Stitichezza: guida ai rimedi per combatterla

In questo articolo ti parlerò  di uno dei sintomi più diffusi negli ambulatori dei medici e dei professionisti sanitari: la stitichezza (o stipsi)

Essendo un problema molto comune, il mondo del web impazza di siti che parlano di rimedi miracolosi e non per riconoscere e combattere questo fastidioso disturbo di cui soffrono milioni di persone.

La stipsi è un problema da tenere in GRANDE considerazione: al di là del disagio che può causare, si tratta anche di una “spia” importante di cattivo funzionamento del nostro intestino.

E il nostro intestino, oramai lo sanno tutti, è un organo CHIAVE per una infinita serie di funzioni, in primis quelle cerebrali e immunitarie.

Abbiamo quindi tutto l’interesse a far funzionare l’intestino il meglio possibile, dato che è assolutamente valida l’equazione “intestino felice = maggior benessere generale“.

La stitichezza non è certo segno di intestino felice: in questo articolo ti spiegherò quindi quali possono essere le cause alla base del problema, e naturalmente quali sono i rimedi (non scontati) per combatterla.

Prima di farti prendere dallo sconforto e dire “le ho provate davvero tutte”, leggi attentamente questo articolo!

 

Quando possiamo parlare di stitichezza o stipsi?

Innanzitutto, una cosa importante: la stitichezza non è una malattia, ma un sintomo.

Nella stragrande maggioranza dei casi, si tratta di un sintomo che si può ridurre o eliminare, naturalmente con le giuste indicazioni.

Alla base della stipsi ci sono fondamentalmente 3 situazioni:

  • patologie dell’intestino
  • utilizzo di alcuni farmaci
  • problemi “funzionali”

Il 90% dei problemi di stipsi è dovuto alla terza categoria, ovvero i problemi “funzionali”: detto in parole povere, significa che il tuo intestino non ha nessuna malattia vera e propria, ma non “funziona bene“.

La stipsi può presentarsi come fenomeno transitorio, legato ad una particolare stagione o ad un momento che stiamo vivendo, oppure essere una nostra caratteristica “fissa“.

Gli esperti hanno stabilito i criteri di seguito elencati per riconoscere la presenza o meno di questo sintomo in forma “cronica”:

  1. Il disturbo deve persistere da oltre 6 mesi.
  2. Devono essere presenti almeno 2 delle seguenti condizioni per almeno 3 mesi:
  • meno di 3 scariche a settimana
  • occorre sforzarsi molto per defecare almeno 1 volta su 4
  • non ci si sente completamente svuotati dopo l’evacuazione almeno 1 volta su 4
  • occorre ricorrere a manovre manuali per facilitare la defecazione (es. svuotamento manuale del retto, pressione sulla parete vaginale posteriore, ecc.) almeno 1 volta su 4
  • feci dure o caprine almeno 1 volta su 4.
  • Presenza di feci molli solo dopo l’assunzione di lassativi.

Conoscendo questi criteri, è facile determinare se nel tuo caso si può parlare di stipsi cronica, o se puoi sperare in un momento di transitoria difficoltà del tuo intestino, magari legato a una delle situazioni che descrivo sotto.

 

Possibili cause di stipsi TRANSITORIA

La difficoltà di evacuazione TRANSITORIA può presentarsi in diversi casi: in generale si tratta di situazioni in cui vengono modificate le nostre abitudini o i nostri ritmi.

Anche la quantità di stress che stiamo accumulando gioca un ruolo assolutamente fondamentale.

 

Stipsi “da viaggio”:

In vacanza o durante un viaggio di lavoro può capitare di non riuscire a scaricarsi regolarmente, specie nei primi giorni: in questi casi il disturbo è generalmente passeggero.

Ricorda che l’intestino è come un criceto: è un animale molto abitudinario, pertanto piccole variazioni dello stile di vita, come l’orario dei pasti o il tipo di cibo che assumiamo, possono essere una fonte di stress e quindi di cambiamenti funzionali.

Del resto, se ci pensiamo un attimo, in viaggio le abitudini cambiano parecchio: si mangia in modo sregolato (panini, pizze, pasti in aereo, ecc) e ad orari diversi rispetto al solito (figuriamoci se c’è di mezzo un jet lag!), si beve di meno per paura di dover andare in bagno spesso o di non trovarne uno decente in giro, talvolta se compare lo stimolo lo reprimiamo perché “riusciamo a farla solo a casa nostra”.

 

Stipsi  da patologie e utilizzo di farmaci:

La stipsi è un sintomo associato a molte patologie, tra cui:

  • Malattie del sistema nervoso o muscolari: tumori, ostruzione intestinale, sclerosi multipla, morbo di Parkinson, sclerodermia, ecc.
  • Malattie metaboliche: diabete mellito, ipercalcemia, ipopotassemia, ecc.
  • Malattie endocrine: ipotiroidismo, insufficienza ipofisiaria.
  • Numerosi farmaci possono causare stitichezza: analgesici, antidolorifici, antidepressivi, antiacidi, diuretici, antidiarroici, antistaminici, chemioterapici, ecc.

Ovviamente, in questi casi, devi discutere con il tuo medico a riguardo di una revisione / integrazione della tua terapia.

Ma altrettanto ovviamente, i consigli che troverai nel resto dell’articolo potranno esserti estremamente utili.

 

Stipsi in gravidanza:

L’aumento del progesterone in gravidanza ha lo scopo di tenere a bada le contrazioni uterine, lo svantaggio però è che riduce la peristalsi intestinale ostacolando l’evacuazione.

Negli ultimi mesi inoltre, l’ingombro del pancione può costituire un ostacolo per il passaggio delle feci.

In genere chi risente di più di questo disturbo sono le donne che soffrivano di stipsi anche prima della gravidanza.

 

 

Possibili cause di stipsi CRONICA

Eccoci al punto critico, quello che interessa la maggior parte delle persone, ovvero le cause della stipsi CRONICA.

Possiamo accettare che il nostro rapporto con la toilette cambi momentaneamente durante un viaggio o se stiamo facendo una cura: più difficile è accettare di convivere cronicamente con le difficoltà di evacuazione.

Cerchiamo quindi di capire PERCHÈ si può sviluppare stitichezza in forma cronica, e poi cosa fare per ridare una buona funzionalità al nostro intestino.

 

Conformazione particolare dell’intestino (es. dolicocolon)

Alla base della stitichezza cronica ci può essere una causa di tipo anatomico, ovvero: il tuo intestino può essere molto lungo e tortuoso.

Questa condizione, in termini medici, viene definita dolicocolon.

Ovviamente, a fronte di un intestino lungo e tortuoso, il passaggio delle feci non può essere semplice più di tanto.

In questo caso l’attenzione verso le indicazioni che troverai tra poco dovrà essere alta e costante: purtroppo quando ci si trova a fronteggiare un problema anatomico, non c’è modo di pensare a qualcosa che si possa chiamare “soluzione definitiva”.

La conformazione del tuo intestino è e rimarrà quella: il tuo compito sarà di creare le condizioni più favorevoli possibili per un buon transito delle feci.

 

 

Stitichezza dovuta a iper-attività del sistema nervoso (problemi del sistema nervoso autonomo)

Potrei riassumere le complesse parole del titolo del paragrafo con la genericissima definizione di STRESS.

Ma una frase tipo “hai stitichezza per colpa dello stress” è davvero banale, inesatta e priva di aiuti concreti.

Il meccanismo è in realtà questo: ci sono una serie di persone (molte) caratterizzate da una forte attività e tensione nervosa.

Vuoi che sia il loro carattere, vuoi che sia la loro storia, molte persone vivono in un perenne stato di tensione, più o meno alta: non sono mai completamente rilassate.

Se la tensione nervosa è alta, il sistema nervoso manda dei messaggi di “chiusura” all’intestino: quando eravamo nelle caverne, una situazione di “tensione” poteva essere una situazione di “pericolo di vita”, quindi sicuramente non una situazione ideale per….la defecazione!

Questo “programma di emergenza” è assolutamente ancora presente nel nostro sistema nervoso, anche se la nostra “tensione” non è quasi mai dovuta ad un reale pericolo di vita (per fortuna!).

Di conseguenza, chi ha uno stato di tensione nervosa mediamente alto, ha come conseguenza un intestino mediamente chiuso e con transito difficoltoso.

Ovviamente, in situazioni di stress vero e proprio, questo meccanismo si amplifica all’ennesima potenza, tuttavia ci sono moltissime persone che hanno un elevato stato di tensione nervosa anche senza particolari stress.

 

Stitichezza e auto-aiuto:  tecniche semplici ed efficaci per aiutare l’intestino

Ok, abbiamo visto le cause alla base del problema della stitichezza transitoria e della stitichezza cronica.

Ora è decisamente il momento di vedere i rimedi, ovvero: cosa possiamo fare per aiutare il nostro intestino a funzionare bene?

I rimedi che elencherò sono del tutto indipendenti dalla causa: sia che tu abbia problemi “anatomici”, sia che tu abbia una forte tensione nervosa, i rimedi che troverai qui sotto ti potranno aiutare.

Alcuni di essi potrebbero apparirti abbastanza scontati ma ATTENZIONE: in genere, più ti sembrano scontati, meno li stai applicando.

Quindi, dopo il “questo l’ho già sentito“, pensa anche se è vero il “questo lo sto applicando“.

1) Bere acqua a sufficienza

Se si beve già abbastanza è difficile che un ulteriore aumento dei liquidi introdotti possa fare la differenza.

Ma se nel corpo c’è un deficit di liquidi, l’intestino tende ad assorbire più acqua dagli alimenti indurendo le feci.

Spesso dobbiamo fare i conti anche con situazioni che possono favorire la disidratazione: febbre, vomito, viaggi in aereo, dove l’aria molto secca prosciuga l’organismo senza quasi che ce ne accorgiamo.

In questi ultimi casi è opportuno bere più del solito per ripristinare la corretta idratazione e garantire un buon transito intestinale.

Insomma, bere molto è il più semplice ed immediato rimedio contro la stipsi.

2) Non sdraiarsi subito dopo aver mangiato

Potrebbe sembrare il classico “rimedio della nonna”, tuttavia in posizione supina rallenta notevolmente lo svuotamento gastrico attenuando il riflesso gastro-colico, ovvero i movimenti della peristalsi intestinale stimolati dall’arrivo del cibo nello stomaco.

3) “Se scappa, scappa”, rimandare l’evacuazione non è mai una buona idea

Come accennavo prima “l’intestino è come un criceto”, ama svolgere i suoi compiti più o meno negli stessi momenti della giornata, talvolta anche alla stessa ora.

Più tempo la tratteniamo e maggiore sarà la disidratazione che le feci subiscono nell’intestino: le feci saranno sempre più dure e sempre più difficili da espellere.

4) Postura

Sempre più studi sottolineano l’importanza della posizione che manteniamo sul WC per favorire la defecazione.

Tra le tante consigliate, quella più diffusa e con i maggiori risultati è la posizione accovacciata, la stessa che manteniamo ad esempio quando usiamo una turca. Esiste un muscolo all’inizio del canale ano-rettale che, quando siamo in posizione eretta o seduta, stringe il retto impendendo alla cacca di fuoriuscire.

Quando questo muscolo si rilassa il retto è libero e permette l’evacuazione.

La posizione accovacciata favorisce il rilassamento muscolare permettendo al canale ano-rettale di “raddrizzarsi” con maggiore facilità.

Come possiamo ottenere in casa nostra la posizione accovacciata, senza usare necessariamente una turca? Possiamo utilizzare uno sgabello, come nell’immagine sotto, oppure degli asciugamani posizionati tra la tavoletta e le nostre cosce.

postura stitichezza

5) Respirazione diaframmatica

Esercitare la respirazione può essere molto utile per favorire il transito intestinale, soprattutto per quelle persone ad alta componente “nervosa”.

Una delle conseguenze di un elevato stato di tensione nervosa è infatti l’alterarsi del ritmo e della meccanica respiratoria.

In pratica, più la nostra tensione sale, più il nostro ritmo respiratorio si fa frequente e la nostra respirazione “alta e superficiale”.

Questa situazione, ripetuta per giorni / settimane / mesi / anni, porta ad un cronico stato di contrattura e poca funzionalità del muscolo DIAFRAMMA, il principale muscolo respiratorio, evidenziato nell’immagine qui sotto.

 

 

Il diaframma, con i suoi movimenti, stimola il movimento degli organi, ed in particolar modo quello dell’intestino.

Logico che se il diaframma è “bloccato”, il transito intestinale risulterà ridotto.

Per allenare il diaframma, puoi aiutarti con questo video di Marcello, l’autore del sito.

6) Aumentare il consumo di alimenti ricchi in fibre

Frutta e verdura, cibi integrali, semi. Le fibre sono carboidrati che l’organismo non riesce a digerire e ad assimilare nell’intestino, ma se assunte in buona quantità e in presenza di acqua (pertanto se non si beve le fibre non aiuteranno mai) si gonfiano come spugne stimolando il lavoro della muscolatura intestinale e favorendo l’evacuazione.

Le fibre hanno anche il vantaggio di ridurre l’assimilazione di colesterolo e di sostanze tossiche o estranee di origine alimentare: come una calamita attirano sulla loro superficie parecchie componenti alimentari favorendone l’eliminazione e limitandone l’assorbimento.

Esistono anche numerosi alimenti ricchi di sostanze (fibre e non solo) che possono stimolare fegato e intestino favorendo l’evacuazione: melanzane (specie se assunte con la buccia esterna), pere mature, funghi, verza cotta (cruda stimola la tiroide, cotta l’intestino), miele, prugne, fichi, mela cruda (la cellulosa della polpa e le fibre della buccia sono più efficaci contro la stipsi rispetto al frutto cotto), kiwi, fragole, uva, legumi, peperoni.

Se vuoi una idea “sfiziosa” per un alimento particolarmente adatto a chi soffre di stipsi, ti propongo la ricetta della mia torta salata.

Ecco il video dove l’ho illustrata insieme a Marcello Chiapponi e a mio marito Luca (che è uno chef, problema non da poco per una nutrizionista).

7) Prebiotici e probiotici

Stress, patologie, utilizzo di antibiotici o altri farmaci, scorretto stile di vita possono causare squilibri a carico della flora microbica intestinale.

Può essere utile assumere probiotici, ovvero batteri buoni, sotto forma di integratori oppure assumendo alimenti come kefir, yogurt, miso, tempeh. I prebiotici invece sono il nutrimento dei batteri buoni intestinali e sono abbondanti nei cibi ricchi di fibre (asparagi, legumi, frutta secca, ecc.).

I prebiotici mantengono l’equilibrio della flora batterica nell’intestino, garantendo il corretto funzionamento della peristalsi e ottimizzando l’evacuazione.

Ecco alcuni esempi di prodotti, ad iniziare da PRObiotici di buona qualità

passando per la combinazione di probiotici + prebiotici (ottima scelta)

Fino ad arrivare al Kefir, che è una bevanda che ci si può auto-preparare a partire da grani come questi

Tra l’altro, la auto-preparazione aumenta notevolmente le proprietà del kefir che aiutano l’intestino.

8) Lassativi: come, quando e perché

Se si salta l’evacuazione per 1-2 giorni, senza che compaiano dolori, meteorismo e altri disagi, non occorre gettarsi nel panico e correre in farmacia ad acquistare subito il lassativo di ultima generazione.

Tuttavia, quando iniziano a trascorrere parecchi giorni senza che il nostro criceto torni a bussare alla porta del nostro WC, l’utilizzo di lassativi o purganti può essere una mossa giusta per liberare l’organismo. Attenzione però: alcuni lassativi causano una rapida espulsione del contenuto intestinale, liberando tutte e tre le parti del colon (ascendente, trasverso, discendente).

In genere quando andiamo al bagno svuotiamo solo il tratto discendente, che si riempirà di nuovo il giorno dopo per permettere la successiva evacuazione.

Ogni parte del colon richiede circa un giorno per potersi riempire di materiale da espellere: se il lassativo è molto efficace e ci permette di liberare tutti e tre i tratti in un colpo solo, occorreranno tre giorni per riempire di nuovo questi spazi.

Quindi prima di dire “Oh no, nemmeno questa funziona, sono passati già tre giorni e non c’è nemmeno l’ombra di uno stimolo”, attendiamo ancora un po’ pazientemente, prima di buttare giù un’altra polverina o pastiglietta di purgante.

9) Toilet training

Questa tecnica di “addestramento intestinale” può essere un’utile strategia per sbloccare una stipsi non particolarmente ostinata.

La tecnica prevede pochi e semplici passaggi:

  • Scegli un orario in cui sai di poter stare tranquillo, senza che suoni il telefono o che qualcuno ti chiami e ti disturbi. Il genere il momento dopo la colazione (magari dopo un bel caffè) è uno dei migliori della giornata.
  • Siediti sul water per 15-20 min al massimo, rilassati e comincia a “dondolare” avanti e indietro per stimolare l’intestino, prima piegando il busto in avanti toccando le cosce poi raddrizzandoti di nuovo.
  • Evita di sforzare troppo, se durante l’intervallo di tempo che ti sei dedicato non è successo nulla, chiudi l’esperimento tornando alle tue normali attività quotidiane.
  • Se dopo tre giorni di toilet training non si verifica comunque l’evacuazione, può essere il caso di ricorrere a clisteri o lassativi.
  • Se si ripetono quotidianamente le operazioni descritte sopra, si può tornare ad avere una maggiore regolarità intestinale nel giro di qualche settimana.

Questa tecnica andrebbe sempre sperimentata dopo una visita medica accurata, allo scopo di valutare le reali cause fisiopatologiche del problema ed escludere la presenza di eventuali patologie responsabili della stipsi.

 

 

Conclusione

La stitichezza è un problema molto comune, lo abbiamo detto all’inizio.

Giunti a questo punto non avrai grandi difficoltà a capire perchè, dato che il 90% delle persone ha un problema che abbiamo definito “funzionale”, non una vera e propria patologia.

Dato che i problemi “funzionali” sono molto legati alla tensione nervosa, puoi facilmente capire come sia assolutamente comune avere un più o meno forte stato di tensione costante: ecco perchè di stipsi ne soffrono davvero tante persone.

Se nessuna delle nove strategie sopra descritte funziona, è doveroso consultare il medico, che potrà approfondire la situazione con ulteriori indagini ed esami, aiutando a liberare l’intestino anche nei casi di occlusioni da fecaloma (“tappo intestinale”) o altre cause.

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D.ssa Annalisa Caravaggi

Annalisa Caravaggi

Ciao, sono Annalisa Caravaggi, la nutrizionista di L'Altra Riabilitazione.it

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