Perchè un colpo di freddo o il “colpo d’aria” ci provocano un attacco di cervicale?

In estate eviti l’aria condizionata come se fosse il demonio, facendoti odiare dai colleghi o da chi viaggia con te in macchina?

Non esci mai senza una sciarpa che avvolga il collo per non incorrere nel famigerato “colpo d’aria“?

Il vento ti fa lo stesso effetto di un pugno di Tyson, per non parlare dell’uscire senza asciugarti i capelli?

Se situazioni come queste ti suonano familiari…ok, è ora di capire meglio questo fenomeno e di risolvere il problema.

Si, perchè di problema si tratta: per quanto generazioni di nonne ci abbiano insegnato a coprirci qualsiasi centimetro quadrato potesse essere esposto all’aria fredda….fenomeni come quelli che ho citato prima NON dovrebbero provocarti alcun disturbo: nè dolore cervicale, nè torcicollo, nè mal di schiena

Possibile? Assolutamente si.

In questo articolo imparerai:

  • perchè i colpi d’aria o l’aria fredda sono in realtà un sintomo, non un problema
  • una strategia per diminuire la sensibilità al freddo del tuo collo

Dato che parliamo di disturbo cervicale, ti può interessare la video guida Cervicale STOP!, il più completo prodotto in Italiano su come risolvere il disturbo cervicale.

Rimedi cervicale per colpo di freddo

Prima di vedere perchè l’aria fredda o il vento ti scatenino attacchi di cervicale et similia, una nota di colore: la storia del “colpo d’aria” è molto diffusa nella cultura italiana, ma sembra che siamo gli unici.

Tempo fa mi capitò di leggere un divertente articolo sul sito della BBC, si chiamava “Come evitare di essere colpiti dall’aria in Italia” (se mastichi l’inglese, lo trovi qui), nel quale l’autrice spiegava come in Inghilterra non la avessero mai messa in guardia riguardo ai pericoli del “colpo d’aria” o del “colpo di freddo”, eventi dei quali noi italiani sembriamo parecchio preoccupati.

Discorsi culturali a parte, è innegabile: le temperature fredde, gli sbalzi climatici e tutto il resto predispongono a maggior rischio di dolori muscolari.

Ma perchè?

Indice dell’articolo


 

Perchè il freddo, il vento e tutta la famiglia dei “colpi d’aria” possono provocarti dolore cervicale e mal di schiena

 

Dal punto di vista della fisiologia, il fenomeno è molto semplice: quando la temperatura dell’ambiente è fredda, i muscoli aumentano la loro attività allo scopo di mantenerti a 37 gradi: più stanno contratti, più consumano energia, più calore produciamo. Non fa una grinza.

Quando c’è molto freddo, il fenomeno di contrazione muscolare è ripetuto e incontrollabile, e si chiama semplicemente…brivido!

Questo vale anche a livello locale: se uno spiffero ti raffredda una singola parte (tipicamente il collo) i muscoli del collo aumentano la loro attività, sempre allo scopo di mantenere la temperatura interna a livelli ottimali.

Ma qui casca l’asino!!

I tuoi muscoli potrebbero infatti già essere molto contratti, a causa di qualche problema sottostante.

Può essere che tu avverta di frequente disturbi cervicali, e che quindi tu sappia di avere qualche problema a muscoli e vertebre; ma può benissimo essere che questo problema sia “latente” (magari perchè di lieve entità) ed emerga solo quando la contrazione del muscolo aumenta ulteriormente.

Insomma, il problema non è l’aria fredda, il problema è la condizione di base dei tuoi muscoli: se per qualsiasi motivo sono già contratti, l’ulteriore contrazione indotta dal freddo o dal vento gli darà il colpo di grazia, facendogli raggiungere una soglia critica.

La soluzione non è quindi aggiungere un altra sciarpa, accendere il riscaldamento in auto anche il 15 di agosto, o altre bizzarre pratiche preventive: la soluzione è cercare di risolvere il problema sottostante!

Si possono infatti migliorare le condizioni dei muscoli e fare in modo che diventino meno sensibili.

E come si fa? Lo vediamo subito.

 

Come uscire con i capelli bagnati senza che ti venga un attacco di cervicale o torcicollo

Allora, abbiamo capito come ragionare: se il colpo d’aria o il freddo o qualsiasi cosa del genere ti danno molti grattacapi, devi cercare di migliorare lo stato dei tuoi muscoli cervicali, non proteggerli di più.

Se loro saranno in migliori condizioni, potranno sopportare il “carico extra” senza alcun problema, e potrai godere dei benefici di un po’ di aria condizionata.

Magari non arrivare ai miei livelli, cioè 16 gradi fissi e puntati costantemente contro: anche se non ho particolari problemi sottostanti, non credo che questa pratica sia particolarmente benefica.

Vediamo una semplicissima strategia che puoi utilizzare per cercare di rendere i tuoi muscoli meno “suscettibili”

 

Passo #1: hai spesso problemi, o solo in determinate occasioni?

Innanzitutto devi capire se il tuo problema cervicale ti è noto, cioè se lo senti spesso: se per te la cervicale è una costante ma sgradevole compagnia, il lavoro sarà più difficile, perchè significa che i tuoi muscoli sono già in una condizione critica.

Le indicazioni che troverai nei punti successivi richiederanno quindi un tempo maggiore per avere effetto: considera un arco di tempo di minimo 30 giorni.

 

Passo #2: stabilisci un test iniziale

Stiamo cercando di migliorare la “performance” di alcuni muscoli, esattamente come gli atleti.

Il corridore sa se sta migliorando quando i suoi tempi si abbassano, quindi anche a noi serve uno strumento di misurazione.

Cerca di trovare una situazione in cui il tuo collo vada in lieve difficoltà, senza ovviamente scatenarti forti attacchi: potrebbe essere fermarsi un po’ di più in un ufficio con l’aria condizionata, oppure uscire per qualche minuto senza sciarpa o simili.

Se il tuo problema è “tutto o niente“, cioè o ti si scatena un forte attacco o non ti si scatena un bel nulla, cerca un altro modo per mettere alla prova il tuo collo a prescindere dal freddo: puoi verificare se muovere la testa in tutte le direzioni ti provochi dolore, oppure se portare un peso ti irrigidisca istantaneamente i muscoli.

Se il tuo problema cervicale è “storico”, sono convinto che non avrai problemi a trovare una situazione di lieve difficoltà da usare come test.

 

Passo #3: riduci la contrattura dei tuoi muscoli

Il concetto qui sarebbe abbastanza semplice e lapidario: risolvi il tuo problema cervicale e controlla se effettivamente il “colpo d’aria” non ti dà più problemi.

Ma “risolvere il problema cervicale” è sicuramente una cosa più facile a dirsi che a farsi: si tratta di un disturbo abbastanza complesso, al quale ho dedicato decine e decine di articoli e video.

Se vuoi solo fare il “test del colpo d’aria”, utilizza l’esercizio del video qui sotto, ripetendolo tutti i giorni

Se invece ti interessa fare tutto ciò che è possibile fare per migliorare il tuo disturbo, a prescindere dalla “sensibilità all’aria”, allora ti invito a provare il mio video corso Cervicale STOP!

Si tratta di un video corso molto completo ma molto semplice da utilizzare: provalo GRATUITAMENTE cliccando sull’immagine qui sotto!

 

 

#4 ri-testa

Se per 15-30 giorni hai eseguito il compito in maniera solerte, è il momento di ripetere il test del punto 2.

Nella migliore delle ipotesi, noterai un miglioramento, indice che i tuoi muscoli stanno meglio di prima.

Se non noti alcuna differenza, i casi sono fondamentalmente 2:

  • è ancora presto per vedere risultati
  • hai bisogno di fare qualcosa in più rispetto a quanto hai fatto

C’è anche da considerare una terza ipotesi, ovvero: il tuo collo è talmente sensibile e infiammato da talmente tanto tempo, che non ne vuole sapere di “ammorbidirsi”.

In questi casi si nota che con la rieducazione migliorano una serie di sintomi, la persona sta decisamente meglio, ma continua ad essere piuttosto sensibile ai colpi d’aria e al freddo in generale.

Se anche fosse questo il caso, vale sicuramente la pena di fare una buona rieducazione, perchè ci sono un sacco di altri miglioramenti che si possono ottenere!

 

Un piccolo aiuto supplementare alla micro circolazione

Come puoi facilmente immaginare, un muscolo estremamente contratto è un muscolo in cui la micro-circolazione procede a fatica.

Immagina ad esempio di stringere fortemente i pugni: dopo poco tempo dovrai rilasciare la presa, per dare respiro alla circolazione.

Ecco perchè con gli esercizi cerchiamo di ridurre lo stato di contrattura del muscolo.

In questo processo di rieducazione possiamo anche pensare di farci dare un piccolo aiuto, che però NON può essere un SOSTITUTO.

L’integrazione di Ginko Biloba ha proprietà ben note di stimolazione del microcircolo: è uno degli integratori con il miglior rapporto costo benefici.

IMPORTANTE: ribadisco, in assenza di un buon piano di lavoro tramite esercizio specifico, non serve a nulla, meglio risparmiare i soldi.

Se stai già mettendo in pratica gli esercizi, questo è un buon prodotto:

Conclusione

In questo articolo credo di aver espresso il concetto fondamentale riguardo alla cura del disturbo cervicale, e riguardo a qualsiasi problema in genere: istintivamente tendiamo ad evitare le situazioni che ci creano problemi, ritenendole responsabili dei nostri disagi.

È perfettamente normale e umano: se una situazione mi mette in difficoltà, la cosa più saggia da fare è….evitare la situazione!

In questo caso però, la difficoltà di cui parliamo può essere un “segnale” che il nostro corpo ci sta mandando.

Una sorta di messaggio che parte dai muscoli cervicali, e che ci dice “Hey, guarda che noi abbiamo già una serie di guai, se ci raffreddi con un po’ di vento, la situazione rischia di esplodere!”.

La strategia che ti ho proposto ha lo scopo non di “evitare il vento”, cosa che a volte non si può neanche fare, ma di “risolvere i guai, in modo che il vento non sia un problema”.

Di nuovo ti invito a provare GRATUITAMENTE il mio video corso Cervicale STOP!: lì troverai tutte le migliori strategie per risolvere i disturbi cervicali, e delle esclusive procedure per personalizzarle.

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2 risposte

  1. Salve mi capita spesso di soffrire di cervicale con il condizionatore e soffrire di dolori vari con colpi di aria.sono molto delicata e vorrei sapere se ci sta un modo per sopportare anche l’aria condizionata quando lavoro.

    1. Buongiorno Mariateresa, il “modo per sopportare l’aria condizionata” è proprio l’argomento di questo articolo…

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Marcello Chiapponi

Ciao, sono Marcello Chiapponi, fisioterapista e personal trainer, responsabile del sito.

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