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Intervento per ernia al disco: quando è necessario e cosa comporta

In questo articolo voglio parlare di un argomento sul quale purtroppo c’è ancora poca chiarezza e molti pregiudizi: gli interventi chirurgici in caso di ernia al disco.

Spesso mi capita di parlare con persone potenzialmente candidate all’intervento, ma assolutamente convinte di “non volersi far toccare” per paura di “rimanere paralizzati se qualcosa va storto”.

Queste paure sono naturalmente prive di fondamento: al contrario, la neurochirurgia vertebrale può rappresentare un’ ancora di salvezza per situazioni di forte dolore, come le ernie espulse.

Andiamo quindi a vedere quali sono le indicazioni per la chirurgia vertebrale, e come normalmente questa avviene (modalità, convalescenza, alternative).

Per scrivere questo articolo, mi sono rivolto naturalmente ad un Neurochirurgo, che mi spiegasse come funzionano le cose nei reparti di chirurgia vertebrale.

Dopo averlo contattato per l’articolo, gli ho anche chiesto di essere “ospite” in un video sul mio canale YouTube.

Ecco quindi i concetti di questo articolo anche in forma di “intervista”, naturalmente con Nicola Boari, lo stesso chirurgo che ho contattato per l’articolo.


Indice dell’articolo


 

Dottor Nicola Boari: un ottimo neurochirurgo a Milano

Nei miei 15 e passa anni di esperienza fisioterapica, mi sono trovato più volte ad interfacciarmi con i Neurochirurghi.

Non è mai stato un rapporto facile: spesso ho riscontrato una scarsa disponibilità e poca propensione al dialogo.

Per chi come me si trova quotidianamente ad affrontare situazioni in cui le diagnosi non sono ancora chiare, non potermi interfacciare con un valido neurochirurgo è sempre stato un problema.

Finalmente ho incontrato una persona in grado di conciliare elevate competenze neurochirurgiche e ottima disponibilità al dialogo interprofessionale: da quando lo conosco, la mia attività professionale ha fatto un passo avanti.

Si tratta del dottor Nicola Boari,Responsabile dell’Unità Funzionale di Chirurgia Vertebrale Mini-Invasiva, afferente all’Unità Operativa Complessa di Neurochirurgia  e Gamma Knife dell’Ospedale San Raffaele di Milano.

Le informazioni presenti in questo articolo sono frutto di una chiacchierata con lui, che gentilmente si è messo a disposizione.

Se cerchi un Neurochirurgo, non posso che consigliartelo caldamente: lo puoi raggiungere dal suo sito Neurochirurgia Boari.

 

Intervento per ernia al disco: quando è necessario?

L’informazione fondamentale da sapere è questa: oltre il 90% (parliamo di circa il 95%) dei casi di ernia al disco lombare (ma vale lo stesso discorso per i dischi cervicali) NON necessita di intervento chirurgico.

Questo significa che 9,5 persone su 10 devono intraprendere una strada conservativa e riabilitativa.

La tendenza è naturalmente quella di operare solo quando è necessario, e solo quando si possono dare delle buone garanzie alla persona.

E quand’è che è veramente necessario? Quando il mal di schiena è molto forte ?

Purtroppo no: non è l’intensità del dolore a guidare le scelte del neurochirurgo.

Alla base della scelta di effettuare un intervento c’è soprattutto il coinvolgimento del nervo sciatico.

Lascia che ti spieghi velocemente il meccanismo alla base dell’ernia discale, e ti saranno più chiari i motivi di questo tipo di scelta.

 

Ernia discale e nervo sciatico

Sicuramente lo sai: tra una vertebra e l’altra c’è un disco, fatto di cartilagine, che serve da ammortizzatore e facilitatore del movimento.

All’interno di questo disco c’è una “pallina” di materiale gelatinoso, che si chiama nucleo polposo.

Nel tempo, è molto comune che il disco intervertebrale si usuri e che il materiale del nucleo polposo fuoriesca, andando a toccare le radici dei nervi, i quali poi si dirigono verso le gambe.

Quando questo succede, si parla di ernia al disco, con vari gradi di gravità e varie definizioni.

Il nervo che più comunemente soffre è lo sciatico, e quindi è molto comune la lombosciatalgia.

 

 

Come ho più volte sottolineato, una vasta maggioranza di persone SANE e SENZA mal di schiena presenta uno o più problemi vertebrali anche significativi (guarda la tabella qui sotto).

 

 

Di conseguenza, non è il caso di andare in panico se ti hanno trovato un’ernia al disco: probabilmente ce l’ho anch’io senza neppure saperlo.

A volte però, il contatto tra l’ernia ed il nervo genera una forte infiammazione, e di conseguenza un dolore alla gamba e alla schiena che può essere anche molto forte.

Nei casi più gravi, l’ernia è talmente grande da impedire il corretto funzionamento del nervo: in questo caso si ha una evidente perdita di forza al piede.

È proprio questa la situazione in cui l’intervento chirurgico diventa necessario: se si lascia il nervo in uno stato di sofferenza prolungato, si rischia che la perdita di forza sia permanente.

Ecco perchè i migliori candidati all’intervento sono le persone con sciatica+deficit di forza evidente al piede.

 

Quando NON occorre l’intervento chirurgico

Nei casi in cui c’è “solo” il dolore lombare (anche forte) e/o “solo” la sciatalgia (anche forte) si tende a NON operare, per un semplice motivo: la maggior parte dei problemi discali tendono a migliorare spontaneamente in un periodo di 6-12 mesi.

Sono stati fatti diversi studi, e tutti sono concordi su questo.

In certi casi si può operare anche quando non c’è perdita di forza, ma soltanto dolore sciatico cronico: si tratta però di una minoranza dei casi, che non si risolvono con le cure conservative.

Di conseguenza: se hai dolore lombare e sciatalgia ma NON hai perdita di forza al piede, con tutta probabilità NON sei un buon candidato all’intervento, e la tua strada deve essere quella CONSERVATIVA E RIABILITATIVA.

Si può prendere in considerazione l’intervento anche in questi casi solo se c’è stato fallimento delle cure riabilitative.

La riabilitazione dei problemi lombari e sciatici è basata soprattutto sulla rieducazione dei muscoli, che devono riprendere a lavorare correttamente sulla colonna vertebrale.

Si tratta per lo più di esercizi semplici, ma da ripetere per periodi di tempo medio-lunghi.

Nella mia guida “Mal di schiena passo dopo passo” troverai tutti gli esercizi e tutti i consigli necessari per gestire al meglio il tuo problema di mal di schiena.

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Come funziona l’intervento chirurgico per ernia al disco e che rischi ci sono

Farmi aprire la schiena? Non ci penso neanche! Non voglio mica rimanere paralizzato e finire in carrozzina!

Ogni volta che sento questa frase (e purtroppo la sento spesso) mi scende un brivido lungo la colonna, e la paralisi quasi la rischio io.

Ragioniamo un attimo: negli ultimi 20 anni le denunce dei pazienti nei confronti degli ospedali sono talmente aumentate che molte strutture si sono attrezzate con degli uffici legali ad hoc.

Se ci fosse anche la minima possibilità di provocare un danno così grande come una lesione al midollo spinale, chi si fiderebbe ad operarti?

A prescindere dal rischio di denuncia, nessun chirurgo affronterebbe un rischio così grande, se non quando ci fosse in gioco la vita del paziente.

La neurochirurgia ha certamente dei rischi, ma se parliamo di ernia al disco, questi rischi sono quelli di un normale intervento chirurgico come l’appendicite.

La chirurgia vertebrale va naturalmente molto al di là della “semplice” ernia al disco: ci sono le fratture, le deformità, i tumori…. tutti interventi ben diversi, ma che non ci interessano in questo contesto.

 

Microdiscectomia: l’intervento più comune. Come avviene, quali sono i rischi e qual’è la convalescenza.

Nella maggior parte dei casi, l’intervento chirurgico effettuato è la microdiscectomia.

Si tratta di un intervento mini-invasivo: grazie ad appositi strumenti, il neurochirurgo va ad asportare la parte di ernia a contatto con il nervo.

L’intervento è ben descritto ed illustrato in questa animazione del sito Spine Health: è in inglese, ma anche se non lo mastichi, il video si capisce benissimo.

 

 

Proprio grazie a questa mini-invasività, la convalescenza è minima: in seconda giornata la persona è già in piedi, e gradualmente può riprendere le sue attività.

Il rischio maggiore di questo intervento è la recidiva, che avviene in un 7-8% dei casi.

Qui però c’è da sottolineare un punto importante, e riguarda la nostra indole pigra di esseri umani.

La maggior parte delle persone arriva all’intervento in condizioni di forte dolore: in molti casi, l’intervento ha un effetto di sollievo immediato, come se ti avessero improvvisamente tolto un peso.

Dato che il dolore è migliorato, molte persone smettono completamente di prendersi cura della loro schiena, dimenticando una cosa: i motivi per cui hanno sviluppato l’ernia al disco sono probabilmente ancora li.

Se hai sviluppato una ernia discale, probabilmente i muscoli della tua schiena sono troppo deboli, oppure troppo rigidi.

Dopo l’intervento chirurgico, la situazione NON cambia, a meno che tu non ci faccia qualcosa.

Ecco perchè può capitare che chi ha subito un intervento vada incontro ad una recidiva.

 

Interventi più complessi: stenosi vertebrale, artrodesi, spondilolistesi

In alcune persone la situazione vertebrale arriva ad essere veramente complessa: si tratta di una minoranza dei casi, ma sicuramente ci sono.

Può capitare, ad esempio, che lo spazio nel quale passa il nervo sia ridotto da dei fenomeni di artrosi (stenosi foraminale): in questo caso il neurochirurgo provvede ad ampliare lo spazio, con un intervento chiamato laminectomia.

In casi di instabilità vertebrale, soprattutto se associata a gravi limitazioni del movimento, si può pensare ad un intervento di artrodesi, in cui le vertebre vengono fissate tramite l’apposizione di una serie di viti.

Questo intervento è necessario soprattutto in caso di spondilolistesi, cioè di scivolamento anteriore di una vertebra.

Fortunatamente, la maggior parte degli interventi chirurgici non prevede queste procedure, che comunque sono necessarie nei casi di cui ho parlato.

 

Alternative all’intervento chirurgico

Si sente parecchio parlare di tecniche percutanee, come la discolisi tramite iniezione di ozono.

In pratica, si tratta di far “essicare” l’ernia tramite una iniezione di ozono, effettuata sotto guida radiologica.

Da un certo punto di vista, si tratta di tecniche molto “attraenti”, dato che l’ invasività è ancora minore rispetto alla microdiscectomia.

Il problema è che ad oggi non esiste una letteratura scientifica che supporti l’utilizzo di queste tecniche: in parole povere, non ci sono studi che dimostrino la reale efficacia delle procedure percutanee.

In più, il fatto che siano interventi a bassa invasività NON comporta un rischio minore rispetto alla chirurgia “standard”, anzi.

Le tecniche percutanee sono infatti soggette a rischio infettivo e a rischio embolico: per questo motivo, e per la mancanza di letteratura a supporto, non sono riconosciute dalle varie ASL.

Molto diverso il discorso per la ozonoterapia intramuscolare, nella quale il gas viene iniettato a livello dei muscoli circostanti la colonna vertebrale: si tratta di una procedura a bassissimo rischio (quello di una normale iniezione) e dai buoni riscontri clinici.

 

CONCLUSIONE

I “concetti chiave” che mi premeva sottolineare sono 2:

1) la maggior parte dei problemi di ernia al disco NON si opera
2) qualora sia necessaria un operazione, NON bisogna preoccuparsi di rischi inesistenti. Se ci sono le indicazioni corrette, l’operazione può rappresentare una vera ancora di salvezza

Ringrazio davvero Nicola Boari per le preziose informazioni che mi ha fornito: nessuno può raccontarti come funzionano davvero le cose meglio di chi tutti i giorni sta “in trincea”.

Abbiamo capito che per il dolore lombare e sciatico la cura principale è quella riabilitativa: questo significa che dovrai mettere i tuoi muscoli in condizioni migliori di quanto non siano oggi.

Per farlo, il modo migliore è quello di stimolare i muscoli tramite movimenti ed esercizi mirati: non c’è manipolazione, farmaco o integratore che possa avere un effetto migliore, nel medio termine.

Ti invito a dare un’occhiata alla DEMO GRATUITA della mia guida “Mal di schiena passo dopo passo”: contiene tutte le informazioni che ti servono per affrontare al meglio il problema del dolore lombare.

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24 Commenti. Nuovo commento

  • Buon giorno sono Sonja e ho 41 snni sono stata operata il 4 settembre 2017. Diagnosi discopatia degenerativa L5S1 .Terapia Osteosintesi artrodesi L5S1…Grazie a Dio posso ricaminare x il resto ho sempre dolori e non posso fare neanche le semplici cose come x esempio fare i letti lavare i pavimenti perché il dolore aumenta …..purtroppo non avendo i soldi x fare riabilitazione o terapia ,secondo me questo é il motivo x cui ho sempre i dolori….grazie x avermi dato la possibilità di scrivervi

    Rispondi
    • Marcello Chiapponi
      Marcello Chiapponi
      20 Gennaio 2018 06:18

      Buongiorno Sonja. In realtà la riabilitazione aiuta, ma non è certo quella a decidere le sorti. Scarichi la mia guida gratuita, le sarà comunque di aiuto.

      Rispondi
  • Buongiorno sono Belmin, ho 35 anni. Sono problemi con ernia discale L4-L5 da luglio 2017. Ultimo mese non posso stare anche in piedi. Fatto visite ma sempre parla stessa parole prendi pastiglie cortisone, morfina…ecc ma me sempre più peggio. Secondo Lei meglio fare intervento? Io non ho senso più cosa devo fare , 6 mesi non dormo più di 3 ore al giorno perché sono dolore tanti. Grazie

    Rispondi
    • Marcello Chiapponi
      Marcello Chiapponi
      8 Febbraio 2018 07:49

      Belmin, purtroppo non ho la risposta a questa domanda. Più che di fidarsi dei medici che la hanno in cura, non saprei cosa dirle. Sicuramente l’intervento è una delle opzioni…

      Rispondi
  • Buongiorno
    Sono stato operato di ernia al disco. Sono passati 10 giorno ed è la quarta mattina di seguito, per la precisione alle ore 5 che ho dolore al nervo sciatico.Non come prima di essere operato ma comunque mal. Tutto normale?
    Grazie

    Rispondi
    • Marcello Chiapponi
      Marcello Chiapponi
      29 Maggio 2018 05:55

      Buongiorno Claudio. Troppo difficile a dirsi, troppo poco tempo dall’intervento. Aspetti ancora un po’ e poi senta il suo chirurgo…

      Rispondi
  • Avatar
    ROSANNA BRUNO
    11 Giugno 2018 06:46

    buongiorno dottore sono Rosanna ed ho 57 anni ho un ernia discale l4 l5 intraforaminale destro e conflitto con le radici nervose e una protusione l2 l3 estesa a destra con associata impronta sul sacco durale ho da più di 2 mesi un dolore e un formicolio che mi parte dal piede e arriva al ginocchio e un altro dolore che parte da dietro il ginocchio fino alla schiena ,questo forte formicolio e torpore non mi permette di camminare che cosa mi consiglia grazie per la risposta

    Rispondi
  • Salve dottore sn vincenzo ed ho 37 anni…..dopo un episodio di forte sciatalgia ho effettuato rm dv compare che ho ernia l5/s1….dopo circa due settimane effettuo con il neurochirurgo la discolisi….i dolori si spengono un po’ tipo scosse di corrente al piede e sl polpaccio….attualmente nn riesco ad alzare le dita del piede ….ho un senso di calore alle dita e sotto il piede….ho effettuato un emg dove porta una moderata/severa perdita di forza e comprimissione dei nervi in l 5….il mio neurochirurgo mi ha detto di stare tranquillo perché passeranno….booo nn so cosa pensare….io nel frattempo continuo ad avere questa perdita di forza (anke se cammino normale ) e riesco ad alzare le dita del piede sx in maniera molto debole…..cosa dovrei fare????

    Rispondi
    • Marcello Chiapponi
      Marcello Chiapponi
      11 Luglio 2018 16:58

      Vincenzo, ovviamente non posso esprimermi più di tanto su questo problema. Può risentire il suo neurochirurgo o anche sentire un altro parere…

      Rispondi
    • Ciao, io avevo il tuo stesso problema,non riuscivo ad alzare la punta del piede ad dovuta ad un ernia che mi schiacciate il nervo. Visita dal neurochiturbo e mi vien detto di farmi operare subito che avevo già compromesso l’uso del piede. Mi sono informato altrove,un Po su Internet e ho fatto l’ozono terapia…. ho risolto il problema. Informati e chiedi consigli….

      Rispondi
  • Buongiorno
    Volevo sapere se è vero che nelle persone obese l ernia al disco si può operare dalla pancia e non dalla schiena grazie

    Rispondi
  • Ho il referto di una rmn : note doscoartosico- disidratative al passaggio l5s1 dove si apprezza ernia discale a base ampia posteriore centrale e paracentrale sx che impegna lo spazio peridurale anteriore e riduce l’ ingresso foraminale omolatetale.Chiedo gentilmente : dopo aver usato cortisonici e miorilassanti e antidolorifici forti , dopo aver fatto 2 iniezioni epidurali , continuo ad avere dolori.E’ il caso di fare l’ intevento?

    Rispondi
    • Marcello Chiapponi
      Marcello Chiapponi
      23 Luglio 2018 05:59

      Mauro, ovviamente non devo essere io a decidere o anche solo a consigliare: si deve consultare con un neurochirurgo…

      Rispondi
  • Salve dottore una domanda sono stato operato di ernia nel 2012 nella parte sx con esito molto positivo dolore scomparso il.giorno stesso dell’intervento, adesso a.distanza di anni e iniziata un dolore lombare senza dolore sciatico a inizio settembre, adesso a distanza di due mesi ho male al gluteo e schiena con intorpidimento alla gamba e piede parte dx mi chiedevo se secondo lei e da rioperare?

    Rispondi
    • Marcello Chiapponi
      Marcello Chiapponi
      29 Novembre 2018 07:21

      Tommaso, mi fa una domanda alla quale non so rispondere…deve sentire il suo medico o il neurochirurgo che l’ha operata…

      Rispondi
  • Avatar
    Natalino Grasso
    28 Febbraio 2019 07:30

    Buongiorno, Ill.mo Dottore, mi chiamo Natalino, ho 51 anni. nell 2015 mi sottoposi ad un’intervento di ernia L5 /S1 presso l’osp. Galeazzi. Tutto bene.
    Il Dottore che mi operò mi spegò, che asportò gran parte di quello che rimaneva del disco, spiegandomi anche che, la conseguenza nel ridursi lo spessore del disco avrebbe potuto in futuro generare infiammazione locale, infatti…. succede spesso che a stare in piedi…sopratutto da fermo per più di 10 minuti inizia a un indolenzimento dai reni a glutei, benchè questo nuovo dolore sia tollerabile, e sparisce appena mi siedo…. rimane un limite incomodo, che desidererei poter eliminare. La medicina sopratutto la traumatologia ha fatto molti progressi, e una sua opinione potrebbe aiutarmi a decidermi se sia o nò opportuno considerare di sottopormi alla sostituzione del disco, finalmente capire dalla sua prospettiva se questo genere di interventio è tuttavia considerato inopportuno nel mio caso. Ditinti Saluti

    Rispondi
    • Marcello Chiapponi
      Marcello Chiapponi
      10 Marzo 2019 10:05

      Buongiorno Natalino,

      in genere gli interventi chirurgici si valutano solo dopo una attenta riabilitazione. Se rinforza i muscoli e li rende più efficienti, è molto probabile che ottenga miglioramenti più che significativi.

      Rispondi
  • buonasera dottore,ho letto che lei è uno dei migliori in questo campo. Mi chiamo Roberto ed ho 29 anni,con 2 ernie l4-5 ed l5-s1 ed una fortissima lombosciatalgia con dolori atroci oramai da 4 mesi,che mi limitano ogni movimento. Ho problemi nello stare seduto e sdraiato….ho provato diverse terapie a base di cortisone,tecarterapia ma nessun beneficio. Il neurochirurgo alla quale mi sono rivolto mi ha consigliato di optare per un intervento,ma io sono abbastanza titubante. Lei cosa mi consiglierebbe visto che non abbiamo ottenuto nessun risultato con vari trattamenti? Tentare l’intervento o optare per altre tipologie di terapia? e se dovessi fare un intervento poi avrò alcune limitazioni nei movimenti oppure sarò totalmente idoneo a qualsiasi movimento? la ringrazio in anticipo….cordiali saluti

    Rispondi
    • Marcello Chiapponi
      Marcello Chiapponi
      29 Maggio 2019 05:25

      Buongiorno Roberto,

      per quanto riguarda il post intervento, in genere si può fare di tutto, ma dipende ovviamente dal tipo di intervento. Se le terapie conservative falliscono, di solito quella è una indicazione che si è dei buoni candidati chirurgici…

      Rispondi
  • Avatar
    Daniele Loparco
    3 Luglio 2019 11:05

    Buongiorno dottore mi chiamo Daniele ho i risultati di una r.m. se possibile darmi un consiglio sul responso che dice: Si apprezza impegno foraminale bilaterale con associata estrusione urinaria posteroparamediana. Cosa significa è da operare, non so a chi rivolgermi dal neurologo oppure dal neurochirurgo? Può darmi gentilmente un consiglio . Grazie

    Rispondi
    • Marcello Chiapponi
      Marcello Chiapponi
      7 Luglio 2019 22:42

      in ogni caso, anche se l’operazione è per una minoranza di persone, sempre meglio chiedere al neurochirurgo…

      Rispondi
  • Grazie mille per l’articolo. Quando vedo il dottore, mi da talmente tante informazioni che non riesco a fare le domande che vorrei. Il video è perfetto e andrò in ospedale un pò più serena.

    Rispondi

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