Come si cura la CISTI DI BAKER senza INTERVENTO

La cisti di Baker è un problema molto comune del ginocchio.

Fa spesso la sua prima comparsa in individui che hanno dai 30-35 anni in su, e spesso non provoca alcun sintomo né fastidio: talvolta però può risultare abbastanza ingombrante da incidere sulla qualità della propria vita creando sintomi fastidiosi.

Che ti dia problemi o non te ne dia, sicuramente ti interesserà conoscere tutto quello che si può fare per migliorare il problema.

Se provi a curarti con il giusto approccio, scoprirai che la cisti di Baker è un problema perfettamente gestibile.

La cisti di Baker è, nella maggior parte dei casi, curabile senza un intervento chirurgico, e senza interventi invasivi.

Con una buona riabilitazione ed un buon piano di esercizi è infatti possibile creare le condizioni favorevoli per:

  • non avere sintomi
  • farla ridurre di volume
  • prevenire le recidive

Per completezza, parleremo anche delle soluzioni chirurgiche: come dicevo, servono ad una minoranza dei casi, ma a qualcuno servono.

Prima di vedere come si cura la cisti di Baker, però, è bene spiegare alcune cose sulla natura di questa problematica e comprendere che più che una causa, è una conseguenza.

Tra poco capirai tutto. Seguimi!

 

 

Cos’è la cisti di Baker

La cisti di Baker è un rigonfiamento della parte posteriore del ginocchio.

Tale gonfiore è dovuto alla creazione di una sacca di liquido, che si chiama liquido sinoviale.

Questa sacca di liquido non è altro che il rigonfiarsi della capsula articolare, una struttura di tessuto connettivo che avvolge e protegge il ginocchio.

La funzione del liquido sinoviale è quella di lubrificare tutte le componenti dell’articolazione e proteggerle dall’usura e garantirne il pieno funzionamento.

Quando il ginocchio subisce una qualche lesione, per esempio ai menischi, o semplicemente queste componenti iniziano a usurarsi, la produzione di liquido sinoviale aumenta per compensare il cattivo funzionamento della struttura articolare.

Con l’aumento del liquido sinoviale, il ginocchio inizia a gonfiarsi e la capsula articolare “cede” piano piano.

Quando il gonfiore diventa eccessivo, il liquido in eccesso si accumula nella sacca formando la cisti di Baker.

Attenzione: il processo non è repentino, anzi, è graduale e dovuto più alla sollecitazione costante di un’articolazione già danneggiata che a un evento scatenante.

Ecco che si è formata la cisti di Baker, che quindi è molto più una CONSEGUENZA che una CAUSA di problemi.

 

 

Che sintomi presenta una cisti di Baker problematica

Come ti ho appena accennato, la cisti di Baker è presente quando ci sono danni alle strutture del ginocchio, o quando il ginocchio non lavora bene.

Per questa ragione, è possibile che siano altre strutture a causarti dolore, e non la cisti in sé.

A livello del ginocchio non è mai possibile stabilire esattamente quale sia la sorgente del dolore: la buona notizia è che in fondo questo non ti interessa così tanto, in quanto la “cura muscolare” (che vedremo) segue sempre gli stessi princìpi.

Tuttavia, questo non vuol dire che la cisti di Baker non sia mai dolorosa: l’ingombro stesso dovuto alla sua presenza in alcuni casi fa male.

In questi casi, sentirai dolore nella parte posteriore del ginocchio e in particolare quando lo pieghi, perché vai a comprimere direttamente la cisti.

 

 

Il vero problema non è la cisti (o meglio, non sempre)

Di per sé, la cisti di Baker è spesso asintomatica e non porta particolari complicazioni, se escludiamo le eventualità che ho accennato poco fa, ovvero l’eccessivo ingombro.

Il vero problema, come dicevo, è da ricercare in ciò che ha causato la formazione della cisti.

Tra le più frequenti posso citare:

In generale, tutto quello che fa perdere stabilità al ginocchio e può causare infiammazione è potenzialmente responsabile della tua cisti di Baker.

Perciò, non è detto che concentrarsi sulla cisti sia la strada migliore da seguire.

Spesso una riabilitazione atta a rieducare l’intera articolazione può dare ottimi risultati, e rendere non necessario un intervento chirurgico.

 

 

Come si cura la cisti di Baker

Abbiamo detto che la cisti di Baker è una sacca contenente liquido sinoviale che viene prodotto a seguito dell’uso anomalo di un ginocchio che non funziona bene.

La soluzione è presto detta: bisogna fare in modo che la cisti non venga riempita con ulteriore liquido, in modo tale che la pressione all’interno del ginocchio, e con essa il gonfiore, non aumenti.

Per ottenere questo risultato, il ginocchio deve essere supportato da una muscolatura stabile e robusta.

Da qui nasce la soluzione riabilitativa, nonché alternativa all’intervento, che ti permette di agire in tempo sul problema e di contenerlo in futuro.

Con una buona muscolatura a supporto del tuo ginocchio, gli garantirai il massimo della funzionalità possibile: in una buona maggioranza dei casi, questo è sufficiente a contenere i sintomi e a lasciare ad altri il posto sul tavolo chirurgico.

Possiamo dividere la riabilitazione in 3 fasi: vediamole insieme. Non è detto che tu debba attraversarle tutte.

 

PS: i suggerimenti e gli esercizi che vedrai sono presi dal mio video corso “Rimetti in sesto il tuo ginocchio”, che ho realizzato in collaborazione con i ragazzi di Fisiosocial.

Se ti interessa approfondire ed avere un programma COMPLETO, MIRATO e PERSONALIZZATO, “Rimetti in sesto il tuo ginocchio” è il prodotto che fa per te.

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Riabilitazione e cura della cisti di Baker: fase 1

La fase 1 è quella del dolore acuto: non è detto che tu ce l’abbia in questo momento, e non è detto che si presenti mai.

In questa fase, il dolore è molto acuto e il gonfiore molto accentuato.

Se hai problemi a camminare e l’infiammazione è forte, è inutile sforzarsi di farlo e rischiare di ingrossare ulteriormente la cisti.

In questo momento devi solo riposare e prenderti cura dell’infiammazione cercando di alleviarla con del ghiaccio e cerotti antinfiammatori.

Ti accorgerai che la fase acuta sarà ormai alle spalle quando non sentirai più tanto dolore quando cammini e il gonfiore sarà rientrato, così come il bruciore.

 

Riabilitazione e cura della cisti di Baker: fase 2

In tutte le articolazioni del corpo umano, e il ginocchio non fa eccezione, laddove ci sono dei muscoli che lavorano bene c’è meno probabilità di sviluppare infiammazioni.

In questa seconda fase, quindi, andremo a rinforzare la muscolatura per sostenere meglio l’articolazione.

Inoltre, risulta spesso utile rendere più flessibili i muscoli con degli esercizi di stretching.

Se i muscoli sono meno contratti, si ridurranno le forze di compressione che caricano il ginocchio.

Per iniziare ad esercitare il tuo ginocchio, puoi usare la semplice procedura che descrivo in questo video.

 

Riabilitazione e cura della cisti di Baker: fase 3

In concomitanza con la fase 2, oppure quando avrai la sicurezza di avere un ginocchio più forte e stabile, puoi iniziare l’ultimo passaggio della tua riabilitazione, ovvero una graduale ripresa delle tue attività.

Che si tratti di attività sportiva o meno, l’importante è ricominciare a praticarla a piccoli passi.

Più dolce sarà la ripresa, meglio si abituerà il ginocchio a quello che diventerà il suo lavoro abituale.

Ricorda: qualsiasi siano le tue attività (anche soltanto fare le scale) devi sempre usare cautela e gradualità.

 

 

Intervento chirurgico: qualche premessa

A seconda dell’entità del problema che ha scatenato la cisti di Baker, ricorrere alla chirurgia potrebbe essere necessario.

Per esempio, potresti avere una lesione molto profonda al menisco o aver subito un trauma che ha danneggiato una delle delicate componenti di questa articolazione.

In questi casi, il chirurgo procederà alla rimozione della cisti di Baker e, in presenza di lesioni o traumi, interverrà anche su di essi nel modo più opportuno.

Questa eventualità, tuttavia, pone un altro problema: se il ginocchio non è stato rinforzato a dovere, la ripresa dall’intervento sarà più lunga.

Al contrario, seguire un percorso di riabilitazione prima di arrivare all’operazione, porta con sé più di un beneficio:

  • potresti scongiurare del tutto l’intervento: non è raro che con l’esercizio, il tuo ginocchio torni a essere efficiente senza la necessità di entrare in sala operatoria;
  • potresti ridimensionare la sua portata: tenendo presente che la cisti di Baker è una conseguenza, più che una causa, l’intervento potrebbe riguardare più componenti del ginocchio e comportare modifiche sostanziali alla meccanica dell’articolazione, ma con dei muscoli allenati a fare da supporto, potresti superare agevolmente questo ostacolo;
  • avresti una ripresa più veloce: ovviamente, più i muscoli sono forti, più è stabile l’articolazione, che è ciò che serve per condurre tutte le proprie attività motorie.

Anche in caso di intervento, dunque, l’esercizio riabilitativo resta l’approccio migliore.

 

 

Conclusione

Come hai visto nell’articolo, la cisti di Baker è molto più una CONSEGUENZA che non una CAUSA di problemi.

Si tratta comunque di una situazione che nella maggior parte dei casi si riesce ad arginare senza interventi invasivi, e che rimane compatibile con la maggior parte delle attività.

Segui i consigli e gli esercizi di questo articolo, e ben presto sentirai i benefici.

Se ti interessa approfondire con un programma completo, mirato e personalizzabile, ti invito ancora a provare il mio video corso “Rimetti in sesto il tuo ginocchio”.

Al suo interno troverai una serie di procedure e test che ti “consegneranno” il piano riabilitativo più adatto alle tue caratteristiche.

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Marcello Chiapponi

Ciao, sono Marcello Chiapponi, fisioterapista e personal trainer, responsabile del sito.

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