Nausea e vomito: cause, rimedi e consigli alimentari

Quali sono le cause di nausea e vomito?

Tutti più di una volta nella vita abbiamo sofferto di nausea e vomito, fenomeni sgradevoli che posso verificarsi in svariate situazioni. Ma cos’è veramente il vomito? Quando e perché l’organismo ricorre ad un meccanismo così estremo?

Il vomito è l’espulsione rapida e involontaria del contenuto dello stomaco (di origine alimentare e non solo) che ha come scopo la rimozione di sostanze tossiche dall’organismo.

Il vomito può servire anche a svuotare l’intestino: in casi eccezionali lo stomaco apre la porta e lascia risalire il contenuto dal tenue.

In genere quando il vomito contiene qualcosa di facilmente riconoscibile, come pezzi di alimenti ingeriti poche ore prima, è molto probabile che provenga dallo stomaco; più la sostanza è triturata, poco identificabile e giallognola, maggiore è la probabilità che si tratti di contenuto intestinale.

Ma cosa succede nel corpo quando vomitiamo?

Il cervello allarmato comunica con il centro del vomito, una specifica area cerebrale responsabile della nausea.

Diventiamo pallidi, poiché il sangue si concentra maggiormente nella regione addominale, la pressione sanguigna e il battito cardiaco iniziano a diminuire.

La saliva aumenta, poiché la bocca ne produce in abbondanza per proteggere i denti dall’azione aggressiva degli acidi gastrici.

Cominciano a verificarsi spasmi nello stomaco e nell’intestino, la muscolatura involontaria spinge il contenuto di questi organi in diverse direzioni senza il nostro controllo.

I polmoni prendono un bel respiro mentre le vie respiratorie si chiudono, stomaco ed esofago si rilassano, il diaframma si fissa in posizione di inspirazione mentre i muscoli addominali effettuano un movimento di peristalsi inversa: tutto il contenuto gastrico viene espulso dalla bocca.

Chi mastica bene l’inglese, trova una ottima spiegazione dettagliata in questo video.

Perché vomitiamo e come possiamo evitarlo? Cosa fare quando si ha la nausea?

Ci sono diversi motivi che portano il cervello ad allarmarsi e a comunicare con il centro del vomito:

  • patologie da virus gastroenterici
  • avvelenamento alimentare o da alcol
  • chinetosi o “mal d’auto”
  • paura, ansia e stress.

 

Virus gastrointestinali

Quando vomitiamo quasi all’improvviso e con una o più scariche violente, indipendentemente da cosa e quando abbiamo mangiato, è molto probabile che si tratti di una forma virale.

Il sistema immunitario lotta contro il patogeno per sconfiggerlo e riportare l’organismo in salute, ma quando la quantità di virus in circolo è davvero troppa secondo il nostro cervello allora entra in gioco il meccanismo del vomito, nel tentativo di espellere prima e più possibile il patogeno stesso.

Avvelenamento alimentare o da alcol

In seguito all’ingestione di cibo contaminato con tossine o batteri patogeni oppure dopo una bella sbornia, l’organismo ha la necessità di espellere le sostanze dannose.

In questi casi il vomito è sempre preceduto da forte nausea e si presenta con più scariche violente; le sintomatologie possono durare dalle 24 alle 72 ore in media, finché il corpo non si è ripulito per bene dal materiale tossico.

 

Chinetosi o “mal d’auto”

Quando c’è disaccordo tra le informazioni che arrivano al cervello attraverso la vista e la percezione del movimento del corpo attraverso i centri dell’equilibrio ubicati nell’orecchio, ecco comparire il famoso mal d’auto, mal di mare o chinetosi.

Il cervello confuso percepisce tali contraddizioni tra occhio e senso dell’equilibrio come una sorta di avvelenamento da cui difendersi: ecco comparire nausea e vomito.

 

Paura, ansia e stress

Tra i vari ormoni che l’organismo produce in condizioni di stress, il CRF (Corticotropin Releasing Factor) è uno dei più importanti mediatori dei sintomi di nausea e vomito legati a preoccupazioni, ansie e paure.

Questo ormone viene prodotto principalmente nell’ipotalamo ma anche nello stomaco e nell’intestino.

Quando l’organismo percepisce un segnale di “stress e pericolo” produce quantità maggiori di CRF rispetto alla norma; a seconda del tipo di stress e dell’organo che recepisce tale stimolo possono scatenarsi nausea, vomito o dissenteria.

Se lo stress è principalmente di origine psicologica (ansia, paura, timori, ecc.) il cervello cerca di risparmiare energia per risolvere i suoi problemi “rubandola” al processo digestivo e scatenando pertanto il vomito.

Ecco perché tante persone in vista di un esame universitario, un discorso in pubblico o altri eventi importanti e stressanti spesso sono vittime di nausee/vomito, dissenteria o dolori addominali.

 

Rimedi pratici per vomito e nausea

  1. In caso di chinetosi è importante mantenere lo sguardo il più possibile avanti e fisso all’orizzonte, per cercare di sincronizzare le informazioni che arrivano dalla vista e dal centro dell’equilibrio nell’orecchio. È molto importante inoltre cercare di rilassarsi il più possibile, per esempio ascoltando musica alla radio o con le cuffie (sicuramente non leggendo!), oppure utilizzando tecniche di respirazione per favorire il rilassamento: più il cervello si sente tranquillo e sicuro minori saranno gli stimoli al centro del vomito.
  2. Utilizzare prodotti a base di zenzero e anice. Lo zenzero è in grado di bloccare il rilascio di vasopressina, ormone che regola i livelli di acqua, zucchero e sale nel sangue, legati all’insorgenza della nausea da chinetosi. Sia lo zenzero che l’anice rilassano il Sistema Nervoso Autonomo che controlla anche la muscolatura del tratto digerente (oltre a svolgere altre molteplici funzioni), rilassando lo stomaco e favorendo la digestione.
  3. Esistono numerosi farmaci contro la nausea e il vomito: la loro funzione è sempre quella di bloccare il centro del vomito e favorire il rilassamento di stomaco e intestino, eliminando tutti i potenziali segnali di allarme. Questi farmaci agiscono bloccando l’istamina, la stessa sostanza che allarma l’organismo in condizioni di allergia, l’effetto collaterale però è quello di una forte stanchezza e sonnolenza.
  4. Sfruttare la digitopressione o l’agopuntura nel punto P6. Questo specifico punto si trova circa tre dita sotto la base della mano, ovvero tra i due tendini dell’avambraccio. Strofinando più volte questo punto oppure utilizzando bracciali antinausea  è possibile prevenire o alleviare il senso di nausea anche in assenza di un trattamento di agopuntura. Secondo la medicina tradizionali cinese, il P6 attiva vie energetiche che passando dal braccio arrivano al cuore, rilassano lo stomaco e distendono il diaframma.
nausea e vomito

localizzazione del punto P6

  1. Meditazione, ipnoterapia, tecniche di rilassamento. In caso di nausea e vomito da stress emotivo possono essere particolarmente utili tutte quelle tecniche che aiutano a rilassare i nervi e allenano la mente a diventare più resistente di fronte agli stress quotidiani di lavoro, famiglia o altro.
  2. Cibi solidi e non troppo caldi o freddi. In caso di nausea e vomito l’appetito si riduce sempre, tuttavia rimanere a stomaco vuoto può peggiorare ulteriormente la sintomatologia. L’ideale è assumere cibi solidi, in grado di assorbire eventuali liquidi presenti nello stomaco, come pasta o riso poco conditi (con olio e senza Parmigiano è l’ideale) e al dente; non sono consigliati brodi o minestre che oltre a creare eccessiva acidità in uno stomaco già sotto sopra, possono incrementare ulteriormente il senso di nausea. È sempre raccomandabile una scarsa assunzione di cibi ricchi in proteine e grassi (formaggi, carne rossa, salumi, ecc.), poiché appesantiscono il lavoro dello stomaco e del fegato allungando i tempi di digestione. È importante non assumere frutta cruda poiché l’acidità unita al contenuto di fruttosio può dare luogo a fermentazioni e gonfiori gastrici. L’assunzione di 2-3 cucchiaini di succo di limone puro (non diluito in acqua) favorisce una lieve riduzione del pH dello stomaco tale da provocare una contrazione della muscolatura gastrica e un successivo svuotamento verso l’intestino. I cibi troppo caldi e troppo freddi irritano notevolmente lo stomaco frenando la digestione. Un’altra pratica da evitare caldamente è quella di ingoiare i cibi velocemente e poco masticati, in tal caso gli alimenti non vengono adeguatamente predigeriti dagli enzimi salivari e arrivano ancora troppo “integri” nello stomaco, richiedendo così più tempo per essere degradati: la maggiore permanenza del cibo nello stomaco garantisce un prolungamento dell’attività gastrica e della percezione dei sintomi nel tempo.

 

Ovviamente non tutti i consigli sono adatti per ogni causa di vomito, quelle sopra descritte sono semplici indicazioni che possono funzionare bene nella maggior parte dei casi in cui compaiono questi fastidiosi sintomi.

Tuttavia se i disturbi permangono a lungo nel tempo (oltre 2-3 giorni) e non migliorano con nessuna delle tecniche consigliate, si raccomanda sempre di consultare il medico che indirizzerà verso indagini e diagnosi più approfondite.
Foto tratte da Google immagini

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