Ritenzione idrica: quando la causa è lo stress

ritenzione idrica da stressPer ritenzione idrica si intende la tendenza dell’organismo ad accumulare liquidi negli spazi interstiziali, ovvero tra cellula e cellula, provocando così gonfiori più o meno evidenti detti edemi, spesso diffusi in zone caratteristiche: addome, glutei, cosce.

Questo problema può avere differenti origini e cause:

  • alimentare: legata a diete troppo ricche di cibi ipersodici (formaggi stagionati, insaccati, cibi confezionati, ecc.) oppure ad alcune intolleranze;
  • utilizzo di farmaci: antinfiammatori, anticoncezionali orali, cortisonici, ecc.;
  • problemi circolatori: disturbi nel microcircolo ematico e linfatico sono responsabili del ristagno di liquidi tra cellule;
  • alcune patologie: insufficienza renale e cardiaca, patologie epatiche, ipertensione arteriosa, patologie alla vescica, ecc.
  • sovrappeso: rallenta la diuresi e favorisce la ritenzione idrica;
  • stress e disturbi correlati.

La ritenzione idrica colpisce maggiormente le donne, a causa di fattori ormonali e per la minor efficienza del circolo linfatico. Tuttavia anche nell’uomo si possono riscontrare casi di accumulo dei liquidi, spesso dovuti a scarso introito di acqua o a diete ipersodiche.

 

Ritenzione idrica e stress

La ritenzione idrica è un problema molto comune, ma pochi conoscono i collegamenti tra ritenzione idrica e stress.

L’acqua viene introdotta nel nostro corpo attraverso cibi e bevande, oltre ad essere in parte prodotta da processi metabolici e dall’ossidazione dei nutrienti.

Il bilancio idrico nel nostro corpo è regolato da due componenti importanti:

  1. Centro della sete: ha sede nell’ipotalamo e viene stimolato da alte concentrazioni di sodio nell’organismo.
  2. Ormone antidiuretico (ADH): prodotto dall’ipotalamo, stimola il rene a trattenere acqua, al fine di prevenire la disidratazione.

L’esposizione prolungata a stress psico-fisico può portare ad aumento dei livelli di ADH, con conseguente eccessivo accumulo di liquidi e diminuzione delle perdite attraverso urine e sudorazione. Lo stress cronico e l’infiammazione ad esso correlata sono in genere sempre associati ad alti livelli di acqua extracellulare e gonfiori in diversi aree del corpo.

 

Cura della ritenzione idrica con L’Altra Riabilitazione

 

Il problema ritenzione idrica ha come cura elettiva un mix di interventi su: alimentazione, attività fisica, integrazione, gestione dello stile di vita.

Il nostro approccio al problema parte da una accurata valutazione, come descritto alla pagina esempio di visita: la valutazione serve a chiarire tutti i vari aspetti del problema, individuandone le cause e di conseguenza i rimedi. In particolare viene valutato:

  • stato di salute dei tessuti e del metabolismo tramite analisi del metabolismo BIA ACC: l‘analisi del metabolismo BIA ACC è il cardine della valutazione del problema ritenzione idrica da stress. Essa permette di conoscere esattamente la quantità di acqua extracellulare, la quantità di minerali fondamentali nella gestione del problema (sopratutto il sodio), e permette di capire quanto il metabolismo stia funzionando bene o sia influenzato da vari tipi di stress. Questa precisa analisi permette di individuare una terapia mirata, e di monitorarne l’andamento nel tempo.
  • stato del sistema nervoso autonomo tramite analisi del sistema nervoso autonomo PPG: il sistema nervoso autonomo è il principale “motore” del metabolismo. Stati di malfunzionamento di questo sistema, causati da stress di vari tipi, portano a diversi sintomi (gonfiori gastro enterici, stanchezza, disturbi del sonno..) ed a rallentamento del metabolismo.

A seconda dei risultati della valutazione viene stilato un completo piano riabilitativo, che si basa su alimentazione personalizzata, attività fisica mirata, integrazione, gestione dello stile di vita, esercizi specifici.

 

Rimedi per la ritenzione idrica

Per ridurre o prevenire il fastidioso problema della ritenzione idrica, i rimedi “domestici” da adottare sono ovviamente  basati sugli stessi principi della terapia mirata, e cioè:

  • Alimentazione corretta
  • Adeguato apporto idrico
  • Attività fisica regolare
  • Moderato (laddove possibile) utilizzo di farmaci.

 

Alimentazione corretta:

 

L’elemento chiave da moderare in termini di assunzione è ovviamente il sodio, limitando  l’apporto di cibi come: formaggi stagionati, cibi industriali e/o confezionati, insaccati, dadi da cucina, snack, sale da cucina.

È fondamentale aumentare consumo di frutta e verdura fresca, ricche di fibre e acqua, con particolare riferimento alle varietà  ricche in potassio, antagonista del sodio come: pomodori, cetrioli, peperoni, finocchi, kiwi, banane, cocomero.

Anche l’apporto di magnesio e calcio con l’alimentazione deve essere adeguato, questi elementi insieme al potassio aiutano ad eliminare il sodio in eccesso, pertanto la dieta dovrà fornirne in quantità adeguata, per esempio tramite latticini e frutta secca.

 

Bilancio idrico:

Molti soggetti sottovalutano l’importanza di bere adeguate quantità di acqua durante il giorno, se le quantità di liquidi introdotti sono ridotte l’organismo si difende sintetizzando maggiori livelli di ADH e favorendo l’ulteriore accumulo di liquidi. Il fabbisogno idrico nell’adulto è pari a circa 1 ml di acqua per kcal introdotta, importanti variazioni sono tuttavia legate all’età, allo stato di salute e alle condizioni fisiologiche. Le donne in gravidanza e allattamento e durante il periodo del ciclo mestruale manifestano un aumento del fabbisogno idrico.

Alcuni rimedi farmacologici e fitoterapici possono aiutare ad eliminare i liquidi in eccesso, come integratori e tisane a base di betulla, finocchio, tiglio, tarassaco.

 

Attività fisica:

Una regolare e quotidiana attività fisica è fondamentale per promuovere un corretto funzionamento del circolo ematico e linfatico e per favorire il normale sistema drenante dell’organismo. Preferire le scale all’ascensore, camminare frequentemente, utilizzare la bicicletta al posto dell’auto per muoversi e molte altre attività si possono compiere quotidianamente per combattere la sedentarietà.

Particolare attenzione occorre prestare con i soggetti fortemente stressati: una condizione di stress cronico si accompagna ad uno stato di leggera infiammazione di tutto l’organismo. In questi casi l’attività fisica dovrà essere mirata, evitando il rischio di ridurre la muscolatura scheletrica, condizione che favorirebbe ulteriormente l’accumulo di liquidi e tessuto adiposo. La condizione di stress complessivo la si può determinare esattamente con un esame come l’analisi del metabolismo BIA ACC, ma si può intuire anche compilando il nostro test di autovalutazione.

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D.ssa Annalisa Caravaggi

Annalisa Caravaggi

Ciao, sono Annalisa Caravaggi, la nutrizionista di L'Altra Riabilitazione.it

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