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Dolore al GINOCCHIO: in quali casi serve la CHIRURGIA (parla l’ortopedico)

In quasi 20 anni di lavoro come fisioterapista, ho letteralmente perso il conto di quante ginocchia mi siano “passate per le mani”.

E questo per un motivo estremamente semplice: il dolore al ginocchio è uno dei problemi muscolo scheletrici più comuni in assoluto, in quanto ha molte possibili cause e manifestazioni, a qualsiasi età.

Ad esempio ci può essere:

  • il dolore al ginocchio del ragazzino causato “dalla crescita” (in realtà si chiama morbo di Osgood Schlatter)
  • la tendinite del corridore, la famosa sindrome della bendelletta ileo tibiale
  • il dolore nell’alzarsi o nel piegarsi, causato da usura o lesione del menisco
  • i problemi acuti e cronici causati da distorsioni con lesioni ai legamenti
  • il dolore causato dall’artrosi dell’anziano o del “quasi anziano” che limita i movimenti ed il cammino

Le potenziali cause di dolore al ginocchio sono quindi davvero tante, e possono colpire varie categorie di persone.

Molte delle ginocchia che mi sono capitate in mano avevano subito un intervento chirurgico, molte altre no.

In questo articolo voglio parlare proprio di questo, ovvero di quali siano le cause di dolore al ginocchio che maggiormente richiedono un intervento chirurgico.

L’idea è quella di rispondere a domande come: “vale la pena farmi operare per questo problema o è meglio aspettare?”.

È vero che la necessità o meno di un intervento è stabilita dall’ortopedico, ma è anche assolutamente vero che è il paziente ad avere l’ultima parola.

Il padre di un mio caro amico ha rimandato il suo intervento di protesi al ginocchio per anni, fino a quando proprio non è arrivato “alla frutta”.

Quando gli ho chiesto il motivo di tale esitazione, mi ha dato una risposta tanto semplice quanto spiazzante:vedi Marcello, sapevo da tempo che dovevo fare l’intervento ma……sono tutti bravi a dirlo quando non lo devono fare loro!

E allora vediamo quali sono le cause di dolore al ginocchio che più di altre necessitano l’intervento di un chirurgo: dato che sono un fisioterapista e non un chirurgo, per questo articolo ho chiesto la collaborazione del dr. Edoardo Scaravella, con il quale mi interfaccio da tempo.

 

Dott. Edoardo Scaravella: un ottimo ortopedico a Piacenza

Come dicevo, per questo articolo ho richiesto la collaborazione di un ortopedico, per due motivi ovvi:

1. non sono un chirurgo, quindi non voglio addentrarmi più di tanto nell’argomento
2. nessuno più di una persona che tutti i giorni è “sul campo” può darti una prospettiva realistica sull’argomento

Posso guardare tutte le statistiche e gli studi sulla chirurgia che voglio, ma non avrò mai la prospettiva di una persona che tutti i giorni si infila il camice ed impugna il bisturi (nel caso dell’ortopedico, anche il trapano, la motosega e altri attrezzi da film horror).

Edoardo Scaravella è un ortopedico con cui collaboro da anni, e per moltissimo tempo abbiamo collaborato senza mai vederci in faccia (al massimo al telefono): io ho spesso consigliato lui e viceversa, sulla base di esperienze positive reciproche.

Lui opera soprattutto ginocchia e spalle, quindi era sicuramente la persona giusta per darmi una buona prospettiva sul problema “dolore al ginocchio e cause che portano all’intervento”.

Se vuoi contattarlo, puoi fare riferimento alla pagina Contatti del centro nel quale riceve, ovvero gli amici del centro Unique di Piacenza.

 

Quali sono le principali cause di dolore al ginocchio (e quali necessitano un intervento)

Il dolore al ginocchio lo si può dividere in due grandi famiglie: i problemi traumatici (distorsioni, fratture) ed i problemi non traumatici (le infiammazioni e le usure).

I traumi più frequenti del ginocchio sono:

  • le fratture, soprattutto della rotula e del piatto tibiale
  • le distorsioni, ovvero le lesioni più o meno gravi a seguito di un brusco movimento che non ha causato fratture

Nelle distorsioni, a lesionarsi sono soprattutto i legamenti (crociato anteriore in primis) ed i menischi.

Per quanto riguarda i problemi non traumatici, le cause più comuni di dolore al ginocchio sono:

  • l’usura dei menischi
  • l’infiammazione o l’usura della cartilagine
  • le infiammazioni “esterne”, ovvero quelle dei tendini

In queste casistiche rientrano la stragrande maggioranza dei problemi alle ginocchia della popolazione sia sportiva che non.

A questo punto, ho chiesto ad Edoardo quali fossero i problemi che più frequentemente necessitano un intervento chirurgico.

Da lui però non volevo sapere solo questo, ma una cosa ben più importante, che non si può trovare in nessuno studio scientifico.

Volevo sapere quali fossero i casi che gli danno maggiore soddisfazione, e quali i casi in cui sa che l’esito dell’intervento potrebbe non essere brillante.

Dopo tanti anni di pratica fisioterapica, oramai so bene qual è il mio “paziente ideale”: volevo sapere la stessa cosa direttamente dalla voce di un chirurgo.

Ecco cosa ne è uscito.

 

Qual è l’operazione al ginocchio che viene fatta con maggiore frequenza?

La prima cosa che ho voluto sapere da Edoardo è quella più elementare, ovvero quali siano gli interventi che effettua più frequentemente un ortopedico che si occupa in larga parte di interventi al ginocchio.

La sua risposta è stata che ci sono grandi differenze (ovviamente) tra gli interventi che vengono effettuati ai giovani (meno di 55-60 anni) e quelli che vengono effettuati ai…. “giovani di una volta” (oltre i 60 anni)

 

Interventi al ginocchio nei giovani: menischi e legamenti su tutto

Nei giovani l’intervento che effettua più di frequente è la artroscopia (tecnica chirurgica mini-invasiva, senza tagli) per rotture di menischi.

Circa due terzi di queste rotture meniscali sono traumatiche, le altre sono da usura.

E….come vanno questi interventi?

Per quanto riguarda la riparazione dei menischi dopo un trauma, l’esito dell’intervento è particolarmente brillante se viene effettuata entro i due mesi dal trauma; se si “temporeggia” troppo, il rischio che la sutura non riesca bene (e che quindi il risultato sia peggiore) è molto più elevato.

Se non c’è stato un trauma e la lesione non è massiccia, Edoardo consiglia di provare prima gli approcci non chirurgici (ne parlo alla fine dell’articolo).

Questa in realtà è una costante che ho sempre sentito da tutti i chirurghi: il loro paziente ideale è quello giovane con strutture forti, che si sono rotte a causa di un trauma.

Suturare strutture non più giovanissime e che si sono usurate è un’altra cosa in termini di risultati, naturalmente.

Un altro intervento molto comune è la ricostruzione del legamento crociato anteriore.

Essendo un problema quasi solo di natura traumatica e capitando per lo più a giovani sportivi, l’intervento chirurgico è spesso la scelta di preferenza, e come si sa garantisce un buon recupero funzionale.

 

Interventi al ginocchio nei “non giovani”: spesso meglio “cambiare ginocchio”

Ci tenevo molto ad una opinione sugli interventi chirurgici nella popolazione over 60.

Gli interventi che vengono fatti più spesso dopo i 60 anni dono fondamentalmente 2:

  • le protesi (sostituzione totale del ginocchio)
  • le artroscopie di “pulizia”, riparazione dei menischi e/o della cartilagine

La mia esperienza nella riabilitazione post interventi mi dice che ho visto tantissime persone soddisfatte della protesi, e pochissime persone soddisfatte di un intervento di artroscopia effettuato dopo i 60 anni.

La spiegazione che mi sono sempre dato è che in un ginocchio di più di 60 anni ci fosse una usura generale delle strutture, e che una artroscopia non potesse certo rimetterlo a nuovo, cosa che invece fa la protesi (che lo sostituisce in toto).

Edoardo mi ha confermato questa esperienza: dopo i 60 anni è molto difficile che consigli una artroscopia, mentre ha molte più soddisfazioni da un approccio non chirurgico, in attesa di una eventuale futura protesi.

È ovvio che c’è sempre “lo zio a cui la protesi è andata malissimo” e “quel tale che ha fatto solo l’artroscopia e ha risolto tutto“: parliamo sempre di grandi numeri, non di esperienze personali, che ovviamente possono essere le più variegate.

Condropatia e problemi di cartilagine: quanto sono utili effettivamente gli interventi di chirurgia “rigenerativa”?

Anche a questa domanda ci tenevo molto, per un semplice motivo: ho sempre avuto l’impressione che dietro alla parola “cartilagine” ci sia una bella fetta di business.

Nel nostro inconscio, l’usura della cartilagine è associata ad un processo di irreversibile invecchiamento, che naturalmente cerchiamo di evitare.

Ecco allora che il mercato risponde con una vasta gamma di integratori, attorno ai quali ruota un cospicuo giro di affari.

La mia opinione a riguardo di questi integratori l’ho espressa in questo video realizzato insieme ad Annalisa Caravaggi, la mia collega nutrizionista, che tra l’altro di integratori se ne intende molto più di me.

 

 

E per quanto riguarda la chirurgia? Si può “rivitalizzare” una cartilagine consumata?

A riguardo, Edoardo (che ha partecipato ad uno studio di ricerca sulle lesioni cartilaginee) mi ha detto che come sempre….dipende!

A volte ci sono piccole lesioni isolate della cartilagine, in persone giovani o con un ginocchio per il resto in buone condizioni: si tratta di conseguenze di un trauma o di una malattia chiamata condrite dissecante.

In tal caso, la tecnica delle micro-perforazioni garantisce un buon risultato clinico.

Nelle lesioni più estese, questa tecnica non funziona altrettanto bene, e bisognerebbe ricorrere ad un trapianto di cartilagine, che è una procedura assai più complessa.

Per sua esperienza, non è così scontato che questo tipo di intervento riesca bene, in particolar modo se viene effettuato in persone con problemi da molti mesi o peggio da molti anni.

Il discorso è analogo al precedente: un conto è riparare una piccola lesione fresca su un tessuto sano, un conto è cercare di “mettere una pezza” ad una struttura ampiamente usurata.

E se la cartilagine è soltanto infiammata, ma non usurata?

Se la cartilagine è soltanto infiammata ma non usurata, si parla di condrite, chiamata anche sindrome (o condropatia) femoro rotulea.

Questo problema risponde bene alla rieducazione ed eventualmente alle infiltrazioni di acido ialuronico, e non ha un vero e proprio “sbocco” chirurgico.

Cosa fare in questi casi, lo vediamo alla fine dell’articolo

 

Dolore al ginocchio causato da infiammazione dei tendini: la chirurgia serve?

Una importante causa di dolore al ginocchio è sicuramente l’infiammazione dei tendini, principalmente il tendine rotuleo.

L’infiammazione è data dal sovraccarico, ma molto spesso anche cercando di tenere il ginocchio a riposo, il dolore non sembra diminuire più di tanto.

Si tratta purtroppo di una caratteristica ricorrente nei problemi di tendini, che hanno sempre difficoltà nei processi di guarigione.

Nella pratica chirurgica di Edoardo rientrano ben pochi problemi tendinei, perchè raramente un tendine raggiunge livelli di usura tale da dover essere riparato chirurgicamente, anche se fa male.

In questi casi la terapia più efficace è sicuramente la riabilitazione, che può essere coadiuvata dall’iniezione di fattori di crescita, che sui problemi tendinei sembrano rispondere bene.

 

Quali sono le alternative alla chirurgia del ginocchio (per fortuna, non a tutti tocca essere operati)

La grande maggioranza delle persone che si sdraia su un lettino da VISITA di un ortopedico, non è destinata a sdraiarsi anche su un lettino CHIRURGICO.

Questo perchè buona parte delle problematiche possono essere risolte anche senza chirurgia, ovvero tramite rieducazione e magari qualche aiuto farmacologico locale per migliorare il dolore ed accelerare la guarigione.

Quando si parla di farmaci, c’è sempre la fetta di persone che inorridisce perchè “io sono contrario / sono solo palliativi / fanno male / le multinazionali… ecc. ecc..

Al netto di questo, il farmaco che è maggiormente utilizzato nell’ambito del dolore al ginocchio è sicuramente l’acido ialuronico, che negli anni si è notevolmente diffuso nella pratica clinica.

È vero però che nessun farmaco può fare qualcosa di indispensabile per migliorare la situazione a livello del ginocchio, soprattutto nel medio-lungo termine.

Sto parlando del potenziamento e della rieducazione muscolare.

Praticamente tutte le problematiche del ginocchio, indipendentemente dalla causa scatenante, traggono beneficio da un lavoro di rieducazione muscolare.

Qualche tempo fa ho fatto questo video sul mio canale YouTube (a proposito, iscriviti!) nel quale spiego come anche un solo esercizio possa essere utile nel migliorare qualsiasi tipo di dolore al ginocchio.

 

Se non sei così pigro e pensi di poter fare anche qualcosa di più di un singolo esercizio, allora ti consiglio sicuramente la mia guida sul dolore al ginocchio.

Per ora è una guida gratuita, quindi ti consiglio di approfittarne subito: lì troverai una serie di esercizi in progressione, che ti permetteranno di migliorare la “performance” dei tuoi muscoli e quindi delle tue ginocchia.

Clicca sull’immagine qui sotto!

 

Conclusione

Devo sicuramente ringraziare Edoardo Scaravella per la grande disponibilità nel rispondere alle mie questioni sulla chirurgia nel ginocchio.

Avevo proprio bisogno di sentire da un chirurgo uno “spaccato di quotidianità”, ed è stato davvero illuminante.

Spero che l’articolo ti sia stato utile: ora sai quando la chirurgia funziona e quando ci può essere un “ragionevole dubbio”.

Se ti interessa approfondire, puoi raggiungermi tramite la pagina contatti; se invece hai bisogno di un ortopedico per il tuo ginocchio, contatta il dr. Scaravella tramite il centro nel quale riceve a Piacenza.

Buon recupero!

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