Risonanza magnetica cervicale: un esame inutile?

Marcello Chiapponi

Marcello Chiapponi

Fisioterapista, trainer e responsabile del sito

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Ultimo aggiornamento il 11 Novembre 2022 di Marcello Chiapponi

La risonanza magnetica cervicale è un esame normalmente utilizzato per verificare la presenza di problemi a livello delle vertebre cervicali: è quindi un esame effettuato comunemente nel contesto dei disturbi cervicali.

I problemi che più comunemente vengono indagati sono le ernie cervicali e le discopatie, ma con la risonanza è possibile verificare anche la presenza di artrosi cervicale e di tante altre problematiche.

La risonanza magnetica è infatti uno degli esami più precisi in medicina, ed è quindi un grande aiuto nella cura del dolore cronico.

Ma come scopriremo in questo articolo, in molti casi è utilizzata a sproposito: per quanto riguarda la cura del tratto cervicale, questo è vero più che mai.

In questo articolo scoprirai che, incredibilmente, sono spesso gli stessi medici a non rispettare le linee guida internazionali per la prescrizione di risonanze, generando spesso preoccupazioni (e spese) inutile.

Dati alla mano, in questo articolo vedremo:

  • che cos’è e come funziona la risonanza magnetica
  • cosa si vede in una risonanza cervicale
  • quando andrebbe usata (secondo le linee guida)
  • quanto in realtà c’è un abuso di utilizzo di risonanza
  • perchè in molti casi si tratta di un esame inutile

 

 

Risonanza cervicale: cos’è e come funziona

La risonanza cervicale è un esame che viene effettuato entrando in una sorta di “tubo”, anche se ad oggi molte risonanze magnetiche sono aperte: l’esigenza è nata in quanto molte persone con claustrofobia non riuscivano ad eseguire l’esame.

È una apparecchiatura che attraverso l’utilizzo di potenti elettromagneti effettua una scansione dell’area desiderata, e permette una ricostruzione attraverso immagini come questa.

 

immagine risonanza cervicale

 

C’è da dire una cosa importante: la parola RICOSTRUZIONE è molto importante in questo caso.

La risonanza non è una vera fotografia di quello che c’è all’interno del rachide cervicale: è una ricostruzione elaborata a computer, che poi deve essere interpretata da un umano (il quale, per definizione, sbaglia).

Vedremo tra poco che questi elementi rendono la risonanza molto meno precisa di quanto non si creda.

Si tratta di un esame che dura dai 20 e i 30 minuti, per il quale è richiesto di spogliarsi da tutti gli oggetti metallici (potrebbero interferire con l’esame).

 

 

 

Cosa vede una risonanza cervicale

discopatie cervicali

Come dicevo prima, la risonanza cervicale viene utilizzata per verificare la presenza di problemi alle vertebre e alle strutture cervicali.

Ma come vedremo tra poco, per diversi (incredibili) motivi, nella maggior parte dei casi questo non è necessario.

Una risonanza cervicale vede sia il tessuto osseo che i tessuti molli, quindi sia le vertebre che i muscoli ed i dischi vertebrali.

Si usa quindi per verificare la presenza di ernie o discopatie cervicali, oppure di problemi di altra natura (es. deformazioni congenite).

La differenza maggiore rispetto alla lastra cervicale è proprio questa: la risonanza è in grado di vedere i tessuti molli, e gli stati infiammatori intorno ad essi.

Dove la lastra vede solo le vertebre, la risonanza vede anche il disco posto tra le due vertebre, spesso con un ottimo livello di precisione.

Ma proprio qui arriva il bello: è realmente necessario indagare vertebre e dischi con una risonanza?

Come scoprirai nei prossimi paragrafi, nel 90% e oltre dei casi, la risposta è no!

 

 

 

Quando andrebbe usata la risonanza cervicale

La cosa migliore da fare per capire quando andrebbe usata una risonanza cervicale è consultare le linee guida internazionali.

Si tratta di indicazioni nate da riunioni di esperti, e dall’analisi di migliaia di dati: dovrebbero essere la principale fonte alla quale attenersi quando si pensa se prescrivere o meno un esame di questo tipo.

E cosa dicono le linee guida internazionali sul dolore cervicale (1)?

Le linee guida internazionali dicono che la risonanza andrebbe fatta quando ci sono segni recenti di sofferenza nervosa, ovvero:

  • evidente perdita di forza alla mano
  • evidente perdita di sensibilità al braccio
  • formicolio persistente all’avambraccio
  • dolore pungente, tipo nevralgia, nella zona dell’avambraccio
  • perdita oggettiva di sensibilità alle braccia
  • difficoltà neurologiche tipo mancanza di controllo della vescica

In pratica, la risonanza andrebbe utilizzata quando si può ipotizzare che un grosso problema a livello dei dischi abbia creato una grossa sofferenza a livello dei nervi o del midollo spinale.

In più, tutto questo deve essere di più o meno recente insorgenza (meno di 6-12 mesi), e di intensità rilevante.

Insomma, la risonanza serve a capire se potenzialmente la persona rientra in quel 2-4% dei casi che necessiteranno un intervento chirurgico vertebrale.

In tutti gli altri casi, una semplice lastra (rx cervicale) è sufficiente per quello che è il vero scopo degli esami: escludere gravi problematiche maggiori (le quali, se soffri di cervicalgia da più di 1-2 anni, si sono già auto-escluse).

 

 

 

Quando (purtroppo) è utilizzata la risonanza cervicale in realtà

Abbiamo visto che la scienza dice ai medici: prescrivete la risonanza solo in casi ben selezionati, e solo quando c’è il sospetto di una forte compromissione dei nervi!

Questa indicazione viene in media rispettata?

Neanche per idea: la risonanza cervicale è, nella maggior parte dei casi, utilizzata per “vedere cosa c’è“, o per “capire meglio“.

La maggiore accessibilità ed il minore costo della risonanza ha portato purtroppo ad una enorme commercializzazione e giro d’affari.

Basta guardare di quanto è aumentato il numero di risonanze effettuate negli ultimi 20 anni: più che triplicato!

Questa immagine illustra le risonanze effettuate in Italia dal 2002 ad oggi

Statistic: Number of magnetic resonance imaging (MRI) scanners in Italy from 2002 to 2021 | Statista

(Fonte: Statista)

 

E successo perchè sono aumentate le persone con dolori vari?

Assolutamente no: le persone che soffrono di dolore sono aumentate, ma non di certo triplicate.

Questa immagine illustra l’aumento di dolori vertebrali negli anni (i dati si riferiscono al Belgio, ma si tratta di una popolazione con abitudini del tutto simili alle nostre).

statistica dolori

(Fonte: Statista).

 

Perchè vengono quindi fatte così tante risonanze cervicali?

Molteplici motivi:

  • i medici la prescrivono spesso per giustificare determinate cure (anche se la cosa non ha senso)
  • viene prescritta per tranquillizzare la persona (ma i dati dicono che spesso si ha l’effetto opposto)
  • la si prescrive per “prendere tempo“, perchè non si sa bene cosa fare al paziente
  • si è diffusa anche la pratica della auto-prescrizione

In generale, c’è da tenere presente una cosa: quando abbiamo un dolore, tutti noi abbiamo il desiderio di capire “cosa non va”.

Dobbiamo trovare un colpevole e una causa, e spesso questo ci basta.

La risonanza ci sembra offrire una spiegazione ai nostri dolori, e quindi capita a proposito.

Non a caso, moltissime persone fanno la risonanza e poi neanche la portano al medico che gliel’ha prescritta: gli bastava “sapere cosa c’era”!

 

 

 

Ecco perchè la risonanza cervicale è un esame in molti casi inutile (o addirittura dannoso)

Quando non utilizzato secondo le linee guida (il che, come abbiamo visto, purtroppo non accade quasi mai), la risonanza magnetica può essere addirittura controproducente.

Ora vedremo perchè fare la risonanza solo “per vedere cosa c’è” o peggio ancora “per capire bene cosa fare” è semplicemente assurdo, e del tutto inutile ai fini di migliorare il problema.

La risonanza fatta “per capire meglio” servirebbe se:

  • fosse un esame assolutamente preciso
  • individuasse problemi che sono la reale causa del dolore
  • a seconda del problema individuato, ci fosse una soluzione diversa

Come vedrai tra poco, nessuna di queste condizioni può minimamente essere soddisfatta: preparati a dei dati sorprendenti!

 

 

La risonanza è davvero precisa come crediamo? Leggi qui…

In uno studio del 2016 (2) una signora di 63 anni con dolore sciatico ha accettato di sottoporsi a ben 10 risonanze in 10 centri diversi, nell’arco di sole 3 settimane.

L’idea era di capire quanto i referti dei radiologici potessero essere discordanti, quindi la risonanza essere soggetta ad interpretazione.

Potresti aspettarti 10 referti tutti più o meno simili, giusto?

Neanche per idea: di 49 tipi di “segnalazione” diversa fatte dai radiologi, ZERO erano presenti in tutti e dieci i referti.

In media, ogni radiologo ha “mancato” 2-3 possibili segnalazioni, e ne ha fatte 2-3 che in realtà non c’erano.

Questo ci dice che la risonanza non è il Vangelo:

  • è comunque una RICOSTRUZIONE
  • deve essere interpretata da un umano

Quando qualcuno mi arriva dicendo che “nella risonanza che ho fatto 3 anni fa, questa discopatia non c’era, quindi sono peggiorato“, lo tranquillizzo mostrandogli questo studio.

Addirittura, secondo questo studio (3), per molte persone il “sapere cosa c’è dentro” dopo una risonanza, porta addirittura ad un PEGGIORAMENTO dei sintomi, proprio a causa della preoccupazione sviluppata.

 

 

 

I problemi che vede la risonanza sono la vera causa del dolore?

Qui c’è davvero da sbizzarrirsi.

In teoria, qualcosa dovrebbe essere definito “problema” se:

  • chi ha dolore lo presenta
  • chi non ha dolore NON lo presenta

Anche qui, nulla di più lontano dalla verità: tantissime ricerche in questi anni hanno messo in evidenza come, salvo rare eccezioni, quelli che normalmente sono definiti “problemi vertebrali” rappresentano in realtà la normalità.

Ad esempio, in questo studio del 2015 (3) ha messo in evidenza come in 1200 soggetti SANI e senza problemi, si riscontrassero discopatie nel 90% dei casi, e al 75% già nei ventenni.

Un altra famosa ricerca del 2015 (4)  ha messo in evidenza come l’alterazione dei dischi sia presente nella maggioranza dei soggetti sani, ad ogni età.

Nell’immagine qui sotto, ogni sezione indica un “problema” trovato nella risonanza: le varie colonne indicano quanto spesso vengano ritrovate nelle persone SANE ad ogni età (azzurro nei più giovani, blu scuro nei più anziani).

 

 

Da questi dati (e da centinaia di altri analoghi) puoi facilmente capire una cosa: non ha senso definire “problema” qualcosa che si riscontra nel 90% delle persone sane.

La tua cervicale può essere irritata per molteplici motivi, e sviluppare un forte stato infiammatorio, con sintomi anche invalidanti.

Ma il fatto che i dischi siano più o meno rovinati non è la causa principale: certo, un problema discale significativo può rappresentare un bel “punto debole”, ma non devi sviluppare preoccupazione a riguardo.

Ecco perchè le risonanze andrebbero prescritte secondo le linee guida internazionali: si rischia di far sviluppare alle persone preoccupazioni inutili.

Non a caso, le linee guida indicano di effettuare la risonanza soltanto quando i sintomi possono far pensare ad un problema vertebrale di grande entità, con compromissione del tessuto nervoso.

 

 

 

Quando serve davvero la risonanza, e quando non serve

Per concludere il discorso, la risonanza è sicuramente un esame importante, ed ha rappresentato una vera e propria rivoluzione in medicina.

Per fortuna è una tecnologia in continua evoluzione, cosa che ha portato i costi ad abbassarsi e a renderla più accessibile.

Purtroppo questo ha portato la risonanza a diventare uno strumento per soddisfare la nostra naturale voglia di “sapere cosa c’è dentro”, e trovare un colpevole ai nostri sintomi.

Ma quello che si vede nella risonanza, nel 90% e oltre dei casi, non è il colpevole dei nostri sintomi, ma un riscontro che si trova anche in tantissime persone sane.

I sintomi sono dovuti ad una molteplicità di fattori, ma soprattutto all’irritazione / infiammazione che si genera a livello delle strutture.

Infiammazione che può essere efficacemente diminuita con una buona rieducazione muscolare.

E qui è super importante ribadire che il tipo di esercizi o il tipo di rieducazione NON dipendono da cosa si vede dentro la risonanza.

Rieducazione ed esercizi dipendono da quanto il tratto cervicale è irritato e dolente, ovvero da come si mostra in pratica.

Se un professionista ti ha detto che è meglio vedere la risonanza per decidere cosa fare, ti ha detto qualcosa che sotto tutti i punti di vista è un controsenso, contrario alle linee guida e anche ad un minimo di buon senso generale.

In caso di dolore persistente, una lastra è già in grado di escludere problemi maggiori; la risonanza si può fare se ce ne sono davvero le condizioni.

 

 

 

Conclusione / Domande frequenti

 

Cosa vede una risonanza cervicale?

La risonanza cervicale è un esame che permette di vedere ossa e tessuti molli, quindi anche problemi come discopatie, ernie, stenosi….

 

Quanto dura una risonanza cervicale?

La risonanza cervicale dura circa 20-30 minuti

 

 

Quanto costa una risonanza cervicale effettuata privatamente?

Effettuato privatamente, la risonanza cervicale ha un costo tra i 100 ed i 200 euro

 

 

Quando va fatta la risonanza al tratto cervicale?

Le linee guida dicono di effettuare la risonanza cervicale solo in presenza di marcati segni neurologici, principalmente perdita di forza e sensibilità al braccio, oppure problemi nel controllo della vescica.

 

 

Riferimenti bibliografici

1 Expert Panel on Neurological Imaging:, McDonald MA, Kirsch CFE, Amin BY, Aulino JM, Bell AM, Cassidy RC, Chakraborty S, Choudhri AF, Gemme S, Lee RK, Luttrull MD, Metter DF, Moritani T, Reitman C, Shah LM, Sharma A, Shih RY, Snyder LA, Symko SC, Thiele R, Bykowski J. ACR Appropriateness Criteria® Cervical Neck Pain or Cervical Radiculopathy. J Am Coll Radiol. 2019 May;16(5S):S57-S76. doi: 10.1016/j.jacr.2019.02.023. PMID: 31054759.

 

2 Herzog R, Elgort DR, Flanders AE, Moley PJ. Variability in diagnostic error rates of 10 MRI centers performing lumbar spine MRI examinations on the same patient within a 3-week period. Spine J. 2017 Apr;17(4):554-561. doi: 10.1016/j.spinee.2016.11.009. Epub 2016 Nov 17. PMID: 27867079.

 

3 Webster BS, Bauer AZ, Choi Y, Cifuentes M, Pransky GS. Iatrogenic consequences of early magnetic resonance imaging in acute, work-related, disabling low back pain. Spine (Phila Pa 1976). 2013 Oct 15;38(22):1939-46. doi: 10.1097/BRS.0b013e3182a42eb6. PMID: 23883826; PMCID: PMC4235393.

 

4 Nakashima H, Yukawa Y, Suda K, Yamagata M, Ueta T, Kato F. Abnormal findings on magnetic resonance images of the cervical spines in 1211 asymptomatic subjects. Spine (Phila Pa 1976). 2015 Mar 15;40(6):392-8. doi: 10.1097/BRS.0000000000000775. PMID: 25584950.

 

5 Brinjikji W, Luetmer PH, Comstock B, Bresnahan BW, Chen LE, Deyo RA, Halabi S, Turner JA, Avins AL, James K, Wald JT, Kallmes DF, Jarvik JG. Systematic literature review of imaging features of spinal degeneration in asymptomatic populations. AJNR Am J Neuroradiol. 2015 Apr;36(4):811-6. doi: 10.3174/ajnr.A4173. Epub 2014 Nov 27. PMID: 25430861; PMCID: PMC4464797.

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Ciao, sono Marcello Chiapponi, fisioterapista e personal trainer, responsabile del sito.

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