Muscolo DIAFRAMMA: cosa succede quando è “BLOCCATO” (+ ESERCIZI per “sbloccarlo”)

Se c’è un qualcuno che può essere considerato il “re dei muscoli ”, questo è sicuramente il DIAFRAMMA.

Il motivo può anche essere piuttosto semplice: il diaframma è il principale muscolo respiratorio, e se non respiriamo…cessiamo di esistere!

In realtà ci sono tanti altri motivi per cui il diaframma può essere considerato un muscolo assolutamente speciale; talmente speciale che se viene “potenziato” è in grado di migliorare tantissime funzioni, come ad esempio:

  •  può ridurre gli stati di ansia e stress
  •  può aumentare l’energia ed il benessere generale
  •  incide tantissimo sulla POSTURA e sulla quantità di tensione muscolare che accumuliamo
  •  ha effetti importanti sul sistema metabolico e digestivo

Tutto questo basta per volerne sapere di più sul diaframma e su come “rimetterlo in forma”?

Direi proprio di si: i benefici che si possono avere da un buon “allenamento diaframmatico” sono davvero tanti, e si possono migliorare molte problematiche (vedremo quali).

Così come un diaframma che funziona meglio può portare una serie di benefici, quando inizia a fare i “capricci” possono sorgere una serie di problemi, a volte anche parecchio frustranti.

In questo articolo ti aiuterò a scoprire:

  •  cos’è il diaframma e perchè è così importante
  •  in quali circostanze si può “bloccare” e cosa succede quando questo avviene
  •  una serie di esercizi e tecniche per “sbloccarlo”, ed avere benefici a vari livelli

Ok, non ci resta che iniziare!

 

PS le indicazioni che trovi nell’articolo possono essere integrate dalla mia video guida “La Postura Non Basta”.

Grazie ad una serie di TEST, la guida ti dirà con precisione cosa fare per migliorare la tua postura ed il tuo stato di benessere generale, che spesso è “minato” dall’accumulo di stress psicofisico.

Scopri la guida cliccando sull’immagine qui sotto!


Indice dell’articolo: tutto ciò che devi sapere sul diaframma

Cos’è il diaframma e perchè può essere considerato il muscolo più importante

Perchè il tuo diaframma può “bloccarsi”

Le connessioni del diaframma e i problemi associati

I sintomi: come ti accorgi che il tuo diaframma è “bloccato”

Cosa puoi fare per migliorare il tuo diaframma

Quali benefici aspettarti (e quando)


Cos’è il diaframma e perchè può essere considerato il muscolo più importante

Il diaframma è un muscolo che “taglia” in due la colonna vertebrale.

È una sorta di “cupola” attaccata alle coste (che in genere chiamiamo “costole”) e alle vertebre.

Sopra il diaframma ci sono i polmoni ed il cuore, sotto lo stomaco, il fegato e tutti i visceri: già dalla localizzazione anatomica si capisce che parliamo di qualcosa di parecchio importante.

Al centro del diaframma c’è un enorme tendine: si tratta del “punto di appoggio” grazie al quale il diaframma esercita la sua azione.

Il diaframma è caratterizzato da tre importanti “buchi”, ovvero aperture che servono a far passare dei “tubi” che arrivano dall’alto.

Questi “tubi” sono niente poco di meno che:

  •  l’aorta addominale, la principale arteria dell’addome
  • la vena cava, l’omologa del sistema venoso
  •  l’esofago, li canale che porta allo stomaco

Anche qui, strutture di grande importanza per il nostro organismo.

 

A cosa serve il diaframma

Il diaframma è il principale muscolo respiratorio: se smettesse di funzionare improvvisamente (come a volte capita nelle importanti lesioni cervicali da trauma) moriremmo soffocati.

Quando si contrae, il diaframma si abbassa comprimendo i visceri (ecco perchè si “gonfia la pancia” durante la respirazione diaframmatica): questo provoca un aumento del diametro laterale della gabbia toracica, ed il conseguente riempirsi dei polmoni.

Durante la espirazione, il diaframma si rilassa e si “alza”.

Per poter fare tutto questo, il diaframma sfrutta un importante “punto di ancoraggio”, ovvero la colonna vertebrale.

Ecco perchè è importante considerare sempre il diaframma quando si parla di problemi cervicali o lombari: se il diaframma inizia a non funzionare bene (tra poco vediamo come questo sia possibile), coinvolgerà inevitabilmente anche le strutture vertebrali.

 

 

Perchè il tuo diaframma può “bloccarsi” (in senso metaforico, si spera)

una delle prime reazioni nei momenti di nervosismo è quella di trattenere il fiato

 

Su questo chiariamoci subito: quando un fisioterapista o figura analoga parla di diaframma “bloccato”, non intende una vera e propria assenza di movimento, che come puoi immaginare non è possibile, se non quando si è defunti.

Per diaframma “bloccato”, si intendono situazioni come:

  •  molta difficoltà ad utilizzarlo bene (risulta difficile “gonfiare la pancia”)
  •  difficoltà a fare respiri profondi
  •  muscolo dolente o “intoccabile” quando si cerca di palparlo sotto alle costole

Tutte queste situazioni indicano che il diaframma è in generica “difficoltà”, ovvero non sta funzionando al 100%.

Quando questo avviene, ci possono essere una serie di conseguenze a vari livelli (tra poco le vedremo).

Quello che mi preme ora è: come mai il diaframma può andare in difficoltà?

Perchè il “re dei muscoli” ad un certo punto può iniziare a fare le bizze?

Fondamentalmente, ci sono tre tipi di cause.

 

#1 Cause “nervose”: il diaframma è il muscolo più emotivo di tutti

Qual è la prima cosa che facciamo quando ci spaventiamo, ovvero quando abbiamo un momento di ansia e paura improvviso?

Semplice: facciamo una improvvisa inspirazione e sobbalziamo.

Questo perchè la respirazione è in assoluto la prima “vittima” degli stati di ansia e stress: maggiore è lo stato di stress, più la respirazione si fa veloce e superficiale.

Il diaframma risente tantissimo di questa situazione, dato che è il muscolo deputato alla respirazione normale e controllata.

Se sei in uno stato di perenne agitazione, ansia o stress, stai certo che il tuo diaframma ne sta pagando le conseguenze.

 

#2 Cause “metaboliche”: tutto bene con lo stomaco?

Il diaframma è a stretto contatto con molti visceri importanti: polmoni, fegato, cuore, stomaco…

Proprio quest’ultimo può essere a volte causa di uno stato di contrattura costante del diaframma, soprattutto quando si presenta solo sul lato sinistro.

Lo stomaco è un organo piuttosto delicato, che possiamo “irritare” facilmente con l’alimentazione o con lo stress nervoso (ancora).

Se lo stomaco è il tuo “punto debole”, per tue caratteristiche (ernia iatale, ad esempio) o a causa del tuo stile di vita, di sicuro il tuo diaframma non sarà al “top della forma”.

 

#3 Cause “meccaniche”: sempre seduto con le spalle in avanti?

Una buona fetta di popolazione passa una buona fetta della sua giornata in posizione seduta , spesso sempre piegata in avanti.

I momenti per fare dei “bei respiri a pieni polmoni” sono decisamente meno rispetto ai momenti di “accartocciamento” sulla scrivania.

Ovviamente il diaframma non può trarre beneficio da questa situazione, anzi: più ci “chiudiamo” e più lui tende a “chiudersi” insieme a noi.

Anche il lavoro che si fa e le posizioni che si tengono durante la giornata possono quindi incidere sullo “stato di salute” del diaframma.

 

 

Le tante connessioni del muscolo diaframma, ed i possibili problemi associati

Abbiamo visto poco fa come il diaframma abbia un numero impressionante di collegamenti con vari sistemi: il sistema circolatorio, il sistema digestivo….

Abbiamo poi visto i motivi per cui il nostro diaframma può ritrovarsi in uno stato di “blocco”, o meglio in uno stato di “difficoltà”.

A questo punto ci rimane da capire cosa può succedere quando il diaframma non funziona bene.

Leggi con attenzione i prossimi paragrafi: ti aiuteranno a capire perchè è così importante “allenare” il diaframma (con gli esercizi che vedremo tra poco).

Per capire cosa succede quando il diaframma non funziona bene, basta dare un’occhiata alla sua anatomia e al suo funzionamento.

 

Collegamento #1: il nervo vago

Al “mitico” Nervo Vago ho dedicato un dettagliato articolo.

In buona sostanza, ecco cosa devi sapere sul nervo vago:

  •  parte dal cranio, e decorre lungo la maggior parte dei visceri
  •  presiede ad una notevole quantità di funzioni metaboliche
  •  quando non funziona bene, le funzioni a cui è preposto “sballano” e si possono avvertire sintomi come nausea, stati di debolezza o svenimenti, e altri tipi di sintomi “neuro-vegetativi”

Il problema è che molti (pazienti e professionisti) caricano di troppe responsabilità il povero Nervo Vago, che alla fine è un “esecutore” di comandi che vengono dal cervello.

Nel suo lungo percorso nei visceri, il nervo vago contrae un rapporto particolarmente “stretto” con il diaframma, basta guardare l’immagine.

Se ne deduce che se il diaframma è molto contratto e poco funzionante, può interferire negativamente con le funzioni del Nervo Vago.

Questa cosa non la si può provare scientificamente, è una osservazione che si è fatta vedendo il miglioramento nelle funzioni del sistema nervoso dopo aver “allenato” il diaframma (ci sono diversi studi a supporto).

Ecco perchè in persone che soffrono di:

  •  sensazione di svenimento o di sbandamento
  •  mancanza di energie o eccessiva sonnolenza dopo i pasti
  •  disturbi della termoregolazione (sempre freddo o sempre caldo)

l’ allenamento diaframmatico è sicuramente qualcosa da provare, perchè ci possono essere grandi benefici.

 

Collegamento #2: lo stomaco

Il collegamento con lo stomaco è strettamente correlato al discorso fatto poco fa sul Nervo Vago, di cui lo stomaco è uno dei “bersagli” principali.

Il diaframma è di fatto “appoggiato” sullo stomaco: infatti poco fa abbiamo visto come uno stato di irritazione costante a livello dello stomaco possa far contrarre eccessivamente il diaframma.

È vero però anche il contrario!

Se il diaframma è eccessivamente contratto, la funzionalità dello stomaco ne risentirà negativamente, in quanto avrà una costante “pressione” che gli impedisce di espandersi correttamente.

Questo è il motivo per cui molte persone spesso avvertono un miglioramento della digestione dopo aver fatto “allenamento diaframmatico”.

 

Collegamento #3: colonna lombare, muscolo psoas e quadrato dei lombi

Le inserzioni del diaframma sulla colonna, chiamate “pilastri”, si intrecciano con quelle di altri importanti muscoli della colonna lombare.

Questi muscoli sono fondamentalmente lo psoas ed il quadrato dei lombi.

Se il diaframma si trova in uno stato di costante ed eccessiva contrattura (magari per stress emotivo o per ansia perenne) è frequente che lo psoas ed il quadrato dei lombi seguano lo stesso destino.

Quando lo psoas ed il quadrato dei lombi sono eccessivamente contratti, è frequente avvertire sintomi (dolore) a livello della colonna lombare, del bacino ed in generale nella zona dell’anca.

Ecco perchè la respirazione diaframmatica, ed in generale la rieducazione del diaframma, sono una parte importante nella cura dei disturbi della colonna vertebrale.

E non parlo solo della colonna lombare: guarda il prossimo collegamento!

 

Collegamento #4: postura, spalle e colonna cervicale

Chi utilizza poco il diaframma ha una respirazione “alta”, molto superficiale e frequente.

A livello “meccanico”, questo si traduce in un maggior utilizzo dei muscoli del collo, che non sarebbe necessario.

I muscoli cervicali dovrebbero intervenire nella respirazione solo in caso di “emergenza”: se invece la respirazione “superficiale” diventa un’abitudine, è chiaro che i muscoli si irrigidiranno cronicamente.

In più, se il diaframma è poco utilizzato (e quindi eccessivamente contratto), anche la mobilità delle spalle può risentirne: in genere si perde capacità di “aprirle” ed “elevarle” perchè alla contrattura del diaframma segue quella del piccolo pettorale, che porta le spalle in avanti.

In uno studio clinico, l’allenamento del diaframma da solo ha dimostrato di poter migliorare la mobilità cervicale e la flessibilità di alcuni muscoli posturali.

Sembra incredibile, no? Migliorare la mobilità del collo solo tramite il lavoro sul diaframma!

Ecco perchè il diaframma occupa una parte centrale della mia guida “Cervicale STOP!”

 

Collegamento #5: il sistema nervoso centrale e le emozioni

L’ultimo “collegamento” di cui parlo non è un vero e proprio collegamento anatomico: tuttavia, si tratta di qualcosa che è assolutamente noto e accertato da tempo.

Come dicevo prima, il diaframma è il più “emotivo” tra i muscoli: è in assoluto il primo a “fare le spese” di ogni stato di ansia o stress cui andiamo incontro.

E questo proprio per il grande collegamento tra il sistema nervoso centrale ed il diaframma.

Attenzione però: questo collegamento, come tutti i “collegamenti” del corpo umano, è a due sensi!

Più il tuo sistema nervoso è “carico”, più il tuo diaframma si contrae, ma anche il contrario!

Se il tuo diaframma è oramai eccessivamente contratto, questo aumenterà il tuo stato di “tensione e stress” anche quando non è assolutamente necessario.

Nell’articolo sulle possibili cause “fisiche” alla base dell’ansia, ho indicato proprio il diaframma come uno dei muscoli che può dare sintomi ansiosi anche quando la persona è tranquilla.

Motivo in più per far lavorare bene il diaframma: quando si rilassa questo importante muscolo, si rilassa anche il nostro cervello, come dimostrano parecchi studi.

 

 

I sintomi: come ti accorgi che il tuo diaframma è “bloccato” e non funziona bene

L’ultima cosa che ci rimane da fare prima di buttarci nella rieducazione del diaframma, è capire cosa succede in termini di sintomi quando questo importante muscolo non funziona bene.

Nei miei tanti anni di esperienza clinica fisioterapica ho potuto vedere chiaramente quali sintomi sono connessi alla eccessiva tensione e contrattura diaframmatica: sintomi che possono essere debellati quando il diaframma torna a funzionare bene.

Va fatta però una importante considerazione: molto spesso il diaframma è solo UNO dei tasselli del puzzle, e può non essere l’unico responsabile dei vari sintomi.

Se sei in uno stato di ansia cronica (per carattere o storia personale) , il lavoro sul diaframma ti potrà essere di grande aiuto, ma difficilmente risolverà ogni tuo problema e sintomo (sarebbe ridicolo pensarlo).

Fatta questa importante premessa, vediamo quali sono i “segnali” che il corpo ci lancia quando il diaframma inizia a “fare le bizze”.

 

Sintomo #1: respiro corto e superficiale

La respirazione diaframmatica è tipicamente una respirazione “di pancia”, lenta e profonda.

Se il diaframma non lavora bene, la respirazione si fa sempre più “alta” (più simile a quando ci manca l’aria) e sempre più frequente.

Spesso chi ha il diaframma molto “bloccato” ha il respiro corto, e fa molta più fatica del dovuto negli sforzi fisici anche banali, come ad esempio fare le scale.

A volte mi è capitato di vedere persone con il respiro talmente affannoso da non riuscire a completare una frase lunga senza dover prendere fiato

 

Sintomo #2: dolore in area scapolare

Negli anni ho visto come il dolore nell’area delle scapole, o di una delle due scapole, sia spesso legato alla tensione diaframmatica: ne ho infatti parlato nell’articolo sulla dorsalgia.

Capirlo non è stato difficile: molto spesso questo dolore lo si riesce ad evocare semplicemente chiedendo alla persona di inspirare e di espirare in profondità.

Il diaframma non è abituato a questa escursione e va in una sorta di “crampo”: questo “crampo” si manifesta proprio con un dolore in area scapolare.

Il dolore può essere più in zona diaframmatica, ovvero sotto alle scapole, ma in realtà ho visto che spessissimo anche il dolore TRA le scapole risponde bene alla rieducazione del diaframma.

 

Sintomo #3: gonfiori e difficoltà digestive

Questo è uno di quei sintomi che possono essere provocati da una marea di problemi diversi, sia a livello alimentare che a livello “nervoso”.

Tuttavia mi è capitato spesso di vedere persone che pur avendo fatto tutti i possibili tentativi “alimentari”, mantenessero un costante gonfiore a livello dello stomaco.

In queste persone c’è stata una ottima risposta al lavoro diaframmatico: evidentemente nel loro caso la forte tensione del diaframma impediva un buon movimento dello stomaco.

Non è detto che sia così per tutti, ma se soffri di gonfiori gastrici, c’è buona possibilità che gli esercizi che troverai qui sotto possano aiutarti.

 

Sintomo #4: tensione cervicale e alle spalle

Marcello Chiapponi indica la cervicale

Lo abbiamo visto prima: più la respirazione è alta e superficiale, più si irrigidiscono i muscoli cervicali e delle spalle.

Di conseguenza, questo cronico irrigidimento si può trasformare in dolore e sensazione di tensione.

In questo caso ciò che si avverte è tipicamente una tensione diffusa della muscolatura cervicale, che NON cambia più di tanto con il movimento.

Il collo è “impastato”, anche se tutto sommato si muove bene.

 

Sintomo #5: sensazione di ansia costante

Come dicevo prima, lo stato di ansia costante provoca irrigidimento del diaframma ma….è vero anche il contrario!

Se per “x” motivi (tra quelli che abbiamo visto sopra) il tuo diaframma è oramai cronicamente contratto, questo può aumentare significativamente il tuo stato di tensione e agitazione, anche quando sei a riposo.

A volte mi è capitato di avere questa sensazione di ansia e respiro corto, senza motivo apparente.

In realtà il motivo c’era eccome: riflettendo sulla cosa, episodi come questi succedevano sempre quando il giorno stesso o il giorno prima avevo fatto molto lavoro sul diaframma, magari per provare qualche esercizio.

L’eccessiva ed improvvisa stimolazione lasciano, come per tutti i muscoli, il classico “indolenzimento post attività”: nel caso del diaframma, non si tratta di un vero e proprio dolore, ma di una sensazione di “ansia” (del tutto slegata dallo stato emotivo).

 

Sintomo #6: dolori intercostali o sternali

Il diaframma si attacca solidamente alle costole e allo sterno, ed è responsabile della maggior parte dei loro movimenti.

Quando il diaframma è eccessivamente contratto, è logico quindi aspettarsi che queste aree possano diventare maggiormente sensibili e dolenti.

È quindi frequente riscontrare dolori intercostali o dolori sternali che migliorano tantissimo con una buona rieducazione diaframmatica.

 

Cosa puoi fare per migliorare il tuo diaframma

Ed eccoci arrivati al “dunque”, ovvero: cosa puoi fare per migliorare le “performance” del tuo diaframma?

Abbiamo capito cos’è il diaframma, a cosa serve e perchè si può “bloccare”; abbiamo poi visto alcune delle conseguenze e dei sintomi che si possono avvertire quando il nostro diaframma non è in piena forma.

Ora manca solo una cosa: un “piano d’azione” per portarlo nella miglior condizione possibile.

Per migliorare le condizioni del diaframma, l’unico modo è ALLENARLO.

Allenare il diaframma significa fare regolarmente vari esercizi che:

  •  insegnano ad usarlo meglio
  •  lo rinforzano
  •  lo “distendono

Ecco alcuni tra i miei esercizi preferiti per migliorare le funzionalità del diaframma.

 

Raccomandazione importante

Il diaframma è un muscolo MOLTO delicato, soprattutto nelle persone ad alta “carica emotiva”.

È un muscolo spesso molto contratto anche in chi non è particolarmente nervoso, ed il che ci invita ad una cosa: eseguire gli esercizi con estrema cautela, soprattutto le prime volte.

Non ci sono dei “rischi” o delle “controindicazioni”, ma come per tutti i muscoli, il diaframma risponde negativamente se viene sovra-sollecitato.

Nel caso del diaframma, la sovra-sollecitazione si può manifestare con mal di schiena, dolore costale, sensazione di ansia immotivata.

Nulla che non passi velocemente, ma invito a essere molto dolci, dato che il nostro scopo è migliorare il diaframma, non irritarlo.

 

Esercizio #1: la respirazione diaframmatica

Partiamo con il principale degli esercizi: ovvero la respirazione diaframmatica.

In questo esercizio tutto ciò che devi fare è semplicemente utilizzare il diaframma per respirare.

L’ideale è che questo esercizio arrivi ad essere assolutamente naturale per te, fin troppo semplice da eseguire.

 

Esercizio #2:svuotamento del torace

La nostra respirazione è spesso molto superficiale e frequente.

Questo porta il torace ad assumere costantemente una posizione di “blocco inspiratorio”.

Dato che vogliamo la massima funzionalità della nostra gabbia toracica, ecco un esercizio che può essere molto utile a rilassare le tensioni muscolari che si sono accumulate nel torace

Esercizio #3: postura allo sgabello

Esegui questo esercizio solo se hai preso confidenza con gli altri due.

Se hai difficoltà a gestire i precedenti due esercizi, continua soltanto con quelli fino a che non ti vengono naturali.

In questo esercizio sfruttiamo il forte impatto che il diaframma ha sulla postura: porterai la postura in “tensione” e da lì cercherai di attivare il diaframma.

Un esercizio molto utile anche in termini di miglioramento posturale e del benessere generale

Esercizio #4: distensione del diaframma sul fianco

Raccomando molta cautela in questo esercizio, perchè andiamo a creare un allungamento diretto di strutture che di solito non allunghiamo mai, e che di conseguenza sono spesso “contratte”.

Al netto di questo, si tratta di un esercizio molto bello, con un potenziale impatto anche sul mal di schiena.

Esercizio #5: allungamento dello psoas

Come abbiamo visto prima, il diaframma è in intima connessione con il muscolo ileo psoas, importante muscolo dell’anca e della schiena.

Questo forte collegamento è spesso alla base di diverse problematiche della colonna lombare, del bacino e della regione dell’anca.

Lo scopo di questo esercizio è di distendere lo psoas e contemporaneamente di attivare il diaframma, per un effetto congiunto su ambedue i muscoli.

Come utilizzare gli esercizi

Non esistono “schemi di allenamento” prefissati per questi esercizi: due volte a settimana, tre volte a settimana, tutti i giorni….sono tutte opzioni plausibili.

L’elemento più importante da tenere in considerazione è sicuramente il poter fare questo allenamento per almeno 4-8, meglio 12 settimane.

Il portare avanti un qualsiasi consiglio per diverse settimane ha un impatto sulla salute sicuramente maggiore rispetto a qualsiasi terapia o trattamento tu possa mai fare.

Se hai davvero poco tempo, fai un solo esercizio al giorno.

Se tutto sommato riesci a ricavarti almeno 10-15 minuti, prova a farne due al giorno, accoppiandoli come preferisci.

L’importante è che tu tutti i giorni faccia qualcosa, per aiutare il formarsi di una abitudine positiva.

Non c’è un momento della giornata al 100% preferenziale per gli esercizi, anche se personalmente l’impatto maggiore l’ho notato facendoli la mattina.

Farli la mattina, a conti fatti, presenta notevoli vantaggi, perchè gli effetti “riverberano” durante tutta la giornata: se puoi, non uscire di casa senza aver dato la “sveglia” al tuo diaframma.

 

Quali benefici aspettarti dal lavoro sul diaframma (e quando)

Ecco cosa si riesce a fare dopo 2, massimo 3 sessioni di allenamento del diaframma 😀

 

L’allenamento del diaframma “tocca da vicino” il sistema nervoso, che è il sistema più rapido in assoluto nel fornire risposte.

Di conseguenza, puoi aspettarti che “qualcosa cambi” già dalla prima sessione di esercizi: ovviamente non si può dire a priori cosa avvertirai, ma spesso e volentieri qualche differenza la si sente.

Persone con forti rigidità portate avanti nel tempo hanno bisogno di 1-2 settimane per accorgersi che “qualcosa è cambiato” nei loro sintomi e nel loro benessere generale.

I miglioramenti da aspettarsi sono principalmente:

  •  meno tensione e rigidità sul tratto cervicale
  •  sensazione di “respirare meglio” durante la giornata
  •  maggiore energia (grazie alla maggior ossigenazione)
  •  minore tensione nervosa e minor stato di ansia a riposo
  •  miglioramenti sulla digestione, meno gonfiori
  •  riduzione dei dolori in area scapolare ed in area lombare
  •  miglioramento delle prestazioni sportive
  •  minore rigidità generale e miglioramento della postura

Direi che con un solo muscolo, puoi “portare a casa” davvero tanti miglioramenti.

Non esiste un altro muscolo con così tanti potenziali effetti sulla nostra salute, quindi non sottovalutare la “potenza” del tuo diaframma!

 

Vuoi un piano di lavoro personalizzato per migliorare il tuo benessere generale e liberarti di molti sintomi cronici?

Prova la mia guida “La Postura Non Basta”!

22 risposte

  1. Dott. Chiapponi, persona affidabile e professionista serio; faccio questi esercizi 5 volte alla settimana e la postura
    è più giovane, cioè il petto e le spalle si allargano e si aprono. E’ il numero uno.

      1. Anche io sto facendo questi ed altri esercizi trovati sul tuo canale YouTube e ne sto trovando giovamento!
        Grazie mille,spero che un giorno si insegnino a scuola fin da piccoli!

    1. Articolo molto utile mi ritrovo in molte spiegazioni sui problemi che ho avuto e continuo ad avere. Spiego brevemente.. 2 anni fa circa dal nulla, stavo bene, non respirano piu bene , la respirazione era a metà.. e avevo affanno 24 ore su 24, tanto da non poter neanche camminare, una tortura. 1000 controlli, 2 ricoveri non non trovavo nulla a parte una gastrite. Iniziando a cercare vidi gli esercizi di respirazione diaframmatica, iniziai a farli e notai subito che non respiravo proprio per colpa del diaframma, come se quel giorno ebbi un campo fortissimo che poi si e cronicizzato. Iniziai a fare alcuni esercizi, dopo 1 anno ho iniziato a star meglio,.la respirazione è migliorata ma continuo ad avere oppressione, sottosternale e mal digestione oltre a qualche tensione zona gola e dolori lievi dolori al petto.

      Per alleviarmi le sofferenze sono costretto a prendere ansiolitici come miorilassanti.

      Nelle ultime 2 3 sett non mi sto sentendo tanto meglio, ho paura di una ricaduta.

      Cosa ne pensa della mia situazione?

      Aggiungo gli ultimi 3 esercizi che non ho mai fatto, ci sono per caso altri video che posso seguire?

      Grazie mille

      1. non è esattamente la situazione più comune che capiti di sentire. In ogni caso, sicuramente cercherei di portare al massimo la rieducazione del diaframma…

  2. Io mi trovo nella stessa identica situazione di Loren. Possibile che non ci sia una soluzione? Eppure sono convinta che dipenda tutto dal diaframma, dal momento che è collegato ad una serie infinita di cose. Eppure il dottor Chiapponi dice di non essersi mai trovato difronte ad una situazione del genere. Non riesco a capire allora. Grazie mille

    1. certamente, in assenza di patologie significative viene da pensare ad un problema muscolare al diaframma. È comunque inconsueto che il cervello decida di tenere il diaframma in “spasmo” perenne 24 ore su 24…

  3. Salve ho 43 hanni e da un anno esatto continuo ad avere crampi sotto le costole al livello del diaframma, ed è sempre lì pronto ad arrivare non appena faccio un movimento sbagliato.
    Ho fatto 3 sedute dall’osteopata ma niente. Si figuri che ho l’incubo di allacciati le scarpe da seduta xke rimango piegata a causa dei crampi Non capisco forse un’ernia iatale?

    1. Per verificare l’ernia iatale ci vorrebbe una gastroscopia. Partirei comunque con gli esercizi, fanno bene in ogni caso…

  4. Salve, dottore, sono arrivata a leggere questo articolo perché da un po’ di tempo mi capita di avere difficoltà a fare dei bei respiri profondi (a riempire d’aria la pancia, diciamo) e in aggiunta ho spesso un dolore al fianco destro, sotto il costato (non so se definirla zona lombare o dorsale perché è a metà tra le due) che peggiora se sto in piedi molto tempo o seduta molto tempo. Potrebbero essere due condizioni collegate, secondo lei?
    Grazie in anticipo.

  5. Buongiorno…le cose strane capitano tutte a me….un giorno ho riso cosi tanto che mi si è bloccato il diaframma…sarà che ho l’ addome gonfio da gastrite cronica ..da premenopausa ….helicobacter pylori …reflusso gastrici a volte …sta di fatto che avevo giramenti di testa.. ero bianca come una candela..dolori dalla cervicale in giù…battito accelerato…ecc.mi sono molto spaventata ho creduto di morire…e se andavo in ospedale dicendo che avevo il diaframma bloccato avrebbero potuto fare qualcosa e mi avrebbero creduto? Poi ho fatto meditazione e ho sentito a livello dell’ addome formicolio e vibrare tutto e poi sono stata meglio…cosa ne pensa?
    Saluti in gratitudine …Lorena .

    1. buongiorno Lorena. in pronto soccorso non avrebbero potuto fare molto. In generale, la rieducazione del diaframma è la cosa migliore che può fare.

  6. Buonasera, io vorrei un parere se è possibile, ho 26 anni e da tempo ho una fitta a livello dello sterno durante la respirazione che migliora un po’ se sto dritta, premetto che tendo a stare spesso ricurva in quanto ho anche un fastidioso gonfiore addominale che non accenna a diminuire e sono purtroppo anche molto ansiosa di carattere e questo sicuramente non aiuta. Sto facendo delle sedute dall’osteopata ma vorrei capire più nello specifico di cosa possa trattarsi. La ringrazio in anticipo.

    1. Ciao Elisa. In genere è un “semplice” sovraccarico dello sterno, dovuto al fatto che chi è molto curvo e molto ansioso va a sollecitare molto quella zona, dato che in genere respira male.

      La rieducazione del diaframma che trovi nell’articolo va benissimo: riporrei molte più speranze su quello che sull’osteopatia.

  7. Io ho un problema molto simile, da un anno circa ho difficoltà a fare lunghi respiri. Riesco solo se sfocia in uno sbadiglio (ma con difficoltà). Anche la digestione è lenta e sono spesso ansiosa (suppongo anche per via dell’Università), oltre al soffrire di cervicale. Ho iniziato oggi questi esercizi, spero mi aiutino a risolvere questo problema.

  8. Buongiorno dottore, ho 46 anni e da diverso tempo ho tutti i sintomi da lei descritti. A parte i dolori cervicali soffro di continue fastidiosissime contratture ai romboidi e ho grandi difficoltà digestive, anche dopo pasti leggeri. Per fortuna la gastroscopia ha escluso cause organiche rilevanti. Al risveglio la sensazione è sempre quella di avere stomaco ed intestino bloccati e dolenti e quando faccio la respirazione diaframmatica avverto anche dolore all’inizio… in fase di inspirazione anche una sensazione di dolore attorno alla trachea. Poi continuando a respirare migliora. Possibile che al risveglio il mio diaframma sia sempre così bloccato? Cque sto iniziando a fare gli esercizi da lei consigliati e spero di stare meglio. Grazie mille, Simone

  9. Dottor Chiapponi, ho 35 anni, storia personale piu’ che regolare, ahime’ ho sofferto il fiato corto alcune volte nell’ arco di questo mese (mai successo prima in vita mia), ho fatto l’elettro cardiogramma, radiografia ai polmoni, spirometria, tutto in ordine. Credo di aver capito cosa ci sia stato alla base del mio “problema” , stress psico fisico al lavoro, otto e passa ore di ufficio seduto sicuramente non nel migliore die modi, inoltre ero completamente ignaro della respirazione diaframmatica…sto praticando da 3 giorni il primo ed il secondo esercizio e posso dirle che sto gia’ meglio, vuoi sopratutto perche’ ristabilisco quando voglio il respiro ideale, vuoi perche’ magari l’effetto placebo fa un po’ la sua parte (forse, e se si in minima parte). Grazie mille!

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Marcello Chiapponi

Ciao, sono Marcello Chiapponi, fisioterapista e personal trainer, responsabile del sito.

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