Fitte alla testa e cefalea da sforzo fisico: una guida completa

 

Se ti è capitato di avvertire una improvvisa fitta alla testa durante uno sforzo fisico, magari in palestra, oppure se ti capita regolarmente che dopo/durante l’attività fisica ti venga mal di testa, allora potresti soffrire di una forma di cefalea chiamata cefalea da sforzo o cefalea da attività fisica.

La cefalea da sforzo è un problema comune (uno studio ha dimostrato che il 35% di una popolazione giovane aveva provato mal di testa a seguito di attività fisica, o ne soffriva regolarmente) e per molte persone rappresenta motivo di interruzione della loro pratica sportiva.

In questo articolo ti spiegherò quali possano essere alcune comuni cause di cefalea da sforzo e come affrontarle passo passo: in molti casi si tratta infatti di un problema risolvibile o per lo meno molto migliorabile, basta trovare la “ricetta” giusta.

 

PS: l’articolo è un po’ lungo. Meglio: significa che è ricco di informazioni!

Tuttavia, se non hai tempo di leggerlo, puoi scaricare il RIASSUNTO IN PDF.

 

In questo articolo imparerai:

  • quali sono le caratteristiche della cefalea da sforzo
  • cosa può causare mal di testa legato ad attività fisica
  • quali strategie puoi utilizzare per risolvere il problema

La cefalea da sforzo è un problema per lo più causato da una eccessiva tensione dei muscoli cervicali.

Grazie alla guida Cervicale STOP! potrai avere un piano personalizzato per risolvere il tuo disturbo cervicale, grazie ad una esclusiva procedura.

Dal punto di vista farmacologico, questo tipo di cefalea si cura con indometacina, propanololo o anti infiammatori, ma ovviamente noi cerchiamo una soluzione un po’ più ” a monte”.

Quello che dobbiamo chiederci è infatti: quali sono i meccanismi che mi portano a sviluppare mal di testa ogni volta che faccio uno sforzo fisico?

Disclaimer: attenzione, i consigli che vedrai in questo articolo valgono nel caso tu abbia un problema cronico e nel caso siano state già escluse particolari patologie.

Se avverti un improvviso mal di testa, con magari anche perdita di conoscenza o vomito, durante una attività che hai sempre svolto senza problemi, rivolgiti subito al tuo medico.

Come prima cosa, cerchiamo di conoscere meglio il problema.

 

Sintomi della cefalea da sforzo

sintomi cefalea da sforzo 2

 

Il nome corretto secondo la International Society of Headache è cefalea primaria da attività fisica.

Viene definita come una cefalea pulsante che dura da 5 minuti a 48 ore, in stretta connessione con l’attività fisica.

Si parla di cefalea primaria quando si hanno sintomi come:

  • dolore descritto come lancinante o pulsante
  • dolore che influenza entrambi i lati della testa
  • dolore in stretta correlazione temporale (durante o dopo) l’esercizio fisico

Si può parlare di cefalea secondaria da attività fisica, quando si hanno gli stessi sintomi elencati in precedenza ma anche

  • vomito
  • perdita di conoscenza
  • visione sdoppiata
  • irrigidimento della nuca

Nel secondo caso, sopratutto se di nuova insorgenza, meglio rivolgersi al medico per escludere qualsiasi forma di patologia.

Molto spesso la cefalea da sforzo dei miei pazienti assomiglia di più a quella che viene definita “cefalea trafittiva“: la persona sta benissimo, ma improvvisamente quando solleva un carico importante avverte una fitta alla testa, che dura pochi secondi ma che lascia “strascichi” per qualche ora.

Ti parlerò anche di questi casi e ti racconterò una storia a lieto fine.

 

La cefalea da sforzo è in stretta correlazione con la rigidità dei muscoli cervicali

Bene, abbiamo escluso che ci siano patologie o quant’altro, adesso dobbiamo capire perchè ti viene mal di testa quando fai attività fisica, e sopratutto dobbiamo capire come fare per risolvere il problema.

E’ esperienza mia e di molti miei colleghi che la cefalea da sforzo sia in stretta correlazione con i disturbi alla cervicale.

Diversi studi hanno dimostrato come l’aumento di tensione dei muscoli del collo (come in chi ha una posizione della testa troppo in avanti) sia strettamente legato all’aumento di incidenza di cefalea, e diversi studi hanno dimostrato come chi ha avuto miglioramenti al tratto cervicale facendo terapie o esercizi, ha visto una diminuzione del mal di testa.

Quindi l’equazione è semplice: più tensione muscolare al collo=maggiore possibilità di mal di testa.

Quando questa tensione muscolare al collo è uniforme, spesso si traduce in una “globale” cefalea muscolo tensiva.

Se c’è un lato marcatamente più rigido, la tensione che si sviluppa in zona nuca può essere tale da creare una irritazione al muscolo occipito-frontale, che vedi nell’immagine sotto: in quel caso potresti avvertire la “fitta alla testa” di cui parlavo prima, con conseguente emicrania cervicale.

trapezio occipito frontale

Ora prova ad immaginare questa situazione: i tuoi muscoli cervicali sono molto tesi e rigidi, anche quando non stai facendo attività fisica.

Magari lo sai perchè hai abitualmente “sintomi da cervicale“, ma potresti benissimo non avvertire alcun disturbo al collo (per ora…).

Durante l’attività fisica cosa succede?

Certo, la tensione dei muscoli aumenta ulteriormente.

Questo aumento va a sommarsi allo stato di contrattura già elevato precedentemente e…. tac!

Ecco raggiunta la soglia che fa scattare il mal di testa.

A questo punto avrai capito una cosa: per risolvere il problema dovremo capire perchè i tuoi muscoli cervicali siano troppo rigidi, anche a riposo.

Mica facile, ma neppure impossibile.

 

Le possibili cause di rigidità cervicale e di conseguente cefalea da esercizio fisico

cause cefalea sforzo

Causa #1 Rigidità cervicale “primaria”

Potresti avere uno stato di tensione elevato dei muscoli del collo per diverse ragioni, come ho spiegato nell’ articolo cause del disturbo cervicale e nella mia guida CERVICALE STOP!

Principalmente parliamo di tre grandi categorie

  • problemi meccanici: traumi, sovraccarichi posturali
  • problemi metabolici: disidratazione (ci torneremo tra un attimo), cattiva alimentazione
  • problemi relativi al sistema nervoso: ansia, stress, preoccupazioni

Tutte queste cose possono crearti rigidità ai muscoli cervicali, con tutti i relativi sintomi.

Ti consiglio di approfondire con l’articolo Cervicale: guida a cosa fare oppure con la mia guida super-completa CERVICALE STOP!

 

Causa #2 Rigidità cervicale causata da altri problemi muscolo scheletrici

Qui la faccenda si complica un pochino: se ad esempio hai un braccio molto più debole dell’altro a causa di un passato infortunio, è molto probabile che il tuo corpo cerchi di “compensare” questa debolezza andando a sviluppare più forza con i muscoli cervicali.

Neanche da dire, questa situazione si può tradurre in mal di testa da sforzo.

Quindi è importante sapere che nella valutazione del problema, non dobbiamo prendere in considerazione soltanto i muscoli del collo, ma anche “i vicini di casa”.

Se trovi il tempo di dare un’occhiata all’ esempio di una visita presso un nostro centro, ti puoi rendere conto della complessità dei fattori in gioco.

Non preoccuparti: tra poco ti insegnerò qualche trucco per auto-valutarti. Potresti già cominciare con il nostro test di autovalutazione.

 

Causa #3 Rigidità cervicale causata da tessuti e metabolismo non funzionanti

Se hai fatto un po’ di ricerca su Google a riguardo della cefalea da sforzo, un po’ dappertutto hai trovato il consiglio di idratarsi molto.

La disidratazione può essere causa di cefalea?

Assolutamente si, lo dicono gli studi ed incredibilmente dicono che 90 minuti di sudorazione continua senza re-idratazione impattano sul cervello come un anno di invecchiamento.

Mica male eh?

Quindi si, se sei una persona che di base non è particolarmente idratata, la disidratazione che avviene durante l’esercizio fisico può essere la goccia che fa traboccare il vaso.

Se bevi poco hai verosimilmente uno stato di idratazione scarso, ma l’informazione più affidabile la puoi avere da un esame come la BIA ACC.

 

Come valutare le possibili cause del tuo mal di testa da sforzo

uomo-che-si-interroga

Bene, ti ho elencato tre possibili cause di irrigidimento del collo e quindi di cefalea durante l’esercizio fisico.

Come puoi capire quale sia il tuo problema?

Ovviamente da soli non è facile: anche se potessi vederti di persona e farti una valutazione accurata (vedi esempio di visita) non potrei avere delle certezze fino a quando le ipotesi non venissero confermate “sul campo”.

Cerchiamo quindi di vedere qualche metodo di auto-valutazione, affinchè tu possa farti un’idea più chiara e magari essere di maggior aiuto a chi abitualmente si prende cura di te.

 

Test per la rigidità cervicale “primaria”

Dobbiamo capire se il tuo è un “classico” problema cervicale, oppure se il mal di testa ti viene perchè un’ altra articolazione è troppo debole (tipicamente quelle del braccio) e chiede “aiuto” ai muscoli del collo.

Il primo modo per capirlo è semplicemente: al di là dell’attività fisica, hai sintomi cervicali?

Sto parlando di:

Bene, se al di là dell’attività fisica hai comunque sintomi “da cervicale”, il caso è già risolto.

O meglio, sappiamo che molto probabilmente hai mal di testa durante l’esercizio fisico perchè hai già qualche problema alla cervicale, ma non sappiamo ancora perchè hai qualche problema alla cervicale.

Ovviamente non posso riscrivere in questo articolo le tonnellate di materiale presenti su L’Altra Riabilitazione a riguardo del disturbo cervicale: consulta questa pagina riassuntiva.

Se vuoi capirne di più leggi gli articoli nella sezione cervicale oppure, se vuoi tagliare corto, procurati la mia guida CERVICALE STOP!.

 

Test per la rigidità cervicale “secondaria”

Questo è assolutamente un campo minato.

Dobbiamo capire se una tua articolazione troppo debole “chiede aiuto” al collo durante l’esercizio fisico, mandandolo in tensione eccessiva.

Purtroppo, potrebbe trattarsi di qualunque articolazione, ma ci sono alcuni indizi che ti possono aiutare.

A livello dell’arto superiore, che è il più frequente “colpevole”, devi pensare se hai avuto nel tuo passato recente o remoto qualche infortunio: una lussazione di spalla, una frattura o cose del genere.

Attenzione: non parlo di infortunio cronico come le tendiniti, parlo di infortunio vero e proprio dovuto ad una energia esterna.

Se ce l’hai avuto, o se non ricordi con precisione, puoi fare dei TEST per verificare se l’articolazione ed i muscoli associati non siano rimasti più deboli.

Vai alla pagina “che sintomi avverti” e clicca sull’articolazione che ti interessa: si aprirà un articolo con all’interno un video di esercizi per l’articolazione che hai scelto.

Ti basterà fare quegli esercizi su entrambi i lati per capire se ce n’è uno maggiormente in difficoltà.

Anche l’arto inferiore può contribuire a generare quella che ho chiamato “rigidità cervicale secondaria“: questo succede quando hai avuto traumi significativi alla gamba, i quali possono aver impattato su come carichi la schiena.

Se ad esempio hai un ginocchio “malandato”, il tuo carico sarà inevitabilmente un po’ spostato verso quello “sano”.

Questa asimmetria di carico può avere un impatto negativo prima di tutto sulla colonna lombare, ma nel tempo può coinvolgere anche quella cervicale.

Anche qui, se hai avuto un infortunio dovresti ricordarlo, e puoi “testare” le articolazioni con il metodo di prima.

Un altro test che dovresti fare è quello sulla “rigidità posturale generale“.

Se sei tendenzialmente un “rigidone”, la possibilità che nel tuo tratto cervicale si sviluppi una tensione eccessiva è decisamente alta.

Un semplice test per verificare quanto siano rigidi i tuoi muscoli posturali è il test della parete, che puoi vedere in questo video.

Test per il metabolismo

Neanche da dirlo, il massimo sarebbe avere a disposizione un esame come la BIA ACC.

Ma c’è una cosa che devi sapere: più i dati che vengono dalla BIA ACC indicano metabolismo e tessuti non ben funzionanti, più hai sintomi metabolici.

Quali sono? In breve:

  • stanchezza
  • gonfiori,disturbi gastro enterici
  • sonno non qualitativo
  • dolori diffusi

Quindi, facendo una rapida connessione, più sintomi metabolici hai, più è probabile che tu abbia tessuti e metabolismo non ben funzionanti.

Se non hai a disposizione qualcuno che utilizzi una BIA ACC, procedi allora con il nostro test di autovalutazione, che è di per sè uno strumento molto completo.

 

Cosa fare e come risolvere la cefalea da sforzo e le fitte alla testa

come risolvere il mal di testa da attività fisica

Bene, ti ho spiegato il problema, abbiamo (spero) capito cosa te lo causa…e ora che facciamo?

E ora devi trovare un modo per risolvere quelli che ti sono sembrati i fattori più importanti.

E si perchè io ho fatto una bella suddivisione matematica, ma la realtà più probabile è che tu abbia una combinazione di questi fattori.

Se vuoi stare sul sicuro, più interventi metti in atto, e più hai probabilità di successo.

Rimedio #1: i Consigli generici

Ci sono dei consigli che vengono a monte di tutto, e sono quelli che io definisco “standard“, cioè quelli che trovi su praticamente tutti i siti e riviste che parlano di questo argomento.

Solo perchè sono un po’ “usati” (dalle mie parti si direbbe “frusti”) questo non significa che non siano validi, quindi:

  • almeno un’ora prima dello sforzo, bevi in abbondanza, e così anche durante l’attività
  • non buttarti a capofitto nell’attività fisica, ma fai un adeguato riscaldamento
  • non interrompere l’attività senza 5 minuti di defaticamento

Ora vediamo gli interventi un po’ più “complessi”.

 

Rimedio #2: Come risolvere la rigidità cervicale “primaria”

Qui gioco in casa. Su L’Altra Riabilitazione.it trovi un sacco di materiale dedicato al disturbo cervicale.

Ti consiglio di partire dai “generici” esercizi che descrivo nell’articolo sugli esercizi cervicali.

 

Se vuoi un percorso più specifico sul tuo disturbo, ho creato una guida per il disturbo cervicale che è personalizzabile a seconda del tuo caso: si chiama cervicale STOP!

 

Rimedio #3: Come risolvere la cefalea da sforzo con Cervicale STOP!

La mia guida interattiva Cervicale STOP! è lo strumento ideale per risolvere la cefalea da sforzo.

Ecco come ti può essere utile:

  1. con degli specifici TEST, capirai quali sono gli esercizi più adatti al tuo disturbo cervicale
  2. sempre grazie a dei TEST appositi, capirai come migliorare la postura e la flessibilità generale
  3. capirai come migliorare il metabolismo e sopratutto SE ne hai bisogno
  4. capirai quanto incida sul tuo disturbo lo STRESS EMOTIVO e come ridurne gli effetti.

Clicca sull’immagine qui sotto per scoprire Cervicale STOP!

Rimedio #4: Come risolvere la rigidità cervicale “secondaria”

Come potrai immaginare, era complicato capire questo tipo di problema, figuriamoci risolverlo.

Se hai trovato che una articolazione è francamente più debole della “controparte sana”, un primo aiuto potrebbe essere ripetere su base costante gli esercizi che hai utilizzato come test, oppure fare esercizi specifici per quell’articolazione (te li può consigliare un personal trainer o meglio un fisioterapista, visto che parliamo di un problema riabilitativo).

Ovviamente in questo articolo non posso fare un elenco di tutti i possibili esercizi per tutte le possibili articolazioni: sudo freddo solo a pensarlo.

Se con il test della parete hai notato una notevole rigidità di tutta la muscolatura, allora devi prenderti altri 5 minuti per leggere l’articolo “Come migliorare la postura.

 

Rimedio #5: Come migliorare il metabolismo

Anche qua, su L’Altra Riabilitazione c’è tantissimo materiale, ed anche qua, non posso riproportelo tutto in questo articolo.

Una ottima base è aumentare l’idratazione: hai visto come la disidratazione può essere pericolosa (lo studio citato prima), quindi evitala!

Il dibattito su quanta acqua si debba bere è sempre molto accesso, ma secondo me puoi farti guidare dal buon senso con questa semplice regola: prendi il tuo peso, dividilo per 10, e poi dividi il risultato per due.

Quella sarà la tua quantità di acqua “target”: ti sembrerà tanta, ma se ci pensi non sarà tantissima.

Esempio: io peso circa 70 kg, quindi diviso 10 fa 7 ,diviso 2 fa 3,5 litri di acqua. Fattibilissimo.

Ovviamente non devi arrivarci tutto in un giorno, devi andare su di 100-200 ml al giorno, e devi tenere conto che si, i primi giorni andrai in bagno più di frequente.

Ma non preoccuparti, presto i tuoi muscoli si idrateranno e tornerai ad andare in bagno normalmente (che è 7-8 volte al giorno, chiariamoci!).

Un’altra ottima regola da seguire è quella di rendere l’alimentazione rispettosa dei ritmi fisiologici dell’organismo, e di darle una impronta fortemente anti-infiammatoria.

Non esiste uno schema adatto a tutti, ma partire dal nostro protocollo di alimentazione circadiana ed anti infiammatoria è sicuramente una buona idea.

 

Come affronto il problema

fisioterapista

Io o i miei collaboratori affrontiamo il problema con gli stessi principi che ti ho descritto nell’articolo.

Andiamo quindi a valutare:

  1. il tratto cervicale e la postura tramite test clinici
  2. il metabolismo e l’idratazione tramite la BIA ACC
  3. lo stato di stress generale e del sistema nervoso autonomo tramite PPG stress flow

Per capire meglio come effettuo una valutazione e che strumenti utilizzo, vai alla pagina Esempio di Vista per Disturbo Cervicale.

Trattamento Cervical System

Dal punto di vista del trattamento, non ho dubbi: in questi casi la tecnica Cervical System ti garantisce i migliori e più rapidi risultati, tanto che spesso sono sufficienti 1 o 2 applicazioni perchè il sintomo migliori in maniera importante.

Cervical System è un trattamento effettuato con uno speciale apparecchio vibrante, che riesce ad agire in profondità sulla muscolatura della nuca, proprio quella più soggetta a portare mal di testa.

Immagina di passare un potente colpo di scopa su tutta la ruggine (che in questo caso è rappresentata dalla contrattura muscolare) che hai accumulato a livello del collo: è logico che la differenza si veda subito.

Cervical System lavora molto bene sui disturbi cervicali principalmente a carattere meccanico, meno su quelli legati ad ansia, stress ecc…

Ma se hai mal di testa da sforzo, è abbastanza probabile che il tuo problema abbia una genesi meccanica.

Dopo l’applicazione della tecnica, che utilizziamo per avere un riscontro veloce, elaboriamo un piano riabilitativo, che generalmente il soggetto svolge prima dell’allenamento.

Tipicamente si tratta di 15-20 minuti di lavoro sulle “criticità” emerse dalla valutazione.

 

Una storia a lieto fine

Tempo fa si presenta un ragazzo presso la palestra del mio centro, chiedendo di fare lavoro per l’aumento della massa muscolare.

Il ragazzo era già allenato, quindi gli abbiamo proposto da subito esercizi abbastanza impegnativi come trazioni alla sbarra e flessioni alle parallele.

Per aumentare la massa muscolare, si sa, è necessario arrivare ad un buon livello di sforzo (anche chiamato “cedimento muscolare”).

Alla prima serie di trazioni alla sbarra, nonappena l’esercizio si è fatto duro, il ragazzo interrompe bruscamente a causa di una lancinante fitta alla testa, che gli prendeva dalla nuca all’occhio.

Si siede, aspetta un po’, la fitta passa e prosegue un allenamento leggero, ma mi ha riferito che per qualche ora “l’ha sentita” ancora presente.

Allenamento successivo, esercizio diverso ma stessa storia: durante la prima serie di distensioni alle parallele, fitta alla testa.

Questo sintomo non gli era mai capitato, ma fino ad allora si era allenato soltanto con le macchine, che generalmente sono meno impegnative di esercizi a corpo libero come quelli che gli avevamo proposto.

A questo punto la situazione andava approfondita.

Non c’è voluto molto: questo ragazzo 10 anni prima aveva avuto un importante trauma alla caviglia, che aveva necessitato di un importante intervento chirurgico.

Purtroppo il risultato è che la gamba operata è rimasta un paio di centimetri buoni più corta dell’altra.

In più, da bambino ha dovuto subire un importante intervento allo stomaco, con apertura dell’addome e tutto ciò che ne consegue.

Evidentemente questi due importanti fattori portano con sè la necessità di un adattamento della postura del bacino e del torace, con inevitabile impatto sul collo.

Si tratta di un caso di “rigidità secondaria”, per usare la classificazione di prima.

E la cosa interessante è che al di fuori della palestra non aveva alcun sintomo (ma in effetti è del 1995, quindi ci può anche stare che finora il sistema abbia tenuto).

Cosa abbiamo fatto?

Molto semplice, gli ho fatto non più di due trattamenti con Cervical System, e gli ho impostato 4 esercizi di allungamento dell’arto inferiore e dei muscoli pettorali.

I postumi delle operazioni a cui è andato incontro naturalmente non si possono eliminare, ma se c’è una cosa di cui sono sicuro è: se i muscoli sono in una buona condizione di elasticità, lavorano bene anche in caso di asimmetrie o problemi importanti.

Ha dedicato 15 minuti a questi esercizi prima di ogni allenamento, per circa un mese, anche se il problema era già quasi sparito dopo i trattamenti.

La storia è finita così:

dip sbarra

quindi direi decisamente bene.

Se hai qualsiasi domanda o richiesta su questo argomento, puoi raggiungermi dalla pagina contatti o dalla mia pagina facebook.

Alla prossima!

14 commenti

    • Marcello Chiapponi
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