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Guida completa alla periartrite di spalla

Come sconfiggere la periartrite scapolo omerale in 3 semplici passi

In questo articolo vedremo come risolvere un problema che può essere fonte di sintomi e dolori molto fastidiosi: sto parlando della periartrite scapolo omerale.

Periartrite scapolo omerale è un termine generico per indicare l’infiammazione dei tendini della spalla, situazione che si accompagna spesso a dolore notturno e a difficoltà nel muovere il braccio, a volte anche con movimenti semplici (ad esempio mettersi la giacca).

Andremo a vedere cosa significa avere la periartrite scapolo omerale e cosa la causa (per evitare di ricaderci una volta risolta).

Ovviamente, vedremo una strategia efficace per migliorare e risolvere il problema.

Questa strategia è parte della mia guida completa al dolore di spalla, ed è stata testata su centinaia di persone in uno studio dell’università di Sheffield.

Ok, iniziamo!


Indice dell’articolo

Cos’è la periartrite scapolo omerale

Che sintomi provoca

Cosa te l’ha causata

Come si fa la diagnosi

Gli esercizi mirati: la terapia più efficace in 3 passi

Una guida completa per il dolore alla spalla

Altre terapie

Conclusione


Cos’è la periartrite scapolo omerale

Il termine periartrite scapolo omerale lo puoi tradurre così:

  • infiammazione (-ite)
  • di strutture intorno all’articolazione (peri-articolari)
  • a livello della spalla (articolazione scapolo-omerale)

Tradotto in parole povere, è un termine generico per indicare che si è infiammato qualcosa a livello della spalla, e che questo qualcosa non è l’osso e non è dentro l’articolazione.

In pratica, quando si parla di periartrite si parla di infiammazione dei tendini, più precisamente dei tendini della cuffia dei rotatori.

La cuffia dei rotatori è una serie di muscoli che avvolgono la testa dell’omero, appunto come fossero una cuffia.

 

I tendini sono le parti finali dei muscoli, dove questi si attaccano all’osso, in questo caso l’omero.

 

 

I muscoli della cuffia dei rotatori svolgono un ruolo molto importante: mantengono stabile la spalla mentre il braccio effettua i complessi movimenti che è in grado di fare.

La spalla è infatti l’articolazione più mobile di tutte: serve quindi una serie di muscoli che mantengano la spalla stabile quando solleviamo il braccio oltre la linea dell’orizzonte.

I tendini della cuffia dei rotatori sono piccoli e svolgono un ruolo cruciale: è per questo che sono così facilmente soggetti a sovraccarico ed infiammazione.

Si parla quindi di periartrite scapolo omerale quando si ha infiammazione dei tendini della cuffia dei rotatori, e tipicamente questo avviene per i muscoli:

  • sovraspinato (o sovraspinoso)
  • sottospinato (o sottospinoso)
  • sottoscapolare
  • capo lungo del bicipite

 

Solo infiammazione o anche lesione e/o usura?

In genere si parla di periartrite scapolo omerale quando la persona non ha ancora effettuato esami strumentali come l’ecografia o la più precisa risonanza.

Dopo un esame strumentale in genere si hanno diagnosi e termini più precisi, perchè si vedono le strutture più sofferenti.

Con gli esami strumentali si può infatti vedere che i tendini della cuffia dei rotatori non sono solo infiammati, ma magari presentano delle piccole o medie lesioni, spesso frutto dell’usura.

Non preoccuparti: queste lesioni sono molto comuni, e nei prossimi paragrafi scoprirai che non sono così pericolose.

Il dolore è comunque causato dall’infiammazione, anche se è presente una piccola o media lesione del tendine.

Bene, ora sappiamo che periartrite scapolo omerale = infiammazione dei tendini della cuffia dei rotatori.

Quali sono i problemi ed i sintomi che emergono in questa situazione?

Vediamolo subito!

 

Che sintomi provoca la periartrite scapolo omerale

Fortunatamente quando si parla di spalla il capitolo “sintomi” è molto meno complesso di quando devo parlare dei sintomi del disturbo cervicale.

In caso di periatrite scapolo omerale i sintomi principali sono infatti solo due:

  • il dolore
  • la limitazione del movimento, che peraltro è provocata dal dolore

Il dolore dovuto all’infiammazione dei tendini compare tipicamente:

  • di notte
  • nei movimenti di rotazione (mettersi la giacca, pettinarsi, allacciarsi il reggiseno…)
  • nei movimenti di elevazione, cioè quando il braccio è più alto della linea dell’orizzonte

Tipicamente la periartrite ha una fase acuta, della durata di 15-20 giorni, in cui il dolore può comparire anche a riposo.

Successivamente il dolore a riposo tende a calare, ma rimane quello legato ai movimenti citati prima.

La fase “cronica” ha una durata purtroppo molto imprevedibile: il dolore può risolversi spontaneamente in un tempo che va da 1 a 6 mesi, oppure cronicizzarsi e rimanere fino a che non si fa qualcosa.

 

Cosa ti ha causato la periartrite scapolo omerale

Parlare di cause della periartrite è tutto sommato un bel problema.

Questo perchè l’infiammazione dei tendini della cuffia dei rotatori può colpire allo stesso modo:

  • il sollevatore di pesi
  • l’impiegato d’ufficio
  • la casalinga
  • chiunque altro

In realtà, i meccanismi alla base del problema sono simili anche in casi così diversi.

Si tratta infatti di forme diverse di sovraccarico, che alla fine è la vera causa del problema.

Lo sportivo ha probabilmente una spalla in ottime condizioni, ma la sottopone ad un sovraccarico con la sua attività.

Le persone non sportive possono non avere grandi sovraccarichi (fanno attività normali), ma il problema è che….la loro spalla spesso non è in buona forma!

Molte persone hanno infatti l’articolazione della spalla molto rigida, con una limitazione della normale mobilità che può arrivare anche al 30%.

Questa rigidità può essere dovuta a 3 fattori:

  • genetici
  • poco movimento
  • rigidità del tratto cervicale

Il forte rapporto tra articolazione della spalla e vertebre cervicali è probabilmente la principale causa di periartrite scapolo omerale in persone non sportive.

Senza alcuni muscoli cervicali, il braccio non si alzerebbe oltre i 90 gradi.

Come si fa la diagnosi e che approfondimenti si possono fare

La diagnosi di periartrite scapolo omerale è innanzitutto clinica: grazie ad una serie di test, il clinico può individuare che sono i tendini della spalla ad essere la fonte del dolore.

Alcuni test vorrebbero addirittura identificare con precisione il tendine più responsabile, ma la loro affidabilità è messa in discussione da molti studi.

Una volta che ha esaminato il paziente, il medico può decidere di approfondire con qualche indagine strumentale.

A volte è il paziente stesso che se le auto-prescrive: oggi come oggi, una ecografia in un centro privato ha lo stesso costo del ticket sanitario.

E qui cominciano i guai.

Questi “guai” si riassumono in due domande:

  • quali esami sono più affidabili?
  • gli esami servono davvero?

 

#1 Quali esami sono più affidabili?

Nel 90% dei casi l’esame strumentale più utilizzato è l’ecografia: rapido, economico e ad oggi spesso auto-prescrivibile.

Sebbene appaia un modo semplice per capire “cos’è che ti fa male”, l’ecografia ha diversi limiti:

  • è fortemente dipendente dall’operatore
  • ha una risoluzione limitata
  • la qualità dell’apparecchio cambia la qualità dell’immagine

Non è per nulla raro vedere quadri di ecografie essere assolutamente “sconfessati” dalla più precisa risonanza magnetica.

La risonanza magnetica è quindi l’esame più preciso che si possa fare per accertarsi dello stato dei tendini, ma……

 

#2 Gli esami servono davvero?

In uno schema ideale, ci aspetteremmo che:

 

  • persone con dolore alla spalla = problemi visibili nella risonanza magnetica
  • persone SENZA dolore alla spalla = nessun problema
  • persone che avevano dolore e ora non ce l’hanno più = problema migliorato nella risonanza

 

La realtà, confermata da innumerevoli studi, ti dice invece che:

 

  • persone con dolore alla spalla = problemi visibili nella risonanza
  • persone SENZA dolore alla spalla = problemi visibili nella risonanza, nelle stesse percentuali di chi ha dolore
  • persone che avevano dolore e ora non ce l’hanno più = risonanza che mostra gli stessi problemi di quando avevano dolore

 

Non male eh?

Sembra paradossale, ma la realtà è questa: non c’è nessuna relazione tra problemi visibili nella risonanza e dolore che avverte la persona.

Una altissima percentuale di persone sopra i 30 anni presenta piccole o medie lesioni tendinee del tutto asintomatiche.

Verrebbe quindi da chiedersi: questi esami servono davvero, visto che i “sani” ed i “malati” presentano gli stessi quadri?

L’interpretazione che devi dare a questi dati è: non bisogna andare in panico di fronte al referto di un esame strumentale.

Gli esami strumentali sono utili ed in molti casi indispensabili, ma non devono rappresentare una “condanna”.

 

Gli esercizi mirati: la terapia più efficace in 3 passi

Ok, giunti a questo punto dovresti aver capito a grandi linee le caratteristiche fondamentali del problema “periartrite”, le sue manifestazioni e i molti punti di domanda che possono sorgere sul capitolo “diagnosi”.

Detto questo, ora manca la parte più importante: come facciamo a risolvere il problema?

Come per ogni problema muscolo scheletrico, le “proposte terapeutiche” sono davvero tantissime.

Le più comuni sono:

  • terapie fisiche (laser, tecar, ultrasuoni)
  • infiltrazioni di farmaci anti infiammatori
  • interventi chirurgici
  • ginnastica riabilitativa

Dati alla mano, secondo una importante revisione di studi dell’università di Sheffield, l’ultima opzione risulta essere la più efficace nel medio-lungo periodo.

Alcuni studi assegnano agli esercizi riabilitativi una efficacia addirittura maggiore rispetto all’intervento chirurgico.

Letteratura scientifica a parte, gli esercizi rieducativi sono una ottima soluzione, perché vanno alla radice del problema.

Solo grazie agli esercizi è infatti possibile irrobustire i tendini e ripristinare una buona dinamica del movimento.

I 3 esercizi che ti propongo sono presi da: “Dolore di spalla: la guida completa”, la mia guida sui problemi alla spalla.

Se ti interessa, scopri la DEMO GRATUITA della mia GUIDA COMPLETA SULLA SPALLA cliccando sull’immagine qui sotto: in questo articolo troverai esercizi “standard”, ma grazie alla guida potrai crearti un piano personalizzato, con esercizi adatti al tuo caso e alle tue abilità motorie.

 

Passo #1: l’esercizio “magico”

Nell’ambito dello stesso studio, l’università di Sheffield ha provato quali differenze ci fossero tra un approccio fisioterapico “completo” ed un approccio “domestico”.

Nell’approccio “completo” il paziente andava dal fisioterapista più volte a settimana, facendo manipolazioni, massaggi, laser e movimenti specifici.

I pazienti “domestici” eseguivano invece UN solo esercizio tutti i giorni, scelto con la procedura che trovi illustrata nel video qui sotto (tratto dal mio canale YouTube, iscriviti!)

I risultati dello studio? Perfettamente sovrapponibili.

Insomma, non è necessaria la ultra-tecnologia per dare sollievo ai tendini.

Passo #2: allungamento del pettorale

Uno degli squilibri muscolari più comuni che portano la spalla ad infiammarsi è l’eccessiva tensione del muscolo pettorale, tipico della postura “spalle in avanti”.

Ecco un efficacissimo esercizio per ridurre la tensione del muscolo piccolo pettorale.

Passo #3: rinforzo della cuffia

Gli esercizi di rinforzo possono essere un po’ contro-intuitivi, perché vanno a sollecitare proprio i tendini più infiammati.

In realtà, tutti gli studi dicono che una sollecitazione mirata e scientifica sul tendine sia l’approccio migliore ai disturbi dei tendini.

Ecco quindi il più famoso esercizio di rinforzo della cuffia dei rotatori.

Quando e quanto fare gli esercizi

Nei singoli video illustro tempi e ripetizioni “standard” per ogni esercizio.

Il consiglio è quello di ripetere gli esercizi tutti i giorni, ed i motivi sono molto semplici:

  • fare esercizio tutti i giorni aiuta a formare un’abitudine
  • la formazione di una abitudine positiva è ciò che fa la vera differenza in termini di efficacia della terapia

Non c’è un momento della giornata preferenziale nel quale eseguire gli esercizi.

Il periodo minimo per capire se ti aiutano è di 15 giorni: visto che probabilmente la situazione migliorerà, puoi proseguire fino a raggiungere circa 12 settimane di lavoro.

 

Una guida completa per risolvere la periartrite scapolo omerale

Gli esercizi che hai visto precedentemente sono esercizi standard, pensati per una maggioranza di persone (a parte l’esercizio “magico”, che è personalizzabile).

Possono essere utili? Certo che si, a volte anche in tempi rapidissimi, come mi ha segnalato questo utente su YouTube.

 

 

Ancora più utile può essere avere tutti gli esercizi più adatti al tuo caso ed alle tue abilità motorie.

Se ti interessa, trovi tutto questo in “Dolore di spalla: la guida completa”, la mia video-guida sulla spalla dolorosa.

Grazie alle sue semplici procedure potrai trovare gli esercizi più adatti al tuo caso e al tuo problema.

Vedrai, poche cose semplici ma mirate possono fare la differenza anche nei casi più cronici.

Scopri la DEMO GRATUITA della mia GUIDA COMPLETA SULLA SPALLA, cliccando sull’immagine qui sotto!

 

Altre possibili terapie per la periartrite scapolo omerale

Gli esercizi riabilitativi non sono l’unica terapia possibile per l’infiammazione dei tendini della cuffia dei rotatori.

Secondo molti studi (e anche secondo la mia modesta opinione) sono l’approccio più produttivo, ma non è certo l’unico.

Altre terapie che sono comunemente utilizzate sono:

  • terapie fisiche
  • infiltrazioni di anti infiammatori
  • interventi chirurgici

 

Terapie fisiche

Come hai visto nella descrizione dell’ “esercizio magico”, alcuni studi hanno rilevato una efficacia sovrapponibile tra:

  • approccio con terapie strumentali e manipolazioni
  • riabilitazione con un solo esercizio a casa

Basterebbe questo a dire che le terapie fisiche come il laser, la tecar ecc.. non sono sicuramente indispensabili nel processo di guarigione.

Non sono indispensabili, ma sono almeno utili?

Purtroppo non abbiamo studi scientifici che ne abbiano realmente dimostrato l’efficacia, anche se sono ancora molto diffuse (in Italia non puoi avere un dolore senza che ti venga proposta una tecar).

È forse esagerato dire che siano uno spreco di tempo e denaro: di certo non possono essere un grande aiuto nel medio e lungo termine.

 

Infiltrazioni di anti infiammatori

Una procedura relativamente comune nella gestione del dolore alla spalla è l’infiltrazione diretta di anti infiammatori, tipicamente lidocaina o cortisone.

Questo approccio si rivela sicuramente efficace nel breve termine, ma nel medio-lungo termine ha diverse controindicazioni:

  • quando è finito l’effetto, la situazione può tornare come prima
  • mentre si è sotto effetto del farmaco, si corre il rischio di sovraccaricare la spalla
  • ripetute infiltrazioni di cortisone possono essere lesive per i tendini

Insomma, l’infiltrazione può essere un buon approccio per la gestione immediata del dolore, ma va coadiuvato con la rieducazione mirata.

 

Interventi chirurgici

Talvolta la degenerazione dei tendini è tale che nessuna terapia riesce a contenere il dolore.

A volte si assiste anche ad una vera e propria rottura dei tendini, con conseguenti forti limitazioni nei movimenti del braccio.

In questo caso l’ortopedico può propendere per un intervento chirurgico, con il quale vengono riparate e le strutture danneggiate.

Naturalmente si tratta di casi molto selezionati: la maggior parte delle persone non necessita di un intervento chirurgico per migliorare il suo dolore alla spalla.

 

Conclusione

La periartrite scapolo omerale, che abbiamo visto essere alla fin fine una infiammazione dei tendini della spalla, è un problema con un esito positivo nella maggior parte dei casi.

Occorre sicuramente un minimo di impegno nel rinforzare adeguatamente le proprie strutture, ma il gioco vale la candela.

PS: quando avevo 20 anni ero un vero fanatico dell’allenamento in palestra: forse anche troppo, dato che sono andato incontro ad una doppia periartrite (in entrambe le spalle contemporaneamente!).

Ho inutilmente sospeso gli allenamenti per mesi, applicando il poco produttivo approccio “wait and see” (aspetta e vedi, o meglio aspetta e spera).

Ero arrivato ad un livello di dolore davvero elevato: faticavo a prendere qualcosa su uno scaffale alto.

Ebbene, soltanto quando ho ripreso gli allenamenti e applicato gli esercizi riabilitativi il dolore ha iniziato a scemare.

Oggi, 17 anni dopo, mobilito molti più carichi rispetto ad allora: addirittura ho imparato a fare la verticale alla veneranda età di 35 anni!

Continuo a mantenere in forma la mia cuffia dei rotatori con esercizi di riscaldamento mirato, e questo mi tiene lontano dagli infortuni.

Un buon lavoro di ricondizionamento può fare la differenza, davvero!

Se hai bisogno di qualche informazione, raggiungimi dalla pagina contatti!

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12 Commenti. Nuovo commento

  • Avatar
    Riccardo Langellotti
    17 Agosto 2018 17:20

    Cosa ne pensi della tecnica di : riallineamento frizionato del dott Claudio Perrino?
    Grazie.

    Rispondi
  • Grazie. Molto interessante ed empatico.

    Rispondi
  • Ciao Marcello, a causa di una ridotta mobilità articolare è da circa un anno che allenandomi in palestra accuso spesso infiammazioni al capo lungo del bicipite di entrambe le spalle. Ho da poco iniziato a fare sia gli esercizi che consigli per aumentare il range di movimento delle spalle, che quelli presenti nella tua guida gratuita per una corretta riabilitazione dei tendini della spalla. In particolare questi ultimi, posso eseguirli sia prima di un allenamento in palestra come riscaldamento, che nei giorni in cui non mi alleno per stimolare comunque i tendini ?

    Rispondi
  • Ciao Marcello, sto provando i tuoi esercizi, durante questi la spalla scricchiola , continuo comunque ?

    Rispondi
  • Nella fase dolorante si possono fare gli esercizi?
    Grazie.

    Rispondi
  • Salve Marcello ,purtroppo mi hanno diagnosticato la periartrite a tutte due le braccia…Spero di trovarmi bene con i tuoi preziosi consigli.

    Rispondi
  • Avatar
    Efstathios Varvarigos
    3 Novembre 2019 23:11

    Ho fatto gli esercizi consigliati per o dolori alla spalla. Non dormivo la notte da una settimana per il dolore. Salla prima applicazione degli 3 esercizi consigliati è migliorato ed ora al momento è passato.
    Volevo ringraziarti!

    Rispondi

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