Denti, malocclusione e postura: un collegamento che… NON esiste!

Marcello Chiapponi

Marcello Chiapponi

Fisioterapista, trainer e responsabile del sito

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Ultimo aggiornamento il 3 Novembre 2022 di Marcello Chiapponi

Da molti anni si parla del rapporto che ci può essere tra l’occlusione dentale (ovvero il “come chiudiamo la bocca”) e l’insorgenza di problemi posturali: cervicalgia, lombalgia, asimmetrie di vario tipo…

Facendo una ricerca in rete è facile incappare in articoli e video nei quali si afferma con assoluta certezza che “è oramai dimostrato in modo evidente che tra occlusione dentale e postura c’è uno stretto rapporto“.

Si dice che una non perfetta occlusione  (malocclusione) possa essere alla base di molte problematiche posturali, oltre che del dolore mandibolare.

Ma… è davvero cosi?

Davvero questo rapporto tra occlusione e postura è stato dimostrato in modo evidente, tanto da rendere necessari apparecchi di correzione (bite) per risolvere i problemi posturali?

Come vedremo in questo articolo….. assolutamente no: andando a guardare gli studi, ci sono molte più prove, nonchè dichiarazioni delle associazioni odontoiatriche, che dimostrano che questo collegamento in realtà NON c’è.

In realtà, come scopriremo, non è giusto neanche portarsi all’estremo opposto: vedremo insieme che un rapporto esiste, ma non è assolutamente quello che ha portato a considerazioni tipo “hai dolore cervicale causato dalla malocclusione, quindi ti serve il bite“.

Affermazioni come questa, comunissime in ambito professionale, sono prive di qualsiasi fondamento scientifico.

Cerchiamo di fare chiarezza!

 

 

Che cosa sono occlusione e malocclusione (primi dati interessanti)

Si considera occlusione dentale il rapporto che i denti hanno quando sono in posizione di chiusura, quindi quando sono a contatto.

Di conseguenza, il termine mal-occlusione indica un non perfetto rapporto tra le due arcate dentali: ad esempio, a causa di una estrazione o di una otturazione, l’appoggio delle due arcate può essere non armonico.

E già qui c’è da dire una cosa interessante, ovvero…. quanto tempo restano realmente a contatto i denti?

In realtà, molto poco.

La posizione di riposo della bocca è APERTA, non chiusa: se mentre stai leggendo questo articolo provi a chiudere i denti e a tenere la posizione per un po’, ti accorgi che si tratta di una posizione forzata.

Per la maggior parte del tempo siamo quindi con i denti NON a contatto.

I denti vanno a contatto quando deglutiamo, cosa che avviene una volta ogni 1-2 minuti.

Vanno a contatto anche quando mangiamo, ma questo avviene solo per il 20% del tempo (1)

Facendo un rapido calcolo senza alcuna pretesa di precisione, otteniamo che il tempo totale di contatto tra i denti durante una giornata va dai 5 ai 10 minuti al giorno.

Già qui bisognerebbe fare una riflessione: una cosa che avviene al massimo per 10 minuti al giorno, può essere davvero causa di così tanti problemi?

È come se ad una persona che passa tutto il giorno seduta, dicessimo che il suo mal di schiena è dovuto al fatto che appoggia male i piedi; peccato che li appoggi solo per pochi minuti al giorno!

 

 

 

Quando (e perchè) si è iniziato a parlare di denti, occlusione e postura

Nei primi anni ’90 alcuni professionisti nell’ambito delle terapie manuali iniziarono a diffondere l’idea che ci fosse un forte collegamento tra mandibola e postura, e che quindi i problemi mandibolari potessero causare dolori di vario genere in altre zone del corpo.

L’osservazione che veniva fatta era legata al fatto che facendo determinati test di forza muscolare, il risultato cambiava a seconda che in bocca fosse presente o meno uno spessore.

Laddove un muscolo sembrava debole ad un primo test, ripetendo il test con uno spessore (o con un bite) in bocca, il risultato sembrava migliorare istantaneamente: ciò a portato a pensare ad un forte collegamento posturale.

Il problema in questo caso è la totale inaffidabilità di test di questo tipo: si possono infatti avere gli stessi risultati di momentaneo cambio della forza anche (ad esempio) mettendo un rialzo sotto un piede, o addirittura chiedendo alla persona di pensare ad un momento particolarmente positivo.

In ogni caso, queste osservazioni hanno portato molti professionisti ad iniziare a prescrivere apparecchi per migliorare l’occlusione, i famosissimi bite.

Nel 1997 si è tenuta la prima conferenza sul tema “Occlusione e postura”, nella quale una serie di esperti hanno cercato di mettere ordine nelle osservazioni che fino ad allora erano state fatte.

La conclusione però della conferenza fu che al momento non c’erano sufficienti prove di correlazione, tali per cui valesse la pena di indirizzare le persone verso trattamenti odontoiatrici per cercare di risolvere problemi posturali

Nel 2007, una revisione delle evidenze scientifiche apparsa sul Journal of Orofacials Ortophedics afferma che al momento non c’è nessuna prova che ci sia una correlazione diretta tra problemi posturali e occlusione (2).

Per lo più, si afferma anche che i numerosi studi effettuati mancano assolutamente di qualità, oppure sono semplici studi osservazionali.

 

 

 

L’occlusione ha a che vedere con il dolore mandibolare? A conti fatti, no

Prima ancora di parlare di postura, si potrebbe ipotizzare che l’occlusione, ovvero il modo in cui i denti chiudono, abbia un qualche collegamento con il dolore mandibolare.

In pratica: se i denti non chiudono bene, questo può portare a problemi di dolore mandibolare.

In realtà, i dati dimostrano esattamente il contrario, sebbene già il fatto che i denti restano a contatto pochi minuti al giorno dovrebbe bastare.

In realtà, sia una revisione della letteratura (3) sia uno studio effettuato su più di 4000 persone (4) hanno dimostrato che:

  • il concetto di “occlusione perfetta” non esiste. Solo il 3% della popolazione SANA ha una occlusione “da manuale” (già questo dovrebbe farci accendere una lampadina)
  • non ci sono correlazioni tra l’occlusione (il “come chiudono i denti”) ed il dolore mandibolare

In conclusione: il dolore mandibolare c’entra poco con la chiusura dei denti.

L’articolazione della mandibola può sviluppare infiammazione e dolore per cause di tutt’altro genere (ne parleremo tra poco).

 

 

 

L’occlusione determina la postura? Assolutamente no!

Qualcuno è arrivato a dire addirittura che tutta la postura sia determinata dal modo in cui i nostri denti appoggiano.

In realtà, anche un non addetto ai lavori sa benissimo che là fuori c’è pieno di gente senza denti o con dei veri disastri in bocca, ma che non ha una postura peggiore della media.

Ma se questo non bastasse, ci sono anche una serie di evidenze scientifiche che lo dimostrano.

Nel 2019, un gruppo di ricercatori italiani ha effettuato una ricerca, concludendo che tutti i trattamenti ortodontici che vengono fatti per avere un supposto beneficio posturale in realtà non hanno basi scientifiche (5).

In uno studio del 2021, un gruppo di 80 bambini che presentavano una malocclusione di tipo asimmetrico sono stati divisi in due gruppi: uno ha ricevuto un trattamento ortodontico, l’altro no.

Entrambi hanno mostrato, a distanza di un anno, modificazioni della postura del tutto sovrapponibili!

In pratica nel gruppo in cui la malocclusione è stata corretta, la postura si è modificata tanto quanto negli altri: è stata quindi la crescita a determinare il cambiamento, non la correzione della malocclusione (6).

 

 

 

Malocclusione, postura e sport

Nel campo dello sport professionistico, a moltissimi sportivi viene detto che le loro performance possono essere limitate dai problemi di malocclusione.

Questo è tanto più vero quanto più si sale di livello, e si va a cercare la massima performance possibile.

C’è del vero in tutto questo?

Anche qui, bisogna in realtà guardare la realtà dei fatti.

Se vediamo le evidenze scientifiche a disposizione, un gruppo di italiani ha dimostrato che anche qui di prove ce ne sono poche, e quelle poche che ci sono risultano piuttosto incerte (7).

Bisogna però dire una cosa: in realtà, è proprio nello sport ai massimi livelli che sono più diffuse le pratiche poco dimostrate scientificamente.

Ad esempio, abbiamo visto tutti (e vediamo ancora) i cerotti colorati sulle gambe e sulle schiene dei vari atleti.

Prove sull’utilità di questa tecnica, chiamata taping, non ce ne sono.

E come dimenticare le “bolle” sulle schiene dei nuotatori, viste fin dalle Olimpiadi del 2016.

Anche su questa tecnica, chiamata “coppettazione” non c’è (e non ci può essere) alcun tipo di evidenza.

Eppure queste pratiche continuano ad essere in voga nel mondo sportivo, per un semplice motivo: gli sportivi ad alto livello…. le provano tutte!

Chi come me ha lavorato con gli atleti, sa benissimo che quello è il campo dell’effetto placebo per eccellenza.

Insomma, solo perchè una cosa la fa uno sportivo professionista, non significa che sia una cosa sensata.

 

 

 

Ma allora non c’è davvero nessun collegamento tra occlusione e postura?

Non è esattamente così.

La mandibola è una articolazione ricchissima di collegamenti con il sistema nervoso, e di conseguenza anche con il sistema posturale.

Il motivo è semplice: l’articolazione temporo mandibolare ci serve per mangiare, ovvero per svolgere una funzione primaria.

Ecco perchè è così “centrale” e ricca di innervazioni, al punto di poter far “scattare l’allarme” in diverse regioni del corpo (spalle e collo in primis).

Ma da lì al dire che “determini la postura” e che quindi “vada corretta con un bite”, la strada è davvero tanta.

Non stupisce quindi che i vari forum ed i gruppi Facebook siano sempre pieni di discussioni sull’argomento “come dovrebbe essere il bite“, ma che sono dominate da una costante: persone che in realtà non riescono ad avere miglioramenti.

Questo perchè, come abbiamo visto, l’appoggio dei denti è un fattore in realtà piuttosto marginale.

Paradossalmente ci sono MOLTE più correlazioni tra disturbi alla mandibola e tensione emotiva: non a caso, gli episodi di dolore facciale o mandibolare sono nettamente aumentati dall’inizio della pandemia da COVID 19 (8).

Se ci pensiamo, è piuttosto logico: una delle prime cose che facciamo quando andiamo in tensione è proprio il serrare i denti.

Naturalmente, la tensione emotiva colpisce anche una serie di altri muscoli: ecco perchè comunemente si assiste contemporaneamente a sintomi mandibolari E dolori posturali.

Ma questo non significa che siano l’uno la causa dell’altro!

 

 

 

Conclusione

Come spesso succede, il fatto che una pratica sia molto diffusa a livello medico e professionistico, non significa che sia in realtà una pratica dimostratasi realmente efficace.

Per quanto questo possa sembrare incredibile, è assolutamente così.

Il discorso “bite” non fa assolutamente eccezione: la prescrizione di bite (che peraltro sono spesso molto costosi) è drammaticamente sproporzionata rispetto alla potenziale efficacia.

Per risolvere i problemi mandibolari e i problemi posturali (che abbiamo visto non essere necessariamente correlati) la rieducazione e l’esercizio specifico devono essere la scelta primaria.

Il mio amico Marcello Bettuolo lavora da anni con queste problematiche, ed ha collaborato con specialisti al massimo livello.

La sua metodica è 100% rieducativa e non invasiva: la puoi considerare come una sorta di “reset” nei confronti di quei meccanismi che generano tensione e dolore.

Ce ne parlerà in un seminario online Mercoledi 9 novembre alle 21 (replica per 48 h).

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    Bibliografia

     

    (1) Irving M. Sheppard, Newton Markus, Total time of tooth contacts during mastication, The Journal of Prosthetic Dentistry, Volume 12, Issue 3, 1962, Pages 460-463, ISSN 0022-3913,

    (2) Hanke BA, Motschall E, Türp JC. Association between orthopedic and dental findings: what level of evidence is available? J Orofac Orthop. 2007 Mar;68(2):91-107. English, German. doi: 10.1007/s00056-007-0634-0. PMID: 17372708.

    (3) Gesch D, Bernhardt O, Kirbschus A. Association of malocclusion and functional occlusion with temporomandibular disorders (TMD) in adults: a systematic review of population-based studies. Quintessence Int. 2004 Mar;35(3):211-21. PMID: 15119680.

    (4) Gesch D, Bernhardt O, Kocher T, John U, Hensel E, Alte D. Association of malocclusion and functional occlusion with signs of temporomandibular disorders in adults: results of the population-based study of health in Pomerania. Angle Orthod. 2004 Aug;74(4):512-20. doi: 10.1043/0003-3219(2004)074<0512:AOMAFO>2.0.CO;2. PMID: 15387030.

    (5) Langella F, Fusini F, Rossi G, Villafañe JH, Migliaccio N, Donzelli S, Berjano P. Spinal deformity and malocclusion association is not supported by high-quality studies: results from a systematic review of the literature. Eur Spine J. 2019 Jul;28(7):1638-1651. doi: 10.1007/s00586-019-05896-4. Epub 2019 Jan 23. Erratum in: Eur Spine J. 2019 Feb 9;: PMID: 30673874.

    (6) Lippold C, Moiseenko T, Drerup B, Schilgen M, Végh A, Danesh G. Spine deviations and orthodontic treatment of asymmetric malocclusions in children. BMC Musculoskelet Disord. 2012 Aug 21;13:151. doi: 10.1186/1471-2474-13-151. PMID: 22906114; PMCID: PMC3489858.

    (7) Dental occlusion and sports performance: A critical review. October 2013Gazzetta Medica Italiana 172(10):791-797

    (8) Medeiros RA, Vieira DL, Silva EVFD, Rezende LVML, Santos RWD, Tabata LF. Prevalence of symptoms of temporomandibular disorders, oral behaviors, anxiety, and depression in Dentistry students during the period of social isolation due to COVID-19. J Appl Oral Sci. 2020 Nov 30;28:e20200445. doi: 10.1590/1678-7757-2020-0445. PMID: 33263648; PMCID: PMC7714260.

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