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Schiacciamento vertebre lombare

Cosa fare se ti hanno trovato uno schiacciamento vertebrale lombare

La storia è sempre più o meno la stessa: a causa di un mal di schiena piuttosto persistente e fastidioso, ti viene prescritta (oppure ti auto-prescrivi, si sa come funzionano le cose) una lastra oppure una risonanza magnetica.

Il referto è ricco di termini spesso incomprensibili, ma il medico te lo sintetizza come uno “schiacciamento vertebrale”: in pratica, due o più vertebre lombari si sono eccessivamente avvicinate tra di loro.

In realtà, il vero e proprio schiacciamento vertebrale indicherebbe la frattura da compressione di una vertebra: qui sarebbe invece più corretto parlare di schiacciamento discale, cioè dell’ “ammortizzatore” che sta tra una vertebra e l’altra.

In questo articolo non parlerò dello schiacciamento vertebrale da trauma, ma della più comune situazione in cui si riscontrano le vertebre lombari molto avvicinate tra di loro.

Ma come vedremo più avanti, in termini di consigli ed esercizi queste due situazioni non sono così tanto differenti.

Alla fine di questo articolo saprai con precisione cosa fare per affrontare questo problema, che tutto sommato è piuttosto comune.

Ok, partiamo!

Indice dell’articolo


 

Cosa si intende per schiacciamento vertebrale lombare (non traumatico)

In genere si parla di “schiacciamento vertebrale lombare” quando si riscontrano due o più vertebre lombari significativamente più avvicinate l’una rispetto all’altra.

Come dicevo prima, in questo caso sarebbe più corretto parlare di schiacciamento discale, visto che le vertebre sono intatte, ma è il disco posto tra una vertebra e l’altra ad essere schiacciato.

riduzione degli spazi vertebrali

Non andiamo troppo per il sottile, il termine “popolare” è quello e noi ci adattiamo.

Tipicamente si riscontrano schiacciamenti a partire dalla terza vertebra lombare in giù, quindi nei referti può capitare di leggere L3, L4, L5 oppure S1, la prima vertebra sacrale.

 

Perchè le vertebre lombari possono risultare schiacciate?

Il motivo che porta le vertebre lombari ad avvicinarsi troppo è in realtà molto semplice.

Tra una vertebra e l’altra è posto il famoso disco intervertebrale (quello dell’ernia al disco, per intenderci): questo disco è fatto di acqua e materiale fibroso.

Se il disco è geneticamente debole, o se le forze che gravano sulla colonna sono molte, questo può schiacciarsi e perdere volume.

Più il disco risulta schiacciato, più le vertebre lombari si avvicinano tra di loro.

Se oltre al disco vertebrale anche le ossa sono deboli (a causa dell’osteoporosi), può capitare che la vertebra stessa perda volume: in questo caso si parla di frattura da schiacciamento.

 

Schiacciamento vertebrale traumatico: non è così diverso!

Il processo che abbiamo visto prima è quello che capita alla maggioranza delle persone: il mix di “muscoli deboli + sovraccarico posturale” porta il disco a schiacciarsi pian piano e le vertebre ad avvicinarsi tra loro.

In caso di trauma da compressione è più facile riscontrare il vero e proprio schiacciamento vertebrale, cioè una situazione in cui la vertebra si è ridotta in altezza a causa del trauma.

vertebra compressa causa frattura

Questo caso ha naturalmente tutta una sua storia a sè: c’è il periodo del busto e poi la ripresa con la eventuale riabilitazione.

Se sono però passati mesi o anni dal trauma, le conseguenze che si possono avere sono del tutto simili allo schiacciamento “non traumatico”.

Del resto, la vertebra non può certo “crescere” e recuperare la sua altezza nel tempo.

Di conseguenza, se hai avuto uno schiacciamento vertebrale da trauma compressivo, e ne porti le conseguenze a distanza di mesi o anni, i consigli di questo articolo potranno comunque esserti utili.

 

Che sintomi puoi avvertire quando due o più vertebre si sono eccessivamente avvicinate

Se sai di avere uno schiacciamento vertebrale, è perchè hai fatto una lastra o una risonanza.

E se hai fatto una lastra o una risonanza, è perchè avevi mal di schiena, in una delle sue tantissime forme.

Una volta che ti hanno riscontrato questo problema, verrebbe spontaneo dire “il mio dolore è causato dall’eccessivo avvicinamento delle vertebre”, giusto?

In realtà, non è proprio così.

Come ho specificato nel mio articolo sul dolore lombare, non c’è quasi mai correlazione tra quello che trovi negli esami e i sintomi della persona.

Un eccessivo avvicinamento delle vertebre lombari (che possiamo anche definire discopatia) è comunissimo anche nelle persone senza alcun dolore.

Guarda questa tabella per renderti conto come sia comune trovare “problemi” in persone senza nessuna storia di mal di schiena.

 

Addirittura può capitare che le vertebre si siano avvicinate così tanto da toccarsi, e di fatto fondersi l’una con l’altra: questo processo si chiama artrodesi spontanea.

Puoi pensare a questa situazione come molto dolorosa, ma in realtà….non è così!

Molto spesso chi ha due vertebre fuse tra loro è poco mobile, ma ha MENO dolore.

 

Ok, quindi….quali sono i sintomi?

Lo schiacciamento vertebrale è effettivamente spesso accompagnato da mal di schiena, quindi da dolore lombare in varie forme.

Mi premeva però sottolineare due cose:

  1. non è assolutamente detto che a dare dolore siano le vertebre troppo vicine
  2. non è necessario che le vertebre si “allontanino” per tornare a stare bene, anche perchè di fatto non si può

In presenza di uno schiacciamento vertebrale è possibile stare benissimo e non avere mal di schiena, a patto che si faccia un buon lavoro sui muscoli della colonna: tra poco vedremo come farlo.

 

Cosa ti ha causato lo schiacciamento vertebrale (o la riduzione dello spazio tra due vertebre)

compressione del disco intervertebrale

Come mai le vertebre lombari possono risultare schiacciate ed eccessivamente avvicinate tra di loro?

Tolto il trauma, la causa è il meccanismo che ho citato prima, cioè la perdita di volume del disco, la struttura di “ammortizzazione” posta tra una vertebra e l’altra.

Il disco intervertebrale può perdere di volume essenzialmente per 3 motivi

  1. genetica + fisiologico passare del tempo
  2. sovraccarichi
  3. debolezza della muscolatura

 

#1 Il disco intervertebrale si riduce…a tutti!

La perdita di volume del disco intervertebrale, e quindi l’avvicinarsi di due vertebre, è un evento che fa parte del normale invecchiamento della colonna.

Già intorno ai 30 anni si possono vedere gli inizi di questo processo (nel 35% dei soggetti), senza che la persona ne sia minimamente a conoscenza.

Come hai visto nella tabella poco più sopra, a 80 anni l’85% dei soggetti SENZA mal di schiena presenta una riduzione degli spazi vertebrali.

Come per tutti i tessuti, c’è chi ha dischi più robusti e chi ha dischi più “delicati” che si usurano precocemente.

 

#2 Il disco si può ridurre a causa dei sovraccarichi

La nostra postura ed il tipo di lavoro che facciamo possono incidere molto sulla storia dei nostri dischi intervertebrali.

QUANTO incidano è impossibile determinarlo: di sicuro prestare attenzione a come utilizziamo la nostra colonna è una buona idea anche se non avvertiamo particolari problemi.

 

#3 Muscoli deboli possono aumentare il carico sui dischi

I muscoli servono a dare movimento alla colonna, ma anche a conferire stabilità.

Se i muscoli della colonna vertebrale sono troppo deboli, va da sè che anche dei carichi di lavoro assolutamente normali diventano dei sovraccarichi.

Di conseguenza, il problema può non essere tanto la quantità di carico che la tua colonna è costretta a sopportare: puoi semplicemente essere troppo debole per sopportarlo!

Ecco perchè tra poco andremo a vedere anche degli esercizi di rinforzo muscolare.

 

Che esami puoi fare (o cosa possono trovare in quelli che hai già fatto)

Se stai leggendo questo articolo, è perchè sai di avere uno schiacciamento vertebrale, e se sai di averlo è perchè hai già fatto qualche esame.

Tipicamente i due esami più utilizzati sono la lastra (per vedere le vertebre) e la risonanza magnetica (per vedere vertebre + tessuti molli).

Nei referti di questi esami si possono vedere diversi termini che indicano un eccessivo avvicinamento di due vertebre lombari, ad esempio:

  • riduzione degli spazi intersomatici
  • disidratazione discale
  • discopatia con perdita di volume del disco

Lo dicevo qualche paragrafo fa e lo sottolineo: NON ANDARE IN PANICO PER UN REFERTO.

Che le vertebre si comprimano è da un lato NORMALE con l’età, dall’ altro è COMUNE anche in persone senza mal di schiena.

Il fatto che ti riscontrino uno schiacciamento non significa che il dolore venga da lì e non significa che non potrai tornare a stare bene.

Sicuramente ti saranno utili i consigli e gli esercizi che vedremo nei prossimi paragrafi!

 

Che rimedi ci sono per ridurre i sintomi della eccessiva compressione vertebrale

Ok, ora conosciamo vita, morte e miracoli dello schiacciamento vertebrale (o meglio, di quello che erroneamente definiamo così).

Sappiamo che non necessariamente è qualcosa che ci deve preoccupare, e che non necessariamente il mal di schiena deriva da quello.

Indipendentemente dai dettagli, ora ci interessano le possibili soluzioni: schiacciamento o no, quello che ci preme è che la nostra schiena non faccia più male.

Nel vedere le “possibilità terapeutiche”, una premessa scontata ma necessaria: la prima cosa da fare e le prime indicazioni da seguire sono quelle del tuo medico o dello specialista che ti ha visitato direttamente.

Detto questo, parlando di riabilitazione (escludendo quindi i farmaci e gli interventi chirurgici) parliamo fondamentalmente di:

  • fisioterapie locali (apparecchiature o manipolazioni)
  • trazioni vertebrali o panca ad inversione
  • esercizi mirati

 

#1 Fisioterapie “locali” (apparecchiature o manipolazioni)

Uno degli approcci più comunemente consigliati per il mal di schiena è quello delle tecniche fisioterapiche effettuate direttamente nella zona dolorosa.

Parliamo quindi di:

  • terapie fisiche come tecar, laser ecc..
  • manipolazioni e/o massaggi

Funzionano? Sono davvero utili?

Riguardo alle terapie fisiche: ad oggi non ci sono ancora prove ben definite della loro efficacia, anche se sono molto comunemente utilizzate.

Personalmente non le uso e non l’ho mai fatto, per un semplice motivo: il 90% del mio lavoro è costituito da persone che hanno disturbi da mesi, se non anni.

Sia le terapie che le manipolazioni hanno come scopo quello di rilassare la muscolatura e ridurre l’infiammazione, quindi qualcosa che per definizione è temporaneo: in una persona che ha dolore da diversi anni, mi interessa poco.

Nessuna apparecchiatura e nessuna manipolazione può effettivamente cambiare il modo in cui la nostra colonna gestisce i carichi: è per questo che il mio approccio è basato sull’esercizio (lo vedremo tra poco).

 

#2 Trazioni vertebrali o panca ad inversione

Le trazioni vertebrali potrebbero rientrare nel paragrafo precedente, ma ho voluto fare una piccola spiegazione a parte.

Si tratta di un apparecchio che consente, tramite una apposita imbracatura, di esercitare una forza di trazione sulla colonna lombare.

apparecchio per trazione lombare

Sullo stesso principio si basa la panca ad inversione, soltanto che lo fa portando la persona in posizione “leggermente a testa in giù”.

Ambedue le cose sono in genere piuttosto positive per le situazioni di eccessiva compressione vertebrale.

Naturalmente anche qui non si parla di un effetto definitivo, ma sicuramente seguono un principio molto efficace, e cioè: qualsiasi articolazione sottoposta ad una trazione si distende e si rilassa.

Per di più, la panca ad inversione è uno strumento che si può utilizzare anche a casa, ed è in genere un ottimo acquisto per chi soffre di mal di schiena, a patto che la integri con esercizi mirati (li vedremo tra un attimo).

Non c’è bisogno di modelli ultra costosi: in studio uso quello dell’immagine qui sotto, e mi trovo benone.

 

#3 Esercizi mirati

Secondo le linee guida internazionali, l’esercizio mirato è il trattamento che non deve mai mancare in un piano di riabilitazione di qualsiasi tipo di problema lombare.

Il motivo è semplice: se sto cercando di diminuire le forze di compressione, ho bisogno che la mia colonna lavori meglio.

E chi è a decidere come lavora la colonna?

Molto semplice: i muscoli!

Qual è lo stimolo più efficace che si può dare ai muscoli?

Nessun dubbio: l’esercizio!

Ecco perchè uno dei più grandi esperti al mondo di problemi lombari, il mitico Stuart McGill, utilizza un approccio basato su esercizi e rieducazione posturale.

Bene, allora vediamoli questi esercizi!

 

Esercizi mirati da applicare subito per ridurre il tuo mal di schiena

Bene, abbiamo visto che l’esercizio mirato è una delle terapie più efficaci in assoluto sul mal di schiena, ed è ottimo anche se ti hanno riscontrato uno schiacciamento vertebrale.

Riducendo la rigidità e migliorando le prestazioni dei muscoli, è possibile raggiungere una situazione di non dolore nella maggior parte dei casi.

Ecco quindi una serie di esercizi da provare immediatamente: naturalmente, i miei sono consigli che non vogliono sostituirsi al parere del tuo medico o di un altro professionista che ti ha visto di persona.

Questi esercizi sono presi dalla mia guida “Mal di schiena passo dopo passo”.

Se ti interessa una guida che ti permette, grazie ad una apposita procedura, di scegliere gli esercizi ed i consigli più adatti al tuo caso (ed alle tue abilità motorie), allora “Mal di schiena passo dopo passo” è il tuo prodotto.

È disponibile anche in forma di DEMO GRATUITA: scaricala cliccando sull’immagine qui sotto!

Esercizio #1: allungamento della catena posteriore

Una delle principali cose che ci interessa fare in caso di dolore lombare da eccessiva compressione è ridurre la rigidità dei muscoli posteriori.

Ecco come farlo in modo semplice.

Esercizio #2: allungamento dell’ ileo psoas

L’ileo psoas è un muscolo “subdolo” che spesso si trova eccessivamente retratto, a causa dei suoi molti collegamenti anatomici (se ti interessa, ho scritto un articolo sull’ileo psoas).

Avendo una solida inserzione sulle vertebre e sui dischi, se l’ileo psoas è troppo contratto le forze di compressione sulla colonna aumentano notevolmente.

Ecco come distenderlo!

Esercizio #3: stabilizzazione addominale

I muscoli addominali, in particolare il trasverso, sono degli importanti stabilizzatori della colonna lombare.

Fare i classici esercizi di rinforzo addominale a terra è però poco funzionale in ottica “mal di schiena”.

Questo esercizio è invece molto più utile, in quanto riduce lo squilibrio tra forza degli addominali e forza dell’ileo psoas.

Altri consigli che possono esserti utili

Ecco una serie di altri consigli che possono esserti utili se soffri di mal di schiena cronico, indipendentemente da quale sia la tua diagnosi.

Naturalmente, più riesci ad applicarne, meglio è.

#1 Non andare nel panico per i referti, e non “tutelare” troppo la tua schiena

Lo abbiamo visto prima: compressioni vertebrali e discopatie sono la norma anche nella popolazione sana.

Non pensare quindi che la tua schiena sia “danneggiata” o “particolarmente fragile”, e che quindi devi evitare i carichi.

Più eviti i carichi, più la tua colonna si indebolisce, facendoti entrare in un pericoloso circolo vizioso.

Pensa a rinforzare la tua muscolatura (con gli esercizi che hai visto sopra o con quelli della mia guida) piuttosto che a “dribblare” qualsiasi sovraccarico!

 

#2 Utilizza la panca ad inversione

Ne ho parlato anche qualche paragrafo fa, lo sottolineo anche qui.

A mio avviso la panca ad inversione è uno dei pochi “investimenti” sul mal di schiena che valgono il prezzo che si paga.

Si basa su principi ragionevoli, è sicura ed è tutto sommato economica.

Fare 5 minuti di panca ad inversione al giorno può sicuramente essere utile, ma non deve costituire una scusa per non fare esercizio!

Ecco il modello che uso io in studio.

#3 Se sei sovrappeso, cerca di dimagrire almeno un po’, ed in maniera stabile

Inutile dire che se sei sovrappeso, perdere qualche kg può rivelarsi un ottimo affare.

Al di là dell’aspetto “meccanico” del minor carico, ci sono tutta una serie di risvolti positivi nel perdere almeno qualche chilo: si riduce lo stato infiammatorio, migliora il tono dell’umore, il sonno…

Un consiglio se sei una persona con un sovrappeso “storico”: datti l’obbiettivo di perdere pochi kg, ma di mantenere il risultato che hai raggiunto.

Meglio 3 kg in meno per sempre, che 10 solo per due mesi.

 

#4 Cammina piuttosto che stare fermo

camminare per mal di schiena

Il cammino è una attività a basso carico che però tiene in movimento le articolazioni dell’arto inferiore e molte strutture vertebrali.

È una attività priva di controindicazioni e dalla quale molte persone traggono beneficio, perchè non dedicare 30 minuti al giorno ad una bella camminata?

 

Conclusione: schiacciamento vertebrale o no, il mal di schiena si può risolvere

Se hai avuto la pazienza di leggermi fino qui, innanzitutto grazie.

A questo punto dovrebbe esserti chiaro:

  • che lo schiacciamento vertebrale (o meglio, discale) è un problema molto comune
  • che si può stare meglio anche in sua presenza
  • quali sono i modi più efficaci per ridurre il mal di schiena

Non ti resta che mettere all’opera i consigli che hai visto.

Se ti interessa una serie di consigli ed esercizi mirati sul tuo caso e sulle tue abilità motorie, fatti aiutare dalla procedura guidata di “Mal di schiena passo dopo passo”.

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4 Commenti. Nuovo commento

  • Avatar
    Ieso Michele
    15 Agosto 2018 19:50

    Buonasera il 12/4/18 mi e stato diagnosticato dischi del tratto cervicale sono modicamente desidratati e assottigliati con ipoplasia C2C3, minima prominenza raggio riguarda i dischi del tratto C3 C6, in D5D7 si osserva la presenza di ernia discale estrusa posteriore con impronta sul profilo anteriore della corda midollare , in D6 D7 il disco è protuso ad ampio raggio con maggiore componente posteriore mediana che lambisce il profilo anteriore della corda midollare, ernia discale estrusa paramidiana destra L3 L4 che impronta la tasca radicolare L4 da tale lato. Ho dei dolori fortissimi alle spalle e al torace male straziante alle braccia e alle gambe parte anteriore fino al ginocchio ho fatto visita neurochirurgica non sono da operare fatta visita Fisiatra conclusione rieducazione motoria individuale in motuleso segmentale laser terapia antalgica nessun risultato ottenuto. Cosa mi consiglia grazie non riesco a scaricare il suo diciamo blog può inviarmelo via posta grazie

    Rispondi
  • Salve. Ho letto tutto il post e sembra molto interessante. Da fine agosto accuso un terribile mal di gambe (con sensazione che le gambe siano morte). Dopo i dovuti controlli ho fatto elettromiografia e mi hanno trovato sofferenza neurogena collegata al punto L5 e fatta la risonanza mi hanno trovato una “riduzione dello spazio fra le vertebre”. Giorno 18 di questo mese avrò la visita fisiatrica per vedere il da farsi e il medico curante ha anche citato che post terapia dovrei fare una visita da un neurochirurgo. Nel frattempo volevo qualche consiglio da lei, ho guardato gli esercizi ma con questo dolore alle gambe io penso proprio che non riuscirei a farli. Il medico mi ha prescritto brufen da assumere con Lyrica ma non c’è nessun miglioramento, il dolore persiste e mi sembra di non avere più le gambe. Senza dubbio cammino e pulisco ugualmente dato che sono una casalinga

    Rispondi
  • SPIEGATO BENISSIMO CON PAROLE SEMPLICI!!!

    Rispondi

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