Discopatia o protrusione L5-S1 : sintomi ed esercizi

Marcello Chiapponi

Marcello Chiapponi

Fisioterapista, trainer e responsabile del sito

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Ultimo aggiornamento il 10 Febbraio 2022 di Marcello Chiapponi

La discopatia L5-S1, volte chiamata anche protrusione è un problema molto comune che colpisce le ultime vertebre lombari.

In questo articolo troverai una guida completa a questo problema, che spesso si riscontra anche nelle vertebre appena sopra, ovvero tra L4 ed L5.

Molto spesso nei referti radiologici si trovano altri nomi, come ad esempio:

  • riduzione dello spazio intersomatico
  • bulging discale
  • schiacciamento vertebrale
  • discopatia degenerativa (questa è un po’ inquietante eh?)

Non preoccuparti: nomi di questo tipo sono sempre riconducibili al grande mondo delle discopatie.

E non preoccuparti di essere condannato ad avere più o meno sempre mal di schiena, dato che probabilmente ti hanno detto che i dischi non possono “tornare a posto”.

In realtà, non va esattamente così: in questo articolo ti spiegherò perchè la diagnosi di discopatia non è una “condanna” al mal di schiena, e vedremo tutto ciò che si può fare per migliorare il problema in maniera semplice ed efficace.

 

PS: le indicazioni e gli esercizi che troverai sono presi dal mio CORSO COMPLETO “Mal Di Schiena Passo Dopo Passo”, un percorso online che ha già aiutato più di 2000 persone.

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    Indice dell’articolo: tutto quello che devi sapere sulla discopatia lombare

    Cos’è la discopatia L5-S1 o L4-L5 (e perchè non devi preoccupartene troppo)

    Quali sono i nomi delle discopatie lombari

    La discopatia è (quasi) la normalità

    I sintomi della discopatia L4-L5 o L5-S1

    Come si diagnostica la discopatia L5-S1

    Quali sono le cause della discopatia lombare

    Cosa devi fare per risolvere la discopatia: gli esercizi più utili

    Conclusione


     

     

    Cos’è la discopatia L5-S1 o L4-L5 (e perchè non devi preoccupartene troppo)

    Il termine “discopatia” indica genericamente un problema al disco, in questo caso il disco intervertebrale.

    A seguito di sollecitazioni ripetute, il disco intervertebrale può lesionarsi, ed il materiale al suo interno (nucleo polposo) può cominciare ad uscire verso l’esterno, ovvero verso le radici nervose.

    Il disco intervertebrale è un cuscinetto di materiale gelatinoso posto tra una vertebra e l’altra: serve a garantire il movimento reciproco delle vertebre.

    Il disco tra la quarta e quinta vertebra lombare (L4-L5) e quello tra la quinta lombare e la prima sacrale (L5-S1) sono frequentemente sede di degenerazione.

    Quando il disco intervertebrale comincia a “spanciare” verso l’esterno, ecco che si può parlare di di protrusione discale (qualcuno poi si mangia la “r” e la chiama “protusione”).

    In questo video di Spine Health puoi vedere come si forma un’ernia al disco, che non è altro che una forma di discopatia.

     

    Quali sono i vari nomi delle discopatie lombari

    Nell’immagine qui sotto invece, puoi vedere alcuni esempi di tipici problemi che possono essere riscontrati ai dischi intervertebrali.

    Si tratta di varie forme di discopatia, e sono particolarmente frequenti tra le vertebre L5 ed S1.

    I nomi che più comunemente ricorrono sono:

    • disco degenerato
    • disco protruso (o bulging discale)
    • disco schiacciato o assottigliato
    • ernia del disco

     

     

    A vedere l’immagine e a sentire i termini (rottura del disco, uscita del materiale verso le radici nervose…) sembrerebbero problematiche abbastanza serie.

    E invece….sono praticamente la norma!

    Una valanga di studi scientifici come questo hanno dimostrato che facendo risonanze a persone SENZA mal di schiena, si possono notare le stesse degenerazioni dei dischi intervertebrali che si notano in chi ha dolore cronico.

    Nella tabella qui sotto vedi riassunti i dati di molti di questi studi: i numeri rappresentano le possibilità di ritrovare quel problema in persone perfettamente SANE (ringrazio Filippo Zanella per la pubblicazione di questa tabella).

    Che cosa significa questo? Lo vediamo nel prossimo paragrafo!

     

     

     

     

    Non ti preoccupare: la discopatia L5-S1 o L4-L5 è quasi la normalità

    Lo abbiamo visto un attimo fa: se prendiamo 100 persone senza mal di schiena sopra i 30 anni, abbiamo enormi possibilità che anche in loro si riscontrino discopatie e protrusioni multiple, senza che loro ne siano minimamente a conoscenza.

    Questo significa due cose:

    1) discopatie e protrusioni non sono la causa del mal di schiena, o quantomeno non l’unica

    2) puoi stare benissimo anche se hai ricevuto la diagnosi di discopatia L4-L5 o L5-S1, visto che molti di quelli che ce l’hanno non hanno sintomi

    Una precisazione importante: se hai sviluppato una discopatia significa comunque che la tua colonna non lavora bene, e che è meglio fare qualcosa a riguardo.

    Quello che mi preme assolutamente è: non farti venire la paranoia del “la mia schiena è danneggiata, non posso più fare certe cose”, perchè è un timore del tutto infondato.

    I dischi si degenerano un po’ a tutti: quando questo processo avviene lentamente, le strutture si adattano di mano in mano e non si ha nessun sintomo.

    Ma se non è la discopatia a creare dolore, da dove derivano i miei sintomi?

    Cerchiamo di dare una risposta a questa domanda non facile…

     

     

    I sintomi della discopatia L5-S1 o L4-L5

    La discopatia L5-S1 ha dei sintomi tipici, che sono:

    • dolore e fitte al centro della schiena
    • sensazione di tensione e contrattura dei muscoli lombari
    • dolore nella parte più bassa della colonna o al fianco
    • dolore di tipo sciatico, ovvero irradiato alla parte posteriore delle cosce

    I sintomi delle discopatie sono spesso più forti al mattino, il che può sembrare paradossale, perchè in teoria siamo più riposati.

    In realtà è vero che siamo più riposati, ma i dischi hanno anche un maggiore volume perchè sono più idratati, quindi “spingono” maggiormente sulle terminazioni nervose.

    Va detta però una cosa MOLTO importante: come hai visto prima, le discopatie sono assolutamente comuni anche in persone che stanno benissimo (e che monitorate negli anni non sviluppano problemi).

    Questo perchè il problema non è tanto la discopatia in sè, quanto l’ INFIAMMAZIONE e l’ IRRITAZIONE che si formano intorno.

    Fortunatamente, su infiammazione e irritazione ci possiamo lavorare, e tra poco vedremo come.

     

    Come si diagnostica la discopatia L5-S1

    Il percorso per diagnosticare la discopatia L5-S1 è noto più o meno a tutti:

    • si inizia dalla lastra, nella quale si vedono gli spazi tra le vertebre ridotti (segno che il disco si è ridotto di spessore)
    • si approfondisce con la risonanza, che chiarisce nel dettaglio la condizione dei dischi

    La questione è: vale la pena fare accertamenti, quando le statistiche dicono che tanto le stesse problematiche si riscontrano anche nelle persone senza dolore?

    Infatti le linee guida internazionali raccomandano di fare PRIMA una buona riabilitazione, e POI fare esami diagnostici, nel caso il dolore persistesse.

    Sembra un paradosso: prima si fa la cura e poi si fanno gli esami per cercare la causa?

    In realtà, nel caso delle discopatie lombari ha perfettamente senso, perchè abbiamo visto che il problema è più l’irritazione che la discopatia in sè e per sè.

     

     

    Curiosità scientifica: la risonanza magnetica non è il “Vangelo”

    Nel 2016 è stato fatto uno studio MOLTO interessante, il quale conferma che i referti delle risonanze non devono essere considerati il Vangelo.

    Una donna sofferente di mal di schiena e sciatica è stata sottoposta a 10 risonanze magnetiche in 10 centri diversi (che pazienza!).

    Ci si aspetterebbe referti sovrapponibili, giusto?

    E invece:

    • 49 (quaranta-nove) elementi segnalati dai vari radiologi
    • neanche uno che fosse presente in tutti i referti
    • solo uno era presente in 9 referti su 10

    In pratica, sono stati prodotti 10 referti MARCATAMENTE diversi tra loro.

    Un ulteriore motivo per non andare in panico davanti ad un referto: le risonanze non vanno interpretate alla lettera.

     

    Discopatia L5-S1:  da cosa è causata

    La discopatia L5-S1 ha varie cause, ma tutte fanno capo alla stessa accusa: carico sulla colonna troppo elevato rispetto alla resistenza del disco.

    Non è una cosa che si forma dall’oggi al domani, ma avviene pian piano nel tempo.

    Il disco può essere quindi sovraccaricato da:

    • posture prolungate
    • sovraccarichi continui e non ben gestiti
    • movimenti sbagliati nella vita quotidiana

    Queste sono le cause che tutti conoscono, ma io voglio aggiungerne due importanti, ovvero:

    • eccessiva rigidità muscolare
    • eccessiva debolezza dei muscoli della colonna

    Non dobbiamo infatti dimenticare che a parità di movimenti e posture, se i nostri muscoli sono “in forma” non sviluppiamo nessun sintomo o dolore!

    Ti ricordo ancora che la discopatia L5-S1 è quasi la norma e non è un problema in sè e per sè: il problema è l’irritazione che si forma intorno.

    Se i muscoli lavorano bene, il livello di irritazione è basso o inesistente.

     

     

    3 consigli utili per tutte le discopatie lombari

    Il concetto che ti deve guidare è: non devo focalizzarmi sul “risolvere la discopatia”, dato che non è possibile allargare gli spazi tra le vertebre e ricostruire il disco.

    Quello che mi interessa è ricostruire un buon EQUILIBRIO MUSCOLARE.

    Molti studi come questo confermano che gli esercizi mirati sono ad oggi la miglior terapia a lungo termine per il mal di schiena.

    Tra poco vediamo alcuni esercizi utili, ma vediamo anche 3 consigli fondamentali per chi ha ricevuto diagnosi di discopatia L5-S1:

     

    Consiglio #1: non sviluppare eccessive preoccupazioni o andare nel panico

    Il pensiero di avere “qualcosa che non va” nella colonna può essere causa di preoccupazione e frustrazione.

    In realtà abbiamo visto insieme come si tratti di problematiche molto comuni e ben risolvibili nella maggior parte dei casi: non vivere in uno stato di preoccupazione costante!

     

    Consiglio #2: non limitare le tue attività se non hai dolore

    Molte persone, sapendo di avere una discopatia, evitano di fare attività che altrimenti farebbero.

    Il problema è che lo fanno “sulla fiducia”, con il dubbio che queste possano essere peggiorative del problema.

    In realtà è molto più peggiorativa la POCA attività: se un determinato esercizio o movimento non ti crea dolore o peggioramento dei sintomi, non c’è motivo di limitarlo.

     

    Consiglio #3: evita le opinioni “popolari”

    Il mal di schiena, e con lui le varie discopatie, è il problema più comune in assoluto, quindi anche il più “discusso”.

    Se ne parli con 100 persone, ognuna ti vorrà dire la sua opinione, che nel 100% dei casi è frutto della sua sola esperienza (che non significa nulla).

    Una volta che ne hai parlato con il tuo medico, la tua attenzione deve essere tutta sul far funzionare meglio i tuoi muscoli.

    E ora vediamo come farlo!

     

     

    Quali esercizi puoi fare per risolvere la discopatia lombare (o meglio, il mal di schiena)

    Oramai dovrebbe esserti chiaro: non ti serve “risolvere la discopatia“, ti serve “migliorare lo stato dei tuoi muscoli“.

    Non esistono esercizi che realmente “allontanano le vertebre“, ma lavorando sui muscoli potrai ottenere ottimi risultati.

    Ecco 3 esercizi che lavorano sui 3 aspetti fondamentali della problematica lombare:

    Questi esercizi li ho presi dalla mia video-guida completa “Mal di schiena passo dopo passo”.

    Mal di schiena passo dopo passo” è lo strumento più semplice e completo che tu possa avere a disposizione per prenderti cura al meglio della tua colonna.

    Gli esercizi che vedremo ora sono generici: possono andare bene come inizio, ma non è detto che siano al 100% adatti al tuo caso.

    In “Mal di schiena passo dopo passo” troverai invece una serie di procedure per individuare le caratteristiche del tuo disturbo e dei tuoi muscoli: grazie a queste procedure, andrai ad individuare tecniche ed esercizi più adatti al tuo caso.

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      Esercizio #1 mobilizzazione a “gatto”

      Presta molta attenzione all’esecuzione di questo esercizio: se ti sembra estremamente facile e non senti la benchè minima difficoltà, puoi tranquillamente tralasciarlo.

      Se invece avverti già qui qualche piccolo dolorino o difficoltà, il mio consiglio è di dedicarti SOLO a questo più volte al giorno: se la colonna presenta difficoltà già in un movimento così semplice, ha poco senso fare cose più complesse.

       

      Esercizio #2 allungamento della catena anteriore

      I muscoli anteriori della gamba e della colonna sono super-importanti nel mal di schiena, ed è per questo che ci dedichiamo particolari attenzioni.

       

      Conclusione

      Spero che ora ti siano ben chiari alcuni concetti riguardanti la discopatia lombare:

      • è molto comune anche in persone perfettamente sane
      • quasi mai è la causa del dolore
      • migliorando lo stato dei muscoli puoi stare benissimo anche in sua presenza

      In questo articolo ti ho fornito gli strumenti base per iniziare a migliorare la funzionalità muscolare.

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      33 risposte

      1. Grazie per questi semplici esercizi che hai spiegato egregiamente. Non manchero’ di provarli pian piano in quanto questi giorni ho una discopatia acuta che mi ha quasi inchiodato per i dolori.
        Ciao.

      2. Buonasera oggi la fisiatra mi ha diagnosticato con la cervicobrachialgia guardando la risonanza e dicendomi che c’è una protrusione, chiedo gentilmente di darmi un consiglio. Il dottore mi ha prescritto di ripetere le terapie presse già mesi fa, e farne 10 sedute di ginnastica dolce. E possibile di riprendermi dottore dicendomi se non mi passa devo farmi vedere da un neurochirurgo. Grazie

        1. Buongiorno Daniela, di che tipo di consigli avrebbe bisogno, al di là di quelli che già si trovano nell’articolo?

      3. Buongiorno grazie mille articoli utilissimo. Ho fatto ieri lastra e mi hanno diagnosticato Modeste alterazioni spondiloartrosiche diffuse per presenza di osteofiti marginali.
        Ridotto lo spessore discale al passaggio L5-S1. Farò sicuramente esercizi da lei consigliati ma volevo chiederle anche, se possibile, due consigli. Giri lunghi in bicicletta e/o moto secondo lei sono sconsigliati al momento che il problema è abbastanza doloroso? Nuoto, soprattutto rana, è così sconsigliato come spesso sento? Grazie mille.

        1. Buongiorno Nicoletta. Non esistono attività sconsigliate a priori. Occorre provare e testare cosa le dà problemi e cosa no. da notare che l’eseguire esercizi riabilitativi dovrebbe migliorare la situazione, quindi aumentare la tolleranza allo sforzo.

      4. Buongiorno, grazie per gli ottimi consigli che seguirò. Avrei per favore bisogno di una informazione: da circa un mese sono quasi totalmente debilitato , nel dettaglio tutto è iniziato con una fortissima sciatalgia (lato sx) per cui sentivo molto dolore camminando o rimanendo comunque anche fermo in piedi. Molto meno da seduto o da steso, poi con il passare dei giorni è aumentato sempre di più costringendoli alla immobilità totale ovvero 30 passi di autonomia (ms trascinandomi ) e impossibilità di stare seduto. Da steso sono arrivato al punto di poter vivere senza dolore solo dopo iniezione epidulare…. Domani mi faranno la seconda. Ora mentre sto scrivendo sto leggerissimamente meglio. Diciamo che riesco a dormire qualche ora prendendo antidolorifico, ma comunque seduto e in piedi è ancora da evitare. Sciatalgia lato sinistro ancora non risolta. Il problema dalla rsm risulta nel solito punto L5 s1. Ernia espulsa che va a comprimere su radici nervose. Scusandomi per la lunga ma inevitabile spiegazione la mia domanda era, se mai riuscirò a riprendermi evitando l’intervento chirurgico ( che per ora purtroppo non è escluso) dopo quanto potrò iniziare il percorso di ginnastica?? Grazie ancora per i consigli.

        1. Buongiorno Alberto. Personalmente in questo caso presterei massima attenzione a quanto le dice il chirurgo. Se opta per l’intervento, io lo farei senza esitazione, considerando le condizioni in cui si trova. In assenza di intervento le tempistiche di tutta la “storia” vanno dai 6 ai 12 mesi…nella maggior parte dei casi il dolore si risolve spontaneamente, ma se è veramente così forte e/o se impatta il funzionamento del nervo, si prende in considerazione anche l’intervento..

      5. Grazie Marcello per l’utile e chiara guida. Avrei una domanda: gli esercizi che suggerisci si possono/devono fare già quando ancora si ha dolore (come mezzo per eliminarlo grazie al rinforzo muscolare) o solo dopo che con i farmaci si è sfiammata la zona? Ho provato a farli ma mi fa parecchio male, forse non sono ancora “pronto”?

        1. Ciao Simone. La tua ipotesi è del tutto plausibile, quindi meglio aspettare qualche giorno/settimana ancora…

          1. Avevo un problema alla schiena e dopo RX rachide lombosacrale, ho assenza di lesioni ossee a focolaio o di tipo diffuso.
            Riduzione di ampiezza dello spazio intersomatico tra L5/S1. Questi esercizi sono utili nel mio caso? Cosa posso fare per rinforzare la colonna e migliorare questo dolore che ho?

      6. Buonasera Marcello a seguito di lungo periodo di dolori lombari soprattutto la mattina appena sveglio e durante la guida dell’auto, questo il referto della mia RM lombo-sacrale: “Il rachide lombare mostra ipolordosi senza alterazioni a carico della successione metamerica. Nella norma il canale vertebrale. Regolare il segnale dei dischi intersomatici in presenza di iniziale discomalacia il L4-L5. Nella norma il trofismo osseo. Le strutture muscolari mostrano regolare decorso, profilo e trofismo.” Ti chiedo un parere sulla “ipolordosi” e sulla discomalacia in L4-L5 e se a tuo parere gli esercizi che mostri nei video possono risolvere il mio problema (li faccio da qualche giorno e va già molto meglio) e se mi suggerisci altro magri che possa trovare all’interno della guida. Grazie mille per la tua disponibilità ed il tempo che puoi dedicarmi alla risposta. Luca

      7. Buonasera….ho fatto una Rmn ed è presente a livello l5-s1 una circoscritta protusione mediana dell’ anulus fibroso che determina una modesta impronta sul profilo ventrale del sacco durale. Sono un podista e il fatto che durante la corsa non sento alcun dolore mi sembra alquanto strano. Il mio lavoro mi tiene seduto su di un muletto minimo 5 ore al giorno e sinceramente è qui che finita la giornata lavorativa accuso fastidio…. Non riesco a capire …. Comunque inizierò posturale …lei cosa mi consiglia? Non voglio abbandonare la corsa ..grazie

        1. Daniele, il fatto che non le faccia male correndo non è per nulla strano. Seguirei le indicazioni dell’articolo e della guida per iniziare..

      8. Buon giorno Marcello
        Le chiedo un consiglio se posso . Ho fatto le punture per 2 settimane ( no cortisone ) perchè altrimenti non riuscivo a mettermi in piedi e adesso continuo ( terza settimana )con antiinfiammatori per bocca che mi aiutano un po e rispetto alla fase iniziale la situazione è leggermente migliorata ma per ora se salto una pastiglia comincio già faticare a muovermi . Dalla risonanza risultano le protrusioni .Il fisiatra mi ha consigliato una visita da neurochirurgo per valutari eventuali infiltrazioni di cortisone . Posso chiederle un parere in merito ?
        Dovrei insistere con gli antinfiammatori visto che portano un lentissimo miglioramento oppure sto “già insistendo troppo “. Le infiltrazioni sarebbero opportune per riprendersi e cominciare con gli esercizi consigliati da Lei ?
        Ringrazio in anticipo

        1. Buongiorno Irene,

          il consiglio è sicuramente quello di ascoltare il suo medico. Io sono un fisioterapista e non mi occupo di terapie farmacologiche: il suo medico sa meglio di entrambi cosa può essere adatto a lei..

      9. Buongiorno Marcello, grazie davvero per semplici ma esaurienti spiegazioni!
        Avrei una domanda, ho la diagnosi di riduzione L5-S1 con segni di degenerazione vacuolare. Potrebbe essere utile per me fare esercizio con hula hoop di 3 kili e mezzo di peso, oppure sarebbe una pratica troppo pesante per la mia colonna vertebrale? Grazie mille!

        1. utile nel senso di aiutare a risolvere il problema decisamente no. Se sia una pratica troppo pesante è da provare..

      10. Che meraviglia questo sito. Finalmente leggo qualcosa di positivo sulle patologie discali e non mi sento più prossima alla sedia a rotelle. È vero tutto quanto si dice anche sugli effetti psicologici negativi di un referto medico di risonanza. Da quando mi hanno comunicato fratture e Building mi sono ammalata e sto ferma in casa. Prima facevo tutto perfino viaggiare

      11. buongiorno,da un fastidioso dolore al bacino e gamba destra ho deciso di fare una lastra esito:spondiloartrosi lombare ,roto scoliosi dx-convessa.riduzione della fisiologica lordosi lombare.restringimento spazi intersomatici dal2 a s1.segni di coaxartrosid’ambo i lati ,con addensamento dei rispettivi tetti acetabolari.iniziale restringimento dell’interlinea articolare di entrambe le anche .note di osteoporosi sono compinata male sono un osa cosa debbo fare oltre alla tac terapia e ginnastica dolce?grazie

        1. Buongiorno Anna. La cosa da tenere maggiormente sotto controllo è l’artrosi all’anca, il resto sono tutte cose molto comuni. La ginnastica costante è in questo caso la migliore terapia.

      12. Sono un personal trainer volevo complimentarmi per le informazioni di questa pagina.. Molto utili ma soprattutto vere! Bravo!

      13. Buongiorno. Ho 61 anni e a febbraio 2019 sono rimasto bloccato con forte mal di schiena per 3 settimane. Rx di marzo 2019: “leggera scoliosi destro -convessa del rachide lombare con minima retrolistesi di L2 rispetto a L3 con riduzione dello spazio discale e modesta riduzione anche degli spazi discali sottostanti”. su consiglio del medico ho iniziato un corso di pilates generico 2-3 lezioni settimanali. Il dolore è calato ed è sopportabile, però ancora oggi è fastidioso (fatico ad allacciarmi le scarpe) e si intensifica nelle ore post pilates.
        Le chiedo gentilmente: frequentando questo corso, è il caso che selezioni solo alcune tipologie di esercizi tipo quelli illustrati nei suoi video, o posso continuare a svolgere il pilates generico che comprende anche tutti gli altri esercizi ?
        Il corso al quale sono iscritto è frequentato mediamente da donne 50-60 anni che lo svolgono per mantenersi in forma e mi sa che determinati piegamenti nel mio caso possano essere dannosi.
        la ringrazio molto

        1. Buongiorno Aldo,

          la linea generale da tenere è che se c’è dolore dopo la sessione di allenamento, significa che si è chiesto troppo alla propria colonna. Quindi se nota un fenomeno di intensificazione, decisamente cambierei tipo di attività.

      14. Buona sera, ho delle protrusioni erniarie posteriori in c4-c5, c5-c6, c7-c8, d2-d3. Da maggio 2019 ho bruciore lato sinistro tra colonna e scapola e spesso torcicollo lato destro. Ho fatto varie visite e seguito alla lettera quello che mi è stato detto dagli specialisti cioè riposo, terapia farmacologica antidolorifica antinfiammatoria, fisioterapia e masso, laser e tecar terapia, pilates, esercizi per allungare i muscoli ma niente funziona. Arrivo la sera che non riesco a sollevare una bottiglia d acqua dal forte bruciore e ho meno forza nel braccio sinistro. Ho eseguito anche un elettromiografia ma è tutto apposto. Non capisco, sono disperata. Cosa mi consigliate? Grazie

        1. buongiorno Marilena. In effetti non è una situazione semplice. Siamo sicuri che il problema non possa essere la spalla?

      15. Buona sera, ho un lieve antero listesi l4 su l5, e uno spazio ridotto l5-S1.
        Vorrei sapere se posso continuare a correre su sentieri sterrati.
        Grazie

        1. Purtroppo non ho la risposta a questa domanda, perchè una vera e propria risposta non c’è. Bisogna provare e tenere monitorata la situazione..

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