Borsite trocanterica dell’anca: cos’è e cosa fare per migliorarla

La borsite trocanterica è un problema infiammatorio della regione dell’anca, che provoca principalmente dolore nella regione laterale della coscia.

Quando si parla di “anca” si pensa subito all’artrosi, ma questo è un problema completamente diverso: l’artrosi dell’anca è una lenta “usura”, mentre questa è una infiammazione che può insorgere anche da un giorno all’altro.

È un problema molto fastidioso che può arrivare a chiunque e a qualunque età: in questo articolo ti spiegherò come mai ti può essere venuta, ma sopratutto cosa devi fare per liberartene.

Rimboccati le maniche, ci sarà da lavorare un po’: cominciamo!

PS: le indicazioni per la risoluzione del problema sono un estratto della mia guida completa “Soluzioni per l’anca”, la più completa guida disponibile per i dolori di questa regione.

Cos’è la borsite trocanterica e che sintomi provoca

Borsite trocanterica significa, in parole povere, infiammazione di una struttura a lato della coscia.

Le “borse” sono delle specie di “cuscinetti di gel” che servono ad ammortizzare gli attriti e ad evitare che i tendini debbano appoggiare direttamente sul ruvido osso.

La borsa trocanterica è quindi un “cuscinetto ammortizzatore” posto nella regione a lato della coscia.

Quando si infiamma, ti dà i sintomi tipici di tutte le infiammazioni:

  • dolore acuto accentuato da movimenti o particolari posizioni: questo dolore è tipicamente sulla parte laterale della coscia
  • dolore che si avverte anche di notte
  • impossibilità a dormire sul fianco colpito, ma spesso anche sull’altro
  • dolore che può insorgere improvvisamente senza che la gamba ti abbia mai fatto male

Difficilmente la borsite trocanterica può essere confusa con l’artrosi (che è il problema più comune), anche se non è detto che non ci siano entrambe le situazioni!

Il dolore da artrosi è generalmente molto più “subdolo”, e diventa acuto solo quando oramai non c’è più cartilagine.

La borsite invece è quasi sempre un dolore acuto da subito.

 

Perchè ti può essere venuta la borsite all’anca

Magari ti hanno già diagnosticato la borsite trocanterica, o lo sospetti adesso dopo aver letto i sintomi (in tal caso, vai dal tuo medico a farti fare una diagnosi vera e propria).

La seconda domanda che ci facciamo dopo “cosa ho?” è “come mai mi è venuto questo problema?”.

La risposta a questa domanda, nel caso delle infiammazioni muscolo scheletriche, è spesso una sola, cioè “sovraccarico”.

Si, puoi aver sviluppato un sovraccarico all’anca anche se il tuo tragitto a piedi più lungo è quello dall’ufficio fino alle macchinette del caffè.

Lascia che ti spieghi il perchè.

Come tutte le articolazioni, l’anca è mossa da muscoli: se questi muscoli sono eccessivamente rigidi e contratti, si possono sviluppare infiammazioni anche senza particolari attività.

I muscoli che muovono l’anca sono in buona parte condivisi con il ginocchio e sopratutto con la colonna lombare.

In più, alcuni muscoli che muovono l’anca, in particolare l’ileo-psoas, sono molto in contatto con alcuni visceri come l’intestino.

Con queste premesse, puoi facilmente capire come sia facile avere i muscoli dell’anca eccessivamente contratti, e quindi un “terreno fertile” per l’infiammazione della borsa trocanterica.

In caso di:

  • problemi alla colonna lombare (ernie, discopatie, artrosi)
  • problemi all’intestino (infiammazioni croniche, colon irritabile)
  • problemi al ginocchio (ma anche alla caviglia)

l’ “assetto” dell’anca può essere alterato, e si può sviluppare borsite anche senza particolari attività sportive.

Chiaramente, a tutto questo puoi aggiungere:

  • traumi diretti
  • microtraumi sportivi
  • conformazione delle ossa sfavorevole (conflitto femoro acetabolare)
  • malattie caratterizzate da alto grado infiammatorio (es artrite reumatoide)

Ok, ora vedremo rapidamente quali esami si possono fare per accertare di avere una borsite, e poi capiremo come uscire da questo pasticcio.

 

Quali esami diagnostici fare

Il primo “passo” da fare per la diagnosi è sicuramente la visita medica, preferibilmente da un ortopedico (anche se un buon medico di base è sicuramente in grado di riconoscerla).

Spesso la visita è sufficiente, dato che spesso i “segni” sono molto chiari:

  • dolore che si evoca con la palpazione laterale
  • dolore che si evoca muovendo la coscia in rotazione
  • assenza di segni che facciano pensare ad altri problemi come l’artrosi

Ovviamente gli esami diagnostici li prescrive il medico, in ogni caso è giusto sapere che la borsite si vede bene con una “semplice” ecografia.

Essendo l’anca una articolazione un po’ “subdola”, qualche volta è necessaria una risonanza per escludere la possibilità di altri problemi come la necrosi della testa del femore, che comunque si manifestano in modo piuttosto diverso.

 

Come risolvere il problema: guida passo passo

Ok, ora veniamo alla parte interessante: abbiamo capito e sappiamo di avere una borsite trocanterica….e ora che si fa?

Il fatto che prima ti abbia accennato agli equilibri e alle contratture muscolari potrebbe proiettarti velocemente nel mondo di quelle che amo definire “supercazzole” (ricordi il film “Amici miei” vero?).

Dato che non esiste un metodo OGGETTIVO per determinare come mai tu abbia sviluppato questa infiammazione, se ti rivolgi ad un professionista puoi sentirti dire che:

Insomma, un “balletto” che potrebbe costarti tempo e denaro, senza nessuna certezza di risolvere il problema.

Ferma tutto: ora ti spiegherò le cose più semplici e razionali da fare.

Se non funzionano quelle, potrai rivolgerti a qualcuno per un aiuto, sperando sia una persona dotata di buon senso.

PASSO #1: vai dal tuo medico ed eventualmente da un ortopedico per la diagnosi e per la “fase acuta”

Se il dolore è insorto da poco tempo e non hai ancora una diagnosi medica, la prima cosa da fare è sicuramente quella.

Ti rechi dal tuo medico e vedi se lui stesso è in grado di aiutarti o se preferisce farti vedere da uno specialista ortopedico.

In ogni caso, la fase acuta verrà gestita con riposo e farmaci anti infiammatori, non c’è molto altro da fare.

 

PASSO #2: prenditi cura dei tuoi muscoli con appositi esercizi

Una volta che la fase acuta è passata (7-15 giorni), il passo successivo è agire sulle cause che ti hanno provocato il problema.

Come ho spiegato nei paragrafi precedenti, spesso la causa è una eccessiva contrattura dei muscoli che muovono l’anca.

Qui dovrei scrivere qualcosa tipo “rivolgiti ad un professionista di fiducia per un piano riabilitativo ecc. ecc..

Ed è sicuramente vero: se hai un fisioterapista di fiducia, rivolgiti a lui senza esitazioni.

Ma se non ce l’hai, il mio consiglio (un po’ in controtendenza) è quello di aspettare a “buttarsi nella mischia”, perchè il rischio di incorrere in mille pareri diversi ed avere le idee confuse è altissimo.

Semplicemente, inizia con dei semplici esercizi come quelli che illustro in questo video.

Se vuoi fare qualcosa di semplice ma veramente mirato, puoi utilizzare la mia guida “Soluzioni per l’anca”.

Soluzioni per l’anca” è una guida disponibile sia in formato cartaceo che in formato digitale.

Grazie ad una semplice procedura di TEST, ti farà capire quali sono gli esercizi più adatti al tuo caso, sia sull’anca che sulla colonna vertebrale (spesso parte del problema).

Con gli esercizi che hai visto nel video e con il programma completo che troverai nella guida, avrai la certezza di aver fatto un ottimo lavoro sulla tua anca, e con tutta probabilità avrai risolto il problema.

Nell’improbabile caso che tutto questo non sia bastato…

 

PASSO #3 (se necessario): torna dall’ortopedico per una terapia più forte o accertamenti

Nel caso il dolore continuasse ad essere acuto e persistente, il consiglio è naturalmente quello di tornare dall’ortopedico, per valutare:

  • eventuali terapie più forti (come infiltrazioni eco guidate)
  • eventuali accertamenti per escludere altri problemi

 

TERAPIE CHE NON MI PIACCIONO (ALMENO NON COME PRIMA SCELTA)

Nonostante io faccia di lavoro il fisioterapista, mi è toccato scrivere di non rivolgersi ad un professionista, a meno che non sia una persona di estrema fiducia.

I motivi fondamentalmente sono due:

1) siamo spesso troppo preoccupati per qualsiasi dolore o problema. La borsite può essere qualcosa che dopo la fase acuta non ha bisogno di nulla di particolare, quindi non è necessario affrettarsi a “capire cosa non va”.

2) il rischio di “supercazzole” e di terapie  non necessarie è alto

Ci sono terapie che non amo particolarmente: sicuramente una mia opinione personale, ma basata su 15 anni di esperienza e sulla letteratura scientifica.

 

Tecarterapia ed applicazioni varie

La tecar, gli ultrasuoni, il laser eccetera eccetera sono ancora piuttosto diffusi nell’ambiente fisioterapico.

Il loro scopo è quello di aiutare i processi di guarigione e dis-infiammazione tramite un passaggio di energia termica.

A mio avviso (ma non solo mio), il rapporto costo-beneficio è molto basso, e le prove scientifiche di efficacia latitano.

In fondo, la cosa non mi stupisce: basta pensare a quanto siano profonde le strutture che si cerca di “colpire” per capire che “i conti non tornano”.

 

Plantari, in qualsiasi “salsa”

Come dicevo qualche paragrafo più su, non esiste alcuna prova che eventuali dismetrie degli arti inferiori siano la causa delle infiammazioni: paradossalmente, abbiamo molte più prove del contrario!

In ogni caso, i plantari agiscono modificando l’equilibrio muscolare, visto che lavorano sull’appoggio del piede.

Per lavorare sugli equilibri muscolari, gli esercizi come quelli che ti ho illustrato prima sono già decisamente efficaci, e sono anche molto più specifici (oltre che gratuiti!).

Cambiare l’appoggio del piede è spesso un “terno al lotto”: d’altronde, se il tuo piede appoggia così, avrà le sue ragioni no?

 

CONCLUSIONE

La borsite dell’anca è un problema molto fastidioso, ma che nella maggior parte dei casi ha una evoluzione assolutamente positiva.

Un buon aiuto per la fase acuta ed un buon piano di esercizi rieducativi sono spesso tutto ciò che ti serve.

Dopo la fase acuta, che gestirai con il tuo medico, puoi utilizzare gli esercizi del video incluso in questo articolo, oppure puoi costruirti un protocollo mirato con la mia guida “Soluzioni per l’anca”.

 

Se hai bisogno di un aiuto specifico, scrivimi dalla pagina contatti (non ti farò la “supercazzola”, promesso!).

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