Emicrania, mal di testa e cervicalgia: l’intestino come possibile causa?

Marcello Chiapponi

Marcello Chiapponi

Fisioterapista, trainer e responsabile del sito

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Ultimo aggiornamento il 13 Settembre 2022 di Giovanni Altomari

Molte persone che soffrono di emicrania, cefalea muscolo tensiva o dolori ricorrenti al collo hanno spesso un problema che li accumuna, ovverosia i disturbi gastro-intestinali.

I disturbi dell’intestino, in particolare, sono una costante in quelle persone che hanno problemi di mal di testa e cervicalgia fin dall’infanzia o dall’adolescenza.

È possibile che mal di testa e dolori cervicali abbiano origine nell’intestino, e che quindi sia possibile migliorarli con tecniche mirate al benessere gastro-enterico?

I dati che abbiamo a disposizione ci dicono che questa ipotesi è del tutto plausibile: i risultati delle più recenti ricerche sono del tutto promettenti.

In questo articolo ti spiegherò perchè i tuoi sintomi al collo e alla testa possono nascere a livello dell’intestino, ed una strategia efficace per ottenere miglioramenti veloci.

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    Indice dell’articolo


     

     

    Premessa: disturbi al collo e mal di testa sono collegati (in due sensi)

    Nel mio ebook “Soluzioni per cefalea ed emicrania” e nei miei articoli ho parlato di disturbi cervicali come potenziale causa di mal di testa.

    Questo perchè diversi studi dimostrano sia che le infiammazioni cervicali provocano mal di testa, sia che quando si fanno terapie cervicali (ottenendo miglioramenti) si hanno miglioramenti anche sulla cefalea.

    È evidente quindi che quando il collo si “infiamma”, questa irritazione può trasmettersi alle strutture nervose sottostanti (meningi, tronco dell’encefalo) generando mal di testa.

    In questo articolo parliamo del collegamento AL CONTRARIO: i problemi intestinali possono irritare le strutture nervose, le quali a loro volta irritano i muscoli del collo.

    Per questo motivo, quando parlerò di “cefalea”, parlerò sempre di “cefalea e/o cervicalgia” anche se non lo specificherò ogni volta.

     

    Sintomi di quando cefalea, emicrania e cervicalgia nascono nell’intestino

    Esistono dei sintomi tipici che possono permetterci di capire che i nostri problemi di mal di testa nascono nell’intestino?

    Si e no.

    A livello di ricerca medica non esiste niente di codificato, ma lavorando a rigor di logica (e di esperienze individuali, come la mia) possiamo sicuramente dire che esistono delle caratteristiche comuni, che sono:

    •  esordio del problema in giovane età ( in genere prima dei 20 anni)
    •  presenza di gonfiori, colon irritabile e/o stipsi
    • crisi di cefalea accentuate dall’assunzione di determinati cibi o bevande
    • presenza di altri sintomi come debolezza, ansia, disturbo del sonno, dolori muscolari diffusi

    Leggendo i prossimi paragrafi potrai facilmente capire perchè questi sintomi sono spesso presenti contemporaneamente, e perchè i problemi possono cominciare in giovane età.

    Andiamo a vedere i collegamenti tra intestino e mal di testa / cervicalgia: mai sentito parlare dell’asse intestino-cervello?

    Magari no, ma sicuramente hai sentito dire che “l’intestino è il secondo cervello”!

     

    Collegamento #1: la flora microbica intestinale produce sostanze utilizzate nel cervello

    Ecco perchè l’intestino è considerato il “secondo cervello”: al suo interno vengono prodotte, grazie alla flora microbica, una serie di sostanze utilizzate a livello del tessuto cerebrale.

    Queste sostanze si chiamano neurotrasmettitori, e qui parliamo principalmente di serotonina e istamina.

    Bassi livelli di serotonina cerebrale sono fortemente associati all’emicrania, ed è per questo che spesso vengono prescritti farmaci che rientrano nella categoria dei “triptani”.

    I triptani sono molecole molto simili alla serotonina, quindi la loro assunzione ricrea nel cervello una condizione ottimale, riducendo l’infiammazione e quindi il dolore: purtroppo si tratta di farmaci pieni di effetti collaterali.

    Allo stesso modo è importante l’istamina, in quanto pazienti con mal di testa presentano una più elevata concentrazione di questa molecola.

    Bene, queste due molecole così implicate nel problema “mal di testa” sono ricavate dal cibo a livello dell’intestino, grazie all’azione digerente della flora microbica.

    Se il tuo intestino non funziona bene, è probabile che la tua flora microbica non sia “in piena forma”.

    E se la flora microbica non lavora bene, come sarà la produzione di serotonina e istamina?

    Esatto: potenzialmente alterata, quindi possibile causa di emicrania/cefalea/cervicalgia.

    Il riequilibrio della flora intestinale sembra essere il maggior responsabile dei miglioramenti in quelle persone che hanno risolto il mal di testa cambiando alimentazione.

     

    Collegamento #2: infiammazione intestinale = infiammazione cerebrale (colpa del nervo vago!)

    L’argomento “infiammazione”, e ancor più l’argomento “collegamenti tra i vari tipi di infiammazione” è veramente molto molto complesso, e lo lasciamo alla ricerca.

    A noi interessano fondamentalmente quelli che sono i risolti pratici, ed in questo caso il messaggio è:

    “più il tuo intestino è infiammato, più lo è anche il tuo cervello”

    Questo collegamento lo abbiamo sperimentato e visto tutti: quando abbiamo mal di pancia siamo irritabili e di cattivo umore, e allo stesso modo vediamo i bambini cambiare carattere quando hanno problemi gastro intestinali.

    Se vuoi cito anche l’esempio contrario, cioè quanto ci sentiamo in pace col mondo dopo una sonora defecazione, ma forse è meglio non entrare nei dettagli.

    In ogni caso, è stato dimostrato da molte ricerche come all’aumentare dell’infiammazione intestinale, la “sensibilità” del cervello cambi.

    Una ricerca su cavie ha dimostrato che irritare l’intestino con una determinata sostanza aumenta la possibilità di avere crisi epilettiche.

    Il responsabile di questo “collegamento” è il famosissimo Nervo Vago, di cui ho parlato in questo articolo.

    Una delle funzioni più importanti del Nervo Vago è quella di informare il cervello sullo stato dell’intestino.

    Cosa dirà il Nervo Vago al cervello se l’intestino è costantemente infiammato?

    Ecco, ci siamo capiti.

     

    Le cause: perché il tuo intestino può essersi “scombinato” al punto da coinvolgere il cervello

    Le cause per cui il tuo intestino può essere problematico al punto di coinvolgere il sistema nervoso sono tante, e molte stanno venendo studiate proprio in questi anni.

    Te ne elenco rapidamente qualcuna, senza soffermarmi troppo: per alcune bisogna risalire addirittura ai primi istanti dopo la tua nascita, e non abbiamo certo a disposizione macchine del tempo.

     

    • la flora microbica del tuo intestino dipende dalle condizioni del parto e post parto: il nostro intestino nasce sterile, e viene di mano in mano colonizzato dall’ambiente esterno. Quindi sulla composizione del microbioma intestinale incide il tipo di parto e il tipo di allattamento. Va da sè che parto naturale ed allattamento al seno sono le cose migliori.

     

    • la flora microbica del tuo intestino dipende dal tuo stato emotivo e dall’ambiente in cui sei cresciuto: così come l’intestino influenza il cervello, le nostre emozioni ed i nostri traumi possono influenzare la composizione dei micro organismi intestinali

     

    • cicli di antibiotici ripetuti nell’infanzia possono alterare la composizione della flora microbica

     

    • anche l’alimentazione tenuta nei primi anni di vita può aver giocato un ruolo determinante

     

    Mi è capitato di vedere un caso molto interessante di cefalea e cervicalgia legate ai postumi di numerosi interventi addominali: leggi la storia per capire come a volte la causa del mal di testa può risiedere nell’addome!

     

    Come migliorare cefalea, emicrania e cervicalgia lavorando sull’intestino

    Bene, ora che abbiamo capito il problema, la soluzione è facilissima: miglioriamo l’intestino ed il mal di testa sparirà, giusto?

    Assolutamente vero, ma il problema è: ripristinare delle buone funzioni intestinali non è per nulla semplice, chi ne soffre da tempo lo sa bene.

    A breve Annalisa (la nutrizionista che scrive insieme a me in questo blog) pubblicherà un articolo dedicato alla flora microbica, quindi quello che ti propongo ora è una sorta di “estratto”.

     

    #1 ALIMENTAZIONE

    Qual’è il tipo di alimentazione consigliato per migliorare il mal di testa?

    Non esiste una risposta univoca a questa domanda: ne ho parlato nell’apposita sezione del mio ebook “Soluzioni per cefalea ed emicrania”.

    I dati che abbiamo a disposizione ci rimandano a due raccomandazioni alimentari:

    1) dieta chetogenica, della quale si conoscono gli effetti positivi sul sistema nervoso (è utilizzata nel trattamento delle epilessie!)

    2) assunzione di alimenti probiotici (che contengono molti micro organismi) e prebiotici (che nutrono i micro organismi)

    La dieta chetogenica è un tipo di alimentazione nella quale i carboidrati vengono tenuti al minimo: il “carburante” principalmente utilizzato sono i grassi.

    È una dieta per nulla semplice da seguire, e sulla quale non è consigliabile il fai da te: se decidi di intraprenderla, fallo insieme ad un nutrizionista competente in materia.

    Come tutte le diete, c’è chi dice che “fa benissimo” e chi dice che “fa malissimo”.

    Non esistendo una “dieta ideale valida per tutti”, l’unica è provare che effetto ha sul tuo corpo: ricorda che stiamo parlando di alimentazione “terapeutica”, non di alimentazione “per tutta la vita”.

    Per quanto riguarda gli alimenti pro-biotici (che contengono molti micro organismi), parliamo sicuramente dei cibi fermentati, quindi di:

    • yogurt
    • kefir
    • crauti
    • tempeh
    • preparazioni con pasta madre
    • verdure fermentate

    I pre-biotici (sostanze che nutrono i micro organismi) sono invece presenti in:

    • topinambur
    • aceto
    • asparagi
    • legumi
    • cicoria
    • banana
    • semi di lino

     

    # 2 ATTIVITA’ FISICA

    La ricerca dimostra che l’attività fisica influenza positivamente la composizione del nostro microbiota intestinale.

    Del resto, sono noti da tempo gli effetti dell’attività sportiva nei confronti della stitichezza, così come sono ben noti gli effetti negativi della sedentarietà.

    Quale attività fisica è meglio fare, in questo senso?

    Se sei una persona attualmente a ZERO di attività fisica, ti dico sinceramente: quella che ti piace e che riesci a mantenere come abitudine!

    Il primo passo perchè una attività dia benefici è infatti quello di….farla!

    Se inizi qualcosa che non ti piace, prima o poi abbandonerai, e buona notte al secchio!

    Se invece l’attività fisica è già presente nella tua agenda, l’ideale può essere un “mix” di attività aerobica e di attività di tonificazione (anaerobica).

    Per quanto riguarda la prima, risulta essere particolarmente efficace (se parliamo di funzionalità intestinale) l’ High Intensity Interval Training: non ho ancora un articolo mirato a riguardo, quindi ti rimando a questa completa descrizione su Wikipedia.

    Per quanto riguarda l’attività di tonificazione, ti consiglio invece di leggere il mio articolo sul “come tonificare il corpo in maniera scientifica”.

     

    #3 INTEGRATORI DI PROBIOTICI E OMEGA 3

    L’argomento “integratori di probiotici” è alquanto delicato: ce ne sono davvero tanti, come scegliere quello più adatto?

    La cosa giusta da fare è a mio avviso avere le informazioni corrette: per questo ti rimando a questo interessante articolo sul sito Project Invictus.

    Detto questo, attenzione: gli integratori possono dare una mano ma non fanno miracoli, e sopratutto non sostituiscono una alimentazione sana.

    Al netto di questa considerazione, ritengo che questo dell’immagine qui sotto sia un buon prodotto, per esperienza sia mia e di chi lo ha provato.


    Un altro integratore che può essere utile sono gli acidi grassi Omega 3, che hanno da tempo dimostrato proprietà anti infiammatorie.

    Posto che andrebbero assunti per lo più con la dieta (ma non è facile), quello dell’immagine qui sotto è veramente un ottimo prodotto.

     

    Come mi occupo del problema con i miei pazienti

    Quando vedo un paziente di persona, il primo “sospetto” che il colpevole possa essere l’intestino mi viene già dal racconto dei sintomi e della loro storia (ricordi gli elementi che ho citato all’inizio?).

    Seguo poi la procedura che descrivo alla pagina Esempio di Visita, anche se va detto che ad oggi non abbiamo un esame che possa dirci al 100% “si, il tuo mal di testa o la tua cervicalgia nascono nell’intestino“.

    Valutazione posturale

    Prima di tutto eseguo una valutazione fisica, sulla postura e sul tratto cervicale: in questi casi, il collo si presenta dolente in modo uniforme, e la palpazione su qualsiasi vertebra cervicale provoca dolore acuto.

    Molto spesso, palpando le prime tre vertebre cervicali si evoca una “eco” di mal di testa.

    In genere, quando il collo è infiammato in modo così uniforme, il problema NON nasce li, ma è riflesso di uno stato infiammatorio che viene da un’altra parte (come l’intestino).

     

    Valutazione della composizione corporea

    In questi casi, la BIA ACC non fornisce informazioni particolarmente utili: chi soffre di questi problemi non ha un “profilo tipico” del metabolismo.

     

    Valutazione del sistema nervoso autonomo

    Sicuramente molto più interessanti i dati che vengono dall’analisi del Sistema Nervoso Autonomo PPG Stress Flow.

    I dati che vengono da questa apparecchiatura “parlano” della funzionalità del Nervo Vago: quando l’intestino ha dei problemi, è impossibile trovare il Nervo Vago normalmente funzionante.

    Inoltre, questo tipo di apparecchiatura fornisce dati interessanti sul potenziale stato di stress in cui si trova l’organismo.

     

    Conclusione

    Il tratto gastro enterico, ed in particolare l’intestino, ha una grossa influenza sul mal di testa e di conseguenza sul tratto cervicale.

    Per questo, non bisogna mai dimenticare di considerare i problemi di intestino come potenziale causa di disturbi muscolo scheletrici.

    Io lo faccio sempre, come puoi leggere alla pagina Esempio di Visita, ma in fondo non è difficile neanche farlo da soli.

    Senti che il tuo intestino non lavora bene?

    Prova a prendertene cura con le indicazioni che ho scritto (o che ti ha dato un professionista) e cerca di migliorarlo il più possibile.

    Se al miglioramento dell’intestino corrisponderà un miglioramento del mal di testa o dei dolori muscolari…..BINGO!!

    In fondo, anche la più precisa valutazione medica non riesce a prevedere esattamente cosa succederà al paziente, finchè non si prova.

    Tutte le indicazioni che ho dato le trovi belle ordinate e personalizzabili sul tuo caso nella mia guida “Soluzioni per cefalea ed emicrania”!

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      Marcello Chiapponi

      Ciao, sono Marcello Chiapponi, fisioterapista e personal trainer, responsabile del sito.

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