.

Per questo motivo, è necessario insegnare “attivamente” ai muscoli ad essere meno contratti: tra poco vediamo come fare.

I trattamenti hanno senso soprattutto come “avvio” di riabilitazione, anche se spesso diventano poi un’abitudine.

 

#3 Non fare nulla

In tutti i campi, questo è il miglior modo in assoluto perchè le situazioni non migliorino mai.

Per un problema come la rigidità e la tensione al collo, il non fare nulla non conduce a nessun risultato apprezzabile: a differenza di altri problemi, non è qualcosa che tende a ridursi nel tempo, anzi.

Meno movimento fai, più ti irrigidisci!

Mai come in questo caso è valida la massima “qualsiasi cosa è meglio che niente!”.

 

Cosa fare per cercare di migliorare la rigidità e la tensione

Ok, abbiamo visto cosa NON fare se senti che i tuoi muscoli e le tue vertebre cervicali sono particolarmente “marmoree”.

Cerchiamo adesso di capire cosa può esserti utile, non solo cosa devi evitare.

Lo scopo che vogliamo raggiungere è piuttosto semplice, e sono due:

  • muscoli più rilassati
  • vertebre e articolazioni vertebrali più mobili

Come ti dicevo prima, si può raggiungere questo obbiettivo in modo “passivo”, ovvero con delle manipolazioni.

Il problema è che qualsiasi risultato ottenuto “passivamente” è destinato a ridursi nel tempo: dopo qualche giorno (o al massimo qualche settimana) torna tutto come prima.

Diversa invece è la questione se parliamo di risultati raggiunti ATTIVAMENTE, tramite degli esercizi specifici: in questo caso i muscoli avranno IMPARATO qualcosa, e ciò rende l’approccio attivo molto più efficace.

Non è un caso che in riabilitazione spesso siano molto più efficaci 5 minuti al giorno portati avanti per 3 mesi, piuttosto che un ciclo di complessi trattamenti.

È per questo che da oramai molto tempo sono passato dall’essere un “manipolatore” all’essere un “rieducatore”.

Vediamo ora due esercizi particolarmente utili per migliorare la rigidità cervicale, che ti consiglio di ripetere su base quotidiana.

Gli esercizi sono presi dal mio video corso Cervicale STOP!

Cervicale STOP! ti potrà essere molto utile se ti interessa un piano mirato e completo a 360 gradi per risolvere i tuoi disturbi cervicali.

Ci ho condensato anni di esperienza e di contenuti sul web: accedi gratuitamente cliccando sull’immagine qui sotto!

 

Esercizio #1 Mobilizzazioni

L’esercizio di mobilizzazione è molto semplice: il suo scopo è aumentare il “liquido lubrificante” prodotto all’interno delle vertebre cervicali.

Dato che il liquido lubrificante (chiamato liquido sinoviale) viene prodotto con il movimento, quello che andremo a fare è semplicemente: muovere il collo in tutte le direzioni, per un tempo adeguato.

Ecco come fare!

Esercizio #2 Allungamento del trapezio.

Questo è un classico esercizio di allungamento muscolare, che è sempre utile in tutti quei casi in cui il muscolo è andato incontro ad uno stato di cronica contrattura.

Cosa capita a me, e cosa faccio per rimediare

Come a tutti gli esseri umani, anche a me capita talvolta di avvertire un irrigidimento dei muscoli cervicali.

Se questo irrigidimento aumenta troppo, si trasforma anche in cefalea muscolo tensiva, che mi tiro dietro fino al giorno dopo.

Quando mi capita? Quando faccio “arrabbiare” il mio sistema nervoso.

Il mio è quindi un caso di “tensione”, più che di rigidità vertebrale vera e propria.

Mi capita (per fortuna di rado) quando programmo male le mie giornate di lavoro: se devo parlare per molto tempo o se mi sono preso troppi impegni, ad un certo punto la tensione inizia a “montare”.

Ed ecco che inizio a “stiracchiare” il mio collo a destra e a sinistra, alla ricerca di qualche istante di fugace sollievo.

Cosa faccio quando mi capita? Non molto, anzi proprio nulla.

Una volta che una situazione come questa si è innescata, non c’è un vero e proprio modo di fermarla.

Il miglior modo di fermarla è….non arrivare a quel punto!

Personalmente, le mie soluzioni sono:

  • migliore gestione possibile della giornata
  • intervallo di 15 minuti a fine mattinata o nel primo pomeriggio, nel quale faccio meditazione o semplicemente chiudo gli occhi

 

Conclusione

La rigidità ed il senso di tensione al collo sono una caratteristica comunissima in chi ha disturbi cervicali.

L’unico modo di migliorare il problema in modo duraturo è quello che ho illustrato, ovvero: dare quotidianamente i giusti stimoli alle vertebre ed ai muscoli.

Nell’articolo hai trovato due tecniche, che sono tra quelle che utilizzo più di frequente.

Se ti va ti approfondire e crearti un percorso semplice ma “su misura”, prova a dare un’occhiata al mio video corso Cervicale STOP!

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Vertigini e sbandamenti ad origine “cervicale”: come li ho risolti (caso studio)

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2 Commenti. Nuovo commento

  • Avatar
    anna (aligrandi13 in youtube)
    15 Novembre 2019 09:17

    Ciao Marcello, oggi volevo scriverti una mail. In attesa dell’apertura iscrizione per cervicale STOP, volevo avere delle risposte su cosa potrei fare in caso di rigidità collo e sensazione di sabbiolina, ed ecco che prima di scrivere la mail ricevo questa tua mail dove parli esattamente di tutto quello che volevo sapere. E’ come mi avessi letto nei pensieri ed infatti rispondi a tutte le mie domande: cosa fare, cosa NON fare, cos’è questa sensazione come di sabbiolina-scricchiolii, e cosa fare e non fare quando si è in mezzo ad una crisi di rigidità e dolore.. insomma volevo ringraziarti immensamente per le spiegazioni in quest’articolo ! Apprezzo tanto il tuo lavoro ed il modo di donarcelo, delle spiegazioni chiarissime, con tutti i dettagli , in pratica, è come io ho domande e tu rispondi, senza però vederci! Come un “empatia” perfetta, ma da qui , a parte scherzi, mi rendo conto che sei davvero espertissimo nell’argomento. Complimenti sinceri e Grazie! Resto in attesa dell’apertura iscrizioni al Cervicale STOP.

    Rispondi

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