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Una strategia in 3 esercizi per migliorare OGGI le tue vertigini

 

È tremendo.

Sei lì che stai facendo tranquillamente le tue cose, senza nessun pensiero particolare, e d’un tratto cominci a sentirti instabile, la testa ti gira e ti sembra di camminare sulle nuvole.

Non vedi gli oggetti girare, ma la tua sensazione è di sentirti a bordo di una barca quando il mare è in burrasca.

Ovviamente ti assale il panico (anche se non è la prima volta che ti succede), arrivano le palpitazioni e l’ansia di non capire cosa stia avvenendo: tutto questo ovviamente peggiora lo stato in cui già ti trovi.

Magari anzichè una situazione del genere ti capitano episodi meno “acuti” ma più duraturi e stabili nel tempo: non hai la sensazione di cadere, ma non hai mai neanche la sensazione di essere pienamente in equilibrio: inoltre ti è difficile concentrarti e la vista ti si affatica facilmente.

Se questi casi ti ricordano un po’ il tuo, benvenuto nel mondo delle vertigini.

Tranquillo, il viaggio verso l’uscita da questa festa alla quale preferivi non partecipare può iniziare oggi stesso: in questo articolo ti propongo 3 interventi mirati a “colpire il nemico (la vertigine)” da diverse angolazioni.

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In questo articolo imparerai:

  • quali sono le cause che ti possono provocare vertigini e sbandamenti
  • una strategia per migliorare il problema con l’alimentazione, la respirazione e gli esercizi oculare

Dato che parliamo di un problema che ha a che vedere col tratto cervicale, ti può interessare il PDF gratuito “Che cervicale hai?”. Lo puoi trovare qui!”
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Le mille cause che ti possono provocare vertigini

Andando su Google a cercare una spiegazione ai tuoi sintomi (come fanno tutti), avrai tendenzialmente poca soddisfazione: tra le cause possibili trovi quelle del labirinto (cupololitiasi), della cervicale, e la sempreverde ansia.

Non voglio aggiungere un ulteriore articolo alla lista (l’ho già fatto, eccolo qui) di quelli che parlano delle cause che ti possono provocare vertigine.

Questa tabella che ho trovato su medicina 360 riassume solo una piccola parte di quelli che possono essere i fattori in campo.

Oggi ti voglio parlare di 3 (e anche più) interventi che puoi mettere in atto oggi stesso per migliorare le tue vertigini.

Andiamo diretti al cuore del problema: se sei stato da diversi specialisti, avrai sicuramente visto come ognuno dica la sua (tipicamente attribuendo la causa a qualcosa che ha a che vedere con la sua specialità), ma che di fondo l’ansia la tirano in ballo tutti.

Parliamoci chiaro: le vertigini sono un sintomo difficile da gestire e per molti versi non ancora chiaro del tutto.

Ti basti pensare che non abbiamo ancora definito del tutto il meccanismo d’azione della betaistina (il vertiserc), principale farmaco che si prescrive a chi soffre di sintomatologia vertiginosa.

Una delle frustrazioni maggiori che puoi avere è quindi non capire da dove viene il problema, oppure avere avuto una spiegazione (tipo la genericissima ansia) ma non una soluzione.

Il problema fondamentale è che probabilmente ognuna delle figure che ti ha attribuito la causa a questo oppure a quello ha, purtroppo, un pezzettino di ragione.

Lascia che ti racconti brevissimamente qualche fatto riguardo alla mia esperienza personale (maturata in oltre 12 anni di attività): capirai anche tu come non ci siano regole precise, e come le vertigini siano un problema fondamentalmente multifattoriale (non sono l’unico che la pensa così, lo dice anche la società italiana di medicina vertebrale).

  • ho visto persone con problemi di vertigine forte, ma senza compromissione del labirinto, migliorare con trattamenti al tratto cervicale
  • ho visto persone con vertigini legate a problemi al labirinto migliorare comunque con trattamenti al tratto cervicale
  • ho visto persone migliorare le proprie vertigini con cambiamenti dell’alimentazione
  • ho visto persone migliorare le vertigini con esercizi di respirazione
  • ho visto casi di vertigine post colpo di frusta, dai quali mi aspettavo grandi risultati con il trattamento cervicale, ma che invece non sono migliorati

Proprio l’altro giorno una signora mi porta l’anziana mamma di 87 anni, con problemi forti di vertigini, che peraltro parevano proprio originare dall’orecchio interno, in quanto comparivano nello sdraiarsi (sintomo abbastanza tipico di cupololitiasi).

Io stavo quasi per rispedirle a casa, quando ho pensato: “le tratto il collo (con il trattamento dei trigger point), al limite avrà un po’ meno dolore“.

Torna la settimana dopo il trattamento e mi dice che è migliorata tantissimo, che sta benone e che è anche andata per funghi.

Ha senso tutto ciò? Assolutamente no.

Mi aspettavo di raccogliere una briciola di pane ed invece ho portato a casa la pagnotta intera!

Purtroppo, mi è capitato anche il contrario, cioè di avere grandi aspettative che poi non si sono realizzate: arrivo dal fornaio ed il pane è finito insomma.

Ok, allora devo rassegnarmi ad avere continuamente vertigine, tanto è un terno al lotto?

 

Strategia ed esercizi per migliorare le tue vertigini

 

vertigini cause e soluzioni

La risposta alla domanda di prima è ovviamente…. no!

All’inizio dell’articolo ho detto che avrei parlato di pratica, non di teoria giusto?

Bene, la strategia che ti propongo in questo articolo si basa su un principio molto semplice, e cioè:

 

Perchè non lavorare su tutti gli aspetti che potenzialmente ti provocano il problema?

Per vedere miglioramenti, non è necessario che i problemi a monte siano risolti del tutto: se il fattore più influente nel tuo caso è l’ansia, non è mica necessario diventare un monaco zen per veder sparire il sintomo!

Basta utilizzare un qualche stratagemma per “abbassare il tono” del sistema nervoso e vedrai il sintomo migliorare.

A quel punto, potrai cercare di fare un ulteriore passo avanti con un nuovo intervento in quella direzione!

La strategia che andiamo a vedere si basa su questi cardini:

Attuando questa strategia non avrai coperto tutti i possibili risvolti del problema, ma una buona parte sicuramente si: con gli esercizi che vedremo tra poco avremo l’effetto di:

  • migliorare l’idratazione dei tessuti
  • migliorare la curva glicemica
  • abbassare il tono del sistema nervoso
  • diminuire la tensione dei muscoli del collo
  • migliorare l’equilibrio e la stabilità

Vuoi proprio avere la sfiga che tutto questo non ti faccia migliorare almeno un po? No dai, è quasi impossibile.

Ulteriore aspetto positivo: sia che i sintomi vertiginosi migliorino, sia che questo non accada, avrai una idea più chiara di cos’è che ti provochi il disturbo, e già questo non è poco.

Bene, allora vediamo questa strategia in 3 punti.

 

Intervento numero 1: come migliorare le vertigini con l’alimentazione

alimentazione vertigini

Avevi mai pensato di combattere le vertigini cambiando abitudini alimentari? Molto difficile.

Eppure con una buona alimentazione puoi cambiare molti aspetti che possono contribuire alle tue vertigini:

 

Dei collegamenti tra metabolismo, alimentazione e disturbi muscolo scheletrici ne parliamo sempre, ed in particolare l’ho fatto in questo articolo.

Ora la tua ricetta sarà questa:

Passo 1: fai il test di valutazione dello stress nutrizionale

Andando alla pagina test di autovalutazione ed iscrivendoti gratuitamente, potrai fare il test di autovalutazione dello stress nutrizionale.

Lui ti valuterà due aspetti: quanto la tua alimentazione faccia rispettare alla glicemia dei ritmi fisiologici, e quanto la tua alimentazione sia “a favore di infiammazione” oppure “anti infiammatoria”.

Passo 2 : 10 giorni di alimentazione circadiana ed anti infiammatoria

Guarda lo schema alimentare di base dell’articolo alimentazione circadiana ed anti infiammatoria.

Benissimo, dovrai cercare di seguirlo con precisione per almeno 10 giorni a fila (ma i miglioramenti li avvertirai già dopo 3-4 giorni).

Non è difficile, dovrai soltanto organizzarti per il pranzo se sei abituato a mangiare in giro, ma ti assicuro che è assolutamente fattibile.

In questi 10 giorni, cerca di tenere lo schema senza troppe variazioni (a meno che tu non abbia problemi particolari tipo diabete ecc).

I benefici che avrai andranno ben oltre l’aspetto che stiamo cercando di migliorare: avvertirai sicuramente miglioramento della digestione, dell’energia in generale e della qualità del sonno.

Forza, da domattina si comincia! Hey, ho detto domattina, non lunedi!

Passo 3: bevi fino a…

Lo dicevamo prima: la scarsa idratazione è una concausa di vertigine, probabilmente a causa dell’irrigidimento muscolare che la disidratazione crea.

Il muscolo è composto al 75% di acqua, quindi se non bevi abbastanza lui si disidrata, diventando quindi più rigido e più problematico.

Ma quanto è “abbastanza”? Ci sono teorie contrastanti, che parlano di quantitativi da 1 fino a 7 litri d’acqua. Un bel range eh?

Possiamo sicuramente auspicare che anche stavolta la verità stia nel mezzo.

Allora, la tecnica è questa: dobbiamo reidratarci, quindi sicuramente dovrai bere di più di quanto tu non sia abituato a fare.

All’inizio questo si tradurrà in frequenti viaggi al bagno, ma non preoccuparti, i tuoi muscoli impareranno ben presto a trattenere l’acqua che finalmente arriva.

L’obiettivo è di aumentare progressivamente la quantità di acqua bevuta (al ritmo di mezzo litro in più ogni 2-3 giorni) fino ad arrivare a….metà del tuo peso, diviso dieci!

Per me che peso 70 kg, l’obiettivo è quindi arrivare a 3,5 litri. Tanto, ma non tantissimo.

Stai già scuotendo la testa pensando che non ci riuscirai?

Hey, ti sto chiedendo di bere più acqua, non di scalare l’Everest! Abbiamo anche coniato il detto “facile come bere un bicchier d’acqua!“.

Ce la puoi fare tranquillamente, e vedrai che dopo 15 giorni diventerà il tuo standard.

Come per l’alimentazione, il “rischio” di avere benefici extra (diminuzione della ritenzione idrica, meno stanchezza) è assai concreto.

 

Intervento numero 2: esercizi di respirazione per migliorare le vertigini

diaphragmatic-breathing

Un tratto distintivo di molte persone che soffrono di vertigini è il respiro corto e superficiale (dai un’occhiata a quanti topic su vari forum puoi trovare su google cercando “vertigini respiro corto“), a volte al limite della iperventilazione.

L’iperventilazione vera e propria è sempre associata a vertigine (prova a respirare velocissimamente per 1 minuto) a causa dell’alcalosi respiratoria (diminuzione dell’anidride carbonica nel sangue).

A questo tipo di meccanismo si associa inevitabilmente un fatto: più il tuo respiro è corto e superficiale, più stai irrigidendo cronicamente i tuoi muscoli del collo.

Tieni presente che respiri circa 12-15 mila volte al giorno, quindi è una bella sollecitazione cronica!

L’aumento di rigidità dei muscoli cervicali si associa a sua volta a vertigine, quindi il compito che ti propongo è:

 

Tutte le sere (o quando preferisci), respira per 10 minuti il più lentamente possibile e con la miglior meccanica respiratoria possibile

Qual’è la miglior meccanica respiratoria possibile? La respirazione diaframmatica! Ecco una guida per applicarla al meglio.

 

Intervento numero 3: i muscoli dell’occhio possono migliorare la tua stabilità

vertigini muscoli occhio

Come dicevo in un precedente articolo, i muscoli dell’occhio vengono spesso dimenticati: quando la vista è a posto (e quindi l’oculista dice che stai bene) automaticamente l’occhio viene rimosso dalla lista dei “colpevoli”.

In realtà i muscoli dell’occhio vivono una vita piuttosto indipendente dal bulbo oculare stesso: il bulbo è responsabile di quanto la tua vista è definita, i muscoli invece si occupano del movimento.

Curiosamente, se parliamo di vertigini, i problemi dei muscoli sono molto più interessanti di quelli del bulbo.

Non voglio perdermi nei dettagli dell’argomento perchè li trovi già tutti nell’articolo precedentemente linkato.

Adesso quello che ci interessa è: migliorare le prestazioni dei muscoli dell’occhio con gli appositi esercizi può aiutarti con le vertigini.

Tieniti 5-10 minuti durante la giornata (forza, siamo a 15-20 minuti in totale se comprendi i 10 di respirazione!) per fare uno, due o anche tre esercizi per i muscoli dell’occhio.

Quanti riuscirai a farne dipende da quanto ti mettono in difficoltà: se hai difficoltà già ad eseguire il primo, dovrai insistere con quello fino a che non avrai avuto miglioramenti tali per cui ti risulterà semplice.

Ecco cosa devi fare:

 

Conclusione

In questo articolo ti ho proposto 3 strategie che lavorano su diversi aspetti del disturbo vertiginoso: il metabolismo, il sistema nervoso, il tratto cervicale, i muscoli dell’occhio.

Non sono strategie semplicissime, ma non sono neppure eccessivamente complicate.

Sicuramente, sono più sensate di consigli stile “riviste da barbiere” tipo: “cerca di rilassarti” oppure “rivolgiti al tuo medico“… vere finchè vogliamo, per carità, ma…ci siamo capiti.

A mio avviso, la possibilità che tu non tragga alcun tipo di miglioramento attuando questa strategia in modo preciso è molto scarsa.

Se soffri di vertigini, difficilmente questo è l’unico sintomo che avverti: molto probabilmente ci sarà anche stanchezza, disturbi o gonfiori di stomaco ed intestino, oppure sonno poco qualitativo.

Benissimo, applicando scrupolosamente le indicazioni che hai letto noterai evidenti miglioramenti anche sugli altri sintomi.

Ne vuoi la prova? Fai il nostro test di autovalutazione oggi stesso, mandatelo via mail (lo puoi fare in automatico) e ripetilo dopo 15 giorni di strategia.

Sono sicuro che le differenze saranno evidenti.

Per qualsiasi domanda/chiarimento, pagina contatti o mia pagina facebook.

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3 Commenti. Nuovo commento

  • Buona sera sono Monica volevo un consiglio dal 2011 ho avuto encefalite limbica di probabile autoimmine
    e da quel giorno ho sempre avuto problemi di sbandamenti già dal mattino appena sveglia. Non riesco a capire cosa può provocare il tutto.se passi dal neurologo ti danno antidepressivi da prendere, ma cosa centrano?
    Provati ma irrisolto il problema.Le indicazioni che ho letto non ho provato l’unica cosa che bevo acqua

    Rispondi
    • Marcello Chiapponi
      Marcello Chiapponi
      12 Gennaio 2017 06:05

      Buongiorno Monica. Purtroppo le vertigini possono essere una conseguenza di un danno infiammatorio all’encefalo. A riguardo, la prescrizione degli antidepressivi poteva avere perfettamente senso, anche se purtroppo non ha funzionato. Provi altre strategie come quella che descrivo, posto che il problema non è di facile soluzione.

      Rispondi
  • I miei disturbi di vertigini sono cominciati tre mesi dopo il parto. Accompagnati da un calo della vista. Dalla visita oculistica si evince che sono presbite. Ipermetrope. Ed ho un problema di convergenza. Ho fatto le lenti multifocali che mi aiutano ma non risolvono il problema. Mi resta un senso di fastidio quando guardo i colori troppo accesi. A volte quando cammino. E soprattutto da vicino. Anche se ho gli occhiali.
    Ho fatto una RM alla testa e tutti gli esami del sangue ed è tutto apposto. Ho fatto due visite neurologiche e non ho nulla e hanno pensato ad un fattore di stress e mi hanno dato lo xanax. Ma l ho preso poco perché non è quello il punto. Certo mi causa ansia la cosa ma la natura secondo me è fisica e non psicologica. Non saprei davvero più cosa fare per queste vertigini. Che non sono costanti né invalidanti come tu hai descritto le sue. Io non vomito né ho nausea ma chiaramente mi tendono tutto complicato. Andrò il 28 da uno specialista per la retina all occhio. Anche se ho già fatto il controllo con l atropina e va tutto benissimo. Sicché sulla carta non c è nulla ma a fatti il disagio resta. Secondo me è una cosa oculistica ma non sapendo che pesci prendere non vorrei escludere neanche l otorino anche se non ho assolutamente nessun fastidio all orecchio ne acufeni. Nulla. Solo un disagio nella vista come se non mettessi a fuoco bene. È strano da descrivere. Ovviamente essendo io ipocondriaca ho pensato alle cose peggiori. Ma per fortuna la RM è tutto ok ed è stata vista da più di neurologo tra cui il Prof Maira che forse lei conosce.

    Rispondi

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